Windows Azure apre i battenti in 21 paesi

Il giovane servizio di cloud computing di Microsoft è da oggi ufficialmente disponibile in oltre venti paesi, fra cui l'Italia. D'ora in avanti BigM applicherà le tariffe annunciate lo scorso anno

Roma – Microsoft ha ufficialmente aperto i cancelli di accesso al suo servizio di cloud computing Windows Azure, cancelli che fino allo scorso dicembre erano stati varcati esclusivamente da un selezionato numero di partner. Il via ufficiale di Windows Azure è stato annunciato sul blog di Windows Azure , dove si apprende che il servizio è ora accessibile da 21 paesi , Italia inclusa.

“A partire da oggi clienti e partner provenienti da paesi di tutto il mondo potranno lanciare e mettere in produzione servizi e applicazioni basati su Windows Azure e SQL Azure, questo con il pieno supporto dei Service Level Agreements”, si legge nel blog.

Alcuni servizi, come AppFabric Service Bus e Access Control, rimarranno gratuiti fino ad aprile, ed altri, come Dallas , restano nello stato di anteprime tecnologiche.

Il lancio di Windows Azure e SQL Azure è avvenuto in sordina, senza neppure un comunicato stampa ufficiale. Il motivo è da ricercare, in parte, nel fatto che la piattaforma era già stata parzialmente aperta all’inizio di gennaio, quando migliaia di aziende hanno potuto cogliere l’opportunità di provare gratuitamente i nuovi servizi cloud di BigM. La motivazione potrebbe essere altresì in parte imputabile al fatto che Microsoft intende portare i motori a regime in modo molto progressivo, senza pericolose accelerazioni: com’è noto, i servizi cloud risiedono interamente sui server del provider (in questo caso BigM), e su quest’ultimo gravano pertanto enormi responsabilità relative a sicurezza, performance e continuità del servizio.

Va poi detto che, per Microsoft, Windows Azure rappresenta una scommessa a lungo termine: l’azienda si attende che alla fine dell’anno in corso il nuovo servizio inciderà sui suoi profitti in modo soltanto marginale. Ciò che ora preme a Microsoft è penetrare sul nascente mercato del cloud computing e contrastare l’ascesa di pericolosi concorrenti.

Le aziende che desiderano provare o abbonarsi ai servizi di Windows Azure possono farlo dal sito ufficiale . Tutti i prezzi, in parte già resi noti lo scorso novembre, si trovano qui . Nei prossimi giorni termini e costi dei vari servizi verranno annunciati ufficialmente anche in Italia.

Negli scorsi giorni Microsoft ha anche consegnato ai tester una versione beta del Windows Azure Drive (ex XDrive), uno strumento che permette alle aziende di creare backup automatici delle applicazioni Windows che desiderano migrare sulla cloud di Azure.

Alessandro Del Rosso

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  • bLax scrive:
    questione...
    non capisco dove stia il problema: ho visto in giro molti netbook e qualche notebook con le gesture, se apple avesse voluto avrebbe fatto sparire immediatamente queste copiature (penso che sia perchè a tal movimento non corrisponde la stessa risposta del software)se invece stiamo parlando del multitouch come tecnologia, non credo sia un problema di apple, che mi pare sia una tecnologia di origine teutonica...
  • MeX scrive:
    magari...
    Google ha patteggiato con Apple? google maps per il multitouch?
  • boh. scrive:
    prima
    prima non lo avevano fatto per limitare la concorrenza con iphone...strano che tutto ciò accada un giorno dopo le parole di jobs:"quel mantra del don't be evil: tutte XXXXXXXte"prevedo guerra aperta
    • Clara Calamai scrive:
      Re: prima
      quoto.ma a ben vedere agli end user l'aumento della concorrenza non può che portare benefici.
      • OldDog scrive:
        Re: prima
        Concorrenza si, rissa no!Ci sono passato con Palm anni fa: lite giudiziaria per un brevetto sul riconoscimento della scrittura via stilo. Palm incerta sull'esito della causa fu costretta a sostituire la tecnologia con una quasi simile, ma nella pratica molto meno efficace (a parere di molti utenti prima soddisfatti).La causa fu accomodata solo anni dopo, ma nel frattempo Palm aveva sprecato tempo ed energie, che contribuirono IMHO a peggiorare i modelli successivi e da lì la discesa non si è mai arrestata.Alla fine ci hanno rimesso i clienti Palm e non ci hanno guadagnato su altri fronti, perché la competizione si impantanò sui diritti legali e non sull'innovare i prodotti. Pensate se avessero brevettato la ruota e il detentore dei diritti, senza costruire veicoli, avesse bloccato la produzione di carri e carrozze da parte delle altre "imprese". I consumatori avrebbero patito anni di portantine e traini a pattini! :)
      • ruppolo scrive:
        Re: prima
        - Scritto da: Clara Calamai
        quoto.
        ma a ben vedere agli end user l'aumento della
        concorrenza non può che portare
        benefici.Dipende se la concorrenza si muove in legalità.La mossa di Google è azzardata, e le spese le faranno gli utenti che ora, visto il multitouch, decideranno per l'acquisto del Nexus. Se un domani Google perdesse la causa per violazione di brevetto, Google sarebbe costretta a togliere il multitouch da Nexus, lasciando i clienti "in mutande". È lo stesso sbaglio di quelli che comprano l'iPhone perché si può sbloccare: questa possibilità potrebbe sparire da un momento all'altro. Infatti è già sparita: basta un guasto e l'iPhone che si riceve in sostituzione non è più sbloccabile, oppure basta una nuova versione di iPhone OS, come quella uscita questa settimana, per XXXXre gran parte degli utenti con iPhone sbloccato.Fare i furbi su queste cose non paga.
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