Videogiochi in Italia, come diventare sviluppatori

Ci vuole qualcosa di più di un semplice corso di design. Occorre acquisire strumenti e conoscenze che non parlano solo di tecnologia ma anche di team building e mercato. Così la pensa l'Accademia Italiana di Videogiochi

Roma – Nel primo di questa serie di speciali tematici dedicati al mondo dei videogiochi, su Punto Informatico si è parlato dell’ upgrade onorifico conferito all’Università Full Sail di Winter Park, in Florida, in precedenza una più normale scuola privata. Parlare però di Full Sail è un po’ alienante, non solo perché parliamo di Stati Uniti, ma anche perché si tratta di una scuola molto elitaria, la cui retta annuale si aggira fra gli 11.000 ed i 25.000 dollari. Tornando in Italia, Punto Informatico ha invece raggiunto AIV , la Accademia Italiana di Videogiochi , una scuola privata con sede a Roma dedita allo sviluppo di videogame. Nell’intervista che segue con Luca De Dominicis – Lead Game Designer dell’AIV – si sono approfonditi i metodi didattici, la struttura dei corsi, gli sbocchi lavorativi, le differenze con l’estero e la situazione dei mercati nazionale ed internazionale. L’intento non è evidentemente quello di pubblicizzare questa o quella struttura, AIV non è il primo né sarà l’ultimo referente con cui Punto Informatico ha parlato, ma di cercare di capire e analizzare le opportunità che sono oggi disponibili su un mercato videoludico, quello italiano, decisamente in ritardo rispetto a quello degli altri grandi paesi europei.

Punto Informatico: Partiamo dall’aspetto didattico. Sull’home page di AIV scorgiamo quattro tipi diversi di orientamento: Programmazione, Computer Grafica, Art Direction, Game Design. Come sono strutturati questi corsi e che tipo di competenze forniscono agli studenti?
Luca De Dominicis: Scendendo subito nei dettagli è importante porre subito un punto chiave su AIV: tutti i nostri corsi sono puntati verso il Game Development ed hanno una fortissima impronta pratica. Questo implica che per i due canali principali, Grafica e Programmazione, si parte dalle base per arrivare dopo due anni di corso, alla possibilità di mostrare il proprio lavoro in ambito videoludico ad un colloquio presso una software house.
Questo viene raggiunto non solo tramite le molte ore teorico/pratiche, ma anche e soprattutto grazie al secondo anno completamente pratico: cerchiamo di far lavorare le due classi ad un progetto comune che porti ad un prodotto mostrabile in sede di colloquio.
Gli altri corsi, Art Direction e Game Design, vengono erogati sotto forma di seminari gratuiti: AIV trova pretestuosa infatti l’erogazione di corsi di Game Design (ad esempio) che così spesso vediamo in Italia.

PI: Perché? Cosa significa essere un Game Designer?
LDD: Non vuol dire unicamente “pensare ad un bel gioco”, ma soprattutto vuol dire pensare ad un titolo ben conoscendo le difficoltà a cui andrà incontro il team di developer per realizzarlo.
Per questo sollecitiamo gli iscrivendi a partecipare ad uno dei due canali e forniamo gratuitamente degli incontri per approfondire il tema Game Design e Art Direction.

PI: Quali tool vengono messi in campo per la didattica?
LDD: Possiamo dire che, per il corso di Computer Grafica, prediligiamo lo studio approfondito di Maya per quel che concerne modellazione ed animazione. Dal prossimo anno apriremo lo studio anche a 3DSmax .
Utilizziamo Photoshop nell’ambito di texture ed progettazione/realizzazione delle GUI in game e out-game.
Per la realizzazione di Normali (sia normal map che bump map) insegniamo sia Z-Brush che Mudbox , preferendo un tantino Z-Brush per quel che concerne la realizzazione delle versioni High-Poly dei modelli.
Tutto il discorso Texture viene ripreso ampiamente durante la fase che rivela il delicato compito di produrre degli Unwrap e Skin. Non mancano cenni delle moderne tecniche di Pelt-Mapping .

PI: Altre indicazioni per chi si avvicina a queste possibilità?
LDD: Il corso si conclude il primo anno con uno studio approfondito della realizzazione di modelli 3D e di ottimizzazione platform-based: mostriamo tutta una serie di criteri per partire da una art direction e finire con un modello importabile nel motore di gioco in base alla piattaforma usata ed in base al tetto massimo di poligoni da usare.
Questa parte è, a mio avviso, quella più interessante in AIV: studiare i software non è così complesso, imparare i percorsi aziendali e gli short-cut di pensiero adeguati per operare con un modello 3D – ad esempio – nel migliore e nel più celere dei modi è il valore aggiunto che fornisce AIV ad i suoi studenti.

PI: Con quali skill di programmazione si affronta un corso del genere?
LDD: Dal lato programmazione il corso è leggermente scalabile in base al tipo di classe che abbiamo (quanti studenti sono già confidenti nei vari linguaggi di programmazione). Partiamo da C++ per arrivare abbastanza in fretta all’architettura del codice per un videogame, toccando argomenti fondamentali quali la gestione della fisica, delle entità, delle risorse e all’implementazione dei vari linguaggi di scripting: dall’XML al Python al TCL/TK.
Chiaramente il tutto in ambiente di sviluppo che usa tool quali Visual Studio, Nebula Device 2 e Rak Net .
Una parte del corso abbastanza rilevante tratta il caso speciale della programmazione Windows e quindi Direct X, gestione dell’interfaccia e gestione avanzata della grafica.
Il percorso del primo anno di programmazione si conclude con l’implementazione del sonoro e degli input.

PI: Quanti studenti avete? C’è un’età ideale per iscriversi alla vostra Accademia?
LDD: L’Accademia Italiana Videogiochi è a numero chiuso e offre 8 posti l’anno sia per Grafica che per Programmazione. L’età dei nostri studenti oscilla molto, spesso infatti abbiamo laureati o lavoratori, diciamo che approssimativamente il range che ci si presenta va dai 20 ad i 40 anni.
I corsi di AIV sono serali, appunto per permettere a studenti e lavoratori di frequentarli conciliandoli con i loro altri interessi.

PI: C’è un qualche pre-requisito essenziale per iniziare?
LDD: L’unica cosa ideale per iscriversi ad AIV è la passione per i videogame: affrontiamo molti argomenti nel corso dei due anni di corso e le lezioni in aula devono essere coadiuvate da altrettanto studio a casa e l’entusiasmo è spesso la molla che fa la differenza fra lo studente che riesce e quello che poi fatica a trovare un posto di lavoro post accademico.

PI: Perché uno studente dovrebbe preferire l’Accademia alle forme tradizionali di apprendimento didattico?
LDD: Per il suo aspetto fortemente pratico. Ad ogni colloquio di lavoro nel settore videoludico viene fatta espressa richiesta di referenze ed esperienze maturate in ambiti simili. Il secondo anno di AIV punta esattamente a questo: dare agli studenti un’esperienza pratica che sia la chiave di volta di un colloquio di lavoro.
Ogni altra forma, ovviamente parlando di Italia, non ha ancora prodotto alcuno studente inserito in alcuna software house. AIV di contro vanta già mezza dozzina di studenti in software house italiane ed internazionali. PI: Parliamo un attimo dell’aspetto economico: la retta annuale per l’iscrizione all’AIV è di 2.500 euro all’anno. Non è una cifra insormontabile, ma neanche alla portata di tutti. Ci sono forme di aiuto verso gli studenti? Ci sono forme di iscrizione in base al reddito? Avete un sistema del tipo “borsa di studio” per premiare gli studenti più meritevoli?
LDD: Il costo di AIV è in linea con l’esborso richiesto per frequentare dei Master post-laurea.
Considerando che il nostro progetto pesa unicamente sulle nostre spalle diviene matematicamente impossibile abbassare il costo del corso. Ci teniamo ad aggiungere che AIV fin ora ha fatto tutto con le sue sole forze, resistendo ad uno stato ed alle istituzioni completamente latitanti in questo tipo di ambito.
Anche le industrie e le strutture più grandi d’Italia – AESVI per citarne una – si occupano di corsi che si rivolgono alle infrastrutture che ruotano intorno al mondo dei videogame e non di corsi di Game Development, questo per dare il quadro di quanto sia difficile e raro il tipo di offerta formativa che andiamo a proporre ad i nostri studenti.
Non possiamo far finta di nulla: il settore videogiochi risente come tutti gli altri della parossistica stagnazione che il nostro paese offre a tutte le industrie emergenti.
Il tipo di aiuto che forniamo a quanti volessero partecipare ad AIV è la possibilità rateizzare la retta spendendo poco più di 150 euro al mese.

