Washington partorisce un coso rubadati

Voci di corridoio ed un comunicato stampa enigmatico parlano di Sandstorm, nuovo tool nelle mani dei servizi di sicurezza nazionale USA. Un rootkit? Un worm in chiave antiterrorismo? Il nipote di Carnivore?


Washington (USA) – Una nuova versione di Echelon ? Un nuovo Carnivore ? Forse qualcosa di diverso, più potente ed enigmatico: si chiama Sandstorm ed è l’ultimo dispositivo di difesa telematica messo a punto dal governo statunitense. Il suo nome, negli ultimi giorni, ha fatto tremare molti utenti ed apre la pista a riflessioni e congetture, anche stravaganti, sul futuro delle intercettazioni su Internet .

L’enigmatico nome è spuntato in un comunicato stampa a cura dello US State Department . Le pochissime informazioni riguardo a Sandstorm parlano di un “componente essenziale che si aggiunge alle contromisure ed agli strumenti forensi in mano alle agenzie governative”, in grado di “fornire supporto analitico e tecnico ad FBI ed altri dipartimenti per la sicurezza”.

Lo strumento, premiato con un importante trofeo nazionale da parte dell’ establishment militare, servirà per effettuare data mining , si legge, “senza lasciare alcuna traccia della propria attività”. Una simile descrizione, per quanto possa essere approssimativa, fa pensare ad una sorta di scavadati che riesce ad integrarsi in un sistema operativo ed eseguire compiti di network auditing e sniffing .

Il sistema, continua la nota ufficiale, “tiene sotto controllo più computer” ed entrerà nell’ arsenale high-tech che le forze dell’ordine statunitensi utilizzano per tenere sotto controllo le reti di comunicazione globali. Naturalmente la notizia ha alzato un polverone di polemiche ed ipotesi degne di uno spy movie .

Alcuni blogger e frequentatori di forum sostengono che si tratti del sistema di sicurezza messo a punto dalla Sandstorm Enterprises : il nome Sandstorm , utilizzato dai portavoce del governo federale di Washington, indicherebbe Net Intercept , un apparecchio integrato da 20mila dollari per filtrare, monitorare ed analizzare “qualsiasi network”.

Tuttavia alcune diapositive digitali , presentate nel corso di un convegno governativo sulla sicurezza informatica, parlano di un software chiamato esplicitamente “Sandstorm” che agisce in maniera del tutto simile ad un malware . Un programma compatto e quasi invisibile che si autodistrugge dopo aver raccolto e diffuso informazioni sensibili su sistemi Windows .

Il mistero rimane: anche se la nebbia attorno a Sandstorm fosse soltanto una voce di corridoio, blogger e frequentatori di forum specializzati temono adesso un’ulteriore perdita di libertà personale. Qualche frequentatore di Slashdot , che per primo ha parlato di questa storia così inquietante, ricorda che persino “il progetto Echelon è stato continuamente smentito e poi riaffrontato dalle autorità”. La stessa sorte scritta nel destino di Sandstorm?

Tommaso Lombardi

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

Chiudi i commenti