Adobe GoLive ha finito di soffrire

Adobe ha deciso di terminare l'esistenza del suo storico editor HTML: da lunedì non viene più commercializzato

Roma – Adobe ha deciso di “staccare la spina” al suo storico editor HTML GoLive . Acquistato nel 1999 dalla tedesca GoLive Systems, era diventato uno strumento di riferimento del settore. Nel 2005, però, l’acquisizione della software house Macromedia e il successo di Dreamweaver avevano ridimensionato le potenzialità del vecchio applicativo.

Di fatto, come ricorda BetaNews , se GoLive ha permesso la realizzazione delle pagine web, Dreamweaver è riuscito a spingersi oltre, agevolando anche l’avvento delle applicazioni su Internet.

L’ultima spallata infatti è giunta dalla rivoluzione Web 2.0 e dalle web application di ultima generazione che hanno mostrato esplicitamente i limiti del software GoLive. Anche se Adobe ha reso disponibile l’anno scorso un completo aggiornamento, gli sviluppatori e gli utenti non sembrano aver comunque gradito. L’emorragia di consenso negli anni è stata inarrestabile.

Da lunedì scorso le divisioni Vendite e Sviluppo hanno interrotto ogni operazione. Chi ha acquistato una copia di GoLive, però, con una spesa di 199 dollari può disporre di un upgrade a Dreamweaver – praticamente 200 dollari di sconto rispetto al prezzo ufficiale di listino.

Dario d’Elia

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  • last.fm scrive:
    Last.fm
    Questa notizia è una boiata...Last.fm è stata comprata dalle case discografiche e va ancora alla grande.
  • Banana Joe scrive:
    Hanno ragione
    Basta con le playlist di brani protetti da diritto d'autore!Però, per essere coerenti, basta anche coi brani protetti da diritto d'autore mandati per radio,o nei centri commerciali, nei video: visto che ascoltare la roba altrui e' reato grave, far entrare in testa alla gente brani protetti e' come spacciare gratuitamente la prima dose.RIAA e company mettano i loro bei brani, per il 98% scopiazzati da idee precedenti, sottochiave e li facciano ascoltare solo a chi li paga in anticipo. O cosi' o non si lamentino se la gente fa gratis promozione ai loro prodotti.
  • Mi scoccio di loggare scrive:
    A quando...
    una denuncia a tutti coloro (acquirenti di cd) che fanno entrare in casa gli amici?Sono potenziali criminali dato che potrebbero far ascoltare ad amici i brani acquistati...
  • Fiat 500 scrive:
    Insomma...
    Questa volta posso capirli, se provate a fare una ricerca potete sentire al volo l'mp3 trovato..... che si trova IN COPIA sui server di playlist.com
  • Garibaldi la sa lunga scrive:
    dati
    600.ooo utenti al giorno e 9,5 milioni di pagine al mese sono dati in aperta contraddizione. Semmai saranno state quasi 10 milioni di pagine al giorno.
  • lillo scrive:
    Hypem.com
    Hypem.com è molto meglio...
  • Fabrix scrive:
    Indicizzi
    "RIAA sostiene che per rendere disponibili i brani ai propri utenti è necessario che PP indicizzi i contenuti in modo da poterli poi girare ai sistemi client."Vuol dire che anche fare un db di "titolo, autore" infrange il copyright? quanti esempi sul web usano questo schema per spiegare diversi ambiti della programmazione.. tutti a rischio! :)
    • kattle87 scrive:
      Re: Indicizzi
      mi hai tolto il post dalle mani :)
    • Travis Touchdown scrive:
      Re: Indicizzi
      infatti con la stessa logica i carabineiri dovrebebro arrestare chi và in giro in macchina con lo stereo a volume troppo alto....l'unica cosa che meritano costoro è una pernacchia ed il boicottaggio.per conto mio fino a qualche tempo fà (prima del 2004) ritenevo fosse giusto comrpare i CD Originali e scaricavo solo per ascoltare in preview o cazzate immani che non avrei mai comrpato e che regolarmente cancellavo.Il P2P selvaggio secondo me è lesivo dell'arte.da quando ivece questi qui hanno cominicato ad ostacolare la nascita di nuovi modelli di mercato non si meritano altro che essere boicottati, e dal 2004 che non compro un CD originale di EMI, Sony e Warner. i CD orignali li compro se le case di produzione sono idnipendenti e basta, i CD che mi piacciono ed avrei comprato pubblicati dai 3 sopra me li scarico nella speranza che questo causi loro dei danni, e non mi sento in colpa.se i grandi gruppi del porno hanno trovato nel porno 2.0 la possibilità di guadagnare perchè non dovrebbero riuscirci le case discografiche? (e di certo non è che mi cambi tanto masturbarmi davanti ad un video orignale oppure ad un divx, mentre cambia molto ascoltare e possedere un cd orignale rispetto ad un mp3, quindi per il porno l'industria era messa molto peggio)
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