AIIP: ecco la ricetta per la crescita economica

L'associazione di provider propone l'instaurazione di una utility della NGN, in grado di portare fibra ottica dentro le case
L'associazione di provider propone l'instaurazione di una utility della NGN, in grado di portare fibra ottica dentro le case

Chiamata la scorsa settimana ad intervenire in Commissione Trasporti alla Camera dei Deputati, AIIP ha preso parte all’indagine conoscitiva sull’assetto e sulle prospettive delle nuove reti di comunicazione elettronica. E nel suo intervento ha illustrato la ricetta per svegliare il mercato italiano delle TLC dal torpore in cui giacciono da anni: il conferimento della rete di accesso ad una nuova società che svolga il ruolo di Internet Utility.

Come dovrà essere la rete di accesso di prossima generazione? “Realizzata interamente in fibra ottica sino all’utente finale (c.d. Fiber To The Home ) – ha dichiarato AIIP – per consentire al tessuto produttivo ed ai cittadini di non perdere il passo con quei paesi che stanno già offrendo reti con capacità da 100Mbit/s e pianificando 1Gbit/s simmetrico, per evitare inutili sprechi di energia elettrica e di capitali considerato che le soluzioni ibride di rame e fibra (cd. VDSL2) comporterebbero consumi energetici maggiori di circa 800 milioni di kw/h l’anno, oltre ad un investimento successivo ­di nuovo tardivo­ per inseguire capacità di banda che il rame non potrà mai supportare”.

Ovviamente un’adeguata infrastruttura di questo tipo comporta un considerevole impegno finanziario, che secondo AIIP può tradursi in un ritorno più che tangibile: “L’investimento subito necessario, stimato in oltre 20 miliardi di euro , è fondamentale per il rilancio dell’economia italiana: AGCom stima una maggior crescita del PIL Italiano, grazie ad una rete in fibra, nell’ordine del 2%”.

“All’indomani della presentazione degli impegni da parte di Telecom Italia – osserva l’associazione – ed in uno scenario come quello attuale che spinge lentamente l’operatore storico a separare la rete, non è ammissibile che si contempli la separazione della sola vecchia rete in rame e non quella della NGN , per la quale non sarà più possibile la concorrenza fra operatori infrastrutturati”.

Lo scenario di questa prospettiva viene delineato da Marco Fiorentino, presidente di AIIP: “È del tutto chiaro che chi realizzerà la nuova rete di accesso sarà un solo operatore per ogni zona , e per questo dovrà metterla a disposizione sia dei competitor che alle proprie forze commerciali alle medesime condizioni “. E anche queste soluzioni zonali passano per una separazione della rete a livello societario: “L’unico modo per assicurare ciò – precisa Fiorentino – è che questi offra eventuali servizi a monte ed a valle della rete tramite società separate, e non tramite una separazione funzionale. Per incentivare gli investimenti i prezzi di vendita all’ingrosso della NGN dovranno essere stabiliti in modo da garantire un ritorno del capitale interessante­ anche sino al 15%. A fronte di questi oneri ed onori molti operatori, inclusi i soci di AIIP, sarebbero pronti ad investire immediatamente nella NGN, dando fine all’attuale impasse nella realizzazione della futura rete delle reti”.

L’auspicio di AIIP è dunque un celere iter di scorporo di tutta l’infrastruttura di rete di Telecom Italia attraverso la costituzione di una nuova società (la divisione Open Access è un palliativo che non può più offrire garanzie adeguate di concorrenzialità del mercato italiano): un’autentica utility di Internet che porti la fibra ottica a tutti i cittadini italiani, che venga partecipata da tutti quegli operatori che saranno intenzionati a conferirle dei segmenti di rete, e che sia governata ed indirizzata nelle scelte strategiche dallo stato italiano.

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22 10 2008
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