Amazon sui licenziamenti di Cunningham e Costa

Altri allontanamenti per due ormai ex collaboratori Amazon impegnati nelle proteste legate alle condizioni di lavoro nei centri di distribuzione.
Altri allontanamenti per due ormai ex collaboratori Amazon impegnati nelle proteste legate alle condizioni di lavoro nei centri di distribuzione.

Entrambi designer impiegati dall’azienda a Seattle, nonché membri dell’associazione Amazon Employees for Climate Justice che si batte perché l’attività del gruppo tenga conto della sostenibilità ambientale, Emily Cunningham e Maren Costa sono stati licenziati da Amazon. La conferma arriva da una nota diffusa alla stampa in cui la decisione viene definita giustificata dalle ripetute violazioni delle policy interne da parte dei diretti interessati.

Sosteniamo il diritto di ogni dipendente di criticare il proprio datore per le condizioni di lavoro, ma questo non garantisce la totale immunità per la violazione di tutte le policy interne. Abbiamo licenziato questi collaboratori per aver ripetutamente infranto le nostre regole.

Amazon e licenziamenti: due nuovi casi

Cunningham e Costa si erano fatti promotori di una protesta per le condizioni di lavoro ritenute non adeguate alla crisi sanitaria attuale. Una questione dibattuta da più parti a livello globale nelle strutture in cui si snoda il sistema logistico di Amazon: qualcosa di simile è accaduto poco meno di un mese fa anche in Italia, al centro di Castel San Giovanni in provincia di Piacenza dove è andato in scena uno sciopero.

La vicenda odierna non può che richiamare alla mente il caso caso Christian Smalls, altro ex dipendente del gruppo senza più un impiego da circa un paio di settimane. In seguito al suo allontanamento è trapelata la trascrizione di quanto detto in occasione di un meeting che ha visto partecipare tra gli altri anche Jeff Bezos, CEO e fondatore della società. Si è allora discusso della volontà di mettere l’uomo in cattiva luce, definendolo “non intelligente né scaltro” e fondando la strategia comunicativa su questo anziché sulle misure adottate per proteggere i lavoratori.

In seguito alle scuse per quanto accaduto da parte di David Zapolsky (General Counsel), il gigante dell’e-commerce è nuovamente tornato sull’argomento annunciando la messa in campo di un ulteriore dispiego di forze per far sì che tutti coloro impegnati in questo momento delicato nei centri di distribuzione possano svolgere la loro attività adottando le dovute precauzioni.

Fonte: CNET
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