5G: gli USA finanziano i concorrenti di Huawei?

Voci di corridoio vorrebbero l'amministrazione Trump intenzionata a finanziare l'attività di Ericsson, Nokia e altri potenziali concorrenti di Huawei.
Voci di corridoio vorrebbero l'amministrazione Trump intenzionata a finanziare l'attività di Ericsson, Nokia e altri potenziali concorrenti di Huawei.

Il braccio di ferro tra Stati Uniti e Cina passa anche dalla messa al bando di realtà provenienti dal colosso asiatico, ufficialmente per ragioni legati alla sicurezza nazionale. Huawei è tra le aziende colpite dal ban. Ora pare che l’amministrazione Trump abbia intenzione di finanziare l’attività di alcuni suoi concorrenti in modo da poter contare su altri fornitori per la realizzazione dei network mobile da destinare al territorio USA.

USA: Ericsson e Nokia per mettere al bando Huawei?

Un report comparso oggi sulle pagine del Financial Times cita in modo diretto la svedese Ericsson e la finlandese Nokia, anch’esse operanti nell’ambito delle reti 5G con la progettazione di apparecchiature per l’allestimento delle reti. Più nel dettaglio, da Washington potrebbero essere stanziati fondi attraverso i quali le due società sarebbero in grado di agevolare l’acquisto delle infrastrutture da parte dei clienti (principalmente le telco), sottraendo così una quota di market share a Huawei, ancora oggi il leader del settore nonostante le difficoltà fin qui incontrate.

Un’altra ipotesi al vaglio è quella di sostenere economicamente realtà statunitensi affinché possano realizzare e commercializzare direttamente le antenne e tutto ciò che serve per la messa in opera dei network, in particolar modo quelli da installare nelle aree rurali del territorio americano. Sembra che Oracle e Cisco siano già state interpellate per valutare una prospettiva di questo tipo, rispondendo però in modo negativo per via della gravosità dell’impegno e degli investimenti necessari.

C’è poi chi spinge nella direzione di supportare lo sviluppo di soluzioni software come quella proposta dall’azienda Altiostar del Massachusetts, in grado di far funzionare apparecchiature prodotte da diverse aziende all’interno dello stesso network mobile. In questo modo gli operatori USA potrebbero acquistare le componenti da fornitori diversi, riducendo almeno in parte la dipendenza esclusiva da Huawei.

Ad ogni modo, il colosso di Shenzhen non sembra preoccuparsi troppo delle manovre di Washington, puntando dritto verso il proprio futuro, come confermato di recente con le prime dichiarazioni ufficiali a proposito della tecnologia 6G, già messa in cantiere. Dopotutto, solo poco più di un mese fa il CEO Ren Zhengfei ha ribadito che la sua creatura conquisterà il mondo.

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