Acquisti con il cellulare? Basta la parola

Grazie a Voice Pay è possibile effettuare ogni tipo di acquisto, online e offline, semplicemente affidandosi all'autenticazione vocale. Ma occorre attendere che il network di merchant debba ancora svilupparsi

Roma – Dopo il pagamento a babbo morto e sulla parola, ecco quello a “riconoscimento vocale”. Si chiama Voice Pay e, pur basandosi su una sorta di promessa telefonica, rappresenta a tutti gli effetti l’avanguardia del mobile payment . Questo grazie all’utilizzo di tecnologie biometriche di analisi della voce e soluzioni avanzate di autenticazione.

Nick Ogden, già fondatore del progetto World Pay , è la mente ispiratrice dell’iniziativa che a suo dire “faciliterà gli acquisti online e mobili, riducendo anche i rischi di frode”. Come riporta l’approfondito special pubblicato da Technology Review , Voice Pay sembrerebbe nascondere potenzialità notevolissime. “L’autenticazione vocale è la strada da percorrere, perché il mondo è sempre più in movimento da quando l’hardware è diventato privo di tastiere”, ha sottolineato Odgen, convinto evidentemente che il concetto di tastiera sia già oggi superato.

Ma il successo di un servizio di questo genere è legato a doppio filo con la sua usabilità e accessibilità. Voice Pay, non a caso, sembra averci lavorato su. La creazione del proprio account avviene tramite una chiamata via cellulare, fornendo user name , password e dati della propria carta di credito. Dopodiché il sistema procede con la registrazione di vari campioni della voce dell’utente. Nello specifico, si tratta di ripetere una serie di codici generati in modalità random . “Bastano cinque minuti e poi si è pronti per l’acquisto”, ha aggiunto Odgen.

Una volta completata la procedura di registrazione, il sistema centrale di Voice Pay dispone dei dati identificativi dell’utente e di un’impronta vocale correlata. A questo punto è sufficiente accedere ai siti e-commerce aderenti al network e individuare i prodotti di interesse. Cliccando poi sull’icona Voice Pay, su quei siti viene richiesto il proprio user name e password. Una volta “loggati”, il sistema centrale effettua una chiamata al cellulare dell’utente per avviare la processo di riconoscimento della voce. In questo caso vengono generati due codici random da quattro cifre ciascuno. Se l’autenticazione va a buon fine un ulteriore “sì” permette di procedere con l’acquisto.

L’ulteriore peculiarità di questo servizio è che è possibile acquistare beni anche se questi sono pubblicizzati su riviste o quotidiani: è sufficiente la presenza del numero telefonico di Voice Pay e del codice identificativo del prodotto. Insomma, a grandi linee la stessa soluzione commerciale – esclusa l’autenticazione vocale ovviamente – utilizzata da ShopText .

La tecnologia biometrica che permette l’autenticazione della voce è stata sviluppata dalla Voice Vault , azienda irlandese specializzata nel settore. Il software specifico è capace di analizzare 117 parametri vocali per dar vita ad un profilo univoco – una sorta di impronta. “Il profilo è indipendente da cosa la persona dice o dai suoni di sottofondo”, ha spiegato Vance Harris, CTO di Voice Vault.

Sebbene numerosi istituti bancari si stiano orientando verso sistemi di autenticazione a doppio canale, come ad esempio Web e telefono, il riconoscimento vocale deve ancora dimostrare sul campo la sua efficienza. “Gli esperimenti con altri numerosi sistemi, negli ultimi 20 anni, hanno dimostrato che le impronte vocali non sono abbastanza sicure per questo tipo di operazioni. Sia che venga settata una soglia che permetta a tutti di accedere – frodatori compresi – sia che ne venga settata una più restrittiva”, ha dichiarato Ross Anderson, docente di security engineering della Cambridge University.

Dopo circa un mese di disponibilità del servizio, gli utenti iscritti hanno già raggiunto le 120 mila unità, segno del notevole appeal del servizio. Ora si attendono siti di e-commerce disponibili a implementarlo.

Dario d’Elia

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  • di paola guido scrive:
    diritti connessi e SIAE
    sono titolare di un bad&breakfast, con sei camere munite di televisore, vorrei sapere se per operare nel rispetto delle leggi in materia bisogna pagare i diritti connessi alla SCF e contestualmente alla SIAE per il diritto d'autore, oltre il canone alla RAI.
  • salvatore correnti scrive:
    sgf
    mi chiamo correnti salvatore, e sono titolare di un piccolo bar a palermo.da più di un anno, sono tartassato da lettere e telefonate da parte della scf, dove mi chiedono una tassa per la diffusione di musica nel mio locale. Gliò sempre spiegato, che nel mio locale non viè è non viè mai stato nessun impianto che diffonda musica.E che nessuno mai è venuto per conto della scf a verificare quanto da mè sostenuto.ringrazio se qualcuno mi può dare un consiglio come mi debbo compotare distinti saluti
  • orazio rizzo scrive:
    pagamento SCF
    Per chi ascolta solo la radio e paga l'abbonamento radio alla rai deve pagare ugualmente l'SCF? I diritti d'autore inquestocaso non li paga gia l'emittente radio?
