Washington ha attivato il Grande Fratello globale

Da ieri la backdoor di Stato è aperta: tutti gli operatori di rete, qualunque provider di qualsiasi genere, hanno installato strumenti che facilitano le intercettazioni delle attività Internet. E la cosa non riguarda i soli utenti americani

Washington – Tutti gli operatori di rete statunitensi, i fornitori di accesso e di servizi online, i provider di servizi VoIP, le aziende del broad band e quelle del cavo, società satellitari e molte università: da ieri tutti questi soggetti negli Stati Uniti sono tenuti per legge a disporre di tecnologie che consentano alla polizia federale di accedere in qualsiasi momento alle attività online degli utenti Internet .

Lo ha ricordato ieri Wired che parla di Giorno dell’Intercettazione di internet , in uno scenario atteso da tempo e che le nuove leggi rendono reale.

Si tratta, come noto, degli effetti dell’estensione alla rete delle norme sulle intercettazioni, che già da più di dieci anni obbligano i fornitori di servizi voce tradizionali a facilitare il lavoro di monitoraggio delle conversazioni da parte della polizia.

Sebbene questo possa avvenire solo dietro mandato di un giudice , non sono mancati i casi in cui la polizia federale ha utilizzato il sistema per velocizzare indagini ottenendo i permessi a posteriori. Un quadro che ora si ripresenta, preoccupando i molti che già preconizzano l’avvento di nugoli di cybercop dediti all’osservazione delle attività online di utenti ancora non formalmente indagati. Questo è, peraltro, quanto avviene in molti paesi, un malcostume ben noto, dove l’autorizzazione a raccogliere le prove viene rilasciata a prove già acquisite, illegalmente.

Inutile dire che c’è anche chi sottolinea come la semplicità delle intercettazioni sia destinata a fornire ai detentori del diritto d’autore nuove armi per chiedere più ficcanti indagini sulle attività online degli utenti . Basterà loro la compiacenza di un tribunale per ottenere dati ed informazioni che consentano di costruire procedimenti ad hoc basati, anziché su attività investigative, sull’intercettazione pura e semplice delle attività degli utenti.

“Rendere la sorveglianza più veloce e più facile – sottolinea Wired – offre alle forze dell’ordine di ogni genere nuove ragioni per evitare il tradizionale lavoro di indagine e preferire lo spionaggio”. Come già avvenuto per le intercettazioni telefoniche, il numero di operazioni di questo tipo, secondo gli esperti, non potrà che aumentare di anno in anno.

Ciò che preoccupa gli utenti americani dovrebbe però preoccupare anche moltissimi utenti di altri paesi. Una parte consistente del traffico Internet globale, infatti, passa sulle reti americane ed è ora gestito da operatori con la backdoor a stelle e strisce. Per non parlare della quantità di attività Internet mantenuta da utenti di mezzo mondo su server statunitensi, ora soggetti al nuovo sistema di monitoraggio. Ritenere una garanzia il fatto che un tribunale americano debba dare il suo via libera al monitoraggio delle attività web, soprattutto per gli utenti non americani, è dunque del tutto improponibile.

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  • mrk250 scrive:
    Una vergogna!!
    Non vorrei offendere nessuno ma leggendo il comunicato di Aitech-Assinform mi sono venute in mente 2 possibilità:1-L'autore ha interesse che la P.A. spenda VAGONI di soldi per acquistare licenze software.2-L'autore non sa NIENTE di software.Questo perchè chiunque abbia una minima esperienza sa che la sicurezza dei sistemi "close" non è minimamente paragonabile a quella dei sistemi "open"; e allora, io cittadino dovrei accettare di impiegare un SACCO di soldi pubblici per comprare sistemi pieni di "buchi", ed utilizzare questi sistemi per amministrare la Cosa Pubblica?? (magari in futuro anche per votare)? E lasciare che un codice sorgente così importante rimanga blindato, quando sono disponibili sistemi aperti gratuiti, più sicuri e sullo sviluppo dei quali potrebbero lavorare tutte le universita?!?!Mi spiace ma secondo me sotto la malcelata neutralità del comunicato c'è un interesse che non è certo quello del popolo Italiano.(altro che pluralismo e concorrenza, questi vogliono spillarci più soldi che possono!!)
    • Anonimo scrive:
      Re: Una vergogna!!
      - Scritto da: mrk250
      Non vorrei offendere nessuno ma leggendo il
      comunicato di Aitech-Assinform mi sono venute in
      mente 2
      possibilità:
      1-L'autore ha interesse che la P.A. spenda VAGONI
      di soldi per acquistare licenze
      software.
      2-L'autore non sa NIENTE di software.
      Questo perchè chiunque abbia una minima
      esperienza sa che la sicurezza dei sistemi
      "close" non è minimamente paragonabile a quella
      dei sistemi "open"; e allora, io cittadino dovrei
      accettare di impiegare un SACCO di soldi pubblici
      per comprare sistemi pieni di "buchi", ed
      utilizzare questi sistemi per amministrare la
      Cosa Pubblica?? (magari in futuro anche per
      votare)? E lasciare che un codice sorgente così
      importante rimanga blindato, quando sono
      disponibili sistemi aperti gratuiti, più sicuri e
      sullo sviluppo dei quali potrebbero lavorare
      tutte le
      universita?!?!
      Mi spiace ma secondo me sotto la malcelata
      neutralità del comunicato c'è un interesse che
      non è certo quello del popolo
      Italiano.
      (altro che pluralismo e concorrenza, questi
      vogliono spillarci più soldi che
      possono!!)il software che vedi nella scatola è lo 0.1% del software, la maggior parte è quello sviluppato su commissione, possibile che non entra in testa.Il software linux aumenta i costi in quella direzione, risparmi 1 e spendi 10
      • Anonimo scrive:
        Re: Una vergogna!!
        Falso, il software open fa risparmiare un sacco di soldi. Le pa devono pretendere di avere tutti i sorgenti del sw che commissiona, in modo che al mutare delle esigenze non sia vincolata agli sviluppatori originali. Senza contare gli innegabili vantaggi in termini di sicurezza ed affidabilita'.
        • pippo75 scrive:
          Re: Una vergogna!!
          - Scritto da:
          Falso, il software open fa risparmiare un sacco
          di soldi. Le pa devono pretendere di avere tutti
          i sorgenti del sw che commissiona, in modo che al
          mutare delle esigenze non sia vincolata agli
          sviluppatori originali. Senza contare gli
          innegabili vantaggi in termini di sicurezza ed
          affidabilita'.parli:a: per sentito direb: per esperienza diretta.c: per esperienza indiretta.Se parli per esperienza diretta/indiretta, ci porteresti dei casi in cui un SW per la PA open costa meno di uno closed.Sia come sviluppo che come assistenza.Possibilmente evitando i classici: OO, Gimp, Apache, ......Vorrei programmi per la PA, come ad esempio per la gestione delle prenotazioni di un ospedale.Questo e' solo un esempio, se ne hai altri, ben vengano.ciao
          • Anonimo scrive:
            Re: Una vergogna!!
            Per quale motivo un software gestionale con codice aperto dovrebbe costare piu' di uno closed?I vantaggi poi sono enormi, in quanto quel software non "muore" con chi lo ha realizzato, ma puo' vivere per sempre, e' sufficiente pagare qualcun'altro per modificarlo.Anche i costi di gestione non dipendono dal tipo di codice.Solo vantaggi quindi.
          • Anonimo scrive:
            Re: Una vergogna!!
            OO e apache sono o non sono gratis? Quanto costa in licenze ottenere gli stessi risultati?
          • pippo75 scrive:
            Re: Una vergogna!!
            - Scritto da:
            OO e apache sono o non sono gratis? Quanto costa
            in licenze ottenere gli stessi
            risultati?se gai andare avanti la PA solo con OO, Apache e Gimp, hai ragione.Ma se usi altri programmi.....Sto ancora aspettando..... e sono mesi che sto chiedendo, ma questi programmi Open per la PA a costi bassi ndostanno?Qui tutti che ne parlano, che costameno meno degli altri, ma ci sono delle esperienza pratiche su casi veri?ciao
          • Anonimo scrive:
            Re: Una vergogna!!
            I programmi per le pa si fanno. Il discorso costi di sviluppo non ha senso.
          • pippo75 scrive:
            Re: Una vergogna!!
            - Scritto da:
            I programmi per le pa si fanno. Il discorso costi
            di sviluppo non ha
            senso.Se paghi tu mi sta bene.Quando si realizza un concorso per una PA, si deve tenere conto anche di questo.
          • Anonimo scrive:
            Re: Una vergogna!!
            Paga la pa, per il soft closed e per quello open. Non vedo perche' dovrebbe essere altrimenti.
          • Anonimo scrive:
            Re: Una vergogna!!

            Se parli per esperienza diretta/indiretta, ci
            porteresti dei casi in cui un SW per la PA open
            costa meno di uno
            closed.
            Sia come sviluppo che come assistenza.

            Possibilmente evitando i classici: OO, Gimp,
            Apache,
            ......
            Vorrei programmi per la PA, come ad esempio per
            la gestione delle prenotazioni di un
            ospedale.
            Questo e' solo un esempio, se ne hai altri, ben
            vengano.

            ciaoPer la medicina in generale:http://forum.ubuntu-it.org/index.php?topic=50486.0i costi dipendono da chi te li cura, proprio come il soft proprietario, solo che i programmi sono tanto tuoi quanto della ditta che te li installa. Sia nel campo del soft proprietario che in quello libero c'e' tanto da fare e da creare, la differenza e' che il programma creato servirà a tutto il mondo se è libero, oppure solo al tuo ospedale se e' proprietario.Adesso, modificare o ampliare un programma non è uno scherzo, ma troverai sempre maggiori spunti che se dovessi farlo ex novo, no? ci sarà pure un vantaggio in più oltre a quelli ovvi.
          • pippo75 scrive:
            Re: Una vergogna!!


            Per la medicina in generale:
            http://forum.ubuntu-it.org/in...grazie per il lini, spero di riuscire a darli un occhiata prima di sera.

            i costi dipendono da chi te li cura, proprio
            come il soft proprietario, solo che i
            programmi sono tanto tuoi quanto della
            ditta che te li installa.discorso:quanto mi costa il programma chiuso e quanto mi costa lo stesso con i sorgenti e tutto il resto.quanto costa mantenere aggiornato un programma open e quanto costa l'aggiornamento delle licenze?
            Adesso, modificare o ampliare un programma non
            è uno scherzo, ma troverai sempre maggiori
            spunti che se dovessi farlo ex novo, no? ci
            sarà pure un vantaggio in più oltre a quelli
            ovvi.Per questo che spero che si possano avere dei formati aperti, in questo modo cambio i programmi e tengo i dati.Se poi l'open source costa meno, prendo quello, ma prima devo avere i miei dati e il mio lavoro salvato e riutilizzabile.Purtroppo i formati di file aperti NON ESISTONO.ciao
          • Anonimo scrive:
            Re: Una vergogna!!
            opendocument e' aperto
          • pippo75 scrive:
            Re: Una vergogna!!
            - Scritto da:
            opendocument e' apertoe quindi, se non sbaglio anche l'html e' aperto.Pero' per molti programmi mi servono formati specifici, che ripeto non esistono.Sempre che qualcuno non ne conosca di formati standard e aperti.ciao
          • bLax scrive:
            Re: Una vergogna!!
            e avanti con le cazzate!certo che non esistono...perche finora si è sempre fatto tutto in una maniera....qui la questione è che bisogna andare in una direzione...e sicuramente quella opensource è migliore sotto molti punti di vista!!chiaro che ancora non c'è TUTTO....certo chese tutti ragionano come te, stiamo freschi!!!le gpl e il concetto di opensource è nato nel '89!!!la Microsof aveva gia un OS funzionante al tempo!!! solo che loro si sono guardati bene dal farlo inter operante, come molto altri produttori sw, temendo che questa stronza del opensource fosse solo una cosa da frichettoni fumati...invece oggi si sta proprio discutendo se conviene o no usare questa opzione, proprio perche il software open e i programmatori sono cresciuti a hanno dato dimostrazione di saper rispondere alle esigenze di varie aziende
  • Anonimo scrive:
    e' tutta questione di soldi
    Che le imprese , sappiamo quali, siano contrarie a scelte di economia pura nella pubblica amministrazione e' un buon segno che si sta andando verso il giusto verso.Il denaro pubblico non va sperperato. Non si tratta di ideologia pura, ma di funzionalita' in rapporto anche all'economia.La provincia di bolzano, solo per usare openoffice nelle scuole in lingua italiana, risparmia unmilione di euro l'anno in licenze.Vi pare poco?
    • Anonimo scrive:
      Re: e' tutta questione di soldi
      - Scritto da:
      Che le imprese , sappiamo quali, siano contrarie
      a scelte di economia pura nella pubblica
      amministrazione e' un buon segno che si sta
      andando verso il giusto
      verso.
      Il denaro pubblico non va sperperato. Non si
      tratta di ideologia pura, ma di funzionalita' in
      rapporto anche
      all'economia.
      La provincia di bolzano, solo per usare
      openoffice nelle scuole in lingua italiana,
      risparmia unmilione di euro l'anno in
      licenze.
      Vi pare poco?1 milione non è nienteda me se passiamo all'open ne bruciamo ad occhio 30 di milioni
      • Anonimo scrive:
        Re: e' tutta questione di soldi
        Che probabilmente sono quelli investiti in licenze che dovreste buttare via. Inutile prenderci in giro, il software open offre solo vantaggi. A parita' di qualita' ovviamente. Scelte come quella di bolzano vanno in questa direzione. Assolutamente privo di ogni logica acquistare windows+office in quei casi, sono solo soldi sprecati.
  • Alessandrox scrive:
    IDEOLOGIA e GARANZIA
    Premesso che nei miei interventi non ho fatto la distinzione tra sw commerciale e non perche' tutto il sw, closed o open puo' essere commerciale (o no), intendendo con questo che tutti gli sviluppatori, anche quelli che lavorano per la PA devono essere pagati per il loro lavoro.TUTTO il Sw sviluppato su commissione (generalmente le cosiddette "applicazioni verticali, tipo i gestionali) appositamente per la PA deve essere APERTO, non solo i formati di documento, i protocolli e le api..., specialmente se gestisce dati ed eventi particolarmente sensibili, prendiamo ad esempio il sw per gli scrutini elettorali... non credo ci sia da aggiungre molto. Qui' non c' entra l' ideologia, e' l' UNICO modo per fornire un MINIMO sindacale di GARANZIA , per non parlare di altre questioni come la riusabilita', la manunetnzione in caso di scomparsa degli autori originali. Quello del commercio tra PA e aziende private non e' un mercato qualsiasi, dove abbiamo una pluralita' di soggetti privati che domandano e altri che offrono, la PA non la si puo' trattare come una qualsiasi azienda, men che meno privata, perche' ha delle specificita' e delle peculiarita' che sono intrinseche al termine "Pubblica", peculiarita' che spesso sono ignorate dalle stesse persone che ci lavorano e che al suo interno hanno cariche di responsabilita'; per cui NON e' la PA che deve adeguarsi alle esigenze delle aziende private che lavorano per lei ma e' precisamente l' ESATTO CONTRARIO.Chiaramente bisogna anche tenere conto del livello di maturita' ed affidabilita' (che si raggiunge anche con la maturita') del sw: probabilmente Le soluzioni FLOSS non sono tutte ancora così mature in certi settori verticali (come anche in certi ambiti "orizzontali") ma il loro sviluppo e' rapido e cio' che conta e' avere una visione di prospettiva.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 15 maggio 2007 12.08-----------------------------------------------------------
    • Anonimo scrive:
      Re: IDEOLOGIA e GARANZIA
      - Scritto da: Alessandrox
      per
      cui NON e' la PA che deve adeguarsi alle esigenze
      delle aziende private che lavorano per lei ma e'
      precisamente l' ESATTO
      CONTRARIO.Certo facciamo che sia tutto GPL così poi un'azienda si fa un culo così per fare un software e poi lo si può duplicare in tutto il globo senza che venga pagato più nulla a chi l'ha realizzato.Siiii l'azienda potrà offrire supporto, ma poi verrà fuori qualche società che offrirà supporto (di merda) per il suo software a un prezzo molto più vantaggioso e così l'azienda sviluppatrice si troverà con niente in mano. Fallirà e dovrà licenziare tutti i suoi dipendenti, gente con una famiglia, un mutuo sulla casa e un due locali a due passi dal mare appena preso a Bordighera.
      • Alessandrox scrive:
        Re: IDEOLOGIA e GARANZIA
        - Scritto da:
        - Scritto da: Alessandrox

