Windows doma i cluster di server

Con il rilascio della versione finale di Windows Compute Cluster Server 2003, MS entra formalmente nell'high-performance computing. Ecco come si prepara a sfidare le soluzioni Unix e Linux

Redmond (USA) – Microsoft è pronta a dare battaglia alle piattaforme Unix/Linux anche in un segmento dove queste hanno da sempre dominato: quello dei cluster di server e, più in generale, dell’high-performance computing (HPC). Lo farà con Windows Compute Cluster Server (CSS) 2003, un sistema operativo appena rilasciato nella versione Released To Manufacturing che arriverà sul mercato ad agosto.

Le ambizioni di Microsoft relative al settore HPC si erano palesate nel 2004, quando il colosso ha annunciato la creazione di un team che oggi raccoglie molti progettisti provenienti dal mondo Unix. Questo stesso team ha preso il codice alla base di Windows Server 2003 e vi ha aggiunto le caratteristiche necessarie per girare in ambienti di supercomputing.

Bob Muglia, senior vice president del Server and Tools Business di Microsoft, sostiene che Windows spingerà le tecnologie HPC sul mercato mainstream , facendone un prodotto alla portata di un più ampio bacino di aziende ed enti pubblici.

Windows CCS gira esclusivamente su processori x86 a 64 bit ed include tutta una serie di tool per il deployment e la gestione dei cluster, l’integrazione con le esistenti infrastrutture aziendali basate su Windows, e lo sviluppo di applicazioni ottimizzate per l’HPC.

Il sistema operativo è già stato testato da alcune grandi aziende che operano nel campo petrolifero, biologico e automobilistico, tra cui l’organizzazione italiana CASPUR (Consorzio interuniversitario per le Applicazioni di Supercalcolo Per Università e Ricerca).

Sebbene Microsoft sostenga che Windows CSS possa battere Linux nel rapporto prezzo/prestazioni , e questo anche grazie alla sua piena integrazione con l’ecosistema Windows e con Visual Studio 2005, il gigante di Redmond dovrà riuscire ad annullare anche uno dei maggiori vantaggi goduti da Linux: la disponibilità del codice sorgente. Questa caratteristica, particolarmente apprezzata in questo settore, permette come noto alle aziende di ottimizzare al massimo le prestazioni e adattare Linux alla propria infrastruttura di supercomputing.

Per sopperire a questa mancanza, Microsoft punterà probabilmente sulla propria licenza Shared Source che, benché contornata da molti steccati, consente ai suoi clienti più importanti di guardare il codice e proporre eventuali modifiche. Dalla sua parte il colosso di Redmond avrà invece la possibilità di legare in modo stretto le piattaforme di HPC a quelle desktop e di espandere i propri tool di sviluppo, già ampiamente diffusi, su grid e cluster di computer.

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