1 gennaio 1970, la fine di iOS

Reimpostare la data allo scoccare dell'Epoca UNIX si rivela fatale su iPhone, iPad e iPod Touch con processore a 64-bit

Non ci sono particolari ragioni per impostare la data di un dispositivo iOS al 1 gennaio del 1970, se non quella di rendere inservibile il terminale.

A illustrare il bug, apparentemente scoperto da uno sviluppatore cinese sulla beta 3 di iOS 9.3 e confermato da pochi temerari, è Zach Straley, con un video su YouTube: disattivando l’aggiornamento automatico della data e dell’ora, reimpostando la data al 1 gennaio 1970 scorrendo laboriosamente il calendario, il dispositivo, una volta riavviato, si bloccherà sulla schermata di accensione.
Collegare il dispositivo ad un PC per procedere al ripristino si rivela un tentativo vano: l’unica soluzione, a meno che lunghe attese o una sostituzione della SIM non risolvano il problema, sembra rivolgersi all’assistenza per chiedere una sostituzione che, si mormora , Apple avrebbe già accordato.

Il bug coinvolge iPhone, iPad, iPod Touch con processore a 64-bit, vale a dire A7, A8, A8X, A9 e A9X, indipendentemente dalla versione del sistema operativo. C’è chi suggerisce che il problema sia correlato alla gestione dello scorrere del tempo nei sistemi Unix-like, che assume come punto di riferimento la mezzanotte del primo di gennaio 1970.

Per tenersi al sicuro all’utente potrebbe non bastare evitare di cimentarsi con il cambio di data: il bug potrebbe rivelarsi pericoloso nel momento in cui la data venisse sincronizzata attraverso server NTP appositamente compromessi.
Apple ha riferito di essere al lavoro per risolvere il problema.

Gaia Bottà

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