        per

        cui NON e' la PA che deve adeguarsi alle
        esigenze

        delle aziende private che lavorano per lei ma e'

        precisamente l' ESATTO

        CONTRARIO.
        Certo facciamo che sia tutto GPL così poi
        un'azienda si fa un culo così per fare un
        software e poi lo si può duplicare in tutto il
        globo senza che venga pagato più nulla a chi l'ha
        realizzato.
        Siiii l'azienda potrà offrire supporto, ma poi
        verrà fuori qualche società che offrirà supporto
        (di merda) per il suo software a un prezzo molto
        più vantaggioso e così l'azienda sviluppatrice si
        troverà con niente in mano. Fallirà e dovrà
        licenziare tutti i suoi dipendenti, gente con una
        famiglia, un mutuo sulla casa e un due locali a
        due passi dal mare appena preso a
        Bordighera.NOn esiste solo la GPL, in ogni caso basta stabilire delle limitazioni per chi usa il codice per scopi commerciali a meno di non aver gia' contribuito al sw stesso... Oppure stabilire una DOPPIA licenza: GPL per usi senza fini di lucro e di altro tipo per usi senza fini di lucro; se ci sono dubbi di uso illecito si adira' avie legali, come del resto e' gia' successo. I modi per far valere i propri diritti ci sono e poi quanta strada credi possa fare chi offre un supporto di mrd@? Le aziende preferiscono pagare per avere un supporto di qualita' piuttosto che un supporto scadente a prezzi stracciati.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 15 maggio 2007 12.43-----------------------------------------------------------
        • Anonimo scrive:
          Re: IDEOLOGIA e GARANZIA
          Non e' necessario tutto cio'. Semplicemente chi lavora con le pa avra' un tipo di business differente. Non pensa sia remunerativo sviluppare per le pa? Bene, sviluppi per altri. Le pa hanno queste esigenze, si faccia pagare di piu' al limite. Sempre che l'offerta sia competitiva sul mercato.Basta con le storielle compassionevoli delle povere sw house che falliscono e devono licenziare un esercito di programmatori. Domanda ed offerta si adegueranno, ma e' di primaria importanza stabilire quali siano le esigenze di base delle pa. E queste sono proprio avere formati aperti ed i sorgenti del software utilizzato, liberamente modificabile.
      • Anonimo scrive:
        Re: IDEOLOGIA e GARANZIA
        - Scritto da:
        Certo facciamo che sia tutto GPLE chi parla di GPL?La NORMA dovrebbe essere la cessione completa dei diritti di Copyright alla PA al termine della commessa.Se lavori per una PA, la commessa deve prevedere la cessione dell'intero lavoro, non il rilascio di una licenza. Se non ti va bene, sviluppa solo per i privati.La GPL, o una qualunque altra licenza FOSS è una particolare eccezione alla regola perché tali particolari "licenze" consentono di mantenere la disponibilità del lavoro commissionato pur lasciando agli sviluppatori la possibilità di riusare il codice sviluppato per la PA anche in altre applicazioni magari per privati.L'anomalia è la situazione attuale, percui la PA commissiona lo sviluppo di una SOLUZIONE, ma ne ottiene solo UNA LICENZA.Io non ho nulla contro il SW Closed, io stesso sviluppo anche SW Closed, ma in quanto CITTADINO, dalla PA mi aspetto che pretenda dal SW Closed quello che potrebbe avere dal FOSS: la piena disponibilità del lavoro commissionato, sorgenti inclusi.Se invece il problema è che non si possono dare i sorgenti di ORACLE o di LOTUS DOMINO, allora significa che in realtà commissiono un software che SOLO IN PARTE VIENE PRODOTTO, per il restante sono di fronte ad un RIVENDITORE. Allora, in quanto PA, PRIMA tratto direttamente con chi ha sviluppato ORACLE per avere la piena disponibilità della piattaforma ORACLE, POI se la ottengo, ti commissiono lo sviluppo della tua soluzione. Altrimenti se ORACLE non mi da la piena disponibilità della piattaforma, tu mi stai per la maggior parte RIVENDENDO una soluzione di altri e per minima parte sviluppi quello che ti ho chiesto.Se invece parliamo di una Soluzione SW Closed su piattaforma MySQL, in cui la PA acquista (non "prende in licenza"!) dalla Software House la Soluzione ed ha piena disponibilità di MySQL perché GPL, non vedo perché la PA dovrebbe preferire una soluziona ALL GPL se è inferiore.Questo significa FORNITURA ALLA PARI tra SW Closed e FOSS. Altrimenti è IDEOLOGIA, perché è chiaro che in un caso si vende una LICENZA, nell'altro LA PIENA DISPONIBILITÀ del software.
        • Enjoy with Us scrive:
          Re: IDEOLOGIA e GARANZIA
          Quoto al 100%Specie per la creazione di software verticali proprio non si capisce il motivo del ricorso a licenze, chiavi hardware e altro.O meglio si capiscono benissimo, così l'azienda che sviluppa il software può lucrare sullo stesso lavoro un numero infinito di volte.Es. sostituzione dei PC ed introduzione di un nuovo S.O. ... come per magia l'applicazione non funziona più (conflitti dei driver e spesso proprio di quelli che gestiscono la chive hardware), con richieste astronomiche per aggiornare il software non nelle funzionalità, ma solo per renderlo compatibile con il nuovo hardware S.O.Bene, credo che questa pacchia stia finalmente finendo, finalmente si diventerà proprietari di ciò che si commissiona.Le aziende IT si preoccupano?Solo i "furbi " dovrebbero farlo, chi ha le capacità per realizzare i software richiesti se li farà pagare in modo congruo, certo chi è abituato a personalizzare qualche database ed a imbottirlo di chiavi hardware per poi lucrare sull'inevitabile "assistenza" farà la fine che merita!P.S. Vi siete mai chiesti a cosa servano le chiavi hardware che vengono imposte per programmi gestionali ultraverticali, tipo la gestione delle cartelle cliniche di un ospedale o il funzionamento di un'apparecchiatura medicale complessa? Hanno paura che lo stesso software lo utilizzi abusivamente un'altro ospedale?!?
      • BlueSky scrive:
        Re: IDEOLOGIA e GARANZIA
        - Scritto da:
        Certo facciamo che sia tutto GPL così poi
        un'azienda si fa un culo così per fare un
        software e poi lo si può duplicare in tutto il
        globo senza che venga pagato più nulla a chi l'ha
        realizzato.1. Se io ente pubblico ti pago per creare un software su commissione il guadagno l'hai ottenuto dal prezzo che ti pago per farlo (o quanto meno così deve essere). Non esiste che tu ti fai pagare da me lo sviluppo e poi lo rivendi a mezzo mondo.2. Io come ente devo fare gli interessi dei cittadini, non quello delle aziende di software. L'interesse dei cittadini, in questo caso, è quella di avere la possibilità di svincolarsi completamente da un determinato produttore. Se l'azienda che ha fatto il programma fallisce dopo due mesi ed io non ho il codice sorgente chi mi fa l'assistenza? Nessuno. Avere il codice mi permette di appaltare a terzi questo servizio. In questo modo a distanza di qualche anno non rischio (o quanto meno il rischio è minore) di dover sborsare cifre enormi in licenze o per assistenza per il solo fatto che passare ad un altro programma sarebbe troppo costoso.3. Essendo il codice pubblico posso chiedere ad un soggetto terzo di esaminarlo per verificarne l'affidabilità. Soprattutto se si tratta di software che si occupa del trattamento di dati molto sensibili, sarebbe molto importante.
      • Anonimo scrive:
        Re: IDEOLOGIA e GARANZIA
        - Scritto da:

        Certo facciamo che sia tutto GPL così poi
        un'azienda si fa un culo così per fare un
        software e poi lo si può duplicare in tutto il
        globo senza che venga pagato più nulla a chi l'ha
        realizzato.Qua mi pare di vedere aziende che speculano all'infinito sulla stessa schifezza per anni.Senza innovare e con poca concorrenza.GPL significherebbe concorrenza e vantaggi per la PA che può installare quante copie vuole.E l'azienda se vuole sopravvivere deve innovare e darsi da fare, non speculare e vivere di rendita.
      • bLax scrive:
        Re: IDEOLOGIA e GARANZIA
        "Certo facciamo che sia tutto GPL così poi un'azienda si fa un culo così per fare un software e poi lo si può duplicare in tutto il globo senza che venga pagato più nulla a chi l'ha realizzato.Siiii l'azienda potrà offrire supporto, ma poi verrà fuori qualche società che offrirà supporto (di merda) per il suo software a un prezzo molto più vantaggioso e così l'azienda sviluppatrice si troverà con niente in mano. Fallirà e dovrà licenziare tutti i suoi dipendenti, gente con una famiglia, un mutuo sulla casa e un due locali a due passi dal mare appena preso a Bordighera."infatti....non vedi, tutti i produttori di linux stanno miseramente fallendo, ha appena chiuso i battenti red hat, novell, mandriva...disastro economico per i produttori con gpl, tutti a casa i programmatori....madai....non diciamo fesserie!!se la azienda chiude, è perche qualcuno ha fatto il lavoro MEGLIO di loro.punto. per meglio intendo che un altra azienda offre un prodotto di pari qualità a minor prezzo (miglior gestione) o semplicemnte ha avuto idee migliori, o ha sviluppato meglio il software.....la gpl è come nel pugliato...si colpisce duro uguale, ma mai sotto la cintura, dove invece i produttori closed non hanno remore (non so, penso solo a dover comprare una licenza office nuova perche TUTTI mi inviano .doc 2008)
  • Anonimo scrive:
    AITech-Assinform... vi trema il terreno?
    AITech-Assinform... paura eh?Secondo l'Associazione, il modo migliore per garantire il mercato e allo stesso tempo la copertura delle esigenze degli enti pubblici è quello di consentire che l'individuazione delle soluzioni software adatte sia determinata dal libero confronto tra PA e imprese informatiche. Ed i cittadini che pagano le tasse per mantenere aziende inutili chi li tutela? Vanno garantiti gli uomini e non il mercato! Queste soluzioni, continua l'Associazione, vanno scelte in base "al solo requisito di soddisfacimento di necessità specifiche, nell'ambito di una corretta valutazione dei costi e dei relativi benefici". Vanno scelte in un ottica di risparmio per il popolo sempre più in difficoltà per mantenere uno stato di fannulloni, se qualche azienda fallisce o si ritrova sul lastrico: Pazienza! Chi è in grado di lavorare bene non teme nuove sfide e non avrà problemi a ricominciare altrove!
  • Anonimo scrive:
    Forse non tutti sanno che...
    ...la legge sul diritto d'autore italiana recita, all'articolo 11:"Alle amministrazioni dello stato, alle provincie ed ai comuni spetta il diritto di autore sulle opere create e pubblicate sotto il loro nome ed a loro conto e spese.Lo stesso diritto spetta agli enti privati che non perseguano scopi di lucro, salvo diverso accordo con gli autori delle opere pubblicate, nonché alle accademie e agli altri enti pubblici culturali sulla raccolta dei loro atti e sulle loro pubblicazioni."Mi piacerebbe sapere quante ditte hanno consegnato i sorgenti insieme ai sw prodotti per le PA...Marco Ravich
    • Anonimo scrive:
      Re: Forse non tutti sanno che...
      - Scritto da:
      "Alle amministrazioni dello stato, alle provincie
      ed ai comuni spetta il diritto di autore sulle
      opere create e pubblicate sotto il loro nome ed a
      loro conto e
      spese.Esempio, cosi' magari ti diventa chiaro.Io, amministrazione dello stato o provincia o comune, compro un software.Il software, una volta installato e configurato e' pronto all'uso senza necessita' di modifica.L'opera NON e' stata creata e pubblicata sotto il mio nome ne, tantomeno, e' stata creata ad hoc per me ed a spese mie.Il diritto d'autore e' del creatore dell'opera.Io, amministrazione dello stato o provincia o comune, mi faccio creare un software ad hoc o faccio modificare un software Open Source esistente in modo da adattarlo perfettamente alle mie esigenze.L'opera E' stata creata e pubblicata sotto il mio nome e/o e' stata creata ad hoc per me ed a spese mie.Il diritto d'autore e' mio.Questo in base alla legge italiana che hai citato tu.Come vedi nessuna ditta che proponga software a codice sorgente chiuso deve consegnare alcunche' o cedere i diritti d'autore a nessuno.E' chiaro ora o ti devo fare uno schemino?
      • Anonimo scrive:
        Re: Forse non tutti sanno che...
        - Scritto da:
        E' chiaro ora o ti devo fare uno schemino?Fai lo schemino, voglio vedere come viene.
  • Anonimo scrive:
    Hanno ragione
    Perché dovremmo obbligare la PA ad avere software open source?Allora obblighiamola ad avere anche tutto il resto open source. Caro Montezemolo, se vuoi vendere le tue auto alla PA dovrai consegnare tutti i progetti. Cara IKEA, se vuoi vendere le tue scrivanie alla PA, facci vedere come e dove le fabbrichi e i risultati dei test di resistenza. Caro imbianchino, se vuoi imbiancare gli uffici comunali, facci vedere la formula della vernice. Cara Coca-Cola, se vuoi che nei distributori automatici degli ospedali ci siano le tue bibite, facci vedere la ricetta...Indovinate un po' cosa risponderebbero tutti questi signori? Che la PA potrà andare a piedi, scrivere su un pavimento circondato da muri di mattoni, e morire di sete.
    • Anonimo scrive:
      Re: Hanno ragione
      - Scritto da:
      Indovinate un po' cosa risponderebbero tutti
      questi signori? Che la PA potrà andare a piedi,
      scrivere su un pavimento circondato da muri di
      mattoni, e morire di
      sete.Non ci sono infatti movimenti che chiedono a questi signori di divulgare le loro informazioni segrete. Il software è un discorso a parte perché è un insieme di bit che può essere modificato, migliorato e duplicato su Internet a costo quasi zero da qualunque persona presente sul globo terrestre.
      • Anonimo scrive:
        Re: Hanno ragione
        costo zero?modifica il codice costa...ed anche moltoparola di programmatore.e come se tu andassi dal meccanico e dicessi...mi modifichi questa macchina? dai che ti costa!!!....
        • Anonimo scrive:
          Re: Hanno ragione
          - Scritto da:
          costo zero?


