Amazon: multa negli Stati Uniti e denuncia in Australia

Amazon: multa negli Stati Uniti e denuncia in Australia

Amazon pagherà 2,25 milioni di dollari per non aver fornito informazioni sui furti di identità e ha ricevuto una denuncia per la pubblicità in Prime Video.
Amazon: multa negli Stati Uniti e denuncia in Australia
Amazon pagherà 2,25 milioni di dollari per non aver fornito informazioni sui furti di identità e ha ricevuto una denuncia per la pubblicità in Prime Video.

Amazon pagherà una sanzione di 2,25 milioni di euro alla FTC (Federal Trade Commission) per non aver fornito informazioni agli utenti sui furti di identità. Quasi contemporaneamente la ACCC (Australian Competition and Consumer Commission) ha presentato una denuncia contro l’azienda di Seattle per aver introdotto la pubblicità in Prime Video sulla base di termini contrattuali sleali.

Mancate informazioni sulle transazioni fraudolente

Circa tre anni fa, un utente ha segnalato il furto di identità ad Amazon. Qualcuno aveva aperto un account usando i suoi dati personali ed effettuato acquisti usando la sua carta di credito. L’utente ha quindi chiesto informazioni sulle transazioni fraudolente. Il supporto clienti dell’azienda di Seattle ha respinto la richiesta perché la vittima doveva fornire il nome della persona che aveva aperto l’account.

Un altro utente ha riferito che, quando ha contattato Amazon per richiedere i documenti relativi agli addebiti non autorizzati, un rappresentante dell’azienda ha affermato di non poter condividere i dettagli sull’account che aveva utilizzato la sua carta di credito per motivi di sicurezza, a meno che l’utente non indovinasse il nome del ladro di identità.

Amazon ha quindi violato il Fair Credit Reporting Act, in base al quale è obbligata a fornire le informazioni sulle transazioni fraudolente entro 30 giorni dalla richiesta. La FTC aveva avviato un’indagine e ora l’azienda di Seattle ha accettato di pagare 2,25 milioni di dollari e implementato una procedura per gestire i furti di identità.

Termini contrattuali sleali di Prime Video

L’autorità antitrust australiana ha invece denunciato Amazon per la violazione della legge che tutela i consumatori (Australian Consumer Law). Tra novembre 2023 e agosto 2025, i contratti Prime di Amazon contenevano cinque clausole illegali che consentivano all’azienda di apportare unilateralmente modifiche negative senza offrire agli abbonati alcuna possibilità di ricorso.

Sfruttando questi termini contrattuali sleali, Amazon ha aggiunto le inserzioni pubblicitarie in Prime Video a partire da luglio 2024. Gli utenti australiani devono pagare altri 2,99 dollari/mese per eliminare la pubblicità (come in tutto il mondo). La ACCC chiede quindi al giudice di imporre una sanzione e il rimborso delle spese ai consumatori.

Fonte: FTC
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Pubblicato il
2 lug 2026
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