PI: Nessun segnale dalle istituzioni?
LDD: Stiamo cercando di sensibilizzare le istituzioni verso il nostro settore ma il percorso è ancora lento ed accidentato. Più che allo stato, e questo è uno scoop, AIV sta lavorando con una grande software house italiana – di cui non possiamo fare il nome – per proporre dei corsi con annesso stage aziendale remunerato, creando in questo modo un connubio assolutamente unico nel nostro paese. Uno stage remunerato sarebbe il perfetto coronamento di un percorso didattico di levatura internazionale: non solo lo studente vivrebbe la vita delle software house di rilievo, ma si vedrebbe riconosciuto uno stipendio con il quale ammortizzare il costo del corso.

PI: Per ora l’AIV è una piccola realtà didattica presente con un’unica sede a Roma. Avete intenzione di portare l’Accademia da qualche altra parte, in Italia?
LDD: In base a come andranno le trattative a cui accennavo potremmo aprire una nuova sede. Per il momento AIV rimane esclusivamente a Roma.

PI: Quali sono gli sbocchi lavorativi per chi consegue una certificazione presso l’AIV? Avete contatti diretti con aziende di videogame?
LDD: Le aziende internazionali guardano moltissimo alla qualità personale del professionista che andranno ad assumere. La laurea non è richiesta nel 85% delle offerte di lavoro (in cui spiccano prestigiosissime posizioni sia per i grafici che per i programmatori) mentre diviene un punto focale sia la referenza che il portfolio presentato al momento del colloquio.
Attualmente AIV ha posizionato studenti e docenti in realtà internazionali che vanno dall’Inghilterra, all’Olanda per finire in America. Parliamo di realtà del calibro di Disney Interactive e Activision senza però dimenticarci delle belle ed importanti realtà locali come, ad esempio, Twelve Interactive che per prima ha assunto un programmatore formatosi in AIV.

PI: Qualche nome che da AIV è transitato in quelle sedi?
LDD: Per fare un po’ di nomi vediamo Manuele Bonanno impiegato alla Disney Interactive, Carlo Mangani per la Twelve Interactive, il nostro amico e socio Alessandro Bartolucci in prestito come Lead Programmer per Call of Duty 4 all’Activision, Stefano Pinna in Olanda per una prestigiosa software house che sviluppa in out-source per grandi titoli. Abbiamo un altro studente in partenza (incrociamo le dita!) per la Hull in Inghilterra grazie alle nostre referenze.
Insomma: secondo noi niente male per una realtà nata in modo indipendente e che non ha ricevuto aiuto alcuno né dalle istituzioni né dalle major che vedono l’Italia solo come una terra da “exploitare” e non come una realtà da far crescere culturalmente parlando.

PI: Su Punto Informatico ne abbiamo già parlato a fondo: negli USA i videogiochi sono una cosa seria e si vedono sempre più spesso scuole private essere riconosciute poi università a livello statale. AIV ha mai provato ad avvicinare il MIUR ? È nei vostri obiettivi ricevere un riconoscimento di questo genere o non vi interessa – non vi preoccupate di questa questione?
LDD: Le realtà didattiche Istituzionali Italiane hanno un profondo “bug”: essendo italiane soccombono alla pesantissima pressione di favoritismi e “mafiette” così tanto note a chi frequenta le normali facoltà. Siamo apparsi in radio, in televisione e sui maggiori periodici del paese. Abbiamo sviluppato il primo FPS italiano completamente fatto da zero ma queste non sono motivazioni sufficienti per portare avanti la nostra realtà. In Italia ci vuole altro.
Siamo talmente tanto arretrati e bloccati da retaggi culturali arcaici che nemmeno gli enormi profitti derivanti dalla nostra industria servono a smuovere tanto gli investitori quanto le istituzioni.
Abbiamo parlato con molte venture capital italiane riguardo l’opportunità di investire nel nostro settore solo per sentirci rispondere che non sapevano nemmeno della sua esistenza.
Non è tutto perso: abbiamo tenuto il primo Game Developer Day presso la facoltà di Matematica a Tor Vergata, presso Roma, e sia l’affluenza che il successo sono stati appaganti.
Rimaniamo però sempre appesi alla buona volontà di professori lungimiranti. Preferiamo a questo punto perseguire il percorso autonomo confidando nei partner di rilievo che nel corso di questi anni abbiamo saputo conquistare per qualità ed onestà.

PI: Parlando quindi di sviluppo e videogiochi in Italia c’è solo da piangere? Come la vedete? Migliora?
LDD: Quando AIV vide la luce, nel 2004, ad eccezione di Milestone nel nostro paese non si sviluppava nemmeno un titolo.
Anche grazie a noi, e non ce lo siamo detti da soli, la situazione si è smossa veramente molto. Nulla sarà più come prima: lo si vede dalle molte realtà che nascono in Italia e che poi riescono ad affacciarsi anche al mercato Europeo.
Noi confidiamo che questo paese, proverbialmente lento, riesca prima o poi a decollare anche in questo ambito. Agli italiani passione e creatività non sono mai mancate, e sarebbe assurdo vederci tagliati fuori da un ambito creativo di così grande importanza. Suggerisco a tutti i ragazzi che coltivano questo sogno di non demordere: le assunzioni in italia ci sono, ed anche in posizioni di prestigio.
Se si è disposti a viaggiare poi la situazione è assolutamente rosea: la richiesta di professionisti è elevatissima.
L’importante è non demordere e mettere sempre il massimo impegno.
Per conto nostro continueremo in questa strada e finché potremo – si parla di economia non di scelta personale – terremo aperta AIV: in questi anni le lettere di gratitudine di quelli che ce l’hanno fatta, unite all’orgoglio di aver aperto un settore in un paese, ci hanno ampiamente ripagati delle fatiche. Inoltre AIV sta sviluppando un videogame nuovamente di tipo FPS e speriamo in settembre di poter mostrare i primi screenshot in game.

a cura di Enrico “Fr4nk” Giancipoli

Nota:
Professionisti, development team, piccoli, medi e grandi sviluppatori che in ambito videoludico ritenessero di poter dare un contributo per costruire il “quadro” della realtà italiana possono farlo scrivendo in redazione . Ogni segnalazione è gradita.

