AMD: la tecnologia non convince più

AMD solleva il problema della discrepanza fra l?innovazione tecnologica, sempre più frenetica, e la lenta adozione della tecnologia da parte dell?utente. Un treno che corre senza fermarsi alle stazioni?


Sunnyvale (USA) – La tecnologia, com’è noto, evolve ad un passo frenetico, quasi febbrile, e la sua “inaferrabilità” genera spesso negli utenti finali un senso di frustrazione. Ma il fatto che la tecnologia sembri correre sempre troppo veloce rispetto alle esigenze dei consumatori potrebbe essere causato non soltanto dalla sua intrinseca natura di instancabile podista, ma anche dall’inadeguatezza con cui questa viene proposta agli utenti, spesso incapaci di comprenderla e di usufruirne.

E’ questa, in estrema sintesi, la conclusione a cui è arrivato il Global Consumer Advisory (GCAB) di AMD, un organismo che, in una recente riunione inaugurale, ha tentato di identificare e cercare di risolvere la crescente discrepanza che esiste oggi fra l?innovazione tecnologica e l?adozione della stessa da parte degli utenti finali.

I membri del GCAB – 14 esperti di consumatori e small business, accademici, giornalisti e futurologi della tecnologia provenienti da tutto il mondo – hanno identificato cinque punti chiave che influenzano l?utilizzo della tecnologia da parte degli utenti consumer e small business: semplicità, rilevanza, fiducia, approccio globale e costi.

?La tecnologia si muove in modo talmente rapido che, se non prendiamo provvedimenti, molti utenti finali e piccole aziende si troveranno ad avere un forte svantaggio?, ha affermato Pat Moorhead, AMD?s vice presidente della Customer Advocacy e chairman del GCAB. ?Affrontando alcuni di questi punti attraverso il lavoro collettivo, il GCAB pianifica di sviluppare soluzioni che beneficino il settore e gli utenti in tutto il mondo?.

Il GCAB sostiene di aver identificato nella semplicità un fattore importante nella diffusione della tecnologia. I problemi comuni che ostacolano la semplicità comprenderebbero l?utilizzo di nomi e di modi di dire poco chiari, come anche l’inadeguata fase di “training di supporto e formazione” all?utente finale. Molti consumatori, secondo l’organismo di esperti, sarebbero infatti “spesso confusi di fronte alle decisioni d’acquisto e d’installazione”.

?Le aziende che forniscono tecnologia devono semplificare la loro comunicazione?, ha affermato Bernd Skiera, docente di Electronic Commerce alla School of Business and Economics della Johann Wolfgang Goethe-University in Germania. ?I consumatori non capiscono il linguaggio tecnologico che spesso è usato per chiamare e descrivere i prodotti. I consumatori capirebbero meglio la tecnologia se ai prodotti fosse dato un nome per i loro benefici e non per le caratteristiche tecniche?.

Una filosofia, questa, che AMD sembra aver già adottato con l’introduzione, lo scorso anno, del cosiddetto model number , un numero che identifica le sue CPU non più in base ai crudi megahertz ma ad un valore prestazionale di riferimento. Una scelta che non ha però mancato di accendere discussioni, anche fra i consumatori, sulla validità del metodo utilizzato per determinare i parametri comparativi che si celano dietro al numero di modello. Di recente Intel, che continua a rimanere fedele ai megahertz – suo attuale punto di forza – si è scagliata contro il model number di AMD definendolo “confusionario e ingannevole”.

Il GCAB ha poi identificato altri quattro punti che, a suo dire, rivestono un ruolo di fondamentale importanza nella diffusione della tecnologia.


Come secondo punto, il GCAB ritiene che molti utenti finali non comprenderebbero perché alcune tecnologie siano necessarie o rilevanti. Di conseguenza, molte persone non sarebbero motivate ad investire tempo nell?apprendimento dell?uso di tali tecnologie.

?Dobbiamo capire cosa spinge la gente ad utilizzare la tecnologia?, ha affermato Enrico Mercanti, consulente di gestione a Milano. ?Persone diverse, culture differenti, popolazioni eterogenee, utilizzano e traggono benefici differenti dalla tecnologia?.

