Amazon, droni in un brevetto

Le prospettive immaginate per le consegne robotiche sono varie: i droni potranno scambiarsi informazioni sul tempo atmosferico e seguire il proprio destinatario

Roma – Dopo aver ottenuto il via libera alla sperimentazione dei droni per le consegne dei pacchi da parte dell’autorità, Amazon sta cercando di mettere a punto la tecnologa necessaria a farli funzionare .

A svelarlo è la richiesta di brevetto numero 14/502707 dal titolo “UAV configurati per le consegne automatizzate di oggetti di inventario verso varie destinazioni”: depositata nel settembre 2014 e pubblicata ora dall’Ufficio Marchi e Brevetti a stelle e strisce, tramite di essa il negozio digitale rivendica per sé dei droni in grado di ricevere un ordine di acquisto, individuare il prodotto nel magazzino e consegnarlo viaggiando autonomamente al destinatario, ovunque si trovi.

La tecnologia prevede che le informazioni di inventario siano organizzate in modo tale da permettere al drone di individuare autonomamente il materiale da prendere in consegna all’interno del magazzino. Inoltre il drone è programmato per calcolare la rotta da seguire per portare il pacco alla destinazione finale e viaggiare fino a lì, adattando anche il percorso seguito alle esigenze del momento : i droni sono sviluppati per interagire tra loro comunicandosi informazioni sul tempo, sul traffico e sulla zona prevista d’atterraggio.

Secondo il titolo di privativa, infine, vi è la possibilità di legare il punto di consegna alla propria posizione condivisa attraverso app di dispositivo mobile : in questo caso – in pratica – i droni seguiranno i destinatari scegliendo lungo il proprio percorso il punto migliore per effettuare la loro consegna.

La Federal Aviation Administration (FAA), l’organismo che negli Stati Uniti monitora e vigila sui cieli, ha dimostrato negli ultimi anni una certa diffidenza rispetto all’utilizzo commerciale dei droni: a preoccupare – negli Stati Uniti come in altri paesi – sono i pericoli legati a degli oggetti che possono cadere in testa ad ignari passanti, al traffico aereo, ma anche all’eventuale invasione della privacy da parte di piccoli robot in grado di volare. Come dimostrano diversi sondaggi sulla questione – d’altronde – le paure di FAA riflettono quelle della popolazione.

Tuttavia, su pressione delle aziende e dell’evoluzione tecnologica, l’autorità si è da ultimo aperta a tali possibilità concedendo di sperimentare per impiegare i UAV nel commercio.

Amazon si è dimostrata tra le aziende più interessate a tale settore e sta battendo diverse strade: oltre ai piccoli droni volanti sta sperimentando altri sistemi, fra cui veicoli da legare alle possibili diverse dimensioni degli oggetti da trasportare.
Da ultimo, con Audi e DHL sta anche provando ad impiegare dei sistemi di comunicazione integrati agli autoveicoli che permettono di monitorare il percorso degli autisti e far aprire il bagagliaio contenente il pacchetto solo una volta arrivati a destinazione.

Claudio Tamburrino

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