  • volaivano scrive:
    Molto ambigua la cosa
    Adesso comuncio anche io a chiedere i soldi ehehehe, dunque, dunque vediamo un pò! Io sono colui che crea i cd (non è vero dico per scherzo) siccome che i cd li creo io e se non ci fossero queste aziende a creare i cd, come farebbero poi a registrare le opere? Dimenticavo mio cugino (non è vero) fa il camionista e ogni settimana consegna i cd alle case discografiche, se tutti gli autisti non consegnano più i cd come fanno le case incidere i cd? Quanto potrei chiedere a cd? Questa è si o no un lavoro tecnico come fanno le case discografiche in quanto non sono loro che hanno scritto l'opera ma sono solo colui che la lavorano, perchè il mio lavoro di creare i cd non è forse più importante di quello di incidere? La creazione dei cd è un'opera come quella di incidere, è sempre un lavoro! Perchè consegnare i cd non è forse un lavoro? Vogliamo discriminare i camionisti forse? Se le aziende non creano i cd come fanno a incidere la musica? Vogliamo forse dire che il lavoro di incisione è più importante di quello di crearli? Va bene, io non creo più i cd e vogliamo vedere dove incidono la musica. La scf è una tassa creata solo per spillare i soldi, mi meraviglio che non ci sia nessuno in parlamento che non capisce che questa è una legge fregasoldi, e poi non vi lamentate se non vendete i dischi, siete voi della SIAE e SCF che ci spingete a scaricarla dalla rete piuttosto che pagare un giusto compenso (come dite voi) ma questo è un giusto compenso o è una solita legge all'Italiana che serve solo a fare cassa?
  • anna scrive:
    Italianata
    Ciao a tutti sono una parrucchiera di Ferrara e sono preoccupata per una fattura della SCF di 122,35 arrivata in gennaio 20010 . A novembre 2009 o avuto visita di una signorina che esibendomi il tesserino con tanto di foto si presentava come resposabile per visionare il mio negozio per vedere se diffondevo musica nel mio locale di 30 mq.La radio era spenta ed i CD non ne ho neanche uno in giro . Io pago da sempre il canone Rai radio ed ero tranquilla , poi questa lettera ambigua , cosa devo fare ? visto che la lettera con fattura dice che in caso di mancato pagamento entro 30 giorni saranno costretti ad attivare le procedure di recupero coattivo del credito , con ulteriori aggravi di costi . ITALIA DOVE SEIII TUTELACIIII. Anna
  • sovi scrive:
    Re: Tassa SCF
    se utilizzi la rsdio non devi pagare, pagano gia' le emittenti ,scf riguarda fonogrammi incisi su cd,ecc. la legge a riguardo e' chiara vai a vederla , anchio faccio il parrucchiere , ciao .
  • paolo paolo scrive:
    Re: Tassa SCF
    La differenza tra il diritto di autore e diritti connessi e che i primi sono diritti in esclusiva a cui occorre chiedere una autorizzazione preventiva agli autori, per il tramite della SIAE e corrispondere i diritti agli autori, l'ente che intermedia i diritti di autore è un'unico ente pubblico in ITALIA che chiamasi SIAE a cui è affidato il repertorio musicale sia Italiano che mondiale, per effetto di accordi di reciprocità.I diritti connessi sono gestiti da diverse associazioni private fra cui SCF, AFI, AUDIOCOOP ecc. sono diritti minori che spettono ai fonografici non soggetti ad autorizzazione preventiva, ma si dovrà corrispondere tali diritti a loro, qualora si facciano uso le loro etichette per i produtori che ne abbiano affidato tutela.Pertanto dovrai verificare se le case discografiche che vengono gestite dalla SCF rientrano in quelle che tu riproduci, e che loro hanno diritto a pretendere tali diritti, oppure potrebbero essere appartenenti ad altre Associazioni quali AFI o AUDIOCOOP.Tieni presente che dall'anno prossimo la SIAE è stata incaricata a riscuotere per conto dell'AFI i diritti connessi.Tieni presente pure che le Associazioni non sono incaricate per legge a svolgere controlli di vigilanza e di accertamento, nel tuo negozio, gli unici Enti previsti dalla Legge (art. 182bis L.633/41) che possono fare tali vigilanze e accertamento delle sanzioni sono affidate alla esclusiva competenza della SIAE e all'Autorità per le garanzie nelle Telecomunicazioni, in generale sia per i diritti di autore che per i diritti connessi.