Come terzo punto, il GCAB ha sollevato il problema della fiducia. Gli esperti sostengono infatti che “una sfida importante che i fornitori di tecnologia devono affrontare è quella di riuscire ad ottenere e mantenere la fiducia degli utenti finali e rispondere alle loro aspettative”. Molti utenti – secondo il GCAB – sarebbero ad esempio ancora diffidenti sulla questione della privacy e della sicurezza in Internet.

Come quarto punto, il GCAB sostiene che l?industria debba avere un approccio globale e complessivo nello sviluppo delle nuove tecnologie. Il far sì che i prodotti siano progettati con le relative infrastrutture offre, secondo il GCAB, una migliore esperienza all?utente finale.

?L?insieme delle risorse e delle infrastrutture deve essere disponibile, in modo tale che se ne percepiscano i benefici?, ha affermato Carlos Scheel, professore del Monterrey Institute of Technology. ?Molti paesi in via di sviluppo non dispongono delle infrastrutture per supportare l?accesso alla banda larga, quindi non ritengono rilevante possedere un computer?.

Infine, il gruppo ritiene che a livello mondiale il fattore socio-economico sia fondamentale nell?adozione della tecnologia. Il gruppo ha infatti osservato che in molte regioni del mondo, nonostante i costi della tecnologia siano scesi, gli utenti finali continuano a non potersi permettere tali investimenti.

E’ questo l’annoso problema del digital divide visto dalla prospettiva dell’industria: accanto al problema etico, il mondo industriale avverte infatti, nella disparità dello sviluppo socio-economico fra paesi ricchi e paesi poveri, anche e soprattutto un problema di mercato. Gli investimenti nella tecnologia crescono sempre più e l’unico modo, per le grosse aziende, di avere un adeguato ritorno economico è quello di riuscire a rivolgersi ad un mercato quanto più globale possibile: ma il maggior nemico della globalizzazione (oltre al “popolo di Seattle”) è costituito proprio dall’impossibilità “a consumare tecnologia” da parte delle zone povere del pianeta.

Il GCAB, che fa parte della Customer Advocacy Initiative (CAI) di AMD, si riunisce quattro volte l’anno con lo scopo di identificare le necessità tecnologiche degli utenti finali, home o business, e di fare in modo che AMD rispetti tali necessità. Il GCAB, raggiungibile all’e-mail gcab@amd.com , prevede di continuare a studiare e a ricercare soluzioni a questi punti chiave anche in base al feedback di utenti e piccole imprese.

