Come è noto, Apple vuole acquistare chip di memoria dalle aziende cinesi per ridurre i costi. Avrebbe quindi avviato un’attività di lobbying per ottenere l’approvazione dall’amministrazione Trump. Micron Technology si oppone fermamente a questa eventualità, in quanto ci sarebbero gravi conseguenze per il mercato statunitense. Intanto, CXMT è diventata l’azienda cinese con la maggiore capitalizzazione.
Scontro Apple-Micron sulle memorie cinesi
Il CEO Tim Cook e altri dirigenti di Apple hanno presentato a Donald Trump e altri funzionari, tra cui il Segretario del Commercio Howard Lutnick e il Segretario del Tesoro Scott Bessent, un piano per utilizzare chip di memoria delle aziende cinesi ChangXin Memory Technologies (CXMT) e Yangtze Memory Technologies (YMTC) nei prodotti venduti al di fuori degli Stati Uniti.
Apple ha finora cercato di assorbire l’incremento dei costi per DRAM e NAND flash, ma recentemente ha annunciato rincari inevitabili per Mac e iPad (gli aumenti per smartphone arriveranno quasi certamente con la serie iPhone 18). Cerca quindi alternative più economiche. CXMT e YMTC sono però incluse nella blacklist del Pentagono (elenco 1260H), mentre YMTC è inclusa anche nella Entity List del Dipartimento del Commercio.
L’azienda di Cupertino deve chiedere una licenza per avere rapporti commerciali con YMTC. Non è necessaria per acquistare chip da CXMT, ma vuole ugualmente ottenere un via libera ufficiale. Per questo avrebbe avviato le attività di lobbiyng. Secondo i dirigenti di Micron Technology, unica azienda statunitense che può competere con Samsung e SK hinyx, l’acquisto di chip dalle aziende cinesi potrebbe distruggere l’industria locale.
Alcuni politici hanno avvertito il governo che ogni acquisto di chip sarebbe un sussidio all’Esercito Popolare di Liberazione, in quanto le aziende cinesi collaborano con i militari. I dirigenti di Micron affermano che l’attuale problema di approvvigionamento può essere risolto velocizzando la costruzione di nuove fabbriche. Apple sostiene invece che Micron pensa solo ad incrementare la produzione dei chip per i data center AI, dai quali ottiene profitti maggiori.
Intanto, tra i due litiganti il terzo gode. CXMT è diventata l’azienda cinese con la più alta capitalizzazione di mercato. Dopo l’inizio della quotazione alla Borsa di Shanghai, il valore delle azioni è aumentato del 466%. Il suo market cap è ora circa 490 miliardi di dollari.