Amazon ha appena annunciato una nuova versione di Proteus, il robot autonomo da magazzino, che capisce il linguaggio naturale. I dipendenti gli assegnano compiti nello stesso modo con cui li assegnerebbero a un collega umano. Basta dirgli cosa deve essere fatto, e lui decide la priorità, il percorso e la tempistica.
Cosa sa fare Proteus
Il Proteus attuale, un sistema basso e lento simile a una tartaruga, progettato per il sollevamento pesante e lo spostamento di grandi carrelli, opera solo nelle aree di carico. La nuova versione lavora ovunque ci siano oggetti da spostare, trasporta container all’arrivo, li muove tra le postazioni, assiste i dipendenti nei centri di distribuzione e nei siti di consegna.
L’aggiornamento AI trasforma Proteus da robot con percorsi predefiniti a robot che ragiona sui compiti, capisce cosa serve, pianifica come farlo, e si adatta all’ambiente. Il sistema è in fase pilota nei laboratori Amazon. L’arrivo in Europa è previsto nella prima metà del 2027.
La roadmap di Amazon
Proteus è parte di un piano più ampio. Amazon prevede di espandere Vulcan, il robot con sensori tattili, e un sistema collaborativo di gestione contenitori pilotato a Barcellona, ad altri siti europei nel prossimo anno.
Amazon insiste che i robot siano progettati per supportare i lavoratori e semplificare le operazioni, non per sostituirli. L’azienda dice di aver assunto centinaia di migliaia di dipendenti a livello globale da quando ha introdotto la robotica nelle proprie operazioni.
È la stessa frase che Amazon ripete ogni volta che presenta un nuovo robot, e che diventa progressivamente più difficile da credere. All’inizio dell’anno, il colosso dell’e-commerce ha licenziato 16.000 dipendenti per sostituirli con strumenti automatizzati. Il rapporto Mercer dice che il 99% dei CEO prevede licenziamenti legati all’AI. Jensen Huang dice che l’AI crea lavoro. Sam Altman dice che il catastrofismo è sbagliato.
Ma intanto, il robot adesso capisce quando si dice Sposta quei container
e non chiede ferie, non si ammala, non ha bisogno di pause. La frase “supportare, non sostituire” sembra avere una data di scadenza. E si avvicina.