Word, è detta l'ultima parola

Non può utilizzare Custom XML, tecnologia protetta da brevetto della canadese i4i. Microsoft dovrà pagare 240 milioni di dollari di danni e eliminare l'opzione con una patch. Per sua fortuna Office 2010 è immune alla questione

Roma – Microsoft non ce l’ha fatta a ribaltare la decisione del Giudice di prima istanza che l’aveva ritenuta in violazione di un brevetto della canadese i4i, né a vedersi confermare la clemenza della corte d’appello che aveva momentaneamente sospeso l’ingiunzione su Word e sulla vendita dell’intero pacchetto Office. La nuova sentenza, anzi, sembra chiudere la questione , nonostante l’intenzione di Redmond di “considerare tutte le opzioni legali ancora possibili”.

Il giudice infatti ha condannato Microsoft a pagare alla canadese 200 milioni di dollari di danni , 40 milioni aggiuntivi per infrazione volontaria e l’ingiunzione permanente alla “vendita, all’importazione o all’utilizzo di copie di Word contenenti l’editor Custom XML oggetto della contestazione”, che entrerà in vigore dall’11 gennaio 2010.

La nuova Corte ha ritenuto dunque di confermare la prima sentenza per cui Microsoft è stata ritenuta in violazione del brevetto statunitense 5.787.449 della società i4i con base a Toronto, che in particolare rivendicava un software per la gestione della formattazione di un documento in un file separato (tra l’altro una delle idee principali alla base dello standard ISO OOXML faticosamente ottenuto da Microsoft e che per questo potrebbe compromettere l’intero progetto): ad essere stato condannato sarebbe l’utilizzo di Custom XML , funzionalità che permette di aprire XML, DOCX o file DOCM (file XML) contenenti custom XML, e che secondo i giudici sarebbe stato utilizzato già in Word 2003 e Word 2007.

Microsoft, d’altronde, sembra aver tentato ogni possibile via per attaccare il verdetto: in un primo momento vi era riuscita, criticando la condotta stessa del processo da parte del giudice di primo grado, ottenendo il blocco dell’ingiunzione che secondo la prima sentenza doveva entrare in vigore entro la fine di ottobre e togliere dagli scaffali tutte le suite Office contenenti Word.

Nel nuovo grado di giudizio aveva cercato innanzitutto di attaccare la validità del brevetto ‘449, con l’intenzione di tagliare ogni questione alla radice: secondo la difesa di Microsoft la tecnologia rivendicata da i4i sarebbe stata ovvia rispetto allo stato dell’arte, costituito in questo caso da un editor SGML conosciuto con il nome di Rita coperto da un altro brevetto. Ma l’arma principale di Remdond era costituita da una precedente operazione commerciale dei predecessori di i4i, antecedente di un anno alla domanda di brevetto che avrebbe dovuto dimostrare la mancanza di novità dell’invenzione e quindi la sua non brevettabilità: il software S4 sviluppato per la società SEMI permetteva all’utente di aggiungere e modificare tag SGML in documenti elettronici, e di dividere il documento in diverse “entità” per scopi d’immagazzinamento dati. Per la sfortuna di Microsoft, tuttavia, il codice sorgente è andato distrutto e in tribunale non è stato possibile dimostrare l’antecedenza di tale programma rispetto al brevetto ‘449.

Microsoft ha quindi tentato di opporsi all’interpretazione della Corte del termine “distintivo”, andando a prendere in considerazione il diverso modo di operare di Word rispetto alla tecnologia di i4i : tuttavia il modo in cui sono state scritte le rivendicazioni dalla società con base a Toronto per il giudice facevano rientrare nel recinto così delimitato anche il metodo utilizzato da Microsoft. Non hanno quindi ritenuto sufficiente che Redmond prevedesse l’uso specifico di file separati in cui contenere metacodice del contenuto mappato e il contenuto mappato stesso, mentre il brevetto parlava solamente di porzioni differenti di memoria del computer, né che esplicitasse la possibiilità di aprire distintamente le due parti.

Redmond ha quindi perso anche sulle royalty dovute: la corte federale ha accettato l’opinione degli esperti della i4i ritenendola suffragata da “dati e prove sufficienti” e stabilito cosi in 98 dollari per copia di Word contenente l’opzione contestata. La questione è che Microsoft ha conquistato l’80 per cento del mercato caratterizzato dal custom XML, costringendo così la canadese a cambiare completamente strategia commerciale: “una piccola compagnia stava utilizzando il suo brevetto commercialmente e ha subito perdite sia di market share, che di capacità distintiva di marca, per il comportamento in infrazione dell’accusato” hanno dichiarato i giudici.

Michael Vulpe, cofondatore di i4i, ha affermto che questo “è un importante passo per la protezione della proprietà intellettuale delle piccole società”. La canadese non è infatti un patent troll , e solo per questo la sentenza è arrivata all’ingiunzione: Microsoft e i4i sono in diretta concorrenza, e il perdurare della vendita del Word incriminato l’avrebbe danneggiata concretamente.

Unico punto a favore di Microsoft deriva d’altronde dalla sua diffusione e grandezza: per la logica del “pubblico interesse”, la corte ha deciso di limitare l’ingiunzione solo alle vendite future e solo dall’11 gennaio 2010 (concedendo così tre mesi in più rispetto alla sentenza originale che voleva togliere dagli scaffali Office già ad ottobre). Chi possiede già Word e Office, in pratica, non subirà conseguenze da questo verdetto.

Vista la valutazione fornita dagli esperti di i4i e l’evoluzione della vicenda, nonché il commento di Redmond che dichiara essere poco utilizzata dai suoi utenti la funzione Custom XML, sembra improbabile che le due raggiungano un accordo per licenziare la tecnologia. Microsoft, d’altronde, ha dichiarato di star lavorando già dalla prima sentenza per risolvere l’ impasse : avrebbe già trovato un modo per aggirare l’ingiunzione disabilitando l’opzione Custom XML grazie a una patch, già disponibile con un aggiornamento (pubblicizzato in chiare lettere come “dovuto”) che disabilita la funzione incriminata. La versione Beta di Word 2010 e Office 2010, disponibili per il download, non contengono la tecnologia vietata a Microsoft.

Redmond sta inoltre vagliando la possibilità di ricorrere in appello o persino alla Corte Suprema.

Claudio Tamburrino

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • DR.House scrive:
    Però "software maliziosi"...
    non si può proprio leggere, fra "malevolo" e "maligno" proprio la traduzione peggiore avete scelto.
  • attonito scrive:
    Ed anche oggi si mangia.
    Copia (dalla pagina marchettara di Microsoft)&Incolla (nella pagina web di Edizioni Master)Ok padrone contento, lavoro finito ed un piatto di minestra (sorbita con posate d'oro zecchino) assicurato anche per oggi.Ah, la liberta' del giornalista professionista non ha prezzo... o si?
    • Nome e cognome scrive:
      Re: Ed anche oggi si mangia.
      - Scritto da: attonito
      Ah, la liberta' del giornalista professionista
      non ha prezzo... o
      si?Scusa, dove sarebbero su PI i "giornalisti professionisti"?
      • attonito scrive:
        Re: Ed anche oggi si mangia.
        - Scritto da: Nome e cognome
        - Scritto da: attonito

        Ah, la liberta' del giornalista professionista

        non ha prezzo... o

        si?

        Scusa, dove sarebbero su PI i "giornalisti
        professionisti"?touche!
    • nome e cognome scrive:
      Re: Ed anche oggi si mangia.
      - Scritto da: attonito
      Copia (dalla pagina marchettara di Microsoft)
      &
      Incolla (nella pagina web di Edizioni Master)

      Ok padrone contento, lavoro finito ed un piatto
      di minestra (sorbita con posate d'oro zecchino)
      assicurato anche per
      oggi.

      Ah, la liberta' del giornalista professionista
      non ha prezzo... o
      si?Si vede che MS non paga poi tanto bene visto che ci sono 4 pagine di pubblicità per Apple e solo 3 per MS.
      • a pensare male indovini scrive:
        Re: Ed anche oggi si mangia.
        - Scritto da: nome e cognome
        - Scritto da: attonito

        Copia (dalla pagina marchettara di Microsoft)

        &

        Incolla (nella pagina web di Edizioni Master)



        Ok padrone contento, lavoro finito ed un piatto

        di minestra (sorbita con posate d'oro zecchino)

        assicurato anche per oggi.



        Ah, la liberta' del giornalista professionista

        non ha prezzo... o si?

        Si vede che MS non paga poi tanto bene visto che
        ci sono 4 pagine di pubblicità per Apple e solo 3
        per MS.come diceva la tipa che pagavo? ah si... "tu non sei come gli altri, con te e' diverso" (per forza, pagavo di piu'!)
  • Bill Gay scrive:
    I professionisti IT non lavorano con M$
    come da oggetto
    • Caf1 scrive:
      Re: I professionisti IT non lavorano con M$
      A qualcuno tocca, proprio perché è un "professionista" deve fare quello che gli dicono.
    • Nome e cognome scrive:
      Re: I professionisti IT non lavorano con M$
      - Scritto da: Bill Gay
      come da oggettoOvvio, passano le giornate a ricompilare kernel.Quanti lustri vuoi ancora buttare via per finire sto benedetto liceo? Ma non ti vergogni a quarant'anni ad essere ancora mantenuto dai tuoi?
    • Darth Vader scrive:
      Re: I professionisti IT non lavorano con M$
      - Scritto da: Bill Gay
      come da oggettoQuello che dici è una stupidaggine.
    • nome e cognome scrive:
      Re: I professionisti IT non lavorano con M$
      - Scritto da: Bill Gay
      come da oggettoCome se tu sapessi cosa significa lavorare...
      • silviosanto subito scrive:
        Re: I professionisti IT non lavorano con M$
        - Scritto da: nome e cognome
        - Scritto da: Bill Gay

        come da oggetto

        Come se tu sapessi cosa significa lavorare...Invece ha ragione. I professionisti IT col cavolo che lavorano con quella robaccia. Siamo solo costretti ad implementarla dopo che qualche dirigente si è fatto abbindolare dalle brochure patinate di qualche viscido e puzzolentissimo commerciale Microsoft (ogni riferimento a persone viste in quest'azienda è puramente voluto).
    • AMEN scrive:
      Re: I professionisti IT non lavorano con M$
      - Scritto da: Bill Gay
      come da oggettoVabbè, il solito frustrato ci ha fatto visita....
      • un_professi onista scrive:
        Re: I professionisti IT non lavorano con M$
        - Scritto da: AMEN
        - Scritto da: Bill Gay

        come da oggetto

        Vabbè, il solito frustrato ci ha fatto visita....E tu chi sei? Il portiere di PI?Mi raccomando, chiudi bene le porte prima che qualche software malizioso vi entri in casa ;)
    • gukonoz scrive:
      Re: I professionisti IT non lavorano con M$
      - Scritto da: Bill Gay
      come da oggettonon tutti i professionisti non lavorano con microsoft (magari)molti invece lavorano su piattaforme microsoft, come ad esempio la struttura tecnica di PI (questo portale realizzato ad hoc è per lo più basato su sistemi M$), e mi pare che funzioni abbastanza bene
      • ruppolo scrive:
        Re: I professionisti IT non lavorano con M$
        - Scritto da: gukonoz
        - Scritto da: Bill Gay

        come da oggetto

        non tutti i professionisti non lavorano con
        microsoft
        (magari)

        molti invece lavorano su piattaforme microsoft,
        come ad esempio la struttura tecnica di PI
        (questo portale realizzato ad hoc è per lo più
        basato su sistemi M$), e mi pare che funzioni
        abbastanza
        beneInvece non funziona bene, ha dei bug da anni, irrisolti.Prova a rispondere, quotando, un messaggio che si avvicina (anche senza superare) i 7000 caratteri, poi vedi quanto bene funziona: al primo carattere che batti sulla tastiera ti porta in fondo al post con una parte cancellata a cui non riuscirai mai a rispondere.Prova a quotare un messaggio dove ci sono dei link: i link vengono spezzati e a volte scompaiono interi paragrafi di testo, assimilati come parte dei link spezzati.Prova a correggere un messaggio che hai appena scritto: impossibile postare se non è passato almeno 1 minuto, ma non ti dice il perché non posta, semplicemente ti ripresenta di nuovo la stessa schermata con un nuovo captcha.E prova a postare un messaggio che in origine non ha il captcha ma poi magicamente qualcuno lo attiva: non tiene conto degli eventuali post nati prima dell'attivazione del captcha, per cui quando posti ti dice che manca il codice anti spam, ma non c'è alcun campo dove inserirlo. Devi, se non vuoi perdere tutto quello che hai scritto, copiare il post, rispondere nuovamente al messaggio originale (o generare un nuovo messaggio) e incollare. Per non parlare dei problemi che dà con l'ultima versione di Safari... guarda tu il caso...La solita roba del mondo Microsoft: XXXXX.
        • boh. scrive:
          Re: I professionisti IT non lavorano con M$
          - Scritto da: ruppolo
          - Scritto da: gukonoz

          - Scritto da: Bill Gay


          come da oggetto



          non tutti i professionisti non lavorano con

          microsoft

          (magari)



          molti invece lavorano su piattaforme microsoft,

          come ad esempio la struttura tecnica di PI

          (questo portale realizzato ad hoc è per lo più

          basato su sistemi M$), e mi pare che funzioni

          abbastanza

          bene

          Invece non funziona bene, ha dei bug da anni,
          irrisolti.
          Prova a rispondere, quotando, un messaggio che si
          avvicina (anche senza superare) i 7000 caratteri,
          poi vedi quanto bene funziona: al primo carattere
          che batti sulla tastiera ti porta in fondo al
          post con una parte cancellata a cui non riuscirai
          mai a
          rispondere.
          Prova a quotare un messaggio dove ci sono dei
          link: i link vengono spezzati e a volte
          scompaiono interi paragrafi di testo, assimilati
          come parte dei link
          spezzati.
          Prova a correggere un messaggio che hai appena
          scritto: impossibile postare se non è passato
          almeno 1 minuto, ma non ti dice il perché non
          posta, semplicemente ti ripresenta di nuovo la
          stessa schermata con un nuovo
          captcha.
          E prova a postare un messaggio che in origine non
          ha il captcha ma poi magicamente qualcuno lo
          attiva: non tiene conto degli eventuali post nati
          prima dell'attivazione del captcha, per cui
          quando posti ti dice che manca il codice anti
          spam, ma non c'è alcun campo dove inserirlo.
          Devi, se non vuoi perdere tutto quello che hai
          scritto, copiare il post, rispondere nuovamente
          al messaggio originale (o generare un nuovo
          messaggio) e incollare.

          Per non parlare dei problemi che dà con l'ultima
          versione di Safari... guarda tu il
          caso...

          La solita roba del mondo Microsoft: XXXXX.è fatto in asp ma non è mica microsoft...
    • coschizza scrive:
      Re: I professionisti IT non lavorano con M$
      i professionisti sono persone che valutano i software in base a quello che devono fare e i prodotti ms sono alla pari di tutti gli altri e quindi valutatii non professionisti invece fanno i commenti come il tuo
    • smemobox scrive:
      Re: I professionisti IT non lavorano con M$
      - Scritto da: Bill Gay
      come da oggettoallora impara qualcos'altro cosi non devi farci partecipi dei tuoi fallimenti.
    • asd scrive:
      Re: I professionisti IT non lavorano con M$
      beh quando inizia lavorare in una grande azienda che non tratta di informatica fatti risentire
    • Bakunin scrive:
      Re: I professionisti IT non lavorano con M$
      Madò, ancora ste cretinate, ma quand'è che cresci? E smettetela di scrivere M$, siete proprio degli sfigati, come se Microsoft fosse l'unica o ci fosse qualcosa di male a guadagnare col software. Bah.
Chiudi i commenti