          modifica il codice costa...ed anche molto


          parola di programmatore.

          e come se tu andassi dal meccanico e dicessi...mi
          modifichi questa macchina? dai che ti
          costa!!!....Certo ti costa meno che comprarne una nuova, o peggio fartene costruire una nuova.
          • Anonimo scrive:
            Re: Hanno ragione
            "Certo ti costa meno che comprarne una nuova, o peggio fartene costruire una nuova."In quale universo? Dipende se la modifica è sostanziale o no... ovvio che mettere un alettone non costa nulla...
    • mrk250 scrive:
      Re: Hanno ragione
      Ti prego di leggere queste riflessioni che ho fatto sulla tua considerazione, anche se sicuramente non sarai d' accordo...1- andare a piedi quando possibile non sarebbe un idea tanto male visto che il mondo sta soffocando (e visto che le auto blu sono ormai più uno status symbol che una necessità), e la PA potrebbe anche dare il buon esempio utilizzando mezzi di trasporto più ecologici.2- sapere come vengono fatte le cose che troviamo in commercio non sarebbe poi tanto male (vedi amianto, caffè decaffeinato col piombo, benzina verde che ti fa respirare cancerogeni più potenti che quella rossa, tabacco dichiarato nocivo 10 anni dopo che si sapeva ecc.)3- ma chi li vuole spendere tutti questi soldi per quella "sòla" (nel mio dialetto "fregatura") di windows?? Secondo me solo chi lo vende...Quindi, ottima idea! Pretendiamo che la PA adotti una filosofia open source per tutto, è nel nostro pieno interesse!
    • Alessandrox scrive:
      Re: Hanno ragione
      - Scritto da:
      Perché dovremmo obbligare la PA ad avere software
      open
      source?Per i motivi che sono gia' stati spiegati nel forum, in ogni caso non e' necessario che tutto sia open in ogni caso ma e' necessario che lo siano SEMPRE formati, protocolli ed API.
      Allora obblighiamola ad avere anche tutto il
      resto open source. Caro Montezemolo, se vuoi
      vendere le tue auto alla PA dovrai consegnare
      tutti i progetti. Beh sai se vuoi sapere cosa c'e' sotto il cofano nessuno ti proibisce di alzarlo e smontare pezzo per pezzo la meccanica.
      Cara IKEA, se vuoi vendere le
      tue scrivanie alla PA, facci vedere come e dove
      le fabbrichi e i risultati dei test di
      resistenza. Un test di resistenza te lo puoi fare anche tu.
      Caro imbianchino, se vuoi imbiancare
      gli uffici comunali, facci vedere la formula
      della vernice. Non e' l' imbianchino che decide le formule delle vernici che comunque sono pubbliche (ci mancherebbe altro).
      Cara Coca-Cola, se vuoi che nei
      distributori automatici degli ospedali ci siano
      le tue bibite, facci vedere la
      ricetta...Questo sarebbe interessante ma del resto puoi scegliere anche di non berla. MA NOn e' accettabile che io debba essere obbligato a berla; quindi se mi avvalgo dei servizi della PA NON e' accettabile che io debba essere obbligato ad usare formati/protocolli/documenti proprietari.
      Indovinate un po' cosa risponderebbero tutti
      questi signori? Che la PA potrà andare a piedi,
      scrivere su un pavimento circondato da muri di
      mattoni, e morire di
      sete.No, sono loro che NON avrebbero la PA come clienti... e' un po' diverso.
    • diego scrive:
      Re: Hanno ragione
      beh, hai citato tre campioni il cui interesse per il prossimo è pari a zero :-)))
  • Anonimo scrive:
    Scelta ideologica?
    Certo, dov'e' il problema? Le pa devono utilizzare software di cui si conosce esattamente ogni riga di codice e su cui puo' essere liberamente effettuata qualsiasi modifica da chiunque. E' e deve essere una scelta obbligata. Ben vengano leggi che obblighino le pa a fare gli interessi propri e della gente, e non quelli di qualche produttore di sw "amico".
  • Anonimo scrive:
    prima di sparare a zero.
    provate asp.netsemplicemente perfetto.php java ed altra monnezza: addio io vi saluto
    • Alessandrox scrive:
      Re: prima di sparare a zero.
      Vabbe' che c' entra? E' Quel che fai in asp.net che conta per la licenza, non il linguaggio - Scritto da:
      provate asp.net

      semplicemente perfetto.




      php java ed altra monnezza: addio io vi saluto
    • Anonimo scrive:
      Re: prima di sparare a zero.
      Come al solito vale la mia idea: il cliente deve essere libero di scegliere, e deve essere messo in condizioni per farlo. Se sceglie open source, io sono piu' contento, ma non deve essere forzato. Sarebbe sufficiente che le amministrazioni locali fossero libere di utilizzare cio' che vogliono senza imposizioni. Ovvero: stracciate le leggi e rifatele senza nessun riferimento o specifica tecnica.
  • whitemagic scrive:
    Sono felice che esista Linux
    Sono felice che esita MS... sono felice che esista Apple, IBM, e tutti quelli che verranno e sono felice di poter scegliere. E poi diciamocela tutta se non ci fosse il SW proprietatario, caro, carissimo, Linux non esisterebbe....E se le PA non potranno scegliere peggio per loro... cioè per noi.
  • Anonimo scrive:
    e meno male che era free
    Quando si parla di aziende private vogliono la concorrenza, ma se si tratta di open source allora no, deve essere l'unica scelta e guai a chi parla.Anzi, meglio stare zitti, non vorrei ritrovarmi con un paio di scarpe di cemento giù al porto, scarpe ovviamente open source
  • JoCKerZ scrive:
    Open source e' un requisito tecnico.
    Richiedere che un software sia open source e' un requisito tecnico che fa parte di quelle specifiche, non una questione ideologica ne meno che meno qualcosa che esclude il software proprietario.Se sono in grado di fornire i sorgenti di quello che installano non credo proprio siano tagliati fuori.In ambito pubblico e' ovvio che si richieda come specifica TECNICA che il software sia open source visto la delicatezza dei dati che saranno elaaborati.La realta' e' che tante aziende di peracottari capaci solo di rivendere scatolette preconfezionate mostrano la loro inadeguatezza TECNICA.E' interesse pubblico che la gestione di dati cosi' delicati sia completamente trasparente, non una questione ideologica.
    • Anonimo scrive:
      Re: Open source e' un requisito tecnico.
      - Scritto da: JoCKerZ
      Richiedere che un software sia open source e' un
      requisito tecnico che fa parte di quelle
      specifiche, non una questione ideologica ne meno
      che meno qualcosa che esclude il software
      proprietario.
      Se sono in grado di fornire i sorgenti di quello
      che installano non credo proprio siano tagliati
      fuori.
      In ambito pubblico e' ovvio che si richieda come
      specifica TECNICA che il software sia open source
      visto la delicatezza dei dati che saranno
      elaaborati.
      La realta' e' che tante aziende di peracottari
      capaci solo di rivendere scatolette
      preconfezionate mostrano la loro inadeguatezza
      TECNICA.
      E' interesse pubblico che la gestione di dati
      cosi' delicati sia completamente trasparente, non
      una questione
      ideologica.
      Io sarei anche d'accordo ma mi domando... perchè la PA non si fa da sola il software che le serve?Se devo pagare della gente che mi controlli il codice più chi me lo fa.... a sto punto lo faccio io!
    • whitemagic scrive:
      Re: Open source e' un requisito tecnico.
      e certo, tu si che sei un bravo tecnico e non ti fai fregare, vero?
    • mrk250 scrive:
      Re: Open source e' un requisito tecnico.
      Hai tutta la mia solidarietà, chiunque abbia una minima idea di cosa stiamo parlando non può che darti ragione (e io non sono un esperto, non sono un programmatore e mi baso soltanto sull' esperienza personale di utente Windows prima e Debian ora). L' importante è non scoraggiarsi, anche se a volte è difficile...
  • Anonimo scrive:
    Sparagestionali Viral Basic isterici
    L'OSS li sta mandando in para dura a quanto si vede. Bene bene, avanti così che poi sciopano :@
  • Anonimo scrive:
    Infatti...
    Infatti, sostituire Office con OpenOffice, Nero con altri software gratuiti, IE con FF od Opera, Outlook con Thunderbird, risparmiando milioni di euro rappresenterebbe una scelta politica...Ma che si vergognino, la solita associazione di bottegai che difende il suo orticello @^
    • Anonimo scrive:
      Re: Infatti...
      - Scritto da:
      Infatti, sostituire Office con OpenOffice, Nero
      con altri software gratuiti, IE con FF od Opera,
      Outlook con Thunderbird, risparmiando milioni di
      euro rappresenterebbe una scelta
      politica...

      Ma che si vergognino, la solita associazione di
      bottegai che difende il suo orticello
      @^E le mazzette....
  • Anonimo scrive:
    libera concorrenza ma OPEN
    "per quanto riguarda le scelte relative al software nelle Pubbliche Amministrazioni, venga affermato il principio del pluralismo e della libera concorrenza".sono d'accordo: che concorrano tutti in modo OPEN.e vinca il migliore.
    • Anonimo scrive:
      Re: libera concorrenza ma OPEN
      la libera concorrenza in italia non esiste, se vedete le vicende quotidiane dovreste esservene rese conto tutti;il pubblico poi e' la punta del magna-magna che prevale in questo paese e le associazioni come quella dell'articolo non a caso sono rette da chi magna di piu'.
  • Anonimo scrive:
    Soft Libero Per La RICERCA.
    In tanti si lamentano che la ricerca in Italia non esiste, adesso, con questa scusa, hanno fatto venire microfost a farla qui, sempre per loro, ma qui.Il Software Libero è già ricerca di per sé, è come se una scoperta matematica, tipo la risoluzione di un famoso problema, fosse tenuta segreta al resto del mondo e della comunità di matematici globale, che guadagno scientifico ci sarebbe?Il software Libero è scienza, anche nel significato di comunità scientifica, il software proprietario è solo un prodotto commerciale, per quanto valido esso sia non appartiene alla comunità scientifica, ma a quella commerciale.Si potrebbe dare una spinta immane alla ricerca semplicemente adottando Software Libero nelle Pubbliche Amministrazioni e affidando lo sviluppo di certi programmi critici anche a delle Università, oltre che alla Comunità globale sempre presente.
  • riddler scrive:
    Free not as in "free beer"
    Non c'e' scritto da nessuna parte che si deve sviluppare il software a gratis... Il lavoro di sviluppo si paga, cio' che non si deve pagare e' qualcosa che oggi puoi usare, domani non si sa, dopodomani non funziona piu' su un nuovo pc e fra una settimana non e' piu' supportato, percio' anche volendo non puoi aggiornarlo e ti tocca cambiare tutto.E questo accade anche quando il software e' sviluppato su commissione...Se lo sviluppatore lavora male, prendo il codice e lo porto da uno che spero sappia fare di meglio. Questo obbliga chi sviluppa a fare un buon lavoro o perdere la clientela, non mi sembra una cosa brutta visto che TUTTI sbandierano la qualita' del proprio software. Non si capisce perche' poi siano contrari... :
    • Anonimo scrive:
      Re: Free not as in "free beer"
      perchè da oggi i commerciali che devono vendere idee strampalate , non dati oggetti , senza il nome microsoft nella discussione , non riuscirebbero a chiedere 800 euro al giorno per una risorsa.
  • Anonimo scrive:
    Ma bastaaaaaaa!!!!!!
    Le PA non hanno scelto l'open.Normalmente uno a cui interessa migliorarsi partendo dai propri errori cerca di sapere dove,come e perche' ha sbagliato.Apriti cielo se sono riuscito a trovare un commento che non sia scritto a mo' di sentenza gia' eseguita.Capite ora da dove parte l'arroganza di voi linari e perche' passassero cento anni non vi migliorerete mai? Adesso capite perche' vi si bolla come quelli "del tutto dovuto" a cui vanno bene solo le proprie regole?? Siete peggio della peggiore multinazionale sulla faccia di questa terra e quello che e' piu' grave siete quelli che si considerano come difensori di liberta',uguaglianza,ecc.Vergogna!!!
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma bastaaaaaaa!!!!!!
      - Scritto da:
      Le PA non hanno scelto l'open.le PA non hanno scelto e basta, il resto del commento è veramente superfluo.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma bastaaaaaaa!!!!!!
      Basta lo dico io a tutti quei portali più o meno istituzionali fatti coi piedi e sw made in M$ che mi costringono a usare quello schifo di IE. Alla faccia dell'interoperabilità.Asp e aspx poi sono delle vere sole. Solo raramente ho visto siti fatti con questi linguaggi che vanno bene anche con Firefox o con browser non siano IE.Inoltre trovo scandaloso che alcuni siti mettano filmati in wmv. A questo punto meglio flv in stile Youtube così tutti possono vederli.Bisogna coprire il maggior numero di visitatori e questo si ottiene attenendosi agli standard.In Italia ci si capisce perché si parla italiano, se ognuno parlasse il dialetto della propria zona voglio vedere che succede. M$ crea solo dialetti quindi... il mio invito è di usare gli standard.Ma forse molte ditte si sono tagliate le gambe imparando a malapena una sola ideologia: M$, tutto subito e fatto male... poi per la patch si vedrà.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma bastaaaaaaa!!!!!!
      - Scritto da:
      Le PA non hanno scelto l'open.Normalmente uno a
      cui interessa migliorarsi partendo dai propri
      errori cerca di sapere dove,come e perche' ha
      sbagliato.Apriti cielo se sono riuscito a trovare
      un commento che non sia scritto a mo' di sentenza
      gia' eseguita.Capite ora da dove parte
      l'arroganza di voi linari e perche' passassero
      cento anni non vi migliorerete mai? Adesso capite
      perche' vi si bolla come quelli "del tutto
      dovuto" a cui vanno bene solo le proprie regole??
      Siete peggio della peggiore multinazionale sulla
      faccia di questa terra e quello che e' piu' grave
      siete quelli che si considerano come difensori di
      liberta',uguaglianza,ecc.Vergogna!!!Questo è l'effetto dei miasmi delle ascelle pezzate di Monkeydance.Paralisi totale del cervello.Peggio dei discorsi di Romano Prodi! (rotfl)
  • Anonimo scrive:
    Ideologia? ma che dicono?
    Che centra l'ideologia?Esempio automobilistico.finora la PA ha comprato solo auto di una marca STRANIERA, deve pagarne annualmente la "revisione", non può riparare nemmeno una lampadina dei fari e deve affidarsi solo ed unicamente a quella ditta STRANIERA che, fra l'altro, non fa alcuna modifica al prodotto secondo le esigenze della PA.Un secondo propone auto GRATUITE, prodotte anche in Italia, che tutti possono modificare e far riparare da chi vogliono.Dove la seconda scelta sarebbe IDEOLOGICA? E' il più comune BUON SENSO!Che l'industria del software italiano impari piuttosto a competere e innovare, che sulla scia di M$ ci rimangono solo le briciole e i gestionali in VB!!!Creiamo ricchezza IN LOCO, e non mandiamo vagonate di euro oltreoceano, rendendoci schiavi dei capricci di una corporation superlobbista che vuole influenzare la politica dell'intero nostro continente (vedi pressioni per adozione brevetti software in Europa)
    • Anonimo scrive:
      Re: Ideologia? ma che dicono?
      - Scritto da:
      Che centra l'ideologia?
      Esempio automobilistico.
      finora la PA ha comprato solo auto di una marca
      STRANIERA, deve pagarne annualmente la
      "revisione", non può riparare nemmeno una
      lampadina dei fari e deve affidarsi solo ed
      unicamente a quella ditta STRANIERA che, fra
      l'altro, non fa alcuna modifica al prodotto
      secondo le esigenze della
      PA.

