La Polizia di Stato ha avvisato che sono in corso nuovi attacchi zero-click contro WhatsApp. I bersagli sono gli utenti che usano versioni non aggiornate dell’app e di iOS. Probabilmente si tratta di attacchi effettuati con i famigerati spyware commerciali, come segnalato a metà agosto. Apple ha già rilasciato gli aggiornamenti per il sistema operativo.
Consigli della Polizia di Stato
Come si deduce dal nome, un attacco zero-click viene eseguito senza nessuna interazione dell’utente, quindi non è necessario cliccare su un link o aprire un file per infettare il dispositivo. In questo caso viene sfruttata una vulnerabilità di WhatsApp e/o di iOS per ottenere l’accesso all’account.
I cybercriminali possono quindi inviare messaggi fingendosi una persona conosciuta (un familiare o un amico) e chiedere denaro affermando di trovarsi in una situazione di emergenza oppure rubare dati sensibili dal dispositivo. Solitamente gli attacchi zero-click vengono effettuati con spyware commerciali (i più noti sono Pegasus di NSO Group, Graphite di Paragon Solutions e Predator di Cytrox) contro giornalisti, attivisti, oppositori politici, dissidenti e diplomatici.
La Polizia di Stato ha rilevato una nuova ondata di attacchi zero-click contro WhatsApp per iOS, quindi consiglia di seguire questi accorgimenti per ridurre i rischi:
- mantenere sempre aggiornati il sistema operativo e WhatsApp
- controllare periodicamente la sezione “Dispositivi collegati” di WhatsApp e disconnettere immediatamente eventuali dispositivi non riconosciuti
- non effettuare pagamenti prima di aver verificato l’identità del mittente, contattando direttamente la persona attraverso un altro numero o dispositivo oppure di persona
- attivare la verifica in due passaggi, limitare il download automatico di contenuti e allegati, proteggere il dispositivo tramite PIN, Touch ID o Face ID
Apple ha già rilasciato gli aggiornamenti che risolvono le vulnerabilità di iOS. Gli utenti più a rischio possono attivare il Lockdown Mode (modalità di isolamento in italiano). Da fine gennaio sono disponibili anche le impostazioni restrittive di WhatsApp.