E così sono 30.000 in tre mesi. Amazon ha annunciato un nuovo, pesante taglio al personale con altri 16.000 licenziamenti. Si aggiungono ai 14.000 di ottobre, riducendo un organico che a livello mondiale conta circa 1,5 milioni di persone, considerando quelli assunti a tempo pieno e parziale (escludendo esterni e temporanei).
Altri 16.000 dipendenti Amazon licenziati
A comunicare la misura è Beth Galetti, responsabile delle risorse umane. Si apre con la più classica delle frasi di rito: Mi rendo conto che si tratta di una notizia difficile, è per questo che voglio condividere con voi cosa sta succedendo e perché
.
Il cosa lo abbiamo già scritto, il perché è da ricercare nella volontà di rafforzare la nostra organizzazione riducendo i livelli, aumentando la responsabilità e rimuovendo la burocrazia
. Non è dato a sapere quali siano i comparti interessati, ma risulta difficile immaginare che l’intelligenza artificiale non abbia avuto un peso. Dopotutto, lo stesso CEO Andy Jassy ha ammesso lo scorso anno che la sua adozione sarebbe costata parecchi posti di lavoro.
Amazon afferma di essere al lavoro per offrire un adeguato supporto a coloro che sono stati colpiti dal taglio, garantendo ai dipendenti un periodo sufficiente per trovare un impiego diverso interno all’azienda, indennità, servizi di ricollocamento e benefit di altro tipo. La società conferma inoltre la volontà di continuare ad assumere in aree strategiche, quelle che assicurano le migliori opportunità di crescita.
Galetti rassicura sul fatto che non è l’inizio di un trend: l’intenzione non è quella di licenziare migliaia di persone ogni trimestre, come accaduto di recente. Staremo a vedere. Ricordiamo che proprio la prossima settimana, il gruppo pubblicherà i risultati finanziari relativi al Q4 2025. La notizia sarà di certo ben accolta da quegli investitori che invocavano una misura di questo tipo. Nelle stesse ore è arrivato l’annuncio della chiusura dei negozi Go e Fresh.