  • CARMELO MASSAFRA scrive:
    SCF
    NN PUO' LO STATO NN ACCORGESENE CHE CI SONO PERSONE COME QUELLI DELLA SCF CHE RUBANO SOLDI .
  • paola de pretis scrive:
    siae, ladri 2 volte
    perchè devo pagare profumatamente cd originali se poi per ascoltarli nel mio locale devo ripagarli (diritti siae)? e chissà quante volte li ripago dato che ogni volta che lo faccio ascoltare ai miei clienti devo dirlo alla siae e ripagare una seconda epoi una terza epoi una quarta e poi ....e poi....per sempre.Allora mi permettano di usare nel mio locale mp3!io propongo: o cd pirata e pago ogni volta che l'ascolto la siae, o cd originali e la pago 1 sola volta, andando a punzonare il cd in qualche modo. che ne pensate?
  • Giovanni Gatto scrive:
    richiesta informazione
    mail:giovannigatto@realtygroup.itbuona sera, mi chiamo Giovanni Gatto, scrivo perchè spero che qualcuno mi aiuti a sviscerare una questione: ho elaborato un sito immobiliare, mi piacerebbe inserire e per solo ca. 2' un brano dei simply red, questo brano andrebbe inserito solo nell'home page, chi mi dice devi pagare la siae e la scf, chi mi dice no, solo la siae si paga, mi sono collegato al sito siae e mi si dice che devo contattare la casa discografica, ci sto ancora provando ma nessuna risposta, mi potreste aiutare per favore? grazie G. Gatto
    • andrea menini scrive:
      Re: richiesta informazione
      Buona sera, poichè trattasi di pubblica utilizzazione di repertorio musicale, la SIAE, per quanto riguarda i diritti d'autore, ai sensi dell'art.180 della L.633/41 è l'unico ente che può autorizzare all'utilizzo, al riguardo segnalo il link del sito ufficiale della SIAE che spiega cosa fare: http://www.siae.it/UtilizzaOpere.asp?link_page=Multimedialita_DirittoDAutoreEWeb.htm&open_menu=yes
  • MARCO RENZETTI scrive:
    SCF SIAE
    SE UN SOGGETTO LEGGASI ATTIVITA ALBERGHIERA GIA PAGA L'ABBONAMENTO ALLA TV, PAGA LA SIAE (SE NON SBAGLIO SONO I DIRITTI D'AUTORE) PERCHE DOVREBBE PAGARE UNA SECONDA VOLTA I DIRITTI DI AUTORE ALLA SCF. COSA CHE PENSO SIA ABBASTANZA SCORRETTA DA PARTE DEL LEGISLATORE SE COSI E.CORDIALI SALUTIMARCO RENZETTI
    • ROBERTO COMITO scrive:
      Re: SCF SIAE
      SONO UN PARRUCCHIRE DI TORINO HO RICEVUTO UNA VISITA A NOVEMBRE 2008 DA UNA PERSONA SENZA ESIBIRMI NESSUN TESSERINO SI E QUALIFICATO COME AGENTE SCF RILASCIANDOMI UN VERBALE DI ACCERTAMENTO DOVE DICEVA CHE AVREI DOVUTO PAGARE QUESTA ENNESIMA TASSA !!!!!!!!!!!!!!!!!! PREMETTO CHE SONO MOLTO COMBATTUTO NEL PAGARLA !!!!!!!!!!HO CHIAMATO LA MIA ASSOCIAZIONE DI CATEGORIA IL QUALE MI HA CONSIGLIATO DI ASPETTARE A PAGARE HELP CHE NE DITE ??????????????
      • ROBERTO scrive:
        Re: SCF SIAE

        SONO UN PARRUCCHIRE DI TORINO HO RICEVUTO UNA
        VISITA A NOVEMBRE 2008 DA UNA PERSONA SENZA
        ESIBIRMI NESSUN TESSERINO SI E QUALIFICATO COME
        AGENTE SCF RILASCIANDOMI UN VERBALE DI
        ACCERTAMENTO DOVE DICEVA CHE AVREI DOVUTO PAGARE
        QUESTA ENNESIMA TASSA !!!!!!!!!!!!!!!!!! PREMETTO
        CHE SONO MOLTO COMBATTUTO NEL PAGARLA
        !!!!!!!!!!HO CHIAMATO LA MIA ASSOCIAZIONE DI
        CATEGORIA IL QUALE MI HA CONSIGLIATO DI ASPETTARE
        A PAGARE HELP CHE NE DITE
        ??????????????