      Un secondo propone auto GRATUITE, prodotte anche
      in Italia, che tutti possono modificare e far
      riparare da chi
      vogliono.

      Dove la seconda scelta sarebbe IDEOLOGICA? E' il
      più comune BUON
      SENSO!

      Che l'industria del software italiano impari
      piuttosto a competere e innovare, che sulla scia
      di M$ ci rimangono solo le briciole e i
      gestionali in
      VB!!!
      Creiamo ricchezza IN LOCO, e non mandiamo
      vagonate di euro oltreoceano, rendendoci schiavi
      dei capricci di una corporation superlobbista che
      vuole influenzare la politica dell'intero nostro
      continente (vedi pressioni per adozione brevetti
      software in
      Europa)Discorso da ignorante, scusa se te lo dico.Innanzi tutto il paragone è sbagliato. Non so cosa intendi con la "revisione", probabilmente l'idea comune di molti linari ignoranti che le licenza vanno rinnovate per forza... comunque, andando avanti, il paragone giusto sarebbe più questo:la PA compra delle auto che le servono per rimorchiare il loro carretto di servizi (anagrafe, tributi ecc ecc), l'auto gli costa 100 che danno ad una ditta estera ed è pronta all'uso, tutti i dipendenti della PA la sanno usare, il carretto gli costa 1000 e lo comprano da una ditta italiana ed è pronto all'uso e tutti i dipendenti lo sanno usare. Sia l'auto che il carretto sono "blindati", non è possibile cambiargli le lampadine senza pagare un meccnico Italiano che costa 500 all'anno.Adesso tutto il problema è che quei 100 all'estero sono un problema e si vuole sostituire la macchina con un'altra più ostica da utilizzare, i carretti da cambiare perchè non vengono più trainati dalla nuova macchina, e che nessuno sa utilizzare. I vantaggi? a lungo termine non pago più i 100 euro all'azienda estera.I carretti potrebbero essere "aperti" indipendentemente dalla macchina, se il problema è solo quello perchè cambiare anche la macchina???A me sembra poco per cambiare.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ideologia? ma che dicono?
        - Scritto da:

        - Scritto da:

        Che centra l'ideologia?

        Esempio automobilistico.

        finora la PA ha comprato solo auto di una marca

        STRANIERA, deve pagarne annualmente la

        "revisione", non può riparare nemmeno una

        lampadina dei fari e deve affidarsi solo ed

        unicamente a quella ditta STRANIERA che, fra

        l'altro, non fa alcuna modifica al prodotto

        secondo le esigenze della

        PA.



        Un secondo propone auto GRATUITE, prodotte anche

        in Italia, che tutti possono modificare e far

        riparare da chi

        vogliono.



        Dove la seconda scelta sarebbe IDEOLOGICA? E' il

        più comune BUON

        SENSO!



        Che l'industria del software italiano impari

        piuttosto a competere e innovare, che sulla scia

        di M$ ci rimangono solo le briciole e i

        gestionali in

        VB!!!

        Creiamo ricchezza IN LOCO, e non mandiamo

        vagonate di euro oltreoceano, rendendoci schiavi

        dei capricci di una corporation superlobbista
        che

        vuole influenzare la politica dell'intero nostro

        continente (vedi pressioni per adozione brevetti

        software in

        Europa)

        Discorso da ignorante, scusa se te lo dico.

        Innanzi tutto il paragone è sbagliato. Non so
        cosa intendi con la "revisione", probabilmente
        l'idea comune di molti linari ignoranti che le
        licenza vanno rinnovate per forza... comunque,
        andando avanti, il paragone giusto sarebbe più
        questo:

        la PA compra delle auto che le servono per
        rimorchiare il loro carretto di servizi
        (anagrafe, tributi ecc ecc), l'auto gli costa 100
        che danno ad una ditta estera ed è pronta
        all'uso, tutti i dipendenti della PA la sanno
        usare, il carretto gli costa 1000 e lo comprano
        da una ditta italiana ed è pronto all'uso e tutti
        i dipendenti lo sanno usare. Sia l'auto che il
        carretto sono "blindati", non è possibile
        cambiargli le lampadine senza pagare un meccnico
        Italiano che costa 500
        all'anno.

        Adesso tutto il problema è che quei 100
        all'estero sono un problema e si vuole sostituire
        la macchina con un'altra più ostica da
        utilizzare, i carretti da cambiare perchè non
        vengono più trainati dalla nuova macchina, e che
        nessuno sa utilizzare. I vantaggi? a lungo
        termine non pago più i 100 euro all'azienda
        estera.

        I carretti potrebbero essere "aperti"
        indipendentemente dalla macchina, se il problema
        è solo quello perchè cambiare anche la
        macchina???

        A me sembra poco per cambiare.A me sembra solo il discorso di un winaro rintronato.Ma torna a sverminare il "compiuter del vicino", trollone.
        • Anonimo scrive:
          Re: Ideologia? ma che dicono?

          A me sembra solo il discorso di un winaro
          rintronato.
          Ma torna a sverminare il "compiuter del vicino",
          trollone.Ed a me sembra un discorso da ignorante che non ha argomenti
  • ecc scrive:
    PA ideologica
    Di colpo si scopre che la PA italiana ha delle derive ideologiche.In pratica, in Italia, v'è una cultura fortemente politicizzata del pubblico impiego verso l'uso di Free Software. Credere infatti che l'idea dell'open source sia l'ala politica è surreale. Tutti questi RMS nei piccoli/grandi CED delle istituzioni...A giudicare invece da chi sono i componenti della società/associazione che ha mosso la critica viene da pensare ad una struttura neutra e lontana da ogni faziosismo. Il motivo per l'assuszione di software open source deve essere davvero la scelta per motivi ideologici aldilà di ogni altra valutazione.
    • Anonimo scrive:
      Re: PA ideologica

      Free Software. Credere infatti che l'idea
      dell'open source sia l'ala politica è surreale.basta vedere quante postazioni Linux ci sono nelle Pubbliche Amministrazioni. E poi vengono a parlare di neutralità tecnologica, tanto i fessi ci sono sempre.Basta andare a guardare la trasmissione di Report sul risparmio digitale nel portale rai invece che su youtube, anno il winmediaplayer, sul mac non sono riuscito a vederlo, neutralita 'na cippa.Fra poco per Linux ci vorrà una legge come per le quote rosa, sarebbe ora, questa sarebbe neutralità.
      • Anonimo scrive:
        Re: PA ideologica
        I formati di interscambio devono essere liberi, NON gli applicativi.
        • Alessandrox scrive:
          Re: PA ideologica
          - Scritto da:
          I formati di interscambio devono essere liberi,
          NON gli
          applicativi.Gli applicativi Devono essere Open se sviluppati su commissione per la PA. Per esempio il SW per gli scrutini elettorali... per motivi talmente OVVi che non c'e' nemmeno bisogno di spiegarli.
          • Anonimo scrive:
            Re: PA ideologica
            Gli applicativi devono essere di titolarità della PA e documentati in modo corretto.Poi per trasferire, leggere e modificar eil codice non servono GPL o simili che generano decine di incompatibilità e di contenziosi...Se poi una PA lo vuole riusare e modificare ci sono N leggi che lo permettono.Il Codice dell' Amministrazione digitale permetee anche di fare applati in cui il fornitore si impegna ad erogare servizi alle stesse condizioni aggiudicate anche ad altre PA. Condizioni migliorative sempre possibili...Non c'è solo GPL !
          • Anonimo scrive:
            Re: PA ideologica
            - Scritto da:
            Gli applicativi devono essere di titolarità della
            PA e documentati in modo
            corretto.Sante Parole!!Chiarendo (spero che intendessi anche questo) che un Applicativo sviluppato su Piattaforma Oracle, della quale la PA difficilmente avrà mai la "titolarità", ma al massimo una licenza, è da scartare a priori. Mentre un Applicativo sviluppato su piattaforma PostGRES va benissimo, perché ho la titolarità dell'applicativo (acquisto) e la piena disponibilità della piattaforma (licenza FOSS, nello specifico BSD).
            Poi per trasferire, leggere e modificar eil
            codice non servono GPL o simili che generano
            decine di incompatibilità e di
            contenziosi...Uhm, sempre meno comunque di quante generate dai SW ottenuti solo in licenza con licenze "chiuse". Ricordo che persino la più problematica della licenze FOSS, la GPL, consente di integrare software GPL e software non GPL nel caso NON si redistribuisca il risultato. Perciò al suo interno la PA può anche integrare software GPL con software MPL, ma i privati non potranno utilizzare quella soluzione perché per farlo la PA dovrebbe DISTRIBUIRE il codice modificato, cosa che non può fare per l'incompatibibilità tra GPL e MPL. Quindi il problema si presenterebbe solo se la PA volesse porsi come FORNITORE di Soluzioni Software, sia regalandole che vendendole.
            Se poi una PA lo vuole riusare e modificare ci
            sono N leggi che lo
            permettono.Violando il Copyright? Uhm, forse in Russia, non certo in Italia, in Europa o in un qualunque paese aderente al WTO.
            Non c'è solo GPL !Questo è sacrosanto! Il vincolo è la "piena disponibilità" del software, mica una licenza sulle altre. La GPL è una sola di tutte le licenze possibili, incluse le licenze Closed di cui possa essere ceduta la titolarità!
          • Anonimo scrive:
            Re: PA ideologica
            - Scritto da:

            - Scritto da:

            Gli applicativi devono essere di titolarità
            della

            PA e documentati in modo

            corretto.
            Sante Parole!!
            Chiarendo (spero che intendessi anche questo) che
            un Applicativo sviluppato su Piattaforma Oracle,
            della quale la PA difficilmente avrà mai la
            "titolarità", ma al massimo una licenza, è da
            scartare a priori. Mentre un Applicativo
            sviluppato su piattaforma PostGRES va benissimo,
            perché ho la titolarità dell'applicativo
            (acquisto) e la piena disponibilità della
            piattaforma (licenza FOSS, nello specifico
            BSD).Non mixiamo quello che in qualsiasi gara / fornitura è "salvo diretti di terzi" e la logica di ciò che una PA deve pagare.QUando si parla di titolarità non si intende avere il codice che sta sotto windows, Oracle o altri sistemi operativi o application server.Mentre deve essere titolare di avere il codice (sorgenti e doc inclusa) di prodotti sviluppati con e per certe piattaforme.


            Poi per trasferire, leggere e modificar eil

            codice non servono GPL o simili che generano

            decine di incompatibilità e di

            contenziosi...
            Uhm, sempre meno comunque di quante generate dai
            SW ottenuti solo in licenza con licenze "chiuse".
            Ricordo che persino la più problematica della
            licenze FOSS, la GPL, consente di integrare
            software GPL e software non GPL nel caso NON si
            redistribuisca il risultato. Perciò al suo
            interno la PA può anche integrare software GPL
            con software MPL, ma i privati non potranno
            utilizzare quella soluzione perché per farlo la
            PA dovrebbe DISTRIBUIRE il codice modificato,
            cosa che non può fare per l'incompatibibilità tra
            GPL e MPL. Quindi il problema si presenterebbe
            solo se la PA volesse porsi come FORNITORE di
            Soluzioni Software, sia regalandole che
            vendendole.E' questo uno dei temi cruciali.Perchè se una PA sviluppa un servizio con soldi pubblici, non lo potrebbe dare anche gratis ad altre PA ? GPL e simili, se integrati ocn prodotti copyrighted, non loagevola di certo (parlo per esperienza personale...)

            Se poi una PA lo vuole riusare e modificare ci

            sono N leggi che lo

            permettono.
            Violando il Copyright? Uhm, forse in Russia, non
            certo in Italia, in Europa o in un qualunque
            paese aderente al
            WTO.Se io PA mi faccio sviluppare un applicativo e ne sono titolare , leggi alla mano non violo nessun copyright, posso fare queste operazioni, salvo limiti d'uso che di solito ci sono nelle forniture, per il riuso commerciale.In più se quel servizio è stato pagato con tasse dei cittadini, a maggior ragione è giusto che sia a disposizione... e non come al solito foraggiare sw house che mettono licenze su applicativi e non danno nemmeno possibilità di esportare i dati, in formati civili...