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  • Anonimo scrive:
    Re: SOLUZIONE DEFINITVA AL PROBLEMA PRIVACY...
    - Scritto da: blah
    carte di identita con
    foto
    nome
    un numero di identificazione
    (eventualmente a questi livelli di privacy
    potrebbe anche essere accettabile la
    biometria)
    Alla fine non è nient'altro che quello che hanno già fatto con le targhe delle automobili!Se ti urtano e scappano con il n. targa puoi denunciarlo senza sapere chi è!Non è che ci vuole così tanto... basta mettersi d'accordo sullo standard da usare!
  • Anonimo scrive:
    Re: Perche' difendere la privacy ad ogni costo?
    Perchè questa visione manichea della società, suddivisa tra "i buoni" e "i cattivi" non comprende la possibilità che coloro che controllano il nostro quotidiano siano necessariamente schierati con i "buoni"... o siano dei "buoni" a loro volta.Qualcuno è in grado di asserirlo con certezza?
  • Anonimo scrive:
    Esagerazioni di Rodota'
    Il garante se la prende pure con i CONTATORI!!!Roba da matti.... perche' registrano i nosti indirizzi IP, la risoluzione del nostro schermo, il sistema operativo utilizzato....Certo che l'Italia e' proporio un paese strano... prima a nessuno fregava della privacy (pronuncia inglese UK: PRIVASI) e ora sono tutti diventati isterici...Nessuno deve sapere niente di nessuno, a parte le forze dell'ordine che ci schedano da annibahhhh
  • Anonimo scrive:
    Primo convegno nazionale sulla E-privacy
    Consiglio a tutti coloro che con voglia di riflettere e capacità di analisi sentono il bisogno di maggiore e migliore informazione sull'argomento cui Punto Informatico ha giustamente dato risalto di andare a leggere gli Atti del Convegno (con trascrizioni degli interventi e audio dei medesimi) di cui all'oggetto.Indirizzo: http://e-privacy.firenze.linux.it/Ne riparliamo con calma quando tutti si saranno informati, visto che la possibilità di essere meno superficiali esiste ed è alla nostra portata.
  • Anonimo scrive:
    Ragazzi, per favore !!!
    Ragazzi, per favore.... ok, la privacy non è solo importante, è fondamentale.Ma qui sembra che tutti quanti si sentano spiati individualmente da non si sa chi, non si sa perchè, non si sa in che modo.... pensate davvero che ci sia qualcuno (il Governo, le Multinazionali, Dio) che vuole sprecare enormi risorse per andare a sapere in quale cinema stavi il 17 ottobre 1998, o quanti sms hai mandato il 12 aprile 1999 (di cui quanti ad un Wind, quanti ad un TIM), o se nell'agosto 2000 hai chiamato qualche volta un numero di Milano più che di Brescia ? Pensate di essere così importanti ?Sapete cosa vuole dire "500 miliardi di dati" ? Una società telefonica con quasi 20 milioni di clienti, ognuno dei quali impegnato in tre o quattro conversazioni telefoniche ogni giorno, 365 giorni all'anno... ma vi rendete conto che bisogna essere paranoici per pensare che qualcuno voglia rubare i TUOI dati ? Stiamo tra l'altro parlando di dati grezzi, che vengono registrati in log assolutamente "ostili all'utente" (flussi di dati "difficili da interpretare"), che rimangono archiviati in maniera sicura (archivi criptati con algoritmi forti, e su piattaforme stand-alone, non in rete) presso i gestori... ma se io stesso (che lavoro in un servizio informatico di un gestore) volessi andare a spiare (chissà perchè, poi) i dati di un cliente dovrei fare i salti mortali, con un lavoro lunghissimo ed anche tre o quattro capi che mi verrebbero a chiedere subito "cosa stai facendo". E con le mie passwords (che sono di livello piuttosto alto), NON potrei comunque vedere le locazioni dei telefoni, od i numeri completi (vedrei le ultime cifre asteriscate). La tutela della privacy dei dati personali da parte delle compagnie telefoniche E' MOLTO FORTE: nessuno ha accesso a quelle informazioni (gli stessi dipendenti hanno giustamente una serie di limitazioni strettissime), e quei dati NON vengono comunque consegnati o trasferiti a NESSUNO, se non alle Forze dell'Ordine su richiesta formale della Magistratura (e la magistratura paga un rimborso spese al gestore).Per quanto riguarda la favoletta dell'Outsourcing: ma qualcuno pensa veramente che i gestori lascino i dati delle chiamate a qualche società esterna ? Beh, svegliatevi: nessun gestore fa una cosa del genere.La legge 675/96, per quanto riguarda questi dati, viene davvero applicata in maniera ferrea.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ragazzi, per favore !!!
      se tutto è così chiaro, non vedo ragione di preoccuparsi...le stesse cose che con estrema chiarezza dici tu basta che siano comunicate da un responsabile funzionale al Garante ed il gioco è fatto.Per quanto riguarda l'outsourcing, beh sei proprio certo che nessuno dei dati relativi al traffico telefonico siano gestiti da personale esterno, magari dipendenti di altre società che prestano il loro lavoro all'interno della società di TLC (sistemisti, adetti al help desk o alla manutenzione del sistema informativo).A proposito di log ostili, ho qualche amico che lavora nelle compagnie di telefonia: ho chiesto di conoscere, partendo da un numero di cell, il nominativo dell'intestatario. Tempo di risposta 5 minuti.Saluti e buon lavoro
      • Anonimo scrive:
        Re: Ragazzi, per favore !!!