      • legale scrive:
        Re: SCF SIAE
        La legge 633/41 integrata con più interventi legislativi, prevede all'art. 73 e 73bis che oltre ai diritti agli autori, anche i diritti connessi, agli interpetri ed ai produttori ecc.I Diritti connessi sono diritti minori, rispetto al diritto di autore, con la differenza che il diritto di autore è affidato dalla legge, all'intermediazione di un ente pubblico che si chiama SIAE, i cui ispettori sono pubblici ufficiali a cui la Legge gli riconosce dei poteri pubblici in esclusiva insieme all'Autorità per le Garanzie nelle telecomunicazioni, con poteri di vigilanza e di accertamento sia dei diritti di autore che dei diritti connessi, (vedasi art. 182bis L.633/41).La SCF è un consorzio, di natura privata per la quale la legge sul diritto di autore non la riconosce, ma alla pari di qualsiasi associazione si prefigge dei scopi istituzionali privati, la SCF quella di garantire che i suoi iscritti (produttori) vengano riconosciuti i diritti di registrazione e di diffusione su cd,dvd ecc. al pubblico, che per legge sono dovuti tali diritti ai produttori.Altra differenza è quella che il diritto di autore, è soggetto a preventiva autorizzione degli autori per il tramite di un ente pubblico (SIAE), il diritto connesso è soggetto al solo compenso qualora se ne faccia utilizzo pubblico, effettuando il solo diritto, senza alcuna autorizzazione preventiva.Altra differenza è quella che il diritto di autore è maggiormente tutelata, in quanto gli autori (eccetto i soli autori iscritti creative commons), per via degli accordi di reciprocità esistenti con la SIAE e tutti gli Enti SIAE al mondo, la SCF tutela solo alcuni produttori, pertanto occorrerebbe verificare se all'interno del locale quali produttori vengono diffusi sui vari supporti, e se quindi sono diffusi siano di pertinenza della SCF o di altre associazioni.La confcommercio FIPE si è rifiutata di corrispondere tali diritti alla SCF, qualora vengono accertati i produttori a loro iscritti, in quanto il compenso è stato deciso unilaterlamente (vedasi sito: http://www.fipe.it/fipe/appoggio/notizia170708.htm_cvt.htm)Altra differenza sostanziale che l'ispettore SIAE ed Autorità Telecomunicazioni, ha pubblici poteri di acXXXXX ai negozi, l'ispettore SCF è un cittadino privato che acceda nei locali, alla pari di un cliente solo perchè è un esercizio aperto al pubblico, e pertanto l'ispettore SCF ha facoltà di chiedere ausilio all'Ispettore SIAE o dell'Autorità delle Telecomunicazione, o anche alle forze dell'ordine, per la compilazione di un proXXXXX verbale (atto pubblico) redatto da un pubblico ufficiale.L'ispettore SCF ha il diritto di compilare un verbale con effetti privati, solo qualora accerti esecuzioni di produttori a loro iscritti, il cui consorzio potrà ingiungere una richiesta del diritto dovuto qualora questo vengo contrattato con le Associazioni di categorie o in caso di disaccordo, da parte del Ministero dei Beni culturali.
  • elus scrive:
    la copla nn è la loro!!!
    LA COLPA NON è LA LORO MA DI KI GLI DA LA POSSIBILITA' DI OPERARE O PEGGIO LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA KE CI STIPULANO GLI ACCORDI...è UNA VERGOGNA!!!!LA FAVOLA ITALIANA
  • Davide De robertis scrive:
    Scf e Siae
    Lo sapete che centri commerciali e luoghi pubblici stanno incominciando a non trasmettere piu' musica sotto tutela Siae e Scf ma inedita!!! E in questo modo non pagano piu' neanche le tariffe Siae oltre alla stupida Gabella Scf????Meditate gente, chi troppo vuole nulla stringe,State Rovinando la musica che grazie alla diffusione in pubblico puo' emergere e vendere di piu'.....Meditate gente!!!.............
  • Andrea scrive:
    Che vuol dire ?
    Scusate, qualcuno mi spiega che vuol dire la seguente frase:- PubliVale non cede i file musicali ai clienti, ma si limita ad eseguire una cosiddetta copia tecnica dei fonogrammi regolarmente acquistati "con contestuale assolvimento dei diritti SIAE comprensivi anche della percentuale destinata al pagamento dei diritti connessi". - Esistono dei diritti da pagare in seguito all'operazione di copia che permettobno di regolarizzare la propria posizione ? E tali diritti sono una-tantum o devonoe ssere pagati per ogni copia ?A me il discroso non è molto chiaro....... a voi ?Ciao
  • fabio scrive:
    se ci fosse una legge
    se ci fosse una legge chiara magari regolarizzerebbe queste posizioniche so... un forfait per centro per lo sfruttamento della musica (che pagano già alla siae) in questi scopi diversiil problema è che la riscossione dei tributi sulla musica è vissuta dall'scf come una "punizione" infatti sono sempre pronti a correre alle vie di forza... invece di dialogare... di accordarsi...bah!ciaoFAbio
  • Giulia Pesaresi scrive:
    E la SIAE sta a guardare
    La cosa strana è che SIAE non si dia da fare come invece fa SCF per riscuotere il diritto connesso.SIAE sta lasciando campo aperto sul diritto connesso a SCF che, con una struttura snella (diversamente da se), sta chiudendo licenze a destra e manca (addirittura anche con la CEI).Che in un futuro cerchi di imitarla?(penso alla snellezza vedi "dimagrimento").Oppure, visto i risultati, che SCF cominci a riscuotere anche il diritto d'Autore al posto suo?A forza di "sparare" sulla SIAE mi sa che gli unici a "sparire" saranno gli Autori che vengono sempre messi nel calderone con gli Esecutori, i produttori, gli editori, i discografici, le major (il miuscolo non è casuale) ecc....