            Non c'è solo GPL !
            Questo è sacrosanto! Il vincolo è la "piena
            disponibilità" del software, mica una licenza
            sulle altre. La GPL è una sola di tutte le
            licenze possibili, incluse le licenze Closed di
            cui possa essere ceduta la
            titolarità!
          • Alessandrox scrive:
            Re: PA ideologica
            - Scritto da:
            Gli applicativi devono essere di titolarità della
            PA e documentati in modo
            corretto.
            Poi per trasferire, leggere e modificar eil
            codice non servono GPL o simili che generano
            decine di incompatibilità e di
            contenziosi...
            Se poi una PA lo vuole riusare e modificare ci
            sono N leggi che lo
            permettono.
            Il Codice dell' Amministrazione digitale permetee
            anche di fare applati in cui il fornitore si
            impegna ad erogare servizi alle stesse condizioni
            aggiudicate anche ad altre PA. Condizioni
            migliorative sempre
            possibili...
            Non c'è solo GPL !E' quello che ho scritto anche io:http://punto-informatico.it/f/m.aspx?m_id=1987519&m_rid=0-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 15 maggio 2007 15.28-----------------------------------------------------------
  • Anonimo scrive:
    Si cominci dall'ovvio
    Posso capire i problemi riguardo le applicazioni scritte all'uopo per problemi specifici, ma almeno si comincino ad abolire e rimpiazzare con la controparte open i programmi la cui sostituzione risulta + indolore.Primo fra tutti ms office, ma anche antivirus come il norton e altre licenze come i programmi per gestire file compressi (winzip e winrar).Gia sostituendo questi si risparmierebbero tantissimi soldi.Poi sono dell'idea che le cose vadano incentivate, per esempio in una scuola se questa rimpiazza tutte le licenze di office con openoffice le si ristruttura l'aula computer, giusto per avviare e incoraggiare un meccanismo di migrazione che non può far altro che bene.
    • Anonimo scrive:
      Re: Si cominci dall'ovvio
      - Scritto da:
      Posso capire i problemi riguardo le applicazioni
      scritte all'uopo per problemi specifici, ma
      almeno si comincino ad abolire e rimpiazzare con
      la controparte open i programmi la cui
      sostituzione risulta +
      indolore.
      Primo fra tutti ms office, ma anche antivirus
      come il norton e altre licenze come i programmi
      per gestire file compressi (winzip e
      winrar).
      Gia sostituendo questi si risparmierebbero
      tantissimi
      soldi.
      Poi sono dell'idea che le cose vadano
      incentivate, per esempio in una scuola se questa
      rimpiazza tutte le licenze di office con
      openoffice le si ristruttura l'aula computer,
      giusto per avviare e incoraggiare un meccanismo
      di migrazione che non può far altro che
      bene.esatto si cominci col sostituire i prodotti chiusi con altri (open,closed) open standard compliant.Vediamo di vedere le cose a 360°.
  • Anonimo scrive:
    Non sarebbe meglio...
    se le aziende italiane investissero maggiori capitali in Italia invece di regalare ingenti capitali a zio BILL ? L'open source offrirebbe questa possibilità... se solo ci fossero imprenditori più intelligenti e meno p).Ah già, scusate dimenticavo di essere in Italia (rotfl).
    • Anonimo scrive:
      Re: Non sarebbe meglio...
      - Scritto da:
      se le aziende italiane investissero maggiori
      capitali in Italia invece di regalare ingenti
      capitali a zio BILL ?

      L'open source offrirebbe questa possibilità... se
      solo ci fossero imprenditori più intelligenti e
      meno
      p).

      Ah già, scusate dimenticavo di essere in Italia
      (rotfl).licenza windows= 200 eurocosto riscrittura software 400 al giorno
      • Anonimo scrive:
        Re: Non sarebbe meglio...
        - Scritto da:
        licenza windows= 200 euro
        costo riscrittura software 400 al giornoOk affare fatto, scelgo il secondo.AVANTI IL PROSSIMO!
      • Anonimo scrive:
        Re: Non sarebbe meglio...
        - Scritto da:

        - Scritto da:

        se le aziende italiane investissero maggiori

        capitali in Italia invece di regalare ingenti

        capitali a zio BILL ?



        L'open source offrirebbe questa possibilità...
        se

        solo ci fossero imprenditori più intelligenti e

        meno

        p).



        Ah già, scusate dimenticavo di essere in Italia

        (rotfl).

        licenza windows= 200 euroOk, distro GNU/Linux = 0 euro
        costo riscrittura software 400 al giornoOk, costo riscrittura software (tanto anche quelli closed li riscrivono ogni tanto, no? O lavorano ancora con le versioni DOS, o Win3.1?) ma GPL = 400 al giorno, e NESSUN costo di licenza futura, possibilità di modificarlo, migliorarlo, di farselo assistere da gente capace e non solo da chi ha scritto il codice closed.FANTASTICO!Altro costo / stress che ti eviti... la GESTIONE delle licenze. Hai idea in un grosso ente come sia impossibile tener traccia di tutte le varie licenze/verioni/aggiornamenti? Se arriva la BSA ti fa un mazzo così anche se hai pagato fino all'ultimo euro.
        • Anonimo scrive:
          Re: Non sarebbe meglio...
          e quanto viene riscriverefirefox, openoffice, magari un desktop tipo ubuntu?
          • Anonimo scrive:
            Re: Non sarebbe meglio...
            Quanto hai pagato finora? Sono continuamente riscritti (non devi aspettare 5 anni per avere una nuova versione, e in ogni caso nessuno ti forza ad aggiornare anche se non vuoi...). Sai di cosa stiamo parlando, vero?
      • Anonimo scrive:
        Re: Non sarebbe meglio...
        - Scritto da:
        licenza windows= 200 euro
        costo riscrittura software 400 al giornoCoretto...ma che confronto sarebbe?Windows nei 200 euro ha già compreso anche i software che ti servono?I software per windows li scrivono gratis?Li aggiornano gratis?Ne rilasciano nuove versioni gratis?In più, essendo proprietari, sei in qualche modo "legato" alle ditte produttrici, nonchè alle loro tariffe.
  • Anonimo scrive:
    open source è + magna magna
    L'open source era quello che ci voleva per far entrare un pò di soldini nelle tasche degli amici.Molti software stabili dovranno essere riscritti da zero. Cosa importa se in java, in C, in .Net. Ci sarà necessità di cambiare un bel pò di cose, significa che ci saranno tantissimi contratti di lavoro per software che non serviva proprio dover rifare.E ricordate:1 software sviluppato costa 100000 e passa euro, pari a 5000 licenze windows.Volete il conto?Io che prendo 1600 euro costo oltre 3600 euro(tasse). Semplificando il conto a 4000 c'è il rendiconto della mia azienda, facciamo 5000 al mese (me + 1000), lavoro 6 mesi con altri 4 miei simili e fanno 120000 euro.Bene, pensate che dove lavoro attualmente ci sono almeno 5 progetti in corso, fanno 600000 euro, sommandoci il guadagno finale dell'azienda sviluppatrice possiamo approssimare il tutto ad 1 milione di euro, la bellezza di 50000 licenze windows. Pensate aziende come Accenture e simili quanto guadagneranno rinnovando il parco software dei clienti che magari usano ancora vecchi programmi che non potranno subire un semplice aggiornamento.Ecco a voi le tangenti mascherate dalla volontà di passare all'open source. Al di là di chi si intascherà questi soldi sarà una bella mazzata per le tasche dello Stato, cioè le nostreViva la matematica
    • Anonimo scrive:
      Re: open source è + magna magna
      Levati dalla pelle. PRETORIAN!
      • Anonimo scrive:
        Re: open source è + magna magna
        - Scritto da:
        Levati dalla pelle. PRETORIAN!che c'è, non sai rispondere ai numeri?o sei uno di quelli pronti a mangiarci sopra?
        • Anonimo scrive:
          Re: open source è + magna magna
          - Scritto da:

          - Scritto da:

          Levati dalla pelle. PRETORIAN!
          che c'è, non sai rispondere ai numeri?
          o sei uno di quelli pronti a mangiarci sopra?io con i numeri vorrei mangiarci, tu no?Un prog open lo puoi pagare anche a peso d'oro, poi tutti, nel mondo, lo possono usare e migliorare.Il soft proprietario lo paghi in ogni regioneministeroprovinciaufficiocomputer, se ti pare di risparmiare forse dovresti cominciare a contare, magari con i tuoi soldi, invece che con quelli pubblici.
          • Anonimo scrive:
            Re: open source è + magna magna

            io con i numeri vorrei mangiarci, tu no?
            Un prog open lo puoi pagare anche a peso d'oro,
            poi tutti, nel mondo, lo possono usare e
            migliorare.
            Il soft proprietario lo paghi in ogni
            regioneministeroprovinciaufficiocomputer, se ti
            pare di risparmiare forse dovresti cominciare a
            contare, magari con i tuoi soldi, invece che con
            quelli
            pubblici.davvero?conosci Atac ed Atm, le aziende di trasporti romana e milanese? scrivigli il software per la contabilità per una e poi vediamo quanto ti costa portarlo all'altro.Tu non lavori per questi enti, mi sembri uno studente o un programmatore che non ha mai visto aziende con più di 10 persone.Io ragiono con i soldi dello stato. Per me poco cambia, la mia azienda semplicemente passerà a linux, noi programmeremo in java, un bel corsetto di 2 settimane e staremo di nuovo li. Queste migrazioni piacciono ai manager, significano che il cliente avrà bisogno disperato di software ed i prezzi saliranno.Semplicemente lavorerò in eclipse invece che in visual studio
          • Anonimo scrive:
            Re: open source è + magna magna
            - Scritto da:
            Per me poco cambia, la mia azienda semplicemente
            passerà a linux, noi programmeremo in java, un
            bel corsetto di 2 settimane e staremo di nuovo
            li....
            Semplicemente lavorerò in eclipse invece che in
            visual
            studioE se è così semplice perché escludi che un gruppetto di programmatori open source non sarà in grado di scrivere nel tempo una serie di programmi in grado di sostituire quelli attuali presenti nella pubblica amministrazione?Se succedesse sai poi eclipse e il corsetto di 2 settimane dove te lo fanno fare?
          • Anonimo scrive:
            Re: open source è + magna magna

            Tu non lavori per questi enti, mi sembri uno
            studente o un programmatore che non ha mai visto
            aziende con più di 10
            persone.
            Io ragiono con i soldi dello stato. secondo me presupponi troppe cose e presenti credenziali ridicole, da quello che dici, e non verificabili, se non per il fatto che sono palesemente false. Quindi puoi anche smetterla e dire qualcosa di sensato se ne sei capace.vivi ancora al tempo del tu non sai chi sono IO ... forse nel tuo caso rinuncerò alla curiosità.
          • Anonimo scrive:
            Re: open source è + magna magna
            La conosci la SAD di Bolzano (quella di Report)? Loro usano solo GNU/Linux (compresi gli applicativi amministrativi)
    • Anonimo scrive:
      Re: open source è + magna magna
      forse qualche cagatona l'hai detta,50000 licenze windows per 300 euro l'una mi sembra che faccia 15000000 mmmm mentre 50000/300 fa 3333,3 e 300 euro è il prezzo della licenza full di xp se poi ci metti vista business a quel prezzo ti prendi la oem QUindi gia di base hai detto una cagata!!!
  • Anonimo scrive:
    Altri che lo dicono
    L'open source in funzione dell'ideologia invece che del pragmatismo è un suicidio, puro e semplice
    • Anonimo scrive:
      Re: Altri che lo dicono
      - Scritto da:
      L'open source in funzione dell'ideologia invece
      che del pragmatismo è un suicidio, puro e
      sempliceL'ideologia serve solo a chi vende fuffa, con l'open puoi giudicare da solo se è fuffa o no.Ma cosa vuoi vendere con queste frasi?con l'open vendi servizi, pensa tu che ideologia poco pragmatica!
    • Anonimo scrive:
      Re: Altri che lo dicono
      - Scritto da:
      L'open source in funzione dell'ideologia invece
      che del pragmatismo è un suicidio, puro e
      sempliceFinalmente uno ragionevole!
      • Anonimo scrive:
        Re: Altri che lo dicono
        Quindi i fautori dell'opensource dovrebbero essere tutti morti.Ed anche le aziende tutte fallite.Ma soprattutto dovrebbero essere tutti morti i suoi utilizzatori che lo preferiscono a Winzozz.Forse non è solo ideologia!?!?Ma con queste frasi fatte e questo FUD che volete fare, convincere la gente ad abbandonare l'opensource?
  • Anonimo scrive:
    il MAGNA-MAGNA all' opera
    L' Open Source nella PA significa RISPARMIO di MILIONI di Euro per i contribuenti e SVILUPPO per le aziende in casa nostra.Non è difficile capirlo, il mondo intero lo sta capendo sempre più e semtre più in fretta, solo in Italia ci sono TROMBONI (i soliti) che frappongono continuamente ostacoli.Dipendesse da me metterei nemmeno una settimana a sgombrare definitivamente il campo da questi TROMBONI.
    • Anonimo scrive:
      Re: il MAGNA-MAGNA all' opera
      - Scritto da:
      L' Open Source nella PA significa RISPARMIO di
      MILIONI di Euro per i contribuenti e SVILUPPO per
      le aziende in casa
      nostra.
      Non è difficile capirlo, il mondo intero lo sta
      capendo sempre più e semtre più in fretta, solo
      in Italia ci sono TROMBONI (i soliti) che
      frappongono continuamente
      ostacoli.
      Dipendesse da me metterei nemmeno una settimana a
      sgombrare definitivamente il campo da questi
      TROMBONI.estero? ma quanti anni hai?2?Il 99.9% del software non è windows o linux.E' il software sviluppato per le aziende, il programma che gestisce i biglietti dei treni, le bollette della luce e gli scatti del telefono.Anche il software closed source è programmato da italiani, semplicemente si paga windows e non è detto che sia una spesa sconveniente. Windows costa quanto il giorno di lavoro di un programmatore che ci lavora 3-5 anni con quella licenza
      • Anonimo scrive:
        Re: il MAGNA-MAGNA all' opera

        detto che sia una spesa sconveniente. Windows
        costa quanto il giorno di lavoro di un
        programmatore che ci lavora 3-5 anni con quella
        licenzasi, si, continua ad aver paura, rimani fermo, poi ti attaccherai al tram visto che questi biglietti ti ossessionano tanto, Freud potrebbe essere una buona lettura per te, se sapessi leggere.
        • Anonimo scrive:
          Re: il MAGNA-MAGNA all' opera
          - Scritto da:

          detto che sia una spesa sconveniente. Windows

          costa quanto il giorno di lavoro di un

          programmatore che ci lavora 3-5 anni con quella

          licenza

          si, si, continua ad aver paura, rimani fermo, poi
          ti attaccherai al tram visto che questi biglietti
          ti ossessionano tanto, Freud potrebbe essere una
          buona lettura per te, se sapessi
          leggere.quasi tutti i pc comprati dalle PA avevano un OS installato: windows xp (almeno per quelli acquistati da 5 anni a questa parte).Ora secondo te cosa dovrebbero fare? Buttare via windows e perdere soldi per installare sullo stesso pc una distribuzione di linux??Sarebbe uno spreco enorme.
          • Anonimo scrive:
            Re: il MAGNA-MAGNA all' opera

            quasi tutti i pc comprati dalle PA avevano un OS
            installato: windows xp (almeno per quelli
            acquistati da 5 anni a questa
            parte).