        A proposito di log ostili, ho qualche amico
        che lavora nelle compagnie di telefonia: ho
        chiesto di conoscere, partendo da un numero
        di cell, il nominativo dell'intestatario.
        Tempo di risposta 5 minuti.
        Saluti e buon lavoroQuesto riesce anche a me:http://www.paginebianche.it/index.htmlC'è un campo apposito.....
        • Anonimo scrive:
          Re: Ragazzi, per favore !!!


          Questo riesce anche a me:
          http://www.paginebianche.it/index.html
          C'è un campo apposito........ho scritto una ca**ata.... avevo letto numero di tel, non di cell....SCUSATE !
  • Anonimo scrive:
    Ragazzi questo è niente la casella di mail pensate
    che nessuno possa accedervi, lasciate i messaggi sul server, la usate per spedire messaggi riservati.Vi consiglio di non farlo, scaricate il prima possibile tutti i messaggi in locale, e nel caso sia roba riservata usate almeno uno zip con password, ve lo dice un tipo che lavorava ad un famoso portale ed avevo accesso a username e password (che io usavo solo per debugare), ma che altri usavano per altri usi, famoso e il caso di un tipo che aveva mandato per mail user e password di un accesso ftp, potete immaginare cosa è successo
  • Anonimo scrive:
    Re: SOLUZIONE DEFINITVA AL PROBLEMA PRIVACY...

    numero della carta di credito opsa carta di identita...
    • Anonimo scrive:
      Re: SOLUZIONE DEFINITVA AL PROBLEMA PRIVACY...
      eventualmente colleggata ad uno o piu conti bancari cosi puo fare anche i pagamenti...(ma OPZIONALE)- Scritto da: blah

      numero della carta di credito
      opsa carta di identita...
  • Anonimo scrive:
    Re: Perche' difendere la privacy ad ogni costo?

    Eppure non mi frega nulla se qualcuno spia
    le mie attivita'.a me si...come la mettiamo ???? vale di piu la tua opinione o la mia ????
  • Anonimo scrive:
    LA SORPRESA DI WIND-INFOSTRADA
    Questa è la comunicazione che wind sta inviando.Guardatevi le nuove condizioni contrattuali (es.art.6 -PROFILAZIONE), obbligatorie per utilizzare il servizio, e guardate come il nuovo monopolio WIND-INFOSTRADA, finita la farsa della concorrenza, ci vuole controllare.
    • Anonimo scrive:
      Re: LA SORPRESA DI WIND-INFOSTRADA
      Scusate, mancava il testo della comunicazione:"Caro abbonato, Wind è lieta di informarti che a breve avrai a disposizione una miriade di nuovi e fantastici servizi con il nuovo portale Libero. Stai infatti per entrare a far parte della più grande community d'Italia, dove potrai conoscere nuove persone con il mitico Cupido, aprire un sito con tanto spazio a disposizione, scambiare idee ed opinioni in chat. In più avrai la possibilità di personalizzare la tua home page con Mio, inserire i tuoi annunci