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  • Marcello Mazzilli scrive:
    Per chiarire
    Quando in televisione vi parlano di importazioni o esportazioni.. sbagliano. In ogni caso vi è uno scambio di beni contro valuta e lo scambio è sempre alla pari. Questo significa che mettere un dazio in un settore dell'economia significa penalizzare tutti gli altri settori. Vi consiglio la lettura di Pascal Salin "Globalizzazione o Barbarie"
  • Marco scrive:
    Cina
    Perchè ste facce di palta della UE piuttosto che mettere i dazi sulle cose tecnologiche, non mettono i dazi sui vestiti, i palloni e tutte le altre cose che vengono fatte in cina con uno stipendio da fame, così arrivano ad un prezzo che permette anche alle manifatture europee di essere competitive?
    • vac scrive:
      Re: Cina
      Dovrebbero tassare tutto ciò che viene dai paesi che non rispettano il contratto di kioto (riduzione CO2) e i diritti umani. - Scritto da: Marco
      Perchè ste facce di palta della UE piuttosto che
      mettere i dazi sulle cose tecnologiche, non
      mettono i dazi sui vestiti, i palloni e tutte le
      altre cose che vengono fatte in cina con uno
      stipendio da fame, così arrivano ad un prezzo che
      permette anche alle manifatture europee di essere
      competitive?
      • anonymous scrive:
        Re: Cina
        - Scritto da: vac
        Dovrebbero tassare tutto ciò che viene dai paesi
        che non rispettano il contratto di kioto
        (riduzione CO2) e i diritti umani.quindi niente più merci neanche dagli usa ? ma a me certa roba serve !
      • Gigi scrive:
        Re: Cina
        - Scritto da: vac
        Dovrebbero tassare tutto ciò che viene dai paesi
        che non rispettano il contratto di kioto
        (riduzione CO2) e i diritti umani.Ah beh...allora basta mettere i dazi su tutto quello che produciamo noi!L'Italia non rispetta Kyoto, perché ha scelto la strada di non utilizzare il nucleare, col risultato che paghiamo la corrente ai francesi (molto più dei francesi stessi) e "in compenso" ci tocca pagare anche multe più salate per Kyoto, in breve (un paio di anni al massimo) le multe saliranno quasi a 300 eurozzi per persona ogni anno.E tu oltre i balzelli che già paghiamo per quella sciagurata scelta, vorresti che la Ue ci tassasse pure su tutto quello che produciamo? Chiudiamo bottega, vendiamo casa e famiglia ai francesi e battiamo le mani, tanto se vendiamo tutto a loro, poi non dovremo più preoccuparci né dei dazi, né di Kyoto, l'Italia avrà già dichiarato fallimento.
        • Malcolm scrive:
          Re: Cina
          - Scritto da: Gigi
          - Scritto da: vac

          Dovrebbero tassare tutto ciò che viene dai paesi

          che non rispettano il contratto di kioto

          (riduzione CO2) e i diritti umani.
          Ah beh...
          allora basta mettere i dazi su tutto quello che
          produciamo
          noi!

          L'Italia non rispetta Kyoto, perché ha scelto la
          strada di non utilizzare il nucleare, e ci risiamo, un altro ingenuo che pensa che il nucleare sia la panacea di tutti i mali. Giusto per puntualizzare, che fine gli facciamo fare alle scorie radioattive? Riusciamo a malapena a smaltire i rifiuti di Napoli! E lo sai che la chiusura di un impianto nucleare a fine vita può arrivare a costare CENTINAIA DI MILIONI DI EURO? Perchè quando fate i vostri conticini del costo al kilowatt non includete anche queste spese? Forse perchè altrimenti si scoprirebbe che l'energia nucleare costa MOLTO MA MOLTO DI PIU' rispetto a quelle cosidette "alternative"? Ma volete aprire gli occhi? Fatti una domanda, chi può avere interesse a mantenere il mercato dell'energia centralizzato invece che distribuito, come sarebbe con pale eoliche e fotovoltaico? E poi, se proprio ti piace in nucleare, vai a googlare "Chelyabinsk-40" e poi ne riparliamo, và. Ciao.
    • anonymous scrive:
      Re: Cina
      - Scritto da: Marco
      Perchè ste facce di palta della UE piuttosto che
      mettere i dazi sulle cose tecnologiche, non
      mettono i dazi sui vestiti, i palloni e tutte le
      altre cose che vengono fatte in cina con uno
      stipendio da fame, così arrivano ad un prezzo che
      permette anche alle manifatture europee di essere
      competitive?perchè grazie all'avidità della maggioranza degli imprenditori anche tutto il settore del lusso made in italy é prodotto in asia nonostante la manodopera lì incida poco e la loro lobby non consente di bloccare anche tale settore
      • Marco scrive:
        Re: Cina
        Un buon motivo per tirare quattro schiaffi agli imprenditori e dirgli che se vogliono fare il made in italy devono farlo in italia, non nel terzo mondo.
        • Grillo fallito scrive:
          Re: Cina
          - Scritto da: Marco
          Un buon motivo per tirare quattro schiaffi agli
          imprenditori e dirgli che se vogliono fare il
          made in italy devono farlo in italia, non nel
          terzo mondo.Volevamo un terzo mondo più ricco? Cina e India lo stanno diventando.A spese nostre.Ma la colpa non è loro, è nostra, perché non abbiamo saputo innovare, né cogliere le occasioni. Siamo il Paese che più acquista cellulari al mondo (quasi) e non abbiamo nessuno che vende cellulari. Eravamo i primi al mondo sui PC con la Olivetti e ora, grazie a Colaninno e soci politici (dal grande Prodi in giù) la Olivetti sarà ricordata come quella società che ha portato alla luce la Omnitel e l'ha svenduta per comprarsi Telecom Italia.Perdendo 3 cose in una: Olivetti persa - Omnitel persa - Telecom Italia diventata monopolio privato (e poi persa pure quella dopo la svendita agli spagnoli).E stiamo qui a lamentarci?Siamo l'unico Paese che non vuole gli inceneritori e paga gli altri per incenerire, l'unico che non vuole il nucleare, ma paghiamo il nucleare ai francesi, gli unici che dicono no a rigassificatori, treni ad alta velocità e persino agli impianti eolici (non sia mai che s'abbruttisca il paesaggio).O cambiamo mentalità o resteremo relegati dove siamo. Se va bene.
          • Malcolm scrive:
            Re: Cina
            - Scritto da: Grillo fallito
            Ma la colpa non è loro, è nostra, perché non
            abbiamo saputo innovare, né cogliere le
            occasioni. Beh fino ad un certo periodo innovavamo pure, poi però il magnamagna ha preso il sopravvento...
            Siamo il Paese che più acquista
            cellulari al mondo (quasi) e non abbiamo nessuno
            che vende cellulari. Uh quanti esempi potrei farti. Il miglior caffè al mondo lo vende Starbucks (USA), la pizza "Papa John's" o "Pizza Hut" (entrambi USA), la nostra cucina tipica, così buona, nel mondo non esiste se non in piccoli ristoranti individuali, mentre gli USA hanno McDonald's... purtroppo la nostra incapacità di pensare in grande è evidente. A parte certe realtà come in gruppo Benetton, o Luxottica. Ma il Veneto mi sa che è molto più avanti del resto d'Italia... e lo dico da lombardo un pò invidioso... qua al massimo ci sono rimasti degli squallidi affaristi senza scrupoli...
            E stiamo qui a lamentarci?
            Siamo l'unico Paese che non vuole gli
            inceneritori e paga gli altri per incenerire,
            l'unico che non vuole il nucleare, ma paghiamo il
            nucleare ai francesi, gli unici che dicono no a
            rigassificatori, treni ad alta velocità e persino
            agli impianti eolici (non sia mai che
            s'abbruttisca il
            paesaggio).Già. Al di là del pensiero personale (io sono assolutamente contro il nucleare, ma non certo per motivi retro-ideologici) direi che trovo assurdo che molta gente dica "no" sempre e comunque, non appena si deve cambiare qualcosa. Io dico: proviamo, e vediamo come va! Oltretutto se parliamo di eolico e fotovoltaico, c'è un business potenzialmente enorme da avviare!
            O cambiamo mentalità o resteremo relegati dove
            siamo. Se va bene.Guarda, siamo anche molto fortunati perchè la Natura ci ha donato un business gratuito, quello del turismo, che probabilmente attrarrà qui milioni di cinesi e indiani, quando saranno più ricchi, perchè amano l'Italia e il made in Italy. Spero soltanto che non si accorgano mai di quanto li stiamo prendendo per i fondelli ultimamente, col made in Ita-China.... o le mozzarelle di bufala fatte col latte boliviano...
          • Torog scrive:
            Re: Cina
            - Scritto da: Malcolm
            - Scritto da: Grillo fallito


            Ma la colpa non è loro, è nostra, perché non

            abbiamo saputo innovare, né cogliere le

            occasioni.

            Beh fino ad un certo periodo innovavamo pure, poi
            però il magnamagna ha preso il
            sopravvento...Beh, mi sembra ovvio in un paese dove la politica della mano tesa paga più di quella della ricerca dell'efficenza e della competività...

            Siamo il Paese che più acquista

            cellulari al mondo (quasi) e non abbiamo nessuno

            che vende cellulari.

