Con l'addio a Sora finisce l'era dell'AI divertente

Con l'addio a Sora finisce l'era dell'AI divertente

OpenAI non è più una startup e l'AI è chiamata a diventare una macchina da soldi, non a divertire: cosa dice davvero l'addio a Sora.
Con l'addio a Sora finisce l'era dell'AI divertente
OpenAI non è più una startup e l'AI è chiamata a diventare una macchina da soldi, non a divertire: cosa dice davvero l'addio a Sora.

Con una mossa a sorpresa, OpenAI ha deciso di chiudere il progetto Sora. Niente più intelligenza artificiale per la creazione dei video. Sam Altman e gli altri vertici dell’organizzazione hanno scelto di concentrare tempo e risorse su iniziative diverse. L’annuncio, che potrebbe essere interpretato come il semplice addio a un’iniziativa, svela in realtà molto di più su quella che è la direzione intrapresa dall’intero settore AI.

Addio a Sora, OpenAI cambia pelle

In un certo senso, è il segnale concreto di come le cose stiano cambiando in un ambito in cui l’effetto wow fino a oggi ha spostato attenzioni e capitali. ChatGPT, Gemini, Grok e gli altri protagonisti hanno mostrato i muscoli di volta in volta mettendo in vetrina le loro abilità prima nell’elaborazione dei testi, poi in quella delle immagini e infine con i filmati. Qualcosa sembra essersi rotto nel giochino dell’hype fine a se stesso. Oggi, se l’utilizzo di uno strumento non si traduce in una fonte di profitto per chi lo gestisce, si stacca la spina. E pazienza se qualcuno nel frattempo aveva pensato di costruirci un business: anche le API saranno dismesse.

Non possiamo fare i conti in tasca a OpenAI per quanto riguarda le entrate e le uscite legate a Sora, sia chiaro, ma che l’interesse da parte degli utenti sia diminuito è cosa certa, lo dicono i numeri. E di conseguenza le prospettive di guadagno per chi gestisce la piattaforma, tanto da rinunciare a un miliardo di dollari e alla possibilità di sfruttare le proprietà intellettuali Disney. In un certo senso, possiamo affermare che con questa decisione finisce l’era dell’AI divertente, quella di prodotti e strumenti nati con l’obiettivo principale di intrattenere e non sviluppati con la priorità della monetizzazione.

Mantenere operativa un’infrastruttura di intelligenza artificiale ha dei costi elevati e Altman non è più un ragazzino mosso dalla volontà di stupire, ma un uomo d’affari chiamato anzitutto a far quadrare i conti. Non c’è da stupirsi: l’addio è perfettamente in linea con quanto anticipato la scorsa settimana, una rivoluzione per il modello di business che mira a concentrarsi su coding e soluzioni enterprise. È lì che scorreranno fiumi di denaro.

Sono finiti i tempi dell’effetto wow

Analizzando la questione da un altro punto di vista, l’annuncio potrebbe essere interpretato anche come un primo segnale di quella bolla che Sundar Pichai (Google, Alphabet) ha citato già mesi fa. Forse non scoppierà, non sentiremo un botto fragoroso, ma di certo non continuerà a gonfiarsi come visto fino a qui. Stiamo mettendo un piede nella fase in cui le risorse saranno destinate solo ai progetti che dimostrano di potersi rivelare sostenibili sul lungo periodo.

Si sa, quando un player esce dal settore si libera uno spazio che altri andranno a occupare. Ed Elon Musk è uno spettatore interessato. Pur senza un riferimento diretto a Sora, la tempistica di un suo post su X non lascia dubbi su quelle che sono le intenzioni: rilanciare con un miglioramento Grok Imagine per guadagnare la leadership.

La prossima versione di Grok Imagine sarà epica. Stiamo raddoppiando la posta in gioco.

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Pubblicato il
25 mar 2026
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