            Ora secondo te cosa dovrebbero fare? Buttare via
            windows e perdere soldi per installare sullo
            stesso pc una distribuzione di
            linux??

            Sarebbe uno spreco enorme.Ti dico una cosa, le amministrazioni pubbliche si appoggiano a ditte private, queste ditte fanno venire i computer da una ditta, diciamo DELL, parlo di 4-5 anni fa, con Mandrake Peinstallato, hai capito bene, LINUX Preinstallato. Cosa succede poi in ITALIA? Naturalmente si formatta il disco rigido e s'installa un'immagine di winzxp, mi pare logico.Secondo me bisognerebbe imporre, costringere, e non mi vengono termini peggiori, ad usare, in ambito pubblico, soft libero per almeno il 50%. In questo modo si potrebbe vedere se i prodotti commerciali rispettano gli standard, perche' i prodoti open lo fanno già nativamente, perche' sono open.
          • Anonimo scrive:
            Re: il MAGNA-MAGNA all' opera

            non mi vengono termini peggiori, ad usare, in
            ambito pubblico, soft libero per almeno il 50%.IMPORRE software LIBERO?forse dopo non sarebbè più tanto libero.
          • Anonimo scrive:
            Re: il MAGNA-MAGNA all' opera


            non mi vengono termini peggiori, ad usare, in

            ambito pubblico, soft libero per almeno il 50%.

            IMPORRE software LIBERO?
            forse dopo non sarebbè più tanto libero.eh certo comprare da aziende che non inquinano e rispettano i diritti dei lavoratorinon dare appalti ai mafiosicomprare il prodotto migliore a prezzo miglioreper te sono scelte illiberali, vero ?guarda che l'"imposizione" riguarderebbela PA, quindi lo stato decreta che le sue attività siano svolte con strumenti PA, "impone" a se stesso e ai suoi dipendenti, sarà libero di usare quelo che gli pare, o vorresti che fosse esposto alla "libera scelta" parcellizzata per ogni ufficio e orientata da favori e bustarelle a vantaggio delle ditte dei soliti noti ?
    • Anonimo scrive:
      Re: il MAGNA-MAGNA all' opera
      - Scritto da:
      L' Open Source nella PA significa RISPARMIO di
      MILIONI di Euro per i contribuenti e SVILUPPO per
      le aziende in casa
      nostra.
      Non è difficile capirlo, il mondo intero lo sta
      capendo sempre più e semtre più in fretta, solo
      in Italia ci sono TROMBONI (i soliti) che
      frappongono continuamente
      ostacoli.
      Dipendesse da me metterei nemmeno una settimana a
      sgombrare definitivamente il campo da questi
      TROMBONI.Si, certo, dipendesse da te non esisterebbero nemmeno più ne i servizi anagrafici ne quelli finanziari, ne tributari.Invece di dare a tutti dei tromboni proponi prodotti specifici, dato che sei così esperto (e per piacere non citarmi open office che non c'entra un tubo con l'argomento, dato che coprirà si e no il 5% dei software usati dalla PA).
      • Anonimo scrive:
        Re: il MAGNA-MAGNA all' opera

        per piacere non citarmi open office che non
        c'entra un tubo con l'argomento, dato che coprirà
        si e no il 5% dei software usati dalla
        PA).ma il piacere fammelo tu, dai, dove li prendi questi numeri, li dai tu?5%, hai forse presente un ministero, un comune, una scuola o qualunque altra cosa che nel computer non abbia office proprietario? all'anagrafe dici che non hanno una suite d'ufficio proprietaria?Se volevi dire una cosa diversa non l'ho capito, in questo caso sarebbe colpa mia, altrimenti, messa così sembra proprio una stupidata.
        • Anonimo scrive:
          Re: il MAGNA-MAGNA all' opera
          - Scritto da:

          per piacere non citarmi open office che non

          c'entra un tubo con l'argomento, dato che
          coprirà

          si e no il 5% dei software usati dalla

          PA).

          ma il piacere fammelo tu, dai, dove li prendi
          questi numeri, li dai
          tu?
          5%, hai forse presente un ministero, un comune,
          una scuola o qualunque altra cosa che nel
          computer non abbia office proprietario?
          all'anagrafe dici che non hanno una suite
          d'ufficio
          proprietaria?

          Se volevi dire una cosa diversa non l'ho capito,
          in questo caso sarebbe colpa mia, altrimenti,
          messa così sembra proprio una
          stupidata.Quando prendi un PC con 80 euro di sistema operativo e 200 di office (le PA hanno anche sconti particolari) sei a posto per anni.Quello che diceva l'utente è che i veri costi sono i software che le PA utilizzano e che pagano per sviluppo e assistenza un sacco di soldi. è ovvio che se calcoli 280 euro per 500.000 PC ti sembra una cifra altissima, ma è un calcolo un pò da ignoranti nel senso che non bisogna fermarsi là. Con lo stesso principio allora potremmo dire "la PA compra le penne a 20 centesimi e le matite a 30, poichè ne compra 5.000.0000 all'anno, comprando solo matite si risparmia, oppure comprando solo l'inchiostro e ricaricandole...."Poi c'è un'altra cosa da sfatare: ok, MS si fa pagare il suo benedetto XP e Office, ma le varie IBM e Oracle ecc ecc?Ma sapete quanto costa un Lotus Domino o una licenza client di Oracle? Magari spendere 50000 euro per collegarsi ad un database va bene, per avere office nel computer no...
          • Anonimo scrive:
            Re: il MAGNA-MAGNA all' opera
            - Scritto da:
            Quando prendi un PC con 80 euro di sistema
            operativo e 200 di office (le PA hanno anche
            sconti particolari) sei a posto per
            anni.
            Quello che diceva l'utente è che i veri costi
            sono i software che le PA utilizzano e che pagano
            per sviluppo e assistenza un sacco di soldi. è
            ovvio che se calcoli 280 euro per 500.000 PC ti
            sembra una cifra altissima, ma è un calcolo un pò
            da ignoranti nel senso che non bisogna fermarsi
            là.Perche' scusa risparmiare 140.000.000 (risultato di 280 x 500.000 ) non e' tanto?
            Con lo stesso principio allora potremmo dire
            "la PA compra le penne a 20 centesimi e le matite
            a 30, poichè ne compra 5.000.0000 all'anno,
            comprando solo matite si risparmia, oppure
            comprando solo l'inchiostro e
            ricaricandole...."Vorresti dire che un SO open source e' paragonabile ad uno proprietario come le matite con le penne?E che c'e' di male? Almeno lo scritto a matita si puo' cancellare e rifare da capo...la penna o lo tieni cosi o lo pasticci o lo butti e cambi foglio.Vogliamo smettere di dire che open source = rimpiazzo manco troppo buono dei SO proprietari?
            Poi c'è un'altra cosa da sfatare: ok, MS si fa
            pagare il suo benedetto XP e Office, ma le varie
            IBM e Oracle ecc
            ecc?Uhm...ibm non produce SO da una vita mi pare (ah quel bel OS/2 fatto con MS) e oracle non li ha mai fatti....se intendi database, ci sono soluzioni opensource che possono rimpiazzare oracle benissimo (google usa mysql per esempio).
            Ma sapete quanto costa un Lotus Domino o una
            licenza client di Oracle?Oracle non e' open source
            Magari spendere 50000
            euro per collegarsi ad un database va bene, per
            avere office nel computer
            no...Mi sembra anche normale...visto che un database deve avere in certi ambiti dei requisiti di sicurezza che un OS non deve avere.Un esempio di come si puo' avere la PA col software opensource e' la citta' di monaco http://www.muenchen.de/limuxcirca 14000 computer con software open source.Pier
          • Anonimo scrive:
            Re: il MAGNA-MAGNA all' opera

            ok, MS si fa
            pagare il suo benedetto XP e Office, ma le varie
            IBM e Oracle ecc
            ecc?
            Ma sapete quanto costa un Lotus Domino o una
            licenza client di Oracle? Magari spendere 50000
            euro per collegarsi ad un database va bene, per
            avere office nel computer
            no...ehm oracle vende license server (con client incluso mi sembra illimitato) e ora regala anche anche un client light (instantclient) comunque sono d'accordo, oracle potrebbe essere sostituito al 95% da postgres se si imponesse ai fornitori di fare stored procedures ecc. compatibili e anche per le PA di una piccola cittadina sono decine di migliaia di euro l'anno di TCO che sarebbero risparmiate
      • Anonimo scrive:
        Re: il MAGNA-MAGNA all' opera
        - Scritto da:

        - Scritto da:

        L' Open Source nella PA significa RISPARMIO di

        MILIONI di Euro per i contribuenti e SVILUPPO
        per

        le aziende in casa

        nostra.

        Non è difficile capirlo, il mondo intero lo sta

        capendo sempre più e semtre più in fretta, solo

        in Italia ci sono TROMBONI (i soliti) che

        frappongono continuamente

        ostacoli.

        Dipendesse da me metterei nemmeno una settimana
        a

        sgombrare definitivamente il campo da questi

        TROMBONI.

        Si, certo, dipendesse da te non esisterebbero
        nemmeno più ne i servizi anagrafici ne quelli
        finanziari, ne
        tributari.

        Invece di dare a tutti dei tromboni proponi
        prodotti specifici, dato che sei così esperto (e
        per piacere non citarmi open office che non
        c'entra un tubo con l'argomento, dato che coprirà
        si e no il 5% dei software usati dalla
        PA).Sono anni che le aziende Italiane son fanno più testo salvo alcune eccezioni che confermano la regola, e che perdono continuamente terreno.Sono ignoranti e pensano di galleggiare finchè possono attaccati a salvagenti e perennemente con l' acqua alla gola.Non sanno cosa sia innovazione e coraggio, se lo sapessero non ostacolerebbero l' Open Source che ormai dilaga nel resto del mondo prendendo sempre più piede inesorabilmente.
    • Anonimo scrive:
      Re: il MAGNA-MAGNA all' opera
      - Scritto da:
      L' Open Source nella PA significa RISPARMIO di
      MILIONI di Euro per i contribuenti e SVILUPPO per
      le aziende in casa
      nostra.
      Non è difficile capirlo, il mondo intero lo sta
      capendo sempre più e semtre più in fretta, solo
      in Italia ci sono TROMBONI (i soliti) che
      frappongono continuamente
      ostacoli.
      Dipendesse da me metterei nemmeno una settimana a
      sgombrare definitivamente il campo da questi
      TROMBONI.Ma vai a lavorare. Poi vediamo cosa ne pensi con una famiglia da mantenere.
  • Alessandrox scrive:
    Cio' che e' fondamentale
    Ho sempre sostenuto l' OPen e il free sw ma non mi sono mai scagliato pregiudizialmente contro il closed (questione del monopolio di un sistema/prodotto a parte, cosa che non fa mai bene ad una sana concorrenza, cardine di un mercato pluralista), quindi a mio modo di vedere la priorita' per la PA, come giustamente evidenziato anche nella lettera dell' Assinform, e' che i prodotti corrispondano ai requisiti di interoperabilita' e standard aperti e ben documentati specialmente per quanto riguarda formati di documento, protocolli ed API, dopodiche' closed od open, free o non free, il sw puo' andare bene tutto il linea di principio; del resto questi sono principi da sempre CARDINE nello sviluppo nell ambito del sw free/open, cosa non sempre vera, soprattutto nel recente passato, nell' ambito del Closed sw. Non credo e non mi risulta che ci sia un' imposizione da parte della PA, anzi dalle informazioni che circolano e dagli articoli che si leggono anche su P-I, parrebbe proprio il contrario, quindi sembra quasi un voler mettere le mani avanti da parte di Assinform, forse perche' raggruppa una serie di aziende che hanno poca dimestichezza con prodotti e licenze Free/Open e comprensibilmente temono di essere spiazzati da altri concorrenti e in qualche misura e in certi ambiti, persino soppiantati da un possibile aumento di "sviluppo interno" alla PA stessa (del resto basta scorrere la lista delle aziende aderenti all' associazione ). In ogni caso le esortazioni al pluralismo e alla libera concorrenza purtroppo provengono da pulpiti non tutti proprio limpidi...
    • Anonimo scrive:
      Re: Cio' che e' fondamentale
      - Scritto da: Alessandrox
      Ho sempre sostenuto l' OPen e il free sw ma non
      mi sono mai scagliato pregiudizialmente contro il
      closed (questione del monopolio di un
      sistema/prodotto a parte, cosa che non fa mai
      bene ad una sana concorrenza, cardine di un
      mercato pluralista), quindi a mio modo di vedere
      la priorita' per la PA, come giustamente
      evidenziato anche nella lettera dell' Assinform,
      e' che i prodotti corrispondano ai requisiti di
      interoperabilita' e standard aperti
      e ben documentati specialmente per quanto
      riguarda formati di documento, protocolli ed API,
      dopodiche' closed od open, free o non free, il sw
      puo' andare bene tutto il linea di principio; del
      resto questi sono principi da sempre CARDINE
      nello sviluppo nell ambito del sw free/open, cosa
      non sempre vera, soprattutto nel recente passato,
      nell' ambito del Closed sw. Non credo e non mi
      risulta che ci sia un' imposizione da parte della
      PA, anzi dalle informazioni che circolano e dagli
      articoli che si leggono anche su P-I, parrebbe
      proprio il contrario, quindi sembra quasi un
      voler mettere le mani avanti da parte di
      Assinform, forse perche' raggruppa una serie di
      aziende che hanno poca dimestichezza con
      prodotti e licenze Free/Open e comprensibilmente
      temono di essere spiazzati da altri concorrenti e
      in qualche misura e in certi ambiti, persino
      soppiantati da un possibile aumento di "sviluppo
      interno" alla PA stessa (del resto basta scorrere
      la lista delle aziende aderenti all' associazione
      ). In ogni caso le esortazioni al pluralismo e
      alla libera concorrenza purtroppo provengono da
      pulpiti non tutti proprio
      limpidi...Ottimo commento alessandro ti quoto in pieno.Il mercato ha bisogno esattamente di questo.Anzi aggiungo la necessita' per il software open di rilicenziare tutto il software applicativo (che non sono degli standard) con qualche licenza a viralita' locale tipo LGPL o CDDL,al fine di dare la possibilita' a chiunque di costruire delle soluzioni commerciali partendo dal software open.Credo che piu' di cosi non si possa fare.
      • Anonimo scrive:
        Re: Cio' che e' fondamentale

        a viralita' locale tipo LGPL o CDDL,al fine di
        dare la possibilita' a chiunque di costruire
        delle soluzioni commerciali partendo dal software
        open.Credo che piu' di cosi non si possa
        fare.ma insomma, tagliano di tutto, anche servizi essenziali come sanità etc, l'ultima volta il nano aveva messo in castigo il ministero della giustizia togliendogli anche i computer, e tu vieni a dire che non si può fare?forse non si vuole fare, togli pure il forse.Questa è un'emergenza, cominciamo a tagliare dove è indolore e magari anche costruttivo, invece di tagliare i diritti delle persone che votano.
      • Anonimo scrive:
        Re: Cio' che e' fondamentale

        Anzi aggiungo la necessita' per il software
        open di rilicenziare tutto il software
        applicativo (che non sono degli standard) con
        qualche licenza a viralita' locale tipo LGPL o
        CDDL,al fine di dare la possibilita' a chiunque
        di costruire delle soluzioni commerciali
        partendo dal software open.E` perfettamente possibile realizzare soluzioni *commerciali* partendo da software libero sottolicenze copyleft come la GPL. Quello che non sipuò fare è realizzare soluzioni *proprietarie*.
        • Anonimo scrive:
          Re: Cio' che e' fondamentale
          - Scritto da:

          Anzi aggiungo la necessita' per il software

          open di rilicenziare tutto il software

          applicativo (che non sono degli standard) con

          qualche licenza a viralita' locale tipo LGPL o

          CDDL,al fine di dare la possibilita' a chiunque

          di costruire delle soluzioni commerciali

          partendo dal software open.

