YouTube: demonetizzazione se parli del coronavirus

La piattaforma di streaming considera l'epidemia di coronavirus in atto un evento sensibile e di conseguenza interessato da demonetizzazione.
La piattaforma di streaming considera l'epidemia di coronavirus in atto un evento sensibile e di conseguenza interessato da demonetizzazione.

Dai vertici di YouTube la scelta di intervenire con lo strumento della demonetizzazione per tenere sotto controllo i contenuti che trattano il delicato tema coronavirus, almeno finché l’emergenza non sarà rientrata. Una decisione dalla finalità condivisibile, ma che non ha mancato di sollevare critiche da parte di chi gestisce i canali.

YouTube, coronavirus e demonetizzazione

A renderlo noto un intervento di Tom Leung, Director of Product Management, lo stesso che di recente aveva parlato della possibilità di vendere l’advertising direttamente ai brand. In una clip pubblicata l’11 febbraio su Creator Insider (al minuto 04:38) viene anticipata l’introduzione di un update delle linee guida relative ai contenuti idonei per gli inserzionisti, citando direttamente il tema coronavirus che viene ora considerato un evento sensibile.

Stiamo aggiornando le nostre linee guida per considerare l’epidemia di coronavirus un evento sensibile e tutti i filmati su questo argomento saranno interessati da una demonetizzazione fino a nuovi aggiornamenti.

Così YouTube definisce un evento sensibile nella documentazione rivolta a creatori e inserzionisti.

In genere, un evento sensibile è un evento imprevisto in cui si sono verificate perdite di vite umane, solitamente a seguito di un attacco doloso premeditato. Gli eventi sensibili possono portare il pubblico a esprimere il suo cordoglio e talvolta a una reazione viscerale o estrema. Per poter essere considerato sensibile, un evento deve essersi verificato in un periodo relativamente recente.

Rientrano in questa categoria (citiamo la documentazione della piattaforma) gesti orrendi che comportano la perdita di vite umane come sparatorie di massa, conflitti armati, morte, crisi sanitarie globali, accadimenti tragici e atti terroristici.

È bene precisare che YouTube non ha alcuna intenzione di eliminare i video che parlano di coronavirus, ma impedirà ai loro creatori di guadagnare dagli streaming generati. Tra questi c’è già chi solleva la voce per denunciare come la regola non venga applicata con la stessa severità ai canali delle grandi emittenti televisive che stanno continuando a generare profitti dall’advertising con i filmati che trattano notizie e approfondimenti sul tema.

Fonte: The Verge
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