    • fabio scrive:
      Re: E la SIAE sta a guardare
      se ci mettono nel calderone festeggiamo...hi hi himagari ripartissero tra tutti invece che solo tra i soci...
    • Non authenticat scrive:
      Re: E la SIAE sta a guardare
      - Scritto da: Giulia Pesaresi
      La cosa strana è che SIAE non si dia da fare come
      invece fa SCF per riscuotere il diritto
      connesso.
      SIAE sta lasciando campo aperto sul diritto
      connesso a SCF che, con una struttura snella
      (diversamente da se), sta chiudendo licenze a
      destra e manca (addirittura anche con la
      CEI).
      Che in un futuro cerchi di imitarla?(penso alla
      snellezza vedi
      "dimagrimento").
      Oppure, visto i risultati, che SCF cominci a
      riscuotere anche il diritto d'Autore al posto
      suo?
      A forza di "sparare" sulla SIAE mi sa che gli
      unici a "sparire" saranno gli Autori che vengono
      sempre messi nel calderone con gli Esecutori, i
      produttori, gli editori, i discografici, le major
      (il miuscolo non è casuale)
      ecc....E cosa c'entra la siae con gli autori?http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E90082,00.htmlahh! ecco serve per truffarli!Se gli autori hanno la voglia di tutelarsi gli conviene farsi una SIA (senza la E) dato che per definizione gli "E" ditori sono in palese conflitto di interessi (sono la controparte) nelle trattative e nei contratti con l'autore stesso!La SIAE è un assurdo sarebbe come il venditore e il compratore facessero una società per tutelare i loro interessi "comuni".... (cioè quello che è tuo e mio e quello che è mio è mio)!Ma per favore smettiamola di dire baggianate!
      • Giuia Pes scrive:
        Re: E la SIAE sta a guardare
        Esatto, bisogna che gli Autori tornino ad essere al primo posto all'interno dell'ente.ps. il riferimento a REPORT sembra essere l'unica fonte di chi parla di SIAE e se pur interessante in molte parti presenta anche molte inesattezze in altre.
    • massimo scrive:
      Re: E la SIAE sta a guardare
      in realtà la riscossione dei diritti connessi non è di competenza della SIAE ma bensì dell'IMAIE
  • The_GEZ scrive:
    Il giudice non ha capito ...
    Ciao a Tutti ! la stessa tassa (quella già pagata da PubliVale in primis per l'acquisto di musica, ndr.) sarebbe pagata due volte, una delle quali senza causa". Ma è ESATTAMENTE QUESTO che vogliono i signori della SIAE !!!Anzi per loro sarebbe cosa buona giusta che queste GABELLE (non chiamiamole TASSE perchè non lo sono !) vadano pagate 10 - 100 - 1000 volte per la stessa cosa !... qui ci vorrebbe un bel "stay tuned" ... vogliamo mica che nel prossimo futuro non salti fuori qualche modifichina alla regolamentazione che colma questa GRAVE LACUNA NORMATIVA e permette alla SIAE di incassare senza che qualche giudice gli faccia notare che a tutto c'è un limite ?
  • Gianni Fasolo scrive:
    Tassa sui diritti d'autore
    Certamente che il problema sui diritti d'autore, si pone su tutta l'area europea, ma e' anche chiaro che una simile tassa venga discussa e portata a buon fine per tutti, dalla comunita' europea. E' un molloc che si deve adeguare alla avanzata sempre piu' precoce della tecnica e dell'eletttronica dell'informazione.Io proporrei che i diritti d'autore abbiano un termine di tempo a scadenza, come i brevetti, considerando questa musica o canzone una innovazione, che dopo un certo periodo viene a scadere il diritto, che nel tempo a fornito alle casse dei signori gestori una bella cifra.