          E` perfettamente possibile realizzare soluzioni
          *commerciali* partendo da software libero
          sotto
          licenze copyleft come la GPL. Quello che non si
          può fare è realizzare soluzioni *proprietarie*.Eh ma va'? Secondo te l'economia dell' investire senza possedere nulla funziona? Ma quando vedrete la realta' che tale sistema non *funziona*?
    • Anonimo scrive:
      Re: Cio' che e' fondamentale

      ). In ogni caso le esortazioni al pluralismo e
      alla libera concorrenza purtroppo provengono da
      pulpiti non tutti proprio
      limpidi...si chiamano lobby, o mafia, visto che siamo italiani.
    • Anonimo scrive:
      Re: Cio' che e' fondamentale
      - Scritto da: Alessandrox
      Ho sempre sostenuto l' OPen e il free sw ma non
      mi sono mai scagliato pregiudizialmente contro il
      closed (questione del monopolio di un
      sistema/prodotto a parte, cosa che non fa mai
      bene ad una sana concorrenza, cardine di un
      mercato pluralista), quindi a mio modo di vedere
      la priorita' per la PA, come giustamente
      evidenziato anche nella lettera dell' Assinform,
      e' che i prodotti corrispondano ai requisiti di
      interoperabilita' e standard aperti
      e ben documentati specialmente per quanto
      riguarda formati di documento, protocolli ed API,
      dopodiche' closed od open, free o non free, il sw
      puo' andare bene tutto il linea di principio; questo per il software precotto, se invece lo si fa sviluppare su commissione (come accade spesso per cose come i gestionali), lo si deve rilasciare sotto licenza libera, in quanto pagato coi soldi dei contribuenti e quindi _DEVE_ essere fruibile senza limiti a tutti i contribuenti
      • Alessandrox scrive:
        Re: Cio' che e' fondamentale
        - Scritto da:
        - Scritto da: Alessandrox

        Ho sempre sostenuto l' OPen e il free sw ma non

        mi sono mai scagliato pregiudizialmente contro
        il

        closed (questione del monopolio di un

        sistema/prodotto a parte, cosa che non fa mai

        bene ad una sana concorrenza, cardine di un

        mercato pluralista), quindi a mio modo di vedere

        la priorita' per la PA, come giustamente

        evidenziato anche nella lettera dell' Assinform,

        e' che i prodotti corrispondano ai requisiti di

        interoperabilita' e standard
        aperti

        e ben documentati specialmente per quanto

        riguarda formati di documento, protocolli ed
        API,

        dopodiche' closed od open, free o non free, il
        sw

        puo' andare bene tutto il linea di principio;

        questo per il software precotto, se invece lo si
        fa sviluppare su commissione (come accade spesso
        per cose come i gestionali), lo si deve
        rilasciare sotto licenza libera, in quanto pagato
        coi soldi dei contribuenti e quindi _DEVE_ essere
        fruibile senza limiti a tutti i
        contribuentiEsatto, quello che citi e' uno dei casi in cui, nella PA, il sw deve essere almeno OPen (se non free)
      • Anonimo scrive:
        Re: Cio' che e' fondamentale
        - Scritto da:

        - Scritto da: Alessandrox

        Ho sempre sostenuto l' OPen e il free sw ma non

        mi sono mai scagliato pregiudizialmente contro
        il

        closed (questione del monopolio di un

        sistema/prodotto a parte, cosa che non fa mai

        bene ad una sana concorrenza, cardine di un

        mercato pluralista), quindi a mio modo di vedere

        la priorita' per la PA, come giustamente

        evidenziato anche nella lettera dell' Assinform,

        e' che i prodotti corrispondano ai requisiti di

        interoperabilita' e standard
        aperti

        e ben documentati specialmente per quanto

        riguarda formati di documento, protocolli ed
        API,

        dopodiche' closed od open, free o non free, il
        sw

        puo' andare bene tutto il linea di principio;

        questo per il software precotto, se invece lo si
        fa sviluppare su commissione (come accade spesso
        per cose come i gestionali), lo si deve
        rilasciare sotto licenza libera, in quanto pagato
        coi soldi dei contribuenti e quindi _DEVE_ essere
        fruibile senza limiti a tutti i
        contribuentifrancamente mi sfugge l'utilita' del software in sorgente per il contribuente.E' cosa ben diversa lo standard aperto e la disponibilita' del sorgente.Il secondo non e' un diritto,il primo si.Il concetto di "libero accesso" non deve essere confuso volontariamente.
        • Anonimo scrive:
          Re: Cio' che e' fondamentale
          - Scritto da:

          - Scritto da:



          - Scritto da: Alessandrox


          Ho sempre sostenuto l' OPen e il free sw ma
          non


          mi sono mai scagliato pregiudizialmente contro

          il


          closed (questione del monopolio di un


          sistema/prodotto a parte, cosa che non fa mai


          bene ad una sana concorrenza, cardine di un


          mercato pluralista), quindi a mio modo di
          vedere


          la priorita' per la PA, come giustamente


          evidenziato anche nella lettera dell'
          Assinform,


          e' che i prodotti corrispondano ai requisiti
          di


          interoperabilita' e standard

          aperti


          e ben documentati specialmente per quanto


          riguarda formati di documento, protocolli ed

          API,


          dopodiche' closed od open, free o non free, il

          sw


          puo' andare bene tutto il linea di principio;



          questo per il software precotto, se invece lo si

          fa sviluppare su commissione (come accade spesso

          per cose come i gestionali), lo si deve

          rilasciare sotto licenza libera, in quanto
          pagato

          coi soldi dei contribuenti e quindi _DEVE_
          essere

          fruibile senza limiti a tutti i

          contribuenti

          francamente mi sfugge l'utilita' del software in
          sorgente per il contribuente.E' cosa ben diversa
          lo standard aperto e la disponibilita' del
          sorgente.Il secondo non e' un diritto,il primo
          si.Il concetto di "libero accesso" non deve
          essere confuso
          volontariamente.si sta parlando di software sviluppato su commissione con i soldi del contribuente, quindi il contribuente ha diritto di accedere a quel software senza vincoli
          • Anonimo scrive:
            Re: Cio' che e' fondamentale
            - Scritto da:

            - Scritto da:



            - Scritto da:





            - Scritto da: Alessandrox



            Ho sempre sostenuto l' OPen e il free sw ma

            non



            mi sono mai scagliato pregiudizialmente
            contro


            il



            closed (questione del monopolio di un



            sistema/prodotto a parte, cosa che non fa
            mai



            bene ad una sana concorrenza, cardine di un



            mercato pluralista), quindi a mio modo di

            vedere



            la priorita' per la PA, come giustamente



            evidenziato anche nella lettera dell'

            Assinform,



            e' che i prodotti corrispondano ai requisiti

            di



            interoperabilita' e standard


            aperti



            e ben documentati specialmente per quanto



            riguarda formati di documento, protocolli ed


            API,



            dopodiche' closed od open, free o non free,
            il


            sw



            puo' andare bene tutto il linea di
            principio;






            questo per il software precotto, se invece lo
            si


            fa sviluppare su commissione (come accade
            spesso


            per cose come i gestionali), lo si deve


            rilasciare sotto licenza libera, in quanto

            pagato


            coi soldi dei contribuenti e quindi _DEVE_

            essere


            fruibile senza limiti a tutti i


            contribuenti



            francamente mi sfugge l'utilita' del software in

            sorgente per il contribuente.E' cosa ben diversa

            lo standard aperto e la disponibilita' del

            sorgente.Il secondo non e' un diritto,il primo

            si.Il concetto di "libero accesso" non deve

            essere confuso

            volontariamente.

            si sta parlando di software sviluppato su
            commissione con i soldi del contribuente, quindi
            il contribuente ha diritto di accedere a quel
            software senza
            vincoliE questo sia per tutelarsi, potendo anche solo in teoria o in sede di ricorso verificare che il software faccia cio' che deve fare. Inoltre in questo modo la spesa pubblica e' slegata al sigolo produttore di software, il che migliora la concorrenza e la qualita' e tutela dall'eventuale fallimento delle ditte fornitrici.E scusa se e' poco...
          • pippo75 scrive:
            Re: Cio' che e' fondamentale

            si sta parlando di software sviluppato su
            commissione con i soldi del contribuente, quindi
            il contribuente ha diritto di accedere a quel
            software senza
            vincolinon mi risulta una cosa simile, se nel bando di concorso non c'e' la clausola.Se qualcuno sa qualcosa in pui' ben venga.ciao
  • Anonimo scrive:
    le gallinacce strillano e fanno l'uovo
    il magna magna rischia di finire anche nell'italietta, il paese ultimo in europa per le competenze informatiche, preda di truffatori e spara vb e monopolisti che forniscono "tecnologie" patetiche a costi enormiquindi le gallinacce strillanoottimo segno, andiamo avanti così e vediamo di vederle presto in pentola spennate
  • Anonimo scrive:
    Ideologia e Neutralità
    ""Posizioni che secondo AITech-Assinform sono dettate più da una visione ideologica sulla contrapposizione tra software proprietario e software libero, che dall'applicazione del principio di neutralità tecnologica".""secondo me quelli ideolocizzati sono loro, come si fa a scrivere che bisogna rispettare la neutralità tecnologica e non optare per il soft libero? mi puzza tanto di pressione lobbistica.Il "Risparmio Digitale", la trasmissione di Report, spiegava bene quanto si può e si deve risparmiare quando si parla di PA.Tagliano le pensioni e la sanità, pensateci bene, e continuano a pagare miliardi di soldi pubblici per le licenze di sistemi operativi, suite d'ufficio, antivirus, e programmi fatti da aziende italiane ma obsoleti, quando non fatiscenti, e proprietari. Il soft libero vuol dire trasparenza a tutti i livelli e sicurezza garantita e non presunta, perché tutto il mondo, dalle università agli enti governativi ai programmatori solitari, osservano come è stato scritto il codice e cosa combina.Basta con le lobby, se le attuali aziende monopolistiche vogliono guadagnare lo facciano con i servizi su sistemi open, non con le licenze.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ideologia e Neutralità

      non con le
      licenze.basta con ste palle sulle licenze. Una licenza Windows per una PA impatta in maniera totalmente marginale, 90-100 euro una-tantum. Stiamo parlando di briciole.Già solo un consulente esperto di software open-source costa i suoi bei 300-400 euri giornalieri.Il 99% di chi sostiene l'opensource lo fa per ideologia.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ideologia e Neutralità

        Il 99% di chi sostiene l'opensource lo fa per
        ideologia.se pensi che le licenze siano regalate, forse dovresti farti dare una controllata. Non è ideologia sostenere un'idea anche contro l'evidenza delle cose?Guarda che i soldi sono anche miei, se vuoi tu spendili pure per far collezioni di licenze, ma sugli enti pubblici voglio che si risparmi senza perdere qualità, e questa è una buona strada.Potresti anche mettere i piedi per terra e farti due conti.
        • Anonimo scrive:
          Re: Ideologia e Neutralità
          - Scritto da:

          Il 99% di chi sostiene l'opensource lo fa per

          ideologia.

          se pensi che le licenze siano regalate, forse
          dovresti farti dare una controllata. Non è
          ideologia sostenere un'idea anche contro
          l'evidenza delle
          cose?
          Guarda che i soldi sono anche miei, se vuoi tu
          spendili pure per far collezioni di licenze, ma
          sugli enti pubblici voglio che si risparmi senza
          perdere qualità, e questa è una buona
          strada.
          Potresti anche mettere i piedi per terra e farti
          due
          conti.entra da un orecchio ed esce dall'altro:licenza windows: 100 eurocosto di un esperto software per sistemare un software che non gira, 400 euro al giornoma 2+2 lo sapete fare?
          • Anonimo scrive:
            Re: Ideologia e Neutralità

            entra da un orecchio ed esce dall'altro:
            licenza windows: 100 euro
            costo di un esperto software per sistemare un
            software che non gira, 400 euro al
            giornoallora, cerchiamo di capire:Licenza: 100ti scoccia risparmiare 100 x tutti i comp pubblici italiani? non ho capito bene, ti sembrano bazzecole?Esperto Software: 400 al giornoQuesta proprio non l'ho capita, è un costo da mettere in conto se usi un computer, che centra in questa discussione? Vuoi dire che un mercato dei servizi chiunque fa il prezzo che gli pare senza guardare alla concorrenza? si sceglierà chi unisce qualità al risparmio, cominciamo anche a farlo sul software dal lato delle licenze.Forse dovresti stappartele tu le orecchie:I costi dei SERVIZI rimangono, ove possibile si annullano perché molti soft sono mantenuti da altri e sono gratuiti.Le licenze non ci sono più, non per te, ma per una nazione intera, si parla di molte licenze e di tanti dindini.
          • Anonimo scrive:
            Re: Ideologia e Neutralità
            - Scritto da:

            entra da un orecchio ed esce dall'altro:

            licenza windows: 100 euro

            costo di un esperto software per sistemare un

            software che non gira, 400 euro al

            giorno

            allora, cerchiamo di capire:
            Licenza: 100
            ti scoccia risparmiare 100 x tutti i comp
            pubblici italiani? non ho capito bene, ti
            sembrano
            bazzecole?

            Esperto Software: 400 al giorno
            Questa proprio non l'ho capita, è un costo da
            mettere in conto se usi un computer, che centra
            in questa discussione? Vuoi dire che un mercato
            dei servizi chiunque fa il prezzo che gli pare
            senza guardare alla concorrenza? si sceglierà chi
            unisce qualità al risparmio, cominciamo anche a
            farlo sul software dal lato delle
            licenze.

            Forse dovresti stappartele tu le orecchie:
            I costi dei SERVIZI rimangono, ove possibile si
            annullano perché molti soft sono mantenuti da
            altri e sono
            gratuiti.

