WebTheatre/ YouTube, crowdfunding per le masse

di G. Niola - Il sistema di raccolta fondi messo a disposizione dal Tubo trattiene meno di quanto facciano le piattaforme generaliste. Ma si rifà con la pubblicità

Roma – In un’ottica autarchica internet, lo strumento che ha fornito a milioni di persone l’inedita possibilità di avere un canale distributivo video gratuito e liberamente accessibile, ha cominciato da qualche tempo anche a fornire un modo di finanziare le produzioni audiovisive. Si tratta del crowdfunding, arma imperfetta ma in alcuni casi funzionale (specie per chi è già noto), che senza uscire mai dalla rete, dalle sue dinamiche e dal suo pubblico, trasforma l’interesse (potenziale) in denaro (effettivo).
In più di un caso il crowdfunding è servito per produzioni audiovisive, soprattutto per il cinema ma in valevoli eccezioni anche per la rete. Per questo interessa a YouTube.

È stata Suzanne Wojcicki di YouTube a illustrare pochi mesi fa come la prossima novità in tasca dal grande aggregatore sia una piattaforma di crowdfunding. Ovviamente il denaro servirebbe per produrre video e il vantaggio sarebbe di potersi rivolgere direttamente ad un pubblico interessato all’interno della piattaforma. Ci sarà un tetto alle singole donazioni (500 dollari) e la quota trattenuta da Google sarebbe del 5 per cento più 12 centesimi.

Bad Timing

Che l’argomento sia di strettissima attualità per chi sfrutta YouTube lo indicano le webserie finanziate anche a basso budget, come ad esempio Bad Timing , una serie ambientata durante l’apocalisse zombie senza però zombie, scritta e interpretata da Andy Goldenberg di Goldentusk . Bad Timing ha raccolto 5.000 dollari per la prima stagione su Indiegogo (ma molto meno per la seconda ) che sono serviti per realizzare circa 15 episodi da 3 minuti.
Anche in Italia Claudio Di Biagio e Luca Vecchi hanno raccolto circa 20.000 euro sempre tramite Indiegogo per dar vita al fanfilm Dylan Dog Vittime degli eventi (che vedrà la luce in autunno su YouTube).

Talmente è alto l’interesse per il crodwfunding nella comunità di videomaker che nascono anche i prodotti parodia come 2040 , una webserie che prende in giro il crowdfunding inscenando la storia di un gruppo di persone che cercano di farsi finanziare (lavorano in uno studio tappezzato da ritratti di Zach Braff).
Tuttavia la realtà è che il crowdfunding, per quanto abusato e spesso inutile (le campagne che non raggiungono la quota promessa sono nettamente più di quelle che ci riescono), è al momento l’unica maniera che internet ha trovato per finanziare prodotti destinati ad internet stesso. L’alternativa è rivolgersi a quelli che sono sempre stati i metodi di finanziamento, cioè interagire con soggetti poco inclini a mantenere un prodotto online e più stimolati dalla possibilità di monetizzarlo altrove, su media più tradizionali, dotati di strategie di revenue più consolidati e sicure.

Gestendo già le inserzioni pubblicitarie, ovvero il metodo di monetizzazione a posteriori, in base alle visite o ad accordi specifici, YouTube mira a gestire anche il principale sistema di monetizzazione a priori. Lo scenario monopolistico non è il massimo, tuttavia è anche evidente come piattaforme generiche, sulle quali è possibile farsi finanziare qualsiasi progetto, offrono un servizio peggiore di piattaforme tematiche (già il 5 per cento che YouTube trattiene è una percentuale inferiore di quella che trattengono i principali player come Kickstarter o Indiegogo).

BAD TIMING EPISODE 1 – THE END

2040 – PILOT

Gabriele Niola
Il blog di G.N.

I precedenti scenari di G.N. sono disponibili a questo indirizzo

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  • evviva scrive:
    gli ultimi...
    ...resteranno gli ultimi.Si stanno a preoccupare del mercato unico digitale e del digital economy and society, ma che XXXXXXcce sono?Rete, protocolli, hardware e software, praticamente tutto, in mano a gente che se ne sbatte altamente dell' UE e ci tratta come marionette.Tanto vale mettere la 51° stellina sulla bandiera USA e smantellare la pagliacciata che ci ostiniamo a chiamare UE.
  • silvan scrive:
    Constatazione.
    A parer mio la burocrazia europea va sempre più verso uno "stato confusionale ed autolesionistico".
  • Leguleio scrive:
    Ma come...?
    " Juncker ha scritto che il nuovo commissario per il settore Digital Economy and Society dovrà altresì lavorare ad una riforma della direttiva sull'e-Privacy "Ma cosa intende esattamente? La legge che impone a Google di non indicizzare le notizie sul passato dei cittadini europei non varrà più? Tanta fatica per emettere quella sentenza da parte della Corte Europea del Lussemburgo, e poi si torna come prima? (newbie)
    • nr Massi Micompro Sixgiaguar scrive:
      Re: Ma come...?
      - Scritto da: Leguleio
      " Juncker ha scritto che il nuovo commissario
      per il settore Digital Economy and Society dovrà
      altresì lavorare ad una riforma della direttiva
      sull'e-Privacy "

      Ma cosa intende esattamente? La legge che impone
      a Google di non indicizzare le notizie sul
      passato dei cittadini europei non varrà più?
      Tanta fatica per emettere quella sentenza da
      parte della Corte Europea del Lussemburgo, e poi
      si torna come prima?
      (newbie)Tanta fatica?...Ma una sentenza è una legge?.....ahem...La legge non cambia bla bla... la maggioranza bla bla bla...Così è se vi pare... bla bla bla...Evvai con le solite XXXXXXXte a ruota libera.
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