YouTube diventa produttore?

Voci di corridoio annunciano l'acquisizione di Next New Networks, produttore di contenuti per il Web. Una scelta in direzione di prodotti sempre meno amatoriali. E un rinforzo per affrontare meglio la concorrenza
Voci di corridoio annunciano l'acquisizione di Next New Networks, produttore di contenuti per il Web. Una scelta in direzione di prodotti sempre meno amatoriali. E un rinforzo per affrontare meglio la concorrenza

Probabilmente non è sufficiente essere una delle più popolari piattaforme di videosharing in circolazione, se non la più popolare. Secondo voci ben informate, sembra che YouTube sia in trattativa per l’acquisizione di Next New Networks , produttore di contenuti per il Web.

Le innumerevoli visualizzazioni fatte registrare dai filmati di Next New sul Tubo e altrove sembra abbiano convinto la dirigenza del portale a lanciarsi in un nuovo investimento per cementare la propria autorità all’interno della Rete e prepararsi a sfide future sempre più competitive . Secondo il New York Times , le due parti non avrebbero ancora siglato l’accordo né si sarebbero ancora pronunciate sulle cifre in ballo.

La potenziale acquisizione rappresenterebbe il primo passo compiuto da YouTube nel mondo della produzione di video e segnalerebbe, in questo modo, la volontà di affrancarsi dalla comune idea di contenitore di prodotti amatoriali e allargare il proprio spettro a tutti i film online, incluse le produzioni professionali . Nel caso di Next New Networks , i contenuti sono realizzati da una comunità di filmaker in continua crescita e da grafici focalizzati esclusivamente sul Web. Bed Intruder Song e Glitter Puke sono i video targati Next New che hanno fatto registare il maggior numero di click sul Tubo (110 milioni) e che appartengono ad artisti estanei al mondo delle major.

Secondo Will Richmond, analista di video online per VideoNuze.com , il progetto del Tubo sarebbe la scommessa su un’alternativa, quella della produzione di contenuti indipendenti. “YouTube sta dicendo che i video online non riguardano solo Hollywood. Ma anche tutto l’universo indie” afferma Richmond.

La sfida della piattaforma si collocherebbe nel solco percorso da altri siti, come Hulu e Netflix, che presenterebbero, secondo gli esperti, una maggior varietà di contenuti. Inoltre, la scelta di concentrarsi su prodotti non amatoriali e attarre sempre maggior utenti e inserzionisti verso la propria programmazione assomiglierebbe al tentativo di BigG di accalappiare pubblico sul Tubo attraverso Google TV.

Per i diretti interessati, il ruolo che più interesserebbe ai dirigenti del portale è proprio quello produttivo : Mountain View ha esitato sulla possibilità di diventare creatore di contenuti, optando per la scelta di rafforzarsi attraverso artisti provenienti dall’esterno piuttosto che entrare in competizione con società i cui contenuti sono segnalati e ospitati dal Tubo.

Interrogato di recente sulla possibilità di acquisire società di produzione audiovisiva per Web, Eric E. Schmidt, CEO di BigG, ha così risposto: “Mai dire mai. Stiamo cercando di non oltrepassare la linea”. A parere di Schmidt, l’esistenza di “piccole agenzie di produzione digitale” sarebbe ben vista anche perché, afferma il manager, “queste vedono YouTube come un canale di distribuzione perseguibile”.

Cristina Sciannamblo

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