Anche Linux avrà il suo App Store

I principali protagonisti della scena Linux si sono riuniti per decidere l'adozione di un sistema di distribuzione unificato per il software open source. La cosa importante è l'esperienza utente, ma non manca il disaccordo

Roma – È mania ” app store ” anche sui sistemi operativi del Pinguino: i pesi massimi della scena Linux si sono recentemente incontrati per discutere dell’eventualità di adottare un sistema di distribuzione software unificato , un connubio di API e infrastruttura comune in grado di fornire anche al mondo dell’open source quella stessa semplicità di download (e acquisto?) tipica degli app store.

A dimostrare la serietà dell’iniziativa è la lista dei partecipanti al meeting, tenutosi fra il 19 e il 21 gennaio scorsi presso gli uffici tedeschi di SUSE: oltre a rappresentanti della stessa (open)SUSE, erano presenti all’incontro sviluppatori di Debian, Fedora, Red Hat, Mageia, Mandriva e Ubuntu.

Stando all’ agenda-wiki del meeting, gli sviluppatori hanno discusso di questioni come l’adozione di un’interfaccia utente comune per il supposto “Application Store” di Linux , le strutture di metadati da usare, come generarle e dove immagazzinarle online, la parte di metadati da condividere fra tutte le distro e quella da lasciare libera per le caratteristiche specifiche di ogni sistema operativo con kernel Linux.

Anche se non possiamo essere d’accordo su tutti i pezzi del puzzle, hanno commentato i partecipanti al meeting, non vuol dire che non ci possa essere collaborazione costruttiva tra i vari “partiti” dell’open source che coesistono all’ombra del Pinguino.

I punti fermi sin qui decisi dagli sviluppatori includono il “Software Center” di Ubuntu come interfaccia comune maggiormente appropriata per l’app store convertita per PackageKit , il search engine “libraio” Xapian per la ricerca di app, e l’integrazione di Open Collaboration Services come “ponte” tra le comunità telematiche e i servizi basati su web, la gestione dei “rating” e le recensioni del software da parte dell’utenza.

Dettagli tecnici a parte, attualmente l’obiettivo principale del gruppo di lavoro non è realizzare un vero e proprio “app store” unificato sul modello di quello di Apple, quanto piuttosto di arrivare a stabilire un sistema unificato per la ricerca e il download di software per il Pinguino . Di qui a un app store unico, a ogni modo, il