L’addio a Crucial è stato solo l’inizio: un altro marchio storico ha scelto di puntare sulle opportunità che emergono nel settore dell’intelligenza artificiale, per monetizzare una domanda letteralmente esplosa nell’ultimo periodo, sacrificando di conseguenza in modo quasi inevitabile la sua offerta consumer. Si tratta di Western Digital, anzi WD, ora è questo il nome ufficiale, che per sintetizzare al meglio questa sua evoluzione ha anche dato una svecchiata alla propria immagine.
All-in sull’AI anche per Western Digital WD
Quello visibile qui sotto è il nuovo logo del gruppo, presentato da pochi giorni, accompagnato da uno slogan che suona come una dichiarazione di intenti: We drive certainty in the AI era
. È l’ennesimo step del percorso che sta portando l’azienda a concentrarsi sempre più sull’ambito enterprise, passato lo scorso anno dallo spinoff di Sandisk.

Un effetto collaterale di questa nuova strategia, come scritto, si manifesta sotto forma di un sold out. Interessa gli HDD (hard disk) tradizionali, nemmeno gli SSD, già esauriti per tutto il 2026. A confermarlo è stato il CEO Irving Tan, durante un incontro con gli investitori.
Li abbiamo praticamente esauriti per l’anno solare 2026. Abbiamo ordini di acquisto siglati con i nostri sette principali clienti.
Non fatichiamo a immaginare che i clienti siano proprio i giganti dell’AI o chi per loro stanno allestendo nuovi data center nei quali far girare modelli e algoritmi. Il risultato, per l’utente finale, sarà in modo inevitabile un aumento dei prezzi per allungare le mani sulle poche unità rimaste in commercio, proprio come sta già avvenendo con la crisi della RAM.
I prodotti consumere rendono poco
I risultati finanziari sono chiari: l’89% del fatturato di WD arriva dal settore enterprise, solo il 5% da quello consumer. Quale potrebbe mai essere la priorità su cui puntare e investire? Andrà avanti così, almeno fino allo scoppio della bolla.