Il progresso non si ferma, su questo non ci sono dubbi, ma a volte non procede in linea retta, fa dei giri immensi e torna al punto di partenza. Ed ecco che all’alba del 2026 ci troviamo nuovamente a scrivere di WhatsApp a pagamento, proprio come 10 anni fa. Se non te lo ricordi, con tutta probabilità sei molto fortunato. E giovane.
Se WhatsApp davvero tornerà a pagamento
Quella che oggi diamo per scontato sia un’applicazione di messaggistica gratuita, fino al gennaio 2016 è stata un servizio premium. Costava un euro all’anno circa, anche dopo l’acquisizione da parte di Facebook. La decisione di azzerare i costi ha contribuito ad accelerarne la diffusione, ma al tempo stesso è coincisa con l’arrivo delle prime discutibili pratiche legate alla privacy degli utenti, i cui dati sono stati condivisi con la parent company per l’advertising sul social network. L’Europa chiuse il caso con una multa.
La promessa di allora fu: non vedrete mai la pubblicità in WhatsApp. Ed effettivamente, fino a oggi è stato così. Trascorso un decennio, pare che le cose stiano per cambiare. La base utenti abbastanza estesa da sfiorare il concetto di monopolio c’è, l’occasione di monetizzarla è ghiotta e Meta non sembra aver intenzione di lasciarsela sfuggire.
Pubblicità o abbonamento, scegli tu
Inserzioni promozionali o abbonamento, sarà l’utente a decidere. Dopotutto, la formula è già stata sperimentata con successo su Facebook e Instagram, perché non dovrebbe funzionare nell’applicazione delle chat?
Va precisato che l’impatto dell’advertising dovrebbe essere limitato ad aggiornamenti di stato e canali, non alle conversazioni. A disturbare quelle c’è già da tempo l’invadenza di Meta AI.
Gratis, a pagamento, gratis, con pubblicità
Riavvolgiamo ancora di più il nastro per tornare alle origini di WhatsApp, a quel lontano 2009 in cui l’applicazione è nata come applicazione gratuita. Anche questo è un dettaglio poco noto, sepolto nella memoria di chi all’epoca era già attivo sulla piattaforma.
La scelta di renderla a pagamento è successiva. Paradossalmente, arrivò con il successo: fu una decisione presa per l’esigenza di coprire i costi derivanti dall’invio dei messaggi di verifica agli utenti. Ricapitolando.
- 2009-2010: gratis;
- 2010-2016: a pagamento;
- 2016-2026: gratis;
- 2026-: ???.