  • Massimo Bolgan scrive:
    Anche le radio contro SCF
    Siamo anche noi radio locali impegnate a risolvere la grossa ambiguità su chi e come abbia diritto a riscuotere i diritti d'autore e connessi vari: le licenze SIAE in essere contemplano tutti i diritti, compresi duplicazione su vari supporti per uso lavorativo e in più è la SIAE è l'unico Ente ufficialmente nominato preposto dalla legge alla riscossione; la SCF è una società privata creata dai discografici senza nessun crisma di ufficialità legislarmente riconosciuta, che pretende dai terzi diritti che vengono già incassati da anni dalla SIAE: eventualmente dovrebbe rivolgersi a questa per richiedere le sue spettanze, se dovute, e non certo a chi paga già la licenza SIAE. Non si possono pagare più volte gli stessi diritti.
    • sempro scrive:
      Re: Anche le radio contro SCF
      sono d'accordo!! "le licenze SIAE in essere contemplano tutti i diritti, compresi duplicazione su vari supporti per uso lavorativo"
  • Albex scrive:
    Quel p. del mio vicino di casa..
    Un anno fa mi querelò perchè la sera ho il vizio di arrivare a casa col livello dello stereo in auto molto elevato.Negli argomenti della querela c'era appunto il disturbo alla quete pubblica, e non solo, lo str.. ha anche asserito che io stavo "Diffondendo pubblicamente fonogrammi coperti dal diritto di autore, senza averne previa richiesta l'autorizzazione ai detentori dei diritti"Fortunatamente tutto finì in un risarcimento da parte sua delle mie spese legali e dei danni morali, con cui mi sono fatto una vacanzina, per "insufficienza di prove"...però se le avesse avute... ora bisogna pure avere paura di fare i tamarri in auto per sto diritto d'autore ?
    • apertuscus scrive:
      Re: Quel p. del mio vicino di casa..
      beh, magari una legge contro i tamarri non sarebbe male :)
      • Pino La Lavatrice scrive:
        Re: Quel p. del mio vicino di casa..
        - Scritto da: apertuscus
        beh, magari una legge contro i tamarri non
        sarebbe male
        :)OT: Ehi, sbaglio o quello che si vede nel tuo avatar è Don Zauker, che sta dicendo "non fare lo stronzolo!"? :D
      • Dark Avatar scrive:
        Re: Quel p. del mio vicino di casa..
        - Scritto da: apertuscus
        beh, magari una legge contro i tamarri non
        sarebbe male
        :)Si una bella legge contro i tamarri che disturbano chi al mattino deve andare a lavorare con la loro autoradio a palla strasbattendosene di quello che è l'educazione ed il senso civico.
    • gallico scrive:
      Re: Quel p. del mio vicino di casa..
      Immagino che la 'p' puntata del vicino di casa stia per "poveretto": oltre a dover sopportare la musica ad alto volume di un gran cafone, il giudice gli ha pure dato torto!!Evviva la giustizia italiana... comunque alla maleducazione non c'è rimedio, oltre a rompere le scatole agli altri cìè pure l'arroganza di insultarli!!complimenti!!
      • Non authenticat scrive:
        Re: Quel p. del mio vicino di casa..
        - Scritto da: gallico
        Immagino che la 'p' puntata del vicino di casa
        stia per "poveretto": oltre a dover sopportare la
        musica ad alto volume di un gran cafone, il
        giudice gli ha pure dato
        torto!!

        Evviva la giustizia italiana... comunque alla
        maleducazione non c'è rimedio, oltre a rompere le
        scatole agli altri cìè pure l'arroganza di
        insultarli!!
        complimenti!!La maleducazione può essere senzaltro fastidiosa ma non è reato il giudice non poteva che dargli torto!Se tutti i maleducati dovessero andare in galera vivremmo in città semideserte!Ad ogni buon conto (e tanto per dare a ciascuno il suo) non definirei "bene educato" uno che si rivolge alla magistratura perchè gli da fastidio il "tamarro". L'intolleranza non si accompagna praticamente mai con la buona educazione!Mi sa che lì i maleducati fossero almeno due!Io ad esempio ho un vicino che si è lamentato con me perchè parcheggiavo (nel parcheggio del condominio di ambedue) la mia macchina (entro il mio posto macchina) "troppo vicino" alla striscia che delimita il mio posto macchina...E perchè?..Perchè questo lo "costringe" a fare una manovra in più... perchè fa una manovra in più mi dirai tu?Semplice... perchè lui nel suo posto macchina ce ne fa entrare 2 (o se credi 1 e mezza... la seconda è una "smart")...N.B. il regolamento del condominio parla chiaro... un posto=una macchina!... e i posti macchina sono effettivamente piuttosto "larghi"... lo spazio (per una macchina) è piuttosto abbondante!Nonostante questo lui si sente libero di suonare il mio campanello ogni qualvolta lo ritiene per lamentarsi che la mia macchina è "troppo vicina" alla riga del MIO posto macchina!Solo perchè una volta per fargli una cortesia gli spostai la mia macchina!Ora lui crede che questo sia una sorta di "diritto acquisito" e mi ha dato del maleducato perchè una volta (ero ...ahem.. " sotto la doccia") gli ho detto che non potevo scendere....Molto spesso i maleducati sono proprio i primi a dare del maleducato agli altri... perchè "interpretano" la cortesia a senso unico, il loro naturalmente!