            Uh quanti esempi potrei farti. Il miglior caffè
            al mondo lo vende Starbucks (USA), la pizza "Papa
            John's" o "Pizza Hut" (entrambi USA), la nostraNon so come sia Starbucks, ma me lo posso immaginare... in compenso ho mangiato una volta da Pizza Hut. Il difetto maggiore che ho riscontrato è che non sapevo dove andare a vomitare...Però devo ammettere che, ormai da diversi anni, la pizza la vado a mangiare in un ristorante cinese che conosco... di pizzerie italiane ne ho girate tante, ma nessuna è all'altezza, ovviamente tranne che per il prezzo...
            cucina tipica, così buona, nel mondo non esiste
            se non in piccoli ristoranti individuali, mentreLa cucina tipica la trovi in piccoli ristoranti praticamente per definizione. Anche nelle mense aziendali ti vengono a raccontare che ti cucinano piatti tipici, ma di tipico c'è solo il nome sul menù...
            gli USA hanno McDonald's... purtroppo la nostra
            incapacità di pensare in grande è evidente. AMa per fortuna... almeno in questo caso. A parte il fatto che qualche tentativo di adattare la cucina italiana a grosse catene c'è anche stato (mi viene in mente PastaRito), ma, ripeto, la cucina tipica non la trovi di certo da McDonald's. Piuttosto fatti un giro nelle Langhe...
            parte certe realtà come in gruppo Benetton, o
            Luxottica. Ma il Veneto mi sa che è molto più
            avanti del resto d'Italia... e lo dico da
            lombardo un pò invidioso... qua al massimo ci
            sono rimasti degli squallidi affaristi senza
            scrupoli...Scusami, ma tu a chi ti rifila per 200 un maglione fatto in Cina o un pezzo di plastica stampata, tu come lo chiami ? ...
            Guarda, siamo anche molto fortunati perchè la
            Natura ci ha donato un business gratuito, quello
            del turismo, che probabilmente attrarrà quiE chi lo ha detto che il turismo è un business gratuito ?!?!?!? Invece è un business molto caro sia in senso stretto, visto che richiede grossi investimenti, che in senso più ampio, visto che richiede la crescita di una classe di operatori che pensano meno al guadagno immediato e più alla fidelizzazione del cliente. E purtroppo oggi mancano forse anche più i secondi dei primi...
  • Ricky scrive:
    insomma...
    LE alchimie dei mercati sono piuttosto difficili da gestire...a volte certe decisioni devono essere prese per salvaguardare certi mercati o certe nazioni...Detto questo,la cosa che reputo insulsa e' la solita menata degli aggravi che sistematicamente ricadono sul cittadino europeo...possibile che non si possa fare cose senza succhiarci denaro?Non ce la fanno proprio?
  • custom_offi cer scrive:
    Lista dazi ufficiale
    Quisi accede ai dazi della UE:http://ec.europa.eu/taxation_customs/dds/tarhome_it.htmrircerca per designazione = ricerca per parola chiavericerca per codice = ricerca per ID numerico (il codice doganale) della merce.qui invece si accede ai dazi USAhttp://dataweb.usitc.gov/scripts/tariff_current.asp identificare il docide doganale della merce è una professione molto specifica, non spaventatetvi se non ci riuscite.divertitevi e considerate che le prime 4 cifre identificative della merce (il codice doganale) sono uguali in tutto il mondo (es 8528 identifica i monitor sia in USA sia in EU, le cifre successive alle prime 4 invece possono cambiare e servono ad identificare ulteriormente la merce)così vedrete con i vostri occhi e potrete controllare se quello che si dice in giro riguardo ai dazi è vero.Suggerimenti per i vs. acquisti dall'estero da ebay e sitarelli vari:- L'Iva è sempre al 20% eccetto per pochi tipi di prodotti- chiedete allo speditore di allegare una fattura comerciale con l'indicazione della voce doganale che identifica la vs. merce, è l'unico modo di essere sicuri di quanto dovrete pagare di IVA e dazio alla doganal al momento della consegna, se non c'è una fattura con il codice doganale allora lo sceglie la dogana - il dazio e l'IVA si pagano sul valore della merce indicato in fattura più il costo di trasporto.- se la merce vale davvero poco e non volete farvele triturare dalla dogana fate scrivere la seguente frase in fattura:"campioni a titolo gratuito, valore ai soli fini doganale USD / EUR" ed un valore accettabile (se ilprodotto è un ipod da 300 eur non scrivete 10 eur ma almeno 50, pagherete dazio ed iva su eur 50 e non su 300 ed è legale)"free commercial sample, value for custom purpose only EUR / USD"occhio perchè se vi mettete ad importare un sacco di roba da cina/USA con questa dicitura dopo un po' la dogana blocca i pacchi e vi denuncia per truffa allo stato, in quel caso dovrete dimostrare con corrispondenza e ricevute di pagamente che quella roba li era un campione gratuito
    • WTF scrive:
      Re: Lista dazi ufficiale
      Grazie molto utile e conciso,alcune informazioni le avevo e mi corrispondono altremi potranno essere utili! magari tutti postasserocosi' invece di inquinare di trollaggini tutti i forum.
    • anonymous scrive:
      Re: Lista dazi ufficiale
      ottimo post e utile linknon dimenticare però che oltre ai dazi anche altri regolamenti commerciali limitano la concorrenza, tipo le sovvenzioni nazionali di categoria (gli agricoltori usa ma anche ue grazie a questi aiuti stanno devastando il mercato dei paesi in via di sviluppo che hanno liberalizzato gli scambi)
  • Guido Angeli scrive:
    USA e Giappone
    Pensino piuttosto ad abolire i brevetti sul software.
  • stefano scrive:
    nel 2008 ancora dazi???
    ma siamo nel 2008 e ancora si parla di dazi!chi conosce un po' l'economia politica sa benissimo che i dazi sono dannosi e alla fine ci rimettono tutti!(quasi pure quelli che li incassano :D)
    • korl scrive:
      Re: nel 2008 ancora dazi???
      - Scritto da: stefano
      ma siamo nel 2008 e ancora si parla di dazi!
      chi conosce un po' l'economia politica sa
      benissimo che i dazi sono dannosi e alla fine ci
      rimettono
      tutti!

      (quasi pure quelli che li incassano :D)Tremonti la pensa diversamente e lui magari non sarà il migliore ministro del mondo, però non è neanche l'ultimo dei cretini.
      • stefano scrive:
        Re: nel 2008 ancora dazi???
        non ho particolari odi contro tremonti, anzi penso che sia anche una persona molto preparata!I dazi sono un facile strumento per lo stato, ci si difende e incassa (praticamente) contanti facili! Però chi ci rimette davvero tanto sono i consumatori e l'economia del paese in genere!Onestamente non vedo perché se io devo comprare un multifunzione oltre all'IVA devo pagarci pure un'altra tassa per lo stato!Stampante 60 IVA 10 Dazio altri 6...per tutto il resto c'è mastercard (che non ho!!)
        • 086c87itg scrive:
          Re: nel 2008 ancora dazi???
          Si chiama Globalizzazione..Lasciando stare l'inquinamento, le aziende hanno vantaggi nel spostare le merci -- perchè fanno girare l'economia :D
          • Homer S. scrive:
            Re: nel 2008 ancora dazi???
            No. Hanno vantaggi per loro e basta.Se non l'avete vista, guardatevi la puntata di Report sulla moda di 2 settimane fa.
        • Homo Nobilis scrive:
          Re: nel 2008 ancora dazi???