personali, accedere ad esclusive opportunità offerte su Finanza, tenerti informato con la newsletter LiberoNews... e molto altro ancora!! Infatti nelle prossime settimane sarà un susseguirsi di novità di cui ti terremo informato via mail e su http://www.libero.it Per avere tutto questo non ti serve alcuna operazione, ma ti invitiamo comunque a prendere visione delle condizioni di abbonamento che è stato necessario aggiornare. http://registrati.iol.it/contratto.asp (per il contratto)http://registrati.iol.it/infopriv.asp (per l'informativa sulla privacy) Solo nel caso in cui non volessi accettarle ti invitiamo a seguire il link qui sotto e a premere "disiscriviti".http://newsletter.iol.it/newsletter.phtml?id=AccettazioneSe richiesto inserisci username e password scegliendo inwind.it come dominio. Ti ricordiamo, però, che in questo modo non solo non avrai possibilità di accedere al nuovo mondo di Libero, ma perderai i servizi che già hai a disposizione. Infine t'informiamo che continuerai a trovare la newsletter Inwind, che attualmente ricevi, tra le newsletter tematiche di Libero, con tante sorprese e novità. WINDComunicare in un soffio..."- Scritto da: Giù la maschera
      Questa è la comunicazione che wind sta
      inviando.
      Guardatevi le nuove condizioni contrattuali
      (es.art.6 -PROFILAZIONE), obbligatorie per
      utilizzare il servizio, e guardate come il
      nuovo monopolio WIND-INFOSTRADA, finita la
      farsa della concorrenza, ci vuole
      controllare.
  • Anonimo scrive:
    Ingenui
    Mi sembra di vivere nel paese delle meraviglie!Meraviglie perchè tutti adesso si meravigliano che esistano tabulati sulle telefonate!MA svegliatevi! Non è certo una novità e da quando esite il telefono e cellulari esistono log!E non solo per questo!Andate ad informarvi su tutti i log che ci riguardano (per esempio tutte le connessioni fatte dall'ufficio!)!Non esiste un Grande Fratello ma tanti + o - grandi!
  • Anonimo scrive:
    Faccio una proposta a Rodotà!
    Visto che in Italia non è possibile fare nulla senza dare il consenso al trattamento dei dati, vediamo almeno di sapere che fine fanno.Quando mi arrivano messaggi e-mail o lettere o quant'altro che io non ho espressamente richiesto, assieme al mio indirizzo deve esserci una riga aggiuntiva che dice più o meno:"I suoi dati ci sono stati fornita da ..." oppure "sono stati prelevati da ...".Se non c'è questa specifica sono mazzate!Chissà che così facendo non si riesca a vederci più chiaro, ammesso che lo vogliano veramente :-).P.S.Almeno così potrei sapere come hanno fatto tutte le ditte e le riviste dedicate ai bambini a sapere che mia moglie era incinta e a mandarmi tonnellate di offerte.
    • Anonimo scrive:
      Re: Faccio una proposta a Rodotà!

