WhatsApp deve rispettare il Digital Services Act

WhatsApp deve rispettare il Digital Services Act

I Canali sono usati da 51,7 milioni di utenti al mese, quindi anche WhatsApp dovrà rispettare gli obblighi più stringenti del Digital Services Act.
WhatsApp deve rispettare il Digital Services Act
I Canali sono usati da 51,7 milioni di utenti al mese, quindi anche WhatsApp dovrà rispettare gli obblighi più stringenti del Digital Services Act.

Come anticipato all’inizio di novembre 2025 e confermato recentemente dal portavoce Thomas Regnier, la Commissione europea ha designato WhatsApp come VLOP (Very Large Online Platform) per la funzionalità dei Canali, quindi dovrà rispettare gli obblighi più stringenti del Digital Services Act (DSA).

Tre VLOP per Meta

I Canali di WhatsApp sono stati annunciati l’8 giugno 2023. Sono feed pubblici unidirezionali. L’amministratore o proprietario del canale può condividere informazioni di vario tipo. Gli utenti iscritti al canale non possono rispondere con un messaggio, ma solo tramite reazioni o sondaggi.

Come evidenziato dalla Commissione europea, WhatsApp è diventato un servizio ibrido che offre funzionalità di messaggistica privata e quelle di una piattaforma online. I Canali sono equivalenti ad un social network, in cui avviene l’interazione tra utenti (in questo caso proprietario e follower). Il numero di utenti attivi mensili è 51,7 milioni, superiore alla soglia minima (45 milioni). WhatsApp è quindi diventata la terza VLOP (Very Large Online Platform) di Meta, dopo Facebook e Instagram.

Meta avrà ora quattro mesi di tempo, ovvero entro metà maggio 2026, per garantire che WhatsApp rispetti gli obblighi aggiuntivi previsti dal DSA, tra cui la valutazione e mitigazione di eventuali rischi sistemici, come violazioni dei diritti umani fondamentali e della libertà di espressione, manipolazione elettorale, diffusione di contenuti illegali e problemi di privacy, derivanti dai suoi servizi.

Un portavoce di WhatsApp ha dichiarato:

I Canali di WhatsApp continuano a crescere in Europa e a livello globale. Con questa espansione, continuiamo a impegnarci a migliorare le nostre misure di sicurezza e integrità nella regione, assicurandoci che siano in linea con le aspettative normative pertinenti e con la nostra costante responsabilità nei confronti degli utenti.

La Commissione europea ha già avviato indagini su Facebook e Instagram sulla base del DSA. A fine ottobre sono stati pubblicati i risultati preliminari che confermano tre violazioni: ostacoli per l’accesso ai dati da parte dei ricercatori, meccanismi di segnalazione dei contenuti illegali poco accessibili e scarsa efficacia dei sistemi per la contestazione delle azioni di moderazione.

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Pubblicato il
26 gen 2026
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