Tanta, troppa acqua per i data center

Tanta, troppa acqua per i data center

Microsoft e gli altri giganti dell'AI aumenteranno drasticamente il consumo di acqua nei data center: un problema che ci colpirà tutti.
Tanta, troppa acqua per i data center
Microsoft e gli altri giganti dell'AI aumenteranno drasticamente il consumo di acqua nei data center: un problema che ci colpirà tutti.

L’acqua è essenziale per la vita, così scriveva Brad Smith in un suo intervento del 2020, promettendo di ridurre l’impatto dell’attività di Microsoft e dei suoi data center entro un decennio. Un post invecchiato malissimo. Ora l’azienda prevede di aumentare l’utilizzo annuo fino a 28 miliardi di litri nel 2030.

L’enorme sete di cloud e data center

Per capire l’entità dell’incremento si pensi che nel 2020 si attestava a 7,9 miliardi di litri e nel 2024 a 10,4 miliardi di litri. Le cifre sono quelle riportate dal New York Times che ha visionato documenti interni redatti lo scorso anno. Dopo essere stata contattata per un chiarimento, la società ha affermato di aver rivisto la previsione al ribasso, fino a raggiungere i 18 miliardi di litri nel 2030, grazie all’impiego di tecnologie avanzate e miglioramenti nel design dell’infrastruttura. È comunque tanto, troppo: +150% rispetto al 2020.

I server dell’intelligenza artificiale hanno bisogno di acqua per poter operare 24/7, gestendo una potenza di calcolo sempre più elevata. E a volte sono localizzati in aree dove già scarseggia, con le popolazioni che faticano a reperire risorse idriche. La testata fa l’esempio dei dintorni di Giacarta, in Indonesia, dove una zona abitata è alle prese con il prosciugamento delle falde a cui avrebbe contribuito proprio il dirottamento verso i data center. Vale anche per Phoenix, negli Stati Uniti, da lungo tempo alle prese con la siccità. Questa la dichiarazione attribuita a Melanie Nakagawa, Chief Sustainability Officer.

Restiamo impegnati a ridurre la quantità di acqua che utilizziamo, a ricostituire le fonti idriche e siamo costantemente alla ricerca di opportunità per fare di più.

Il problema dell’acqua nell’era dell’AI

Naturalmente, Microsoft è solo una parte del problema. Lo stesso discorso si può applicare a OpenAI, Google e a tutti gli altri giganti AI alle prese con il potenziamento dell’infrastruttura cloud a cui delegare la gestione di servizi come ChatGPT e Gemini.

A lungo si è discusso dell’impatto generato dall’attività dei colossi online in termini di consumo energetico, ma ora che molti hanno messo in campo progetti legati alla sostenibilità su questo fronte, è tempo di porre l’attenzione su quello idrico.

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Pubblicato il
28 gen 2026
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