          I dazi sono un facile strumento per lo stato, ci
          si difende e incassa (praticamente) contanti
          facili! Però chi ci rimette davvero tanto sono i
          consumatori e l'economia del paese in
          genere!Guarda che lo Stato sei TU!!!!!!!!!!!!!!Porca miseria!Quanti secoli ci vorranno ancora perchè la Democrazia si accorga di esserlo????????E' questo atteggiamento che permette alle Caste, alle Mafie e ai potentati economici di impossessarsi della Nazione! Lo Stato non sa di esserlo!E chi ne fa parte lo considera terzo, se non addirittura ostile.State distruggendo l'Italia, e non ve rendete neanche conto!!!!!!!!!!!!!!!
        • dorylinux scrive:
          Re: nel 2008 ancora dazi???
          @korl...ti quoto in pieno!!!triplicherei i dazi sui beni alimentari al fine di evitare che le merci viaggino da un continente all' altro ed inquinino solo per il trasporto oltre che per "effetto volano" su chi ci campa.L' aglio che vendono alla LIDL viene dalla Cina....vuol dire che mio/vostro figlio non potrà campare coltivandolo... e via andare con tutti gli altri prodotti...che tristezza: tanto da fare per alfabetizzare/istruire/laureare le persone, e poi siamo totalemnte privi della cosa più naturale, che perfino gli animali hanno, il buonsenso.(linux)
      • Homo Ironicus scrive:
        Re: nel 2008 ancora dazi???

        Tremonti la pensa diversamente e lui magari non
        sarà il migliore ministro del mondo, però non è
        neanche l'ultimo dei
        cretini.Infatti, è sicuramente tra i primi.;-)
    • No Global No NeoLiberis m scrive:
      Re: nel 2008 ancora dazi???
      NON E' VERO CHE I DAZI DANNEGGIANO L'Economia del paese che li impone. Anzi, servono a proteggere il mercato interno, ed a salvaguardare le poche industrie tecnologiche che ancora hanno il coraggio di produrre in Italia ed in Europa a prezzi molto piu' alti e molto meno competitivi di quelli a cui producono le multinazionali, che controllano a malapena l'1% della forza lavoro mondiale, e che vorrebbero farla da padroni, con il loro neoliberismo, che ha avuto effetti catastrofici per l'intera economia mondiale. Nei prossimi anni, sentiremo solo e soltanto parlare di una parola che sa di vecchio, ma che e' molto nuova: PROTEZIONISMO. I dazi aumenteranno !!
  • Lucas Malor scrive:
    Dazio ad personam?
    Questo dazio è decisamente strano. Perche' colpisce solo monitor, stampanti e lettori DVD? Sembra un dazio creato apposta per una singola azienda!Comunque anche gli USA ha il suo bel dazio, e si chiama "Dollaro debole" ;-)
    • iRoby scrive:
      Re: Dazio ad personam?
      A me hanno tassato due microSD del valore di $6 + $5 di spedizione, quindi tutto ampiamente sotto i 23 euro, con 10 euro di dazio. Perché ritenute troppo economiche.Ma tutto ciò che stava sotto i 23 euro non doveva passare liberamente?Ti aprono e bloccano praticamente di tutto alla dogana italiana, ed ora ti sforacchiano pure i pacchi e ci infilano telecamerine flessibili per sbirciarci dentro.
      • Enrico scrive:
        Re: Dazio ad personam?
        Il sistema doganale italiano è uno schifo vergognoso. E' immorale chiedere più del 20% di tasse, è un vero furto legalizzato.LADRI FATE SCHIFO!!!!
        • OpenSourcer scrive:
          Re: Dazio ad personam?
          - Scritto da: Enrico
          Il sistema doganale italiano è uno schifo
          vergognoso. E' immorale chiedere più del 20% di
          tasse, è un vero furto
          legalizzato.

          LADRI FATE SCHIFO!!!!Ti sbagli: i dazi vengono decisi a livello europeo (si chiama Tariffa doganale comune) da molti molti anni, come del resto emerge chiaramente dall'articolo. Mai sentito parlare di mercato unico? L'unione doganale ne è inclusa. Quindi, non prendiamocela (per questa volta) con l'erario italiano.
          • Franco Ferri scrive:
            Re: Dazio ad personam?
            Concordo con te. L'unica cosa che non i piace e che non trovo corretto e' che ti facciano pagare il dazio anche sulle spese di spedizione
          • custom_offi cer scrive:
            Re: Dazio ad personam?
            - Scritto da: Franco Ferri
            Concordo con te. L'unica cosa che non i piace e
            che non trovo corretto e' che ti facciano pagare
            il dazio anche sulle spese di
            spedizionemai sentito parlare di INCOTERMS???in TUTTO IL MONDO si pagano i dazi doganali sul valore della merce + costo di trasporto.è procedura normale altrimenti i trasporti internazionali sarebbero esentasse....e sarebbe molto peggio.
          • chojin scrive:
            Re: Dazio ad personam?
            - Scritto da: OpenSourcer
            - Scritto da: Enrico

            Il sistema doganale italiano è uno schifo

            vergognoso. E' immorale chiedere più del 20% di

            tasse, è un vero furto

            legalizzato.



            LADRI FATE SCHIFO!!!!

            Ti sbagli: i dazi vengono decisi a livello
            europeo (si chiama Tariffa doganale comune) da
            molti molti anni, come del resto emerge
            chiaramente dall'articolo. Mai sentito parlare di
            mercato unico? L'unione doganale ne è inclusa.
            Quindi, non prendiamocela (per questa volta) con
            l'erario
            italiano.Ti sbagli tu. La dogana italiana non rispetta le regole UE. Altrimenti non tasserebbero anche del 30% pacchetti con valore inferiore ai $50 provenienti dagli USA o Canada.
          • van kulen scrive:
            Re: Dazio ad personam?
            - Scritto da: chojin
            - Scritto da: OpenSourcer

            - Scritto da: Enrico


            Il sistema doganale italiano è uno schifo


            vergognoso. E' immorale chiedere più del 20%
            di


            tasse, è un vero furto


            legalizzato.





            LADRI FATE SCHIFO!!!!



            Ti sbagli: i dazi vengono decisi a livello

            europeo (si chiama Tariffa doganale comune) da

            molti molti anni, come del resto emerge

            chiaramente dall'articolo. Mai sentito parlare
            di

            mercato unico? L'unione doganale ne è inclusa.

            Quindi, non prendiamocela (per questa volta) con

            l'erario

            italiano.

            Ti sbagli tu. La dogana italiana non rispetta le
            regole UE. Altrimenti non tasserebbero anche del
            30% pacchetti con valore inferiore ai $50
            provenienti dagli USA o
            Canada.Lo fanno anche in Olanda.
      • custom_offi cer scrive:
        Re: Dazio ad personam?
        - Scritto da: iRoby
        A me hanno tassato due microSD del valore di $6 +
        $5 di spedizione, quindi tutto ampiamente sotto i
        23 euro, con 10 euro di dazio. Perché ritenute
        troppo
        economiche.tu avresti dovuto pagare l'IVA al 20% ed il dazio a non so quanto (per esperienza ti dico che sarà tra il 2 ed il 4 %), quello che ti è successo è che la tua mece non era accompagnata da regolare fattura ma solo da dichiarazione del valore sul pacco/lettera di vettura del corriere internazionale, la dogana non si è fidata ed ha definito un valore a muzzo che secondo loro era più adatto alla merce.se il tuo venditore (immagino ebay da HK) avesse allegato una fattura tu potresti fare ricorso, se il tuo vednitore non ha allegato una fattura sono affari tuoi ma puoi fare ricorso ugualmente e dimostrare che il valore è di 23 eur presentando il bonifico/estratto conto della carta di credito.
        Ma tutto ciò che stava sotto i 23 euro non doveva
        passare
        liberamente?ti sbagli, non esiste nessuna legge che dice che un valore bassissimo non deve essere tassato (IVA e dazio).
        Ti aprono e bloccano praticamente di tutto alla
        dogana italiana, ed ora ti sforacchiano pure i
        pacchi e ci infilano telecamerine flessibili per
        sbirciarci
        dentro.guistisssimo, la roba illegale viaggia dentro i container ed i piccoli pacchi.è normale e si fa dovunque ma non usano le telecamerine
        • chojin scrive:
          Re: Dazio ad personam?
          - Scritto da: custom_offi cer
          - Scritto da: iRoby

          A me hanno tassato due microSD del valore di $6
          +

          $5 di spedizione, quindi tutto ampiamente sotto
          i

          23 euro, con 10 euro di dazio. Perché ritenute

          troppo

          economiche.

          tu avresti dovuto pagare l'IVA al 20% ed il dazio
          a non so quanto (per esperienza ti dico che sarà
          tra il 2 ed il 4 %), quello che ti è successo è
          che la tua mece non era accompagnata da regolare
          fattura ma solo da dichiarazione del valore sul
          pacco/lettera di vettura del corriere
          internazionale, la dogana non si è fidata ed ha
          definito un valore a muzzo che secondo loro era
          più adatto alla
          merce.
          se il tuo venditore (immagino ebay da HK) avesse
          allegato una fattura tu potresti fare ricorso, se
          il tuo vednitore non ha allegato una fattura sono
          affari tuoi ma puoi fare ricorso ugualmente e
          dimostrare che il valore è di 23 eur presentando
          il bonifico/estratto conto della carta di
          credito.