    • ottomano scrive:
      Re: Quel p. del mio vicino di casa..
      E' quello che farò con un paio di tamarri che parcheggiano di notte sotto casa mia.Questa notte sono arrivati alle 2.00 con lo stereo al massimo, svegliandomi nel pieno del sonno.Alla prossima caz..ta li prendo a fiondate sul lunotto...bye
      • Stargazer scrive:
        Re: Quel p. del mio vicino di casa..
        E se trovi però il figlio di papa (altamente probabile i nquesti casi) ti denucua lui
    • Mandrake scrive:
      Re: Quel p. del mio vicino di casa..
      Geniale... a dir poco geniale...Il bello è che credi pure di aver ragione... Se vuoi un consiglio evita di pavoneggiarti della tua vittoria legale... solo un'imbecille della tua risma potrebbe darti ragione...
    • amedeo scrive:
      Re: Quel p. del mio vicino di casa..
      Forse piu' che avere paura della siae dovresti avere il buon senso e l'educazione per rispettare il prossimo
    • none scrive:
      Re: Quel p. del mio vicino di casa..
      Mai querelare i tamarri con lo stereo alto. Gli si tagliano le ruote della macchina e vai.
      • Non authenticat scrive:
        Re: Quel p. del mio vicino di casa..
        - Scritto da: none
        Mai querelare i tamarri con lo stereo alto. Gli
        si tagliano le ruote della macchina e
        vai.Bravo! questa si che è una "lezione" di buona educazione!
      • ExTrEmE scrive:
        Re: Quel p. del mio vicino di casa..
        [OT]Ma bravi.. complimentoni.. un applausa a tutti voi.Solitamente in un paese civile si usano le parole e non le ritorsioni.Ecco gli scenari..Arrivo con lo stereo alto (magari non ci penso nemmeno che ho il volume alto) alle 2 di notte.Ed ecco come si puo' evolvere.a) Il disturbato chiede l'indomani al disturbatore di fare attenzione la prossima volta con il volume, perchè da fastidio. Se si è di fronte ad una persona civile che non ha volontariamente disturbato, la volta successiva farà attenzione.b) il disturbato aggredisce verbalmente il disturbatore minacciando questo e quell'altro. Siamo animali anche noi, e se aggrediti ci difendiamo rispondendo con la stessa moneta. La volta successiva il volume sarà doppio.c) il disturbato danneggia il veicolo (che magari è stato acquistato con il sudore, come accade per quasi tutti) del disturbatore; il disturbatore si inca*za come una bestia (se il disturbo non era volontario le cose non vengono certo collegate). Il disturbo verrà reiterato, ma il disturbatore sarà più accorto verso il veicolo e pesca in flagrante il danneggiatore:c1) il danneggiatore è fortunato, viene solo ripreso e fotografato e poi denuciatoc2) il danneggiatore è abbastanza fortunato, la ritorsione non sarà fisica ma finirà di vivere tranquilloc3) il danneggiatore è meno fortunato. Il danneggiatore diventa una bestia e lo riempie di calci sulle gengive.Alla luce di tutto cio', vi sembrerebbe più utile usare la tattica A?Perchè attenzione, non si sa mai come reagisce l'altra parte.Io sarei apertissimo alla tecnica A se fossi il disturbatore. Ma mi trovassi nella situazione C.. passo a c3 diretto senza passare dal via.Quindi attivate il cervello prima di parlare.
        • Dark Avatar scrive:
          Re: Quel p. del mio vicino di casa..
          Benissimo:Hai detto che la tecnica A funziona se il disturbatore è una persona civileHai detto anche che tu trovandoti nel caso C passeresti al C3 (calci nelle gengive) e pure "senza passare dal via". Ne deduco che tendi a farti giustizia da solo, quindi non sei una persona civile, sei lo stesso genere di persona che trovandosi nella situazione A (disturbato) passarebbe direttamente alla C (danneggiamento).Morale della storia:Complimenti !!!
    • Enjoy with Us scrive:
      Re: Quel p. del mio vicino di casa..
      Per i diritti d'autore no, ma come rompicoglione della pubblica quiete si.Se ti piace tanto la musica a tutto volume comprati un paio di cuffie è assordatici, ma non rompere le scatole al prossimo tuo.
  • Nilok scrive:
    Ultimi rantoli di un moribondo.
