Yahoo mangia Del.icio.us. Cambia tutto?

Lo spera il colosso di Sunnyvale che infila nome, marchio e servizi in una delle più celebri piattaforme di social networking e partecipazione collaborativa. Web 2.0, la rincorsa
Lo spera il colosso di Sunnyvale che infila nome, marchio e servizi in una delle più celebri piattaforme di social networking e partecipazione collaborativa. Web 2.0, la rincorsa


Sunnyvale (USA) – Il social networking sta diventando, ogni giorno sempre di più, l’elemento chiave dello sviluppo del Web. Yahoo , come Google d’altronde, dall’inizio dell’anno ha iniziato ad acquisire servizi di ogni genere che sono in grado di trasformare l’esperienza online degli utenti in qualcosa di attivo e condivisibile. Venerdì scorso è stato ufficializzato l’acquisto di Del.icio.us Inc., una piccola ma celeberrima startup che con la sua omonima piattaforma online permette la compilazione e condivisione di elenchi di siti e pagine Web preferite.

Una sorta di archivio in continuo aggiornamento che raccoglie ed ordina le preferenze degli utenti . Grazie ad un motore di ricerca e ad un’organizzazione tematica si può accedere ai “migliori” contenuti online – o comunque considerati tali dai surfer.

La transazione finanziaria su Del.icio.us non è stata resa nota: secondo indiscrezioni si tratterebbe di un investimento esiguo. Il sito ufficiale di Del.icio.us rimarrà online sebbene Yahoo presto intenda integrare le sue funzioni in numerosi dei suoi servizi attualmente disponibili, come quelli di ricerca, di vendita online, etc.

La posta è notevole: sono 300mila gli utenti che si sono gratuitamente iscritti fin qui al servizio e un milione sono i link archiviati. “Stiamo unendo le forze per realizzare la mia visione di un sistema che permette di ricordare cose (link e pagine Web) in modalità comunitaria. In fondo si tratta di una condivisione di memoria “. Ha dichiarato Joshua Schachter, fondatore di Del.icio.us. Schachter, probabilmente, si trasferirà nel quartier generale di Yahoo per supervisionare l’implementazione del progetto; i suoi otto attuali dipendenti saranno dislocati in sedi periferiche che saranno presto attivate.

Un sistema di questo genere è un chiaro esempio del cosiddetto Web 2.0 , ovvero di quello che viene definito da alcuni nuovo step evolutivo per la crescente partecipazione degli utenti nella creazione o segnalazione di contenuti online, nonché nella loro condivisione. In linea con questa filosofia Yahoo! è una delle strutture di riferimento: all’inizio del 2005 ha acquisito la piattaforma di photo sharing Flickr e quella di pianificazione degli eventi Upcoming . Senza contare i numerosi strumenti per la realizzazione di Blog e supporti per community.

Del.icio.us, secondo molti, rappresenta qualcosa di più perché rimette in discussione il concetto stesso di indicizzazione . Molti analisti sostengono che i motori di ricerca, per quanto evoluti, si comportino da filtri sui contenuti online. Una soluzione libera e aperta al pubblico permetterebbe di accedere anche a realtà Web “underground” di qualità, magari conosciute solo dagli appassionati e addetti ai lavori. Alcuni temi, poco gettonati, godono ancora di poca visibilità online: il sistema meritocratico dei motori si basa quasi totalmente sull’audience. Union Square Capital , Amazon.com e BV Capital si affidano già a Del.icio.us per alcuni servizi. Fino a poco tempo forse era un segreto, ma da domani con l’avvento di Yahoo la condivisione di “preferiti” potrebbe diventare uno strumento più che avanzato di conoscenza e approfondimento .

Joshua Schachter ha avuto una felice intuizione nel 1998, quando decise di realizzare Memepool , una sorta di antesignano di Del.icio.us. Sembra un blog, con link correlati ad argomenti di ogni genere, ma ovviamente – perché all’epoca non esistevano – non integra un sistema di instant publishing per il pubblico. Gli utenti che volevano collaborare potevano spedire una mail agli amministratori, Schachter e Jeff Smith, e segnalare contenuti online. Il passo successivo, nel 2003, è stato quello si realizzarne una versione avanzata di facile accesso e con strumenti intuitivi per la condivisione. Dallo scorso marzo il fenomeno è esploso in tutto il Web.

“Come abbiamo fatto con Flickr, abbiamo intenzione di dare a del.icio.us risorse, supporto e spazi che gli permettano di continuare a crescere e dar vita ad una grande community”, ha confermato Jeremy Zawodny, tecnico del gruppo di ricerca Yahoo.

Yahoo, come i suoi diretti competitor, sembra voler affidarsi totalmente alla pubblicità online e non attivare servizi a pagamento che possano inficiare l’audience dei servizi di social networking. Testi, foto, contenuti multimediali auto-prodotti sono diventati gli elementi chiave per le nuove politiche commerciali. La condivisione dei profitti, invece, non è stata ancora contemplata. Se i lavori realizzati da un utente e postati online creano profitto all’azienda proprietaria della piattaforma non bisognerebbe forse vantare un credito? Si chiama revenue share , le aziende sanno bene di che cosa si tratti.

Dario d’Elia

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11 12 2005
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