          Ma tutto ciò che stava sotto i 23 euro non
          doveva

          passare

          liberamente?

          ti sbagli, non esiste nessuna legge che dice che
          un valore bassissimo non deve essere tassato (IVA
          e
          dazio).Per i privati sotto un 40-50euro, non ricordo la cifra esatta ma basta cercare nei siti istituzionali, di valore dichiarato non dovrebbe mai essere tassato nulla. Tuttavia al dogana italiana tassa lo stesso.
          • Ste scrive:
            Re: Dazio ad personam?
            1) perchè le tasse doganali sono su prodotto+spedizione?Perchè il WTO ha deciso così ed è così in tutto il mondo. Questa convenzione parte dal presupposto che la spedizione è un servizio accessorio (e indispensabile) del bene. In effetti senza spedizione non potresti fruire del bene.Ok, lo so, è una soluzione un po' del cavolo...però così è.2) perchè la dogana può decidere arbitrariamente il valore?Perchè se presume una frode, ovvero una dichiarazione non conforme al reale valore della merce, può decidere lei.Questa norma vorrebbe colpire i "furbi", ma alla fine danneggia per lo più gli onesti, visto che i controlli sono a caso ed è più che probabile che molti furbi passino "gratis" e molti onesti paghino.3) perchè si paga il 20% di IVA?Perchè nella UE c'è questa tassa sul valore aggiunto (brutta ok...ma c'è). Che va pagata anche se hai già pagato le tasse locali nel luogo di acquisto. L'unico modo per evitare di pagare l'IVA (legalmente) è quella di acquistare in modalità "tax free" per l'esportazione. In tal modo le tasse locali vengono defalcate dalla base imponibile per il calcolo dell'IVA.Detto tutto questo:in Italia l'applicazione di queste (e molte altre norme) in sede doganale è altamente arbitraria. Cioè: formalmente la situazione è la stessa in tutte le dogane europee, ma noi in italia ce la passiamo molto, molto peggio. Anche perchè i tempi di sdoganamento sono in media oscenamente lunghi.
          • custom_offi cer scrive:
            Re: Dazio ad personam?
            - Scritto da: Ste
            1) perchè le tasse doganali sono su
            prodotto+spedizione?
            Perchè il WTO ha deciso così ed è così in tutto
            il mondo. Questa convenzione parte dal
            presupposto che la spedizione è un servizio
            accessorio (e indispensabile) del bene. In
            effetti senza spedizione non potresti fruire del
            bene.
            Ok, lo so, è una soluzione un po' del
            cavolo...però così
            è.se è per questo la regola è che il dazio si paga sul valore CIF, ovvero sul valore della merce + costo spedizione + ASSICURAZIONE (se c'è)leggete gli incoterm 2000, non sono roba nata grazie al WTO ma subito dopo la seconda guerra ad opera della, allora, neonata società delle nazioni
            2) perchè la dogana può decidere arbitrariamente
            il
            valore?
            Perchè se presume una frode, ovvero una
            dichiarazione non conforme al reale valore della
            merce, può decidere
            lei.
            Questa norma vorrebbe colpire i "furbi", ma alla
            fine danneggia per lo più gli onesti, visto che i
            controlli sono a caso ed è più che probabile che
            molti furbi passino "gratis" e molti onesti
            paghino.nella pratica è la dogana decide su che valore calcolare il dazio solo quando si tratta di pacchi nei quali è dichiarato esserci merce soggetta a dazi ma non è indicato il valore, è sufficiente che chi spedisce il pacco scriva un pezzo di carta con su il valore!!! non serve necasasriamente una fattura...non ci sono furbi che passano gratis, ti assicuro che si sta MOLTO attenti alle importazioni in tutta la UE e quando becchiamo un furbastro sono dolori, di solito le ditte che vengono beccate dalla dogana a fregare lo stato chiudono per gli importi delle multe, il gioco non vale la candela,ricordate le automobili importate senza IVA? dopo anni di indagine hanno chiuso decine di autoconcessionari ma al solito i giornalisti parlano solo quando succede qualcosa di scandaloso e non quando le cose si risolvono.le dogane partono sempre dal presupposto che l'importatore voglia evadere perchè è l'unico approccio che funziona!! ma ogni tanto ci vanno di mezzo i piccoletti che non sanno come gestire queste cose (oltretutto è impossibile gestirle quando il tuo trasnitario è DHL o la posta).io, come forse avrete capito, ci lavoro in dogana eppure mio fratello mi ha spedito un pacco dagli USA con un libro del valore di 30 usd, qualcuno ha sbagliato a leggere il valore di 30,0 usd ed ha intepretato 300 usd. non ho potuto farci niente eppure lavoro in dogana così ho pagato dazio ed IVA su 300 usd invece che su 30...
            3) perchè si paga il 20% di IVA?
            Perchè nella UE c'è questa tassa sul valore
            aggiunto (brutta ok...ma c'è). Che va pagata
            anche se hai già pagato le tasse locali nel luogo
            di acquisto. L'unico modo per evitare di pagare
            l'IVA (legalmente) è quella di acquistare in
            modalità "tax free" per l'esportazione. In tal
            modo le tasse locali vengono defalcate dalla base
            imponibile per il calcolo
            dell'IVA.ma non si può nazionalizzare la merce in quel modo,si chiama vendita allo stato estero ma presuppone il fatto, appunto, che la merce sia fisicamente in spazi esteri nei porti/aeroporti/valici di confine e non venga immessa nel territorio nazionale.la merce viene spedita alla ditta A che prima di sdoganarla la vende alla ditta B che poi la importa e paga dazio/IVA. I privati non possono farlo, serve la partita IVA.si può anche immettere della merce nel territorio nazionale senza sdoganarla con un documento di transito verso un altro stato (il modello T1) ma anche in quel caso non si può usufruire dei beni senza prima sdoganarli e pagare i dazi/IVA
            Detto tutto questo:
            in Italia l'applicazione di queste (e molte altre
            norme) in sede doganale è altamente arbitraria.
            Cioè: formalmente la situazione è la stessa in
            tutte le dogane europee, ma noi in italia ce la
            passiamo molto, molto peggio. Anche perchè i
            tempi di sdoganamento sono in media oscenamente
            lunghi.nella pratica succede così:1) lo stato emette i regolamenti2) i regolamenti vengono trasmessi agli uffici doganali e spiegati con delle circolari3) ciascun capo di ogni ufficio doganale legge il regolamento e la circolare e comincia a spiegare tali regole agli ispettori che dipendono da lui, si tratta di materia estremamente complessa.4) le importazioni/esportazioni sono così tante che ciascun ispettore deve cavarsela da solo nell'applicazione di tali regole a meno che non si tratti di cose grosse o non ci siano dei ricorsi/consulenze con i trasnitari/importatori nelle quali le parti si spiegano (non capita per le imoprtazioni dei privati)và da se quindi che a seconda di come il capo di ogni ufficio doganale intepreta i regolamenti e le circolari che riceve si possono avere differenze sostanziali nell'applicazioni delle stesse leggi a seconda dell'ufficio/ispettore cui capita la pratica in mano.gli importatori sanno ad esempio che le dogane dei porti di solito sono più fiscali di quelle interne.non crediate che la sitauzione sia molto diversa nel resto del mondo, il problema è pragmatico non politico o filosofico.Il mio ispettore capo ha firmato circa 10.000 bolle doganali l'anno scorso, se per ciascuna bolla dovesse riflettere su quale sia il modo più giusto di applicare la legge non ne avrebbe fatte così tante ed i tempi doganali sarebbero ancora più lunghi, quindi ci si attiene alla prassi dell'uso comune e se ci sono casi particolari dipende tutto dal transitario doganale.tutto questo per dire:in caso abbiate dei problemi fate ricorso, ci vuole del tempo ma visto che la dogana sa benissimo che molte bollette doganali vengono fatte un tanto al chilo sono disponibili a correggerle se ci fossero problemi. e molto dipende dal trasnitario doganale cui ci si appoggia, va da se che il transitario, ad esempio, di DHL che gestise centinaia di migliaia di bolle al giorno non presti molta attenzione ad ogni dettaglio.
    • Lucas scrive:
      Re: Dazio ad personam?
      Io ho comprato parecchi DVD da amazon.com USA ma non ho pagato nulla, come mai?E poi come si fa a far spedire cose? I grandi store USA non spediscono elettronica (a parte DVD e blu ray) fuori USA per pre-accordi con i produttori(insomma vogliono che tu li compra in Italia con rapporto dollaro euro 1:1)
  • korl scrive:
    Come se l'america non abbia i dazi
    Io ho venduto un mio libro in america tramite un famoso sito americano che permette il self-publishing e sopra ci ho dovuto pagare il 30% di tasse.
    • OMG scrive:
      Re: Come se l'america non abbia i dazi
      - Scritto da: korl
      Io ho venduto un mio libro in america tramite un
      famoso sito americano che permette il
      self-publishing e sopra ci ho dovuto pagare il
      30% di
      tasse.Come se l'America non AVESSE dazi... effettivamente è così
      • rockroll scrive:
        Re: Come se l'america non abbia i dazi
        Tutti hanno i dazi, per defendere meschinamente il proprio orticello, ed è una cosa francamente schifosa . Ma nella fattispecie dell'articolo, l'Europa ne esce decisamente infangata.Gli Usa ed altri, Giappo compresi, fanno i loro sporchi giochi, come tutti, per carità, ma sappiamo benissimo che le finezze bizantine di una vecchia Europa storicamente maestra di intrighi superano ampiamente in malizia altri popoli che hanno una cultura meno "contorta" della nostra.
        • Franco Ferri scrive:
          Re: Come se l'america non abbia i dazi
          Non credo proprio che l'Europa in intrighi (commerciali e non) sia piu' brava degli USA anzi tuttaltro, loro sono proprio dei maestri.Ricordo ancora la storia del Concorde. Gli USA per non fare entrare nel proprio paese questo aereoplano fecero dei regolamenti ad hoc negli aereoporti in cui avrebbe avuto senso commerciale uno scalo di un siffatto aereo.Non potendo essere usato nella tratta piu' importante e per la quale era stato concepito (Europa - USA) nessuna compagnia aerea lo compro'; solo chi l'aveva progettato e costruito ne utilizzo' alcuni esemplari su rotte senza sufficiente domanda per essere remunerative (Europa-Brasile, Europa-Australia).Il risultato di queste 'semplici' modificazioni ad hoc dei regolamenti degli scali aeerei delle grandi citta' della costa orientale permise agli USA di ritardare/impedire lo sviluppo di una concorrenza europea nell'industria aereonautica.Solo dopo molti anni, quando per l'aumentato costo del carburante, il Concorde non costituiva piu' una minaccia commerciale, i regolamenti degli aereoporti furono ricambiati e fu permesso allora al Concorde di fare scalo anche negli USA.Ovviamente l'industria aereonautica europea fu combattuta dagli USA anche con mezzi piu' piu' tradizionali: mazzette sottobanco a chi decide, spionaggio industriale, minacce, ricatti. Tutti sistemi che solo chi e' potente riesce a fare bene.
          • Leo scrive:
            Re: Come se l'america non abbia i dazi
            Mettici pure Echelon. Un rapporto dell'UE segnalava come una gara fra Boeing e Airbus per una sostanziosa fornitura di aerei a una compagnia mediorientale fosse stata viziata dal fatto che gli americani conoscessero in anticipo l'offerta del consorzio europeo, e quindi hanno avuto gioco facile a vincere. Le fonti sono sulla rete.
          • bbbbb scrive:
            Re: Come se l'america non abbia i dazi
            e non citarl per carita' magari qualcuni va a vedere
          • SiN scrive:
            Re: Come se l'america non abbia i dazi
            - Scritto da: Leo
            Mettici pure Echelon. su cui casualmetne l'UE chiese conto agli USA il 9 settembre 2001
        • medioman scrive:
          Re: Come se l'america non abbia i dazi
          - Scritto da: rockroll
          Tutti hanno i dazi, per defendere meschinamente
          il proprio orticello, ed è una cosa francamente
          schifosa .Dipende. I dazi servono a riequilibrare sistemi incompatibili,, e servono a proteggere l'orticello. Del secondo caso non discuto, ma quando crei un mercato in cui un produttore ha un livello di concorrenzialita' non compatibile con la tua sopravvivenza i dazi sono l'unica soluzione, sempre che quel produttore non controlli qualche risorsa fondamentale. Facciamo l'esempio di due societa' umane, una in cui i lavoratori siano tutelati ed una in cui non lo siano. La tutela ha un costo che e' giusto scaricare nel mercato attraverso i dazi verso quelli che tale tutela non applicano.In alternativa si possono levare le tutele ai propri lavoratori...