      Quando mi arrivano messaggi e-mail o lettere
      o quant'altro che io non ho espressamente
      richiesto, assieme al mio indirizzo deve
      esserci una riga aggiuntiva che dice più o
      meno:
      "I suoi dati ci sono stati fornita da ..."
      oppure "sono stati prelevati da ...".Strano, nessuno che mi dica se la mia proposta è una fesseria o una cosa intelligente.BOH?
      • Anonimo scrive:
        Re: Faccio una proposta a Rodotà!
        La tua proposta è giusta, ma non fa comodo a 2 categorie (xquello non rispondono):1) gli spammer, e non ti illustro i motivi.2) chi fa soldi con lo spam ricevuto, che non avrebbe + modo di attaccarsi...capisci!
        • Anonimo scrive:
          Re: Faccio una proposta a Rodotà!
          - Scritto da: rob
          La tua proposta è giusta, ma non fa comodo a
          2 categorie (xquello non rispondono):

          1) gli spammer, e non ti illustro i motivi.Vuoi dire che quà c'è una bella presenza di spammatori?
          2) chi fa soldi con lo spam ricevuto, che
          non avrebbe + modo di attaccarsi...Spiega meglio, non afferro esattamente (sarò un po' esaurito). :-)
  • Anonimo scrive:
    Re: Perche' difendere la privacy ad ogni costo?
    - Scritto da: marco
    Uso quotidianamente cellulare, carta di
    credito, telepass, bancomat, badge, e.mail,
    WEB, ecc.
    Eppure non mi frega nulla se qualcuno spia
    le mie attivita'. Motivo? Non commetto alcun
    reato e, queste attivita', sono coerenti col
    mio modo di essere e di pensare.
    socialmente utile.
    Esistono problemi piu' importanti da
    risolvere!Povero te. Sul serio, mi dispiace per te.
  • Anonimo scrive:
    Re: Perche' difendere la privacy ad ogni costo?
    Pienamente in accordo con te a parte che non mi risulta che la polizia debba pagar le compagnie telefoniche; anzie, queste dovrebbero avere obbligo di legge (se non sbaglio)
  • Anonimo scrive:
    Riflettiamo un attimo
    Sono già intervenuto in un'altra occasione, su questo stesso argomento. E'sconfortante ed angosciante vedere il tenore delle risposte ad un qualcosa di cui percepiamo in minima parte la pericolosità...Il punto non è tenere i file di log, financo per attività lecite e consentite, ma COME queste informazioni sono conservate, su QUALI supporti sono memomrizzate, DOVE si trovano e sopratutto CHI le detiene in questo momento (mai sentito parlare di outsourcing???).Nessuno nega il diritto-dovere di tenere traccia per fini connessi alla giustizia dei tabulati delle mie telefonate o dei miei SMS, ma proprio perché miei io ho il sacrosanto diritto di CONOSCERE che cosa viene fatto di queste informazioni...Qualcuno, come spesso ho avuto modo di leggere, obietta che se non c'è nulla da nascondere non si deve temere alcunché...bene un principio del genere è richiamato nella dottrina giuridica tedesca degli anni 30 e teorizzava il c.d. cittadino trasparente il quale non deve nascondersi e se lo fa vuol dire che ha fatto qualcosa di male...sapete come è andata a finire???saluti
    • Anonimo scrive:
      Re: Riflettiamo un attimo
      Penso che il problema principale verta sulla leicità di tracciare 'chi utilizza cosa'. Se acconsentiamo che i vari carriers o providers, sia d'accesso ad internet che di servizi, traccino gli utenti, vuol dire che siamo tutti automaticamente sospettati.Siamo tutti definiti manigoldi. E non solo a livello potenziale.Siamo all'inizio di un nuovo stato di polizia, per giunta tecnologicamente attrezzata, con buona pace del principio di innocenza? Stiamo per rispolverare l'inquisizione per la quale se non eri colpevole faceva lo stesso, tanto le prove le avrebbero fabbricate loro?Chi, come me, non è manigoldo trova la cosa intollerabile e ritiene pretestuose le giustificazioni a questo atteggiamento che sempre con maggior frequenza vengono addotte. Infatti, non è sufficiente affermare che solo il sospetto di poter abusare della rete, possa prestare il fianco a catalogazioni e schedature delle persone e delle loro attività. Qualora acconsentissimo di buon grado a cedere, o meglio a barattare, fette della nostra libertà contro un supposto (e mai provato) aumento del livello di sicurezza si ripropone il medesimo quesito di fiducia: ci possiamo fidare sul serio dei guardiani? Chi controlla i controllori? E via ricorsivamente.
      • Anonimo scrive:
        Re: Riflettiamo un attimo
        cari miei se non schedi su 100 persone ci settanta che ne approfitanose provi a schedare ci sono 70 invece che si lamentano!!!la realtà che c' è gente che ha paura di essere schedato perchè sa che nel suo picolo ne fa di cazzate.Se volete essere liberi non usate la tecnologia e basta!La tecnologia è controllo in tutti i sensi e lo dovete accettare sia di fare i controllori sia io controllati).
        • Anonimo scrive:
          Re: Riflettiamo un attimo