            Le licenze non ci sono più, non per te, ma per
            una nazione intera, si parla di molte licenze e
            di tanti
            dindini.OK, giusto sottolineare il risparmio della licenza.Ma in ottica aziendale è il TCO che paga...... il costo delle licenze è generalmente ridicolo rispetto alle perdite dovute a problemi con virus e simili (windows è molto fertile), incapacità degli operatori (windows è più facile per loro perché lo usano anche a casa) (in ottica aziendale la filosofia buttatela nel cestino, il problema è la somma dei costi)Se si vuole spingere i sistemi liberi, occorre spingerli per i vantaggi in termini di costi di gestione (il vero problema) e non di licenza iniziale
          • Anonimo scrive:
            Re: Ideologia e Neutralità

            OK, giusto sottolineare il risparmio della
            licenza.
            Ma in ottica aziendale è il TCO che paga...
            ... il costo delle licenze è generalmente
            ridicolo rispetto alle perdite dovute a problemiBasta capire dove si vuole andare ad operare, in ambiti pubblici i soldi sono nostri, anche delle aziende.In ambito privato faranno quello che gli pare, no?
            con virus e simili (windows è molto fertile),
            incapacità degli operatori (windows è più facile
            per loro perché lo usano anche a casa)A casa metteranno in dual boot un altro OS, che problema c'e'? sono professionisti o no? perché altrimenti potrebbero anche cambiare lavoro.

            Se si vuole spingere i sistemi liberi, occorre
            spingerli per i vantaggi in termini di costi di
            gestione (il vero problema) e non di licenza
            inizialespero tu non voglia dire, con la parola gestione, che uno è facile e l'altro no, se il tuo personale informatico non è capace, allora sarebbe il caso d'investire fortemente in quel settore.
          • Anonimo scrive:
            Re: Ideologia e Neutralità
            - Scritto da:
            ma 2+2 lo sapete fare?4
          • Anonimo scrive:
            Re: Ideologia e Neutralità
            - Scritto da:

            - Scritto da:

            ma 2+2 lo sapete fare?

            4in un sistema base 3 (cifre 0, 1, 2) fa 11in un sistema base 4 (cifre 0, 1, 2, 3) fa 10
      • Anonimo scrive:
        Re: Ideologia e Neutralità
        Beh... gli puoi sempre fare concorrenza (basta chiedere 10 euro di meno e il gioco è fatto)... ovviamente se ne sei capace...La verità e che l'open source permette la concorrenza cosa che al cosiddetto IT Italiano non piace tanto... iniziassero a riaprire i libri e a dare lavoro a gente competente per produrre qualcosa di utile.L'era del magna magna sta finendo...
        • Anonimo scrive:
          Re: Ideologia e Neutralità
          - Scritto da:
          Beh... gli puoi sempre fare concorrenza (basta
          chiedere 10 euro di meno e il gioco è fatto)...
          ovviamente se ne sei
          capace...

          La verità e che l'open source permette la
          concorrenza cosa che al cosiddetto IT Italiano
          non piace tanto... iniziassero a riaprire i libri
          e a dare lavoro a gente competente per produrre
          qualcosa di
          utile.Concordo al 100%Purtroppo (qua in italia) l'unico parametro di valutazione per valutare un tecnico (e una ditta di assistenza) e' il costo: se il tecnico della ditta A mi costa 100 euro e il tecnico della ditta B me ne costa 90, prendo il tecnico B.Fa niente pero' se magari il tecnico della ditta B ogni volta che mette mano al pc, lo formatta e lo tiene via 2 giorni.Le ditte (tutte, piccole medie e grandi) e le PA ragionano solo in termini di spesa immediata.P
      • Anonimo scrive:
        Re: Ideologia e Neutralità
        - Scritto da:
        Già solo un consulente esperto di software
        open-source costa i suoi bei 300-400 euri
        giornalieri.COme consulente open source nella PA io prendo 500 euro al giorno.Cosa credi che costi un consulente Windows o SAP o Cisco o Oracle ?
        • ecc scrive:
          Re: Ideologia e Neutralità
          sembra che stia per passare la linea che prodotto proprietario=stabilestabile=!necessità di consulente onerosoFacciamo l'esempio di una bella struttura IBM.Hai un problema con l'http di Domino.Chiami il consulente: egli viene gratis per difendere l'idea di software stabile.Non risolve nulla.Si scala fino a chiedere un consulente IBM.Beh sempre gratis.
  • Anonimo scrive:
    sono mesi che lo dico
    Potete suggerirne l'uso, pubblicizzarne i vantaggi ma deve essere l'amministrazione e l'ente a scegliere in base alle proprie esigenze. Per molte aziende effettuare una migrazione da windows a linux in pochi anni può veramente uccidere.Una licenza microsoft costa 200 euro, un software scritto in 6 mesi da 5 persone costa anche 100000 euro.Pensate ad un'ente che utilizza decine di questi programmi il danno economico che può provocare una migrazione forzata.Non potete obbligare ad un investimento simile nel giro di pochi anni
    • Anonimo scrive:
      ti sbagli da quando sei nato
      - Scritto da:
      Potete suggerirne l'uso, pubblicizzarne i
      vantaggi ma deve essere l'amministrazione e
      l'ente a scegliere in base alle proprie esigenze.

      Per molte aziende effettuare una migrazione da
      windows a linux in pochi anni può veramente
      uccidere.
      Una licenza microsoft costa 200 euro, un software
      scritto in 6 mesi da 5 persone costa anche 100000
      euro.
      Pensate ad un'ente che utilizza decine di questi
      programmi il danno economico che può provocare
      una migrazione
      forzata.
      Non potete obbligare ad un investimento simile
      nel giro di pochi
      annigli enti pubblici possono sviluppare sw che valgono da verona a canicattì e possono servire in decine di migliaia di uffici senza rendere conto a nessun monopolista pluricondannato per abuso di posizone e concorrenza sleale ma con la piena disponibilità degli strumenti che usanoquesto assicura inoltre trasparenza e evita di usare schifezze con comportamente strani che favoriscono i produttori che ravanano nei dati dei cittadinisolo un magna a sbafo inutile e parassita può volere che la PA butti via centinaia di milioni di euro l'anno in ciofeche di cui ha solo l'inutile licenza d'uso invece di mettere risorse per malati, disoccupati, famiglie, etc381845
    • Anonimo scrive:
      Re: sono mesi che lo dico

      Una licenza microsoft costa 200 euroquesto vale per i privati; per le aziende devi mettere in conto molte piu' cose;e infatti se ci sono proteste da questo tipo e' evidente che si va ad intaccare gli interessi di qualcuno e che sono soldi in meno spesi dalla nostra costosissima mastodontica macchina statale (che partorisce topolini come molti casi recenti di cronaca);Da tenere presente anche che molti di questi sldi se ne vanno fuori dall'italia con buona pace per il nostro sistema economico, guardate a quali aziende appartengono i rappresentanti del consiglio direttivo:http://punto-informatico.it/pm.aspx?id=1986456&m_id=1986610&r=PIMa le piccole aziende che fanno sopravvivere l'economia italiana sostengono la stessa posizione secondo voi?Non c'e' piu' la trippa per tutti soprattuto se non sono nemmeno italiani e la nostra nazione non e' una gallina dalle uova d'oro, bisogna farsene una ragione.
    • Anonimo scrive:
      Re: sono mesi che lo dico

      Per molte aziende effettuare una migrazione da
      windows a linux in pochi anni può veramente
      uccidere.senti, non dire cavolate, non stai parlando della NASA, stiamo parlando di cominciare a sostituire open office alle suite proprietarie, usare firefox e poche altre cose. Ora, per i comp che usano principalmente queste cose non c'è nessuna differenza per l'utente finale se metti ubuntu o qualsiasi altra cosa, si tratta sempre di cliccare e scrivere o cliccare e navigare o cliccare e ricevere posta. Se proprio serve si può usare anche wine, è open, e un'azienda software non sa adattare i propri programmi, allora che azienda software è?Il resto verrà da solo, intanto riprendiamoci qualche spicciolo per le nostre pensioni.Insomma, facciamoglieli guadagnare i nostri soldi alle software house, non regaliamoli inconsapevolmente come al solito.
      • Anonimo scrive:
        Re: sono mesi che lo dico
        ...
        Se domani lo Stato ordinasse che so, ad Enel, di
        migrare in 2 anni tutto il software da microsoft
        a linux, bè, sarebbe un danno di miliardi di
        eurosecondo me soffri di manie di persecuzione, ma chi ti vuole obbligare a fare chissà cosa? e poi la prendi sul personale, chi sei lo stato?Quello che io, come cittadino, prima ancora che sistemista, vorrei è che si cercasse di risparmiare, in questo il soft open viene incontro, tu sei contrario? non paghi le tasse in italia?Se l'Enel o le poste avessero usato Linux avrebbero molte spese in meno, certo che migrare all'improvviso verso nuovi lidi, per belli che siano, comporta sempre un rischio da calcolare attentamente, se il rischio è troppo si rimane lì, basta. Ma essere prevenuti verso il risparmio e la trasparenza non è segno di buon senso. ne convieni?
      • ecc scrive:
        Re: sono mesi che lo dico
        Innegabilmente una migrazione porta con se delle grosse difficoltà. Riorganizzare una unità non è nè facile nè immediato, soprattutto in aziende che di dinamico non hanno un be nulla: PA.Altrettanto innegabile il seguente esempio:Monaco sta migrando verso una soluzione Debian. Intende raggiungere l'80% dei pc verso la metà del 2009. Hanno avuto difficolta ed infatti la prevista data del 2005 è stata posticipata.Questo dimostra due semplici cose:di nuovo non è semplice migrareè possibile migrare se v'è intenzione
        • Anonimo scrive:
          Re: sono mesi che lo dico
          Ho visto report settimana scorsa. Parlavano nella sezione "Good News" di come Bolzano sia passato da software commerciale a software open source. Sia per le scuole (hanno anke fatto una distro x gli studenti) sia per l'amministrazione in generale. Certo c'è stata una spesa inziale non da poco, però con i dati alla mano, hanno scelto l'open source.the fragger
      • Anonimo scrive:
        Re: sono mesi che lo dico
        Mah una volta che hai il il DB e l'analisi fatta c'è solo da creare le maschere in un linguaggio diverso da visual basic.Se il DB era Oracle nessun problema a prenderne la versione per Linux, è previsto nella licenza, se lo installi una volta puoi passare a qualsiasi piattaforma con la stessa licenza.Il vostro problema è stato vendere e dedicarvi interamente a Micro$oft ed ai suoi prodotti.Adesso Unix/Linux vi sembra un mondo strano...E volete dare la colpa della vostra scarsa flessibilità ai costi che sosterrebbe chi vuole migrare...
    • Anonimo scrive:
      Re: sono mesi che lo dico
      - Scritto da: , un software
      scritto in 6 mesi da 5 persone costa anche 100000
      euro.Ulteriore possibilita' di sviluppo, mai sentito parlare di mono?E poi dove sta scritto che un'azienda non possa scrivere software open source su commissione?A te va bene questa sanita'?Qui in puglia se riescono a far passare questo ddl, potranno reinvestire i soldi risparmiati in software scadente, facendoci risparmiare, tanto per cominciare, il ticket sui farmaci, e poi per riaprire un po' di ospedali che hanno chiuso.Le aziende stai tranquillo, sono molto dinamiche nel convertirsi da un modello di software ad un'altro, a meno che non abbaino i paraocchi imposti da BG, ed a quel punto e' giusto che scompaiano, in fin dei conti e' la dura legge del mercato.
  • Anonimo scrive:
    Indagini su Aitech-Assinform: sorpresa !
    Il Consiglio Direttivo Aitech-Assinform è formato dai seguenti delegati: Ennio Lucarelli (ISED Spa), Presidente Paolo Angelucci (COSMIC BLUE TEAM), vice Presidente Renato Bellavita (OEI Spa) Consigliere Alvise Braga Illa ( TXT E-SOLUTIONS Spa), vice Presidente Enrico Bucci (CISCO), vice Presidente Luigi Caruso (ENTERPRISE DA), vice Presidente Dario Cassinelli (POSTECOM Spa) Consigliere Giampiero Castano (ENGINEERING Spa), vice Presidente Enrico Castanini (DATASIEL Spa) Consigliere Antonio Chiveri (EDS ITALIA Spa), vice Presidente Marco Comastri (MICROSOFT), vice Presidente Pietro Dagnino (IBM Italia Spa), vice Presidente Roberto Galimberti (ETNOTEAM), vice Presidente Maurizio Ghianda (SAGA), Consigliere Francesca Giudice (SYMANTEC) Consigliere Michele Liberato (ACCENTURE), Consigliere Roberto Liscia (Commissione Anee); vice Presidente Michele Marini (HEWLETT PACKARD ITALIANA Srl) Consigliere Gaetano Maugeri (EDIM INFORMATICA Spa) Consigliere Franco Patini (CPI PROGETTI Spa) Consigliere Tomaso Quattrin (NORTEL) Consigliere Pierfilippo Roggero (FUJITSU SIEMENS COMPUTERS ITALIA Spa), Vice Presidente Vicario Paolo Vigevano (ALMAVIVA), vice Presidentehttp://www.aitech-assinform.it/aree_sx/associazione/condir.htmopla', che in 3 minuti vi abbiamo scoperto :D
    • Anonimo scrive:
      Re: Indagini su Aitech-Assinform: sorpre
      Sempre meglio questa gente della lobby dell'open source.W il family day
      • Anonimo scrive:
        Re: Indagini su Aitech-Assinform: sorpre

        Sempre meglio questa gente della lobby dell'open
        source.

        W il family dayahahahah, bellissimo, questo si che è Spirito!
    • Anonimo scrive:
      Re: Indagini su Aitech-Assinform: sorpre
      COMPLIMENTILi hai sgamati in 5 minuti!!Se fossi registrato voterei il tuo post con il massimo per cui chiedo a qualche utente registrato di farlo per me.
    • Anonimo scrive:
      Re: Indagini su Aitech-Assinform: sorpre
      E quindi? Si parla di "aziende". Chi ci volevi Stallman e Bruce Perens come nomi?
      • Anonimo scrive:
        Re: Indagini su Aitech-Assinform: sorpre
        ehm si parla di aziende che vengono protette dai loro delegati per mezzo di una associazione/azienda di cui fan parte
      • Anonimo scrive:
        Re: Indagini su Aitech-Assinform: sorpre
        - Scritto da:
        E quindi? Si parla di "aziende". Chi ci volevi
        Stallman e Bruce Perens come
        nomi?no, loro magari no. Ma grossa parte del mercato IT italiano è fatto da piccole e medie imprese, che non vengono assolutamente rappresentare da questi grossi pescecani.Questa è una levata di scudi della grande impresa...non mi pare una cosa simpatica.
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