          Ma nella fattispecie dell'articolo, l'Europa ne
          esce decisamente
          infangata.Ti faccio notare che l'europa se la gioca con gente che quando ha bisogno di controllare un mercato lo conquista a suon di carriarmati e bombardieri, e con lo sfruttamento della manodopera (se va bene)
          Gli Usa ed altri, Giappo compresi, fanno i loro
          sporchi giochi, come tutti, per carità, ma
          sappiamo benissimo che le finezze bizantine di
          una vecchia Europa storicamente maestra di
          intrighi superano ampiamente in malizia altri
          popoli che hanno una cultura meno "contorta"
          della
          nostra.Il modo moderno non esisterebbe senza la nostra "cultura contorta"hola
      • korl scrive:
        Re: Come se l'america non abbia i dazi
        - Scritto da: OMG
        - Scritto da: korl

        Io ho venduto un mio libro in america tramite un

        famoso sito americano che permette il

        self-publishing e sopra ci ho dovuto pagare il

        30% di

        tasse.

        Come se l'America non AVESSE dazi...
        effettivamente è
        cosìScusa ma se io venderei un libro in america e questi me lo tassano del 30% alla fine stanno daziando un mio prodotto.
        • Funz scrive:
          Re: Come se l'america non abbia i dazi
          - Scritto da: korl

          Come se l'America non AVESSE dazi...

          effettivamente è

          così

          Scusa ma se io venderei un libro in america e
          questi me lo tassano del 30% alla fine stanno
          daziando un mio
          prodotto.Minchia korl I CONGIUNTIVI (rotfl)The Grammarianhttp://redwing.hutman.net/%7Emreed/warriorshtm/grammarian.htm
        • chojin scrive:
          Re: Come se l'america non abbia i dazi
          - Scritto da: korl
          - Scritto da: OMG

          - Scritto da: korl


          Io ho venduto un mio libro in america tramite
          un


          famoso sito americano che permette il


          self-publishing e sopra ci ho dovuto pagare il


          30% di


          tasse.



          Come se l'America non AVESSE dazi...

          effettivamente è

          così

          Scusa ma se io venderei un libro in america e
          questi me lo tassano del 30% alla fine stanno
          daziando un mio
          prodotto.Se io VENDESSI...
        • MegaJock scrive:
          Re: Come se l'america non abbia i dazi
          - Scritto da: korl
          Scusa ma se io venderei un libro in america e
          questi me lo tassano del 30% alla fine stanno
          daziando un mio
          prodotto.Col tuo italiano non venderai mai niente, stai tranquillo! :D
          • korl scrive:
            Re: Come se l'america non abbia i dazi
            - Scritto da: MegaJock
            - Scritto da: korl


            Scusa ma se io venderei un libro in america e

            questi me lo tassano del 30% alla fine stanno

            daziando un mio

            prodotto.