          cari miei se non schedi su 100 persone ci
          settanta che ne approfitano
          se provi a schedare ci sono 70 invece che si
          lamentano!!!bravo partiamo da questa ipotesi...io invece parto dall'ipotesi che le persone sono dotate di buon senso e che non se ne approfittano...ma visto le risposte su questi forum mi sto ricredendo...ma allora schediamo i 70 che se ne approfittano...non tutti i 100
          la realtà che c' è gente che ha paura di
          essere schedato perchè sa che nel suo picolo
          ne fa di cazzate.tu immagino non ne hai mai fatto nulla...
      • Anonimo scrive:
        Re: Riflettiamo un attimo
        mi fa piacere di imbattermi, ogni tanto, in una persona intelligente e attenta come dimostra di essere Paolo.Purtoppo, duole consatatarlo, ma semplici concetti come democrazia, stato di diritto, carta costituzionale, sono avulsi alla maggioranza del popolo di codesto forum. Di chi la colpa di questo imbarbarimento e ottundimento delle coscienze???Dispiace ancor più perché Punto informatico dimostra da sempre una particolare sensibilità verso le problematiche connesse alla privacy e più in generale alla sicurezza delle informazioni...Uno spettro aleggia sulle nostre teste e ciò m'ingenera profonda inquietudine....
  • Anonimo scrive:
    E la memorizzazione degli spostamenti?
    Ma scusate, qualche settimana fa una compagnia telefonica britannica (Orange mi sembra) dichiarò di conservare per 2 anni i tabulati degli spostamenti fisici dei loro clienti (i cellulari si possono localizzare). Se ne parlò poco e solo per dire che non vi è nulla di eccezionale perchè lo fanno tutti.Che volete che sia qualche SMS registrato, se sanno pure dirvi dove passate i week-end, quando siete andati al cesso l'ultima volta, e qual è la vostra sala cinematografica preferita?
  • Anonimo scrive:
    MA CHI SE NE FREGAAAAA!!!!!!!!!
    Io non so a voi ma a me non mi frega una mazza cosa possono farsene dei miei messaggini cretini e dei numeri che ho chiamato!Anzi vi dirò a me una volta quel tabulato e tornato comodo a fini processuali per dimostrare un' avvenuta comunicazione via fax all' Enel che mi doveva un rimborso di quattro milioni e che usava come pretesto quello di non aver mai ricevuto il mio fax di richiesta.Grazie a un tabulato vecchio 3 anni riuscì a dimostrare che il fax era stato fatto e a vedere riconosciuti gli interessi maturati.Quindi se uno è nel giusto non so cosa debba temere da quei tabulati.
    • Anonimo scrive:
      Re: MA CHI SE NE FREGAAAAA!!!!!!!!!
      No che non è giusto! I "tabulati" dovrebbero darli a TE da conservare, non tenerseli loro.
      • Anonimo scrive:
        Re: MA CHI SE NE FREGAAAAA!!!!!!!!!
        Ma se tu li chiedi, loro te li danno!Quindi perchè io mi devo tenere le scartoffie inutili?Non bastano quella marea di bollete, bolli, ricevute di pagamento e tante altre cazzate che già oggi riempiono i cassetti delle nostre case?????
        • Anonimo scrive:
          Re: MA CHI SE NE FREGAAAAA!!!!!!!!!
          - Scritto da: Gino
          Ma se tu li chiedi, loro te li danno!
          Quindi perchè io mi devo tenere le
          scartoffie inutili?
          Non bastano quella marea di bollete, bolli,
          ricevute di pagamento e tante altre cazzate
          che già oggi riempiono i cassetti delle
          nostre case?????Sono questioni di principio che te evidentemente non riesci a capire.
          • Anonimo scrive:
            Re: MA CHI SE NE FREGAAAAA!!!!!!!!!
            nel 2002 ancora si va avanti con questioni di principioAndiamo bene!!!!!!!!!
          • Anonimo scrive:
            Re: MA CHI SE NE FREGAAAAA!!!!!!!!!
            - Scritto da: Giuseppe
            nel 2002 ancora si va avanti con questioni
            di principio

            Andiamo bene!!!!!!!!!
            LOL, non rispondo che è meglio.
          • Anonimo scrive:
            Re: MA CHI SE NE FREGAAAAA!!!!!!!! I PARADOSSI:
            - Scritto da: aS
            Sono questioni di principio che te
            evidentemente non riesci a capire.perchè se uno va al PRA e chiede info su un intestatario di un auto basta pagare per avere tali informazioni??Perchè non si limita l' accesso a tale banca dati solo a deterianti soggetti (assicurazioni ad esmepio)Lo sapete che i ladri di auto di grossa cilindrata con questo sistema rintraciano le abitazioni dei proprietari di auto interessanti per poi rubarle con calma!Rodotà cosa difende? La Privacy solo dei delinquenti!?!?!?
          • Anonimo scrive:
            Re: MA CHI SE NE FREGAAAAA!!!!!!!! I PARADOSSI:

            perchè se uno va al PRA e chiede info su un
            intestatario di un auto basta pagare per
            avere tali informazioni??
            Perchè non si limita l' accesso a tale banca
            dati solo a deterianti soggetti
            (assicurazioni ad esmepio)
            Lo sapete che i ladri di auto di grossa
            cilindrata con questo sistema rintraciano le
            abitazioni dei proprietari di auto
            interessanti per poi rubarle con calma!
            Rodotà cosa difende? La Privacy solo dei
            delinquenti!?!?!?ecco perche ci vuole la privacy...
          • Anonimo scrive:
            Re: MA CHI SE NE FREGAAAAA!!!!!!!! I PARADOSSI:
            - Scritto da: blah
            ecco perche ci vuole la privacy...Dai al cervello la corrente continua e non l' alternata !Quello che dicevo è per farti capire che ci sono cose più serie dove conta la privacy e non le menate che spara Rodotà che crede forse alla massima "Sparo stronzate quindi esito e mi merito lo stipendio"
  • Anonimo scrive:
    ..lo sapevate che...
    i log dei provider e degli operatori telefonici (che sono obbligati per legge a tenere i log di tutto quello che succede sulle loro macchine per 5 anni) NON possono assolutamente consultare e (peggio ancora) divulgare i dati contenuti se non alle autorità giudiziarie quando loro lo chiedano!??!?Al massimo possono effettuare statistiche generali sui log...
  • Anonimo scrive:
    Rodotà sepolcro imbiancato
    Rodota' si sveglia dopo un lungo sonno e scopre l'acqua calda. Anzi no, fa di peggio: fa la vergine.Ma come, non e' stato proprio LUI, nella SUA legge 675/96, a concedere l'esenzione a Telecom-Seat dal richiedere il consenso agli abbonati per il trattamento dei dati?Non e' stato proprio LUI a difendere ad ogni occasione il mascheramento DEMENZIALE e mafioso delle bollette?Adesso si sveglia e scopre d'improvviso i giganteschi database dei gestori telefonici? Ma è ridicolo.Rodota' si decida: la pianti di farsi propaganda e agisca coerentemente.
  • Anonimo scrive:
    Il cerchio si chiude.
    Prima il controllo totale dei media, poi il controllo delle informazioni personali, per finire con le telecamere sparse nelle città. Tutto questo dalle persone che, come avvocati difensori o imputati, si battono nei tribunali contro le intercettazioni telefoniche a loro carico.
  • Anonimo scrive:
    Bella la privacy del garante...
    Che con un suo 'bot ha spazzolato tutti i 600.000 e + domini.it, seguendo ogni link interno.. Cosa cercavano i cookies? Si sono fatti una copia fisica di tutto il testo del web italiano? Perchè non lo hanno annunciato? Mah, il VERO grande fratello, secondo me, ha trovato un bel vestito di carnevale! Comunque, io sono favorevole non a 5 anni, ma a 500 anni memorizzati. Tanto paura avere se male fare! E se studiano i miei gusti per personalizzare i servizi che mi offrono, benvenga!(La notte, quando con il naso all'insù guardi le stelle, sorridi, che i satelliti ti fotografano! :-))
    • Anonimo scrive:
      Re: Bella la privacy del garante...

      (La notte, quando con il naso all'insù
      guardi le stelle, sorridi, che i satelliti
      ti fotografano! :-))Gia'. Tutto ad un tratto Echelon e' sparito, e l'Italia e' l'unico paese che conserva informazioni personali. O perlomeno, lo dice apertamente.
    • Anonimo scrive:
      Re: Bella la privacy del garante...
      - Scritto da: Rob
      Comunque, io sono favorevole non
      a 5 anni, ma a 500 anni memorizzati. Tanto
      paura avere se male fare! Mah, non dico che sia il caso del Berluska, sempre tirato in ballo, però un bel dittatore alla sudamericana, che va a leggersi che io 4 anni prima ho mandato un sms contro di lui, proprio non mi piacerebbe...
  • Anonimo scrive:
    cifre...
    500 miliardi di informazioni personali conservate, considerando le sole chiamate in uscita====500 milliardi / 50 millioni = 10.000 (piu o meno)
    • Anonimo scrive:
      Re: cifre...
      ma se la telecom invece di sputtanare 17mila miliardi di lire in borsa nel 2000 (sputtanati nel senso che li ha giocoti e miseramente persi) avesse pagato un pò di albanesi per zippare i dati ed infilarli in dei bei dvd o hd dell'ultima generazione non era meglio?
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