Lo strano caso del ban di VLC in India

Lo strano caso del ban di VLC in India

Ormai da mesi, il sito ufficiale di VLC (e di VideoLAN) risulta irraggiungibile dall'India: al momento il ban non è stato spiegato.
Ormai da mesi, il sito ufficiale di VLC (e di VideoLAN) risulta irraggiungibile dall'India: al momento il ban non è stato spiegato.

Per qualche motivo non ancora meglio precisato, il sito ufficiale di VLC e del suo sviluppatore VideoLAN risultano irraggiungibili dall’India, ormai da diversi mesi, fin dal 13 febbraio. Il blocco è stato deciso dalle autorità nazionali e imposto attraverso tutti i principali ISP del paese, inclusi ACT Fibernet, Jio e Vodafone Idea.

Il sito di VLC irraggiungibile in India, senza una vera ragione

La software house è tornata oggi sull’argomento, nel tentativo di portare all’attenzione pubblica il problema, affidando una breve dichiarazione alle pagine del sito TechCrunch. Queste le parole del presidente Jean-Baptiste Kempf:  La maggior parte degli ISP più importanti stanno applicando un ban al sito, attraverso tecniche diverse. Di seguito, invece, l’appello lanciato nei giorni scorsi su Twitter.

Se siete in India, per favore aiutateci.

In India è presente il 10% circa degli utenti VLC di tutto il mondo. L’organizzazione Internet Freedom Foundation di Nuova Delhi, che si batte per la tutela della privacy e della libertà online, ha sottolineato come il Dipartimento delle Telecomunicazioni indiano non abbia fornito alcuna spiegazione in merito alla scelta di bloccare l’accesso al sito.

Una delle ipotesi al vaglio è che le autorità potrebbero aver deciso per il ban in conseguenza alla campagna malware attuata dai cybercriminali del gruppo Cicada (ritenuto vicino al governo cinese) facendo leva proprio su una funzionalità del celebre lettore multimediale. Le tempistiche però non coincidono: su queste pagine ne abbiamo dato notizia a inizio aprile.

Paradossalmente, con il blocco del sito ufficiale, l’India rischia di spingere i suoi cittadini verso il download del software da altre risorse che potrebbero costituire una potenziale minaccia.

Un’alternativa è quella che passa dall’impiego di una VPN in grado di aggirare i ban territoriali e geografici: quella di  CyberGhost è disponibile a soli 2,11 euro al mese. Sappiamo però anche che il paese, di recente, ha applicato un giro di vite a questo tipo di servizi.

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Fonte: TechCrunch
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Pubblicato il 17 ago 2022
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