            Col tuo italiano non venderai mai niente, stai
            tranquillo!
            :DVeramente scrivo in inglese e con le vendite ho già fatto 7 mila dollari. Poi te e l'altro non avete capito che gli errori li ho messi apposta.
          • Grillo fallito scrive:
            Re: Come se l'america non abbia i dazi

            Poi te e l'altro non avete capito che gli errori
            li ho messi apposta.Dite tutti così...L'hai fatto di proposito? Scopo? Dipingerti come ignorante? Contento tu, contenti tutti.A scuola non insegnano più la lingua italiana? Oppure siete voi a non esser più capaci di imparare? Che destino triste aspetta l'Italia, con dei giovincelli così scarsi.
          • Alex scrive:
            Re: Come se l'america non abbia i dazi
            - Scritto da: Grillo fallito

            Poi te e l'altro non avete capito che gli errori

            li ho messi apposta.
            Dite tutti così...
            Ah sì dove?
            L'hai fatto di proposito? Scopo? Dipingerti come
            ignorante? Contento tu, contenti
            tutti.Tu non mi sembri contento ;-) Forse sei un po' frustrato?Cmq se non ci arrivi te lo dico io: lasciare degli strafalcioni palesi da parte di uno che si vanta di aver scritto un libro fa ridere. Per radio ci sono due dj che fanno lo stesso e gli arrivano i fax con le correzioni degli ascoltatori più fessi. Tu potresti essere uno di loro.

            A scuola non insegnano più la lingua italiana?
            Oppure siete voi a non esser più capaci di
            imparare? Che destino triste aspetta l'Italia,
            con dei giovincelli così
            scarsi.Dai per scontate molte cose: età e titolo di studio. Un atteggiamento tipico delle persone superficiali o immature. Ora torna pure a trollare con i tuoi amichetti.
          • MegaJock scrive:
            Re: Come se l'america non abbia i dazi
            - Scritto da: korl
            Veramente scrivo in inglese e con le vendite ho
            già fatto 7 mila dollari.
            ROTFL. Cos'hai scritto, "ZOMG I'm so stoopid"? :D
            Poi te e l'altro non avete capito che gli errori
            li ho messi
            apposta.Classica scusa di ogni stupidino quando viene sgamato. Dai, adesso raccontaci che sei un professore d'inglese, che hai 4 lauree, che lavori part-time per la NASA e che hai vinto il Nobel. :D
          • Homo Ironicus scrive:
            Re: Come se l'america non abbia i dazi
            - Scritto da: MegaJock
            - Scritto da: korl


            Scusa ma se io venderei un libro in america e

            questi me lo tassano del 30% alla fine stanno

            daziando un mio

            prodotto.

            Col tuo italiano non venderai mai niente, stai
            tranquillo!
            :DSe vende il libro in USA, è facile presumere che non sia scritto in Italiano...;-)
          • MegaJock scrive:
            Re: Come se l'america non abbia i dazi
            - Scritto da: Homo Ironicus

            Col tuo italiano non venderai mai niente, stai

            tranquillo!

            :D

            Se vende il libro in USA, è facile presumere che
            non sia scritto in
            Italiano...

            ;-)Eh, ma non vende visto che non l'ha scritto.Dimentichi che è anche un ingegnere nucleare e che il sabato si trasforma in Super-Sayyan e combatte gli alieni. :D
    • thecatman scrive:
      Re: Come se l'america non abbia i dazi
      beh per non parlare delle spese di spedizione su ebay quando si compra dall'america.
    • custom_offi cer scrive:
      Re: Come se l'america non abbia i dazi
      - Scritto da: korl
      Io ho venduto un mio libro in america tramite un
      famoso sito americano che permette il
      self-publishing e sopra ci ho dovuto pagare il
      30% di
      tasse.quali tasse?IVA e dazio? credo di no perchè non le avrebebro chieste a te ma all'importatore.oppure il sito di self-publishing deve pagare delle tasse allo stato amerciano per la propria attività (quindi tasse come la nostra IVA che loro non hanno) ed ovviamente si rifà sui suioi clienti?secondo me le tasse che haipagato tu non sono affatto dazi ma solo tasse nazionali usa dovute dal sito perchè i suoi server sono li o perchè la legge usa dice che per pubblicare un libro in USA devi pagare qualcosa allo stato.di certo NON è un dazio.
      • korl scrive:
        Re: Come se l'america non abbia i dazi
        - Scritto da: custom_offi cer
        secondo me le tasse che haipagato tu non sono
        affatto dazi ma solo tasse nazionali usa dovute
        dal sito perchè i suoi server sono li o perchè la
        legge usa dice che per pubblicare un libro in USA
        devi pagare qualcosa allo
        stato.
        I compensi sul diritto d'autore sono soggetti a trattenute per tutti i libri venduti su suolo americano, invece la trattenuta non c'è per i libri ordinati al di fuori degli USA. Se hai un modulo W-9 valido presente nel loro archivio e sei residente la trattenuta è dello 0%, se sei non residente invece può arrivare sino al 30% (dipende da vari fattori e dal paese di origine che magari può avere accordi speciali), sicuramente arriva al 30% se loro non hanno ricevuto in tempo il modulo prima di girare i dati alle autorità.Non chiamiamolo dazio, ma visto che c'è differenza tra autore residente e straniero alla fine è come un dazio sulle royalties.
    • Armisael Garrick scrive:
      Re: Come se l'america non abbia i dazi
      come si chiama questo sito? sarei interessato a pubblicare un libro in America. Esistono equivalenti Inglesi?
      • Alex scrive:
        Re: Come se l'america non abbia i dazi
        - Scritto da: Armisael Garrick
        come si chiama questo sito? sarei interessato a
        pubblicare un libro in America. Esistono
        equivalenti
        Inglesi?Io conosco:lulu.com che è stata creata da uno dei fondatori di redhat (credo)ecreatespace.com che è di amazonOra non ricordo, ma mi pare che l'Inghilterra sia appunto uno dei pochi paesi dove sia possibile stampare in loco tramite una delle due aziende sopra citate senza far fare tutto in america. L'altro paese credo sia la Spagna. Però guarda sui loro forum dove ci scrive un mare di gente e c'è la sezione per gli italiani, almeno su lulu.com c'è.Tu in pratica scrivi il libro e mandi loro il file. Tramite il sito puoi decidere i materiali, le dimensioni, il prezzo, il numero di pagine ecc.. Vedi subito quanto puoi guadagnare su ogni copia in base al prezzo che fai. Puoi anche scegliere di vendere solo ebook, o dare il libro a pagamento e l'ebook gratis.Come servizi extra se uno vuole ci sono la correzione delle bozze, l'editing, la traduzione ecc...Quando hai fatto tutto, ordini il tuo libro e quando ti arriva se corrisponde a quello che volevi autorizzi la vendita. Da lì in poi il pubblico potrà comprarlo.Quando il tuo libro supera un certo numero di copie amazon comprerà un bel numero di copie e le rivenderà a un prezzo molto scontato. Lo sconto non intacca le tue entrate, sarà Lulu che glieli venderà a un prezzo più basso perché a lei conviene.Non fanno solo libri ma anche DVD, cd ed altre cose che ora non ricordo.Non hai bisogno di avere la partita IVA perché i libri li stampano e vendono loro, tu prendi solo una percentuale sui diritti.Se invece un giorno vorrai comprare un gran numero di libri per ridistribuirli in Italia per conto tuo e se il tuo volume d'affari supererà i 5000 euro, allora dovrai diventare editore e aprire la partita IVA.Non prendere per oro colato tutto quello che ho scritto, perché sono andato molto a memoria.
        • Armisael Garrick scrive:
          Re: Come se l'america non abbia i dazi
          però anche minimizzando il tutto esso sembra molto allettante, specie per un diciottenne. Grazie mille!
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