Grok Build è un agente di coding pensato per competere con i pesi massimi del settore, da Claude Code di Anthropic agli strumenti analoghi sviluppati da OpenAI. È ancora in versione beta, è riservato a una nicchia di abbonati disposti a sborsare trecento dollari al mese.
Grok Build è il nuovo agente AI di Musk per programmare
xAI descrive Grok Build come un potente nuovo agente di coding AI per i lavori di programmazione complessi. In pratica, è uno strumento che accetta istruzioni in linguaggio naturale, e prova a portare a termine compiti di sviluppo articolati senza che il programmatore debba seguirne ogni mossa.
Per ora è accessibile soltanto agli iscritti al piano SuperGrok Heavy, quello da trecento dollari al mese. Una cifra che chiarisce subito la natura del prodotto: niente sperimentazione popolare, soltanto utenti professionali o curiosi facoltosi. L’installazione passa dal sito di xAI, dopo l’accesso al proprio account. L’azienda promette di usare il feedback degli utenti per migliorare il prodotto.
Bloomberg lo dice senza giri di parole, xAI sta cercando di recuperare terreno rispetto ad Anthropic e OpenAI. Il problema è che inseguire costa fatica e richiede anche personale. Negli ultimi mesi xAI ha visto uscire diversi cofondatori, e dopo la fusione con SpaceX, l’emorragia di talenti non si è arrestata. Secondo The Information, oltre cinquanta tra ricercatori e ingegneri hanno abbandonato SpaceXAI, anche figure chiave proprio nei settori della programmazione e del training dei modelli.
La cattiva reputazione di Grok
Senza considerare la reputazione ambigua di Grok, costruita in mesi di episodi spiacevoli. Qualche mese fa per esempio, ha generato immagini sessualmente esplicite di persone reali senza il loro consenso, anziché bloccare le richieste. Uno studio del Center for Countering Digital Hate, organizzazione britannica no profit, pubblicato a gennaio ha calcolato circa tre milioni di immagini sessualizzate prodotte dal sistema, ventitremila delle quali ritraevano minori.
Numeri che pesano e che hanno spinto xAI a modificare le proprie politiche di utilizzo, vietando la modifica di immagini di persone reali in abiti succinti come i bikini. Una toppa che arriva dopo il danno, come capita spesso quando si lancia tecnologia prima di metterla in sicurezza. Per un agente di coding il rischio reputazionale è diverso, ma la fiducia degli sviluppatori professionali non si compra con una sola release.
Se Grok Build valga davvero trecento dollari al mese dipenderà da come si comporterà nel confronto diretto con gli altri strumenti già usati dagli sviluppatori. Bisognerà vedere come regge nei carichi di lavoro reali, quanto rimane stabile nei compiti complessi e quanto riesce davvero a migliorare la produttività rispetto alle alternative già disponibili.
Tutte cose che, al di là delle promesse, si valutano soltanto nell’uso quotidiano. Per ora il prodotto è ancora in beta e molti utenti aspetteranno test indipendenti prima di spostare davvero i propri flussi di lavoro. Alla fine, come spesso accade, sarà il rapporto tra utilità e costo a decidere tutto.