AI Act: ban per le app che spogliano in Europa

AI Act: ban per le app che spogliano in Europa

Il Parlamento UE ha approvato alcune modifiche, tra cui il rinvio delle regole per i sistemi AI ad alto rischio e il ban dei tool AI di nudificazione.
AI Act: ban per le app che spogliano in Europa
Il Parlamento UE ha approvato alcune modifiche, tra cui il rinvio delle regole per i sistemi AI ad alto rischio e il ban dei tool AI di nudificazione.

Il Parlamento europeo ha approvato alcune modifiche all’AI Act in seduta comune, seguendo in pratica i “suggerimenti” delle Commissioni per Mercato Interno e Libertà Civili. Riguardano in particolare l’entrata in vigore delle regole per i sistemi AI ad alto rischio e l’applicazione dei watermark. La vera novità è rappresentata dal ban per le app e i tool AI di nudificazione.

Modifiche e novità dell’AI Act

La Commissione europea ha proposto una serie di semplificazioni che riguardano diversi regolamenti con il pacchetto Digital Omnibus. Una delle proposte era il rinvio dell’applicazione di alcune norme relative ai sistemi AI ad alto rischio per garantire che linee guida e standard, utili alle imprese, siano pronti al momento dell’attuazione (dovevano essere pubblicate entro il 2 febbraio).

Il Parlamento in seduta comune con 569 voti favorevoli, 45 contrari e 23 astensioni ha deciso che:

  • le norme per i sistemi AI ad alto rischio, tra cui quelli relativi alla biometria e quelli utilizzati in infrastrutture critiche, istruzione, occupazione, servizi essenziali, giustizia e gestione delle frontiere, verranno applicate dal 2 dicembre 2027
  • le norme per i sistemi AI disciplinati da normative settoriali dell’UE in materia di sicurezza e vigilanza del mercato verranno applicate dal 2 agosto 2028
  • i fornitori dei servizi AI hanno tempo fino al 2 novembre 2026 per conformarsi all’obbligo di aggiungere un watermarking ai contenuti generati dall’AI (audio, immagini, video o testi) per indicarne l’origine

I parlamentari europei hanno aggiunto inoltre un divieto che non esisteva al momento dell’approvazione dell’AI Act. Sono vietati i sistemi AI che creano o manipolano immagini sessualmente esplicite o intime di soggetti identificabili senza il loro consenso. Il divieto non si applica ai sistemi dotati di misure efficaci di sicurezza che impediscono la creazione di tali contenuti.

Il caso recente più noto è quello che riguarda Grok. La generazione di immagini non consensuali del chatbot di xAI, integrato anche in X, potrebbe quindi violare due leggi: AI Act e Digital Services Act.

Gli eurodeputati hanno adottato altri due provvedimenti. I fornitori dei servizi digitali possono trattare i dati personali degli utenti per individuare e correggere distorsioni nei loro sistemi AI, introducendo però garanzie affinché ciò avvenga solo quando strettamente necessario. Per evitare sovrapposizioni tra l’AI Act e le normative settoriali dell’UE sulla sicurezza dei prodotti è stato deciso che gli obblighi dell’AI Act possono essere meno stringenti per i prodotti già regolamentati, come dispositivi medici, apparecchiature radio e giocattoli.

Nelle prossime settimane verranno avviati i negoziati con il Consiglio per raggiungere un accordo sul testo. Dopo l’approvazione definitiva verrà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea.

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Pubblicato il
26 mar 2026
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