    Ave.La SIAE ha cominciato a "collassare" da lungo tempo e questi avvenimenti dimostrano che si avvicina sempre più il decesso di questo Ente che SFRUTTA gli Artisti e contribuisce LARGAMENTE alla distruzione della qualità artistica.Infatti, per la SIAE, l'unica cosa che conta sono i SOLDI; poco importa se un Artista è BRAVO, importa se fa o fa fare soldi.Del resto è facile rendersi conto di quanto, ultimamente, la qualità artistica sia degenerata.Le Majors, spalleggiate da questi Enti Nazionali e da quelli Internazionali, cercano di venderci qualunque schifezza purchè sia per loro "una macchina da soldi".Ho più volte espresso il mio punto di vista sul Diritto d'Autore e mi convinco sempre più che, per quanto riguarda l'Italia, sarebbe necessario un Referendum Abrogativo sull'attuale Legge Urbani, mentre a livello Planetario sarebbe necessario "ricompilare" il concetto di "Diritto d'Autore" e renderlo più consono alla realtà che stiamo vivendo.A presto.Nilokhttp://informati.blog.tiscali.it/
  • Guybrush scrive:
    Halleluja
    Forse, stavolta qualcosa si muove.Forse no, ma compare un'altra crepa sul carrozzone del diritto d'autore.A furia di picconare qualcosa dovra' pur cedere, no?GT
    • The_GEZ scrive:
      Re: Halleluja
      Ciao Guybrush !
      A furia di picconare qualcosa dovra' pur cedere,
      no?hmmmm ....Guarda la Francia, li di picconate ne sono state tirate ma questi signori del magna-magna hanno abbondanti scorte di stucco e cemento (della migliore qualità, quella che sui sacchetti ha questo simbolo "$$$") con cui tappare qualsiasi falla ...
  • farbadagh scrive:
    scontro di titani
    evviva! :)
  • ... scrive:
    Visto che la tassa è stata versata
    La copia tecnica dei fonogrammi vale anche con l'equo compenso ?
    • Morpheus255 scrive:
      Re: Visto che la tassa è stata versata
      bisognerà leggere cosa intendeva il gip con quel passaggio. La copia tecnica non esiste sulla normativa, qualcosa di simile è la copia per uso tecnico ma è prevista per le radio/tv e non coinvolge il fonogramma commerciale. E' una buona cosa che il gip l'abbia allargata anche in questo caso oppure è una lettura personale della cosiddetta copia privata.Fare copie ad uso tecnico comunque è cosa che è garantita e prevista sulle licenze rilasciate dala siae, ed anche in questo caso "l''originale" del produttore non c'entra nulla perché ha un altro uso e non può generare quel tipo di derivati.Non è l'equo compenso che si può richiamare in questo caso, lui sta sui supporti vergini ed altro
    • Nicola scrive:
      Re: Visto che la tassa è stata versata
      In questo caso la tassa veniva pagata al momento dell'acquisto dei fonogrammi a Siae e al momento della duplicazione a SCF per avere il diritto di eseguire copie tecniche.I diritti SIAE per la diffusione devono essere versati dai centri commerciali in base a una serie di parametri (numero di diffusori, dimensione, eccordi particolari) e non da chi gli fornisce gli strumenti tecnici.SIAE pretendeva che i diritti fossero pagate per la terza volta.... e vi risparmio le minacce che SIAE e SCF hanno messo in atto per ottenere dati sui suoi clienti da questa società.
      • Morpheus255 scrive:
        Re: Visto che la tassa è stata versata
        Non ho ben capito come la pensi Nicola ma la SCF non ha alcun diritto sulle cosiddetto copie tecniche, che in senso stretto non esistono.I produttori possono chiedere ed autorizzare copie che derivano dal loro diritto di riproduzione, copie cioè che sono destinate alla generica distribuzione (per questo i produttori esistono non per altro). Le copie tecniche sono autorizzate dalla SIAE perché è solo la SIAE che può fare questo per mandato degli autori tutelati, quelle copie non solo non hanno bisogno di bollino ma non essendo "copie" del produttore fonografico non rispondono nemmeno per quanto attiene il cosiddetto diritto connesso articolo 73 che prevede, nel suo dispiegarsi, l'uso diretto del fonogramma del produttore. La copia tecnica non è questo come è ovvio.A questo, a mio parere, sono serviti questi ehm... contratti venduti come obbligatori per "diffondere musica" in pubblico e proposti a chiunque da SCF. Mettiamola giù così, la tecnologia ha spiazzato e tolto introiti ai produttori che invece di essere tradotti in risparmio per l'utente hanno generato quei contratti grazie alla cattiva informazone o meglio, all'assenza di informazione che la SIAE dovrebbe garantire. Provocazione per provocazione, poi (ma mica tanto provate a pensarci un po' su) un esercizio commerciale (che è differente dal pubblico esercizio, attenzione) non è detto che debba pagare la stessa SIAE perché i locali del EC sono destinati alla vendita e non al trattenimento di pubblico come accade invece nei PE.Per il resto sono d'accordo con teMassimo-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 27 giugno 2007 11.33----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 27 giugno 2007 11.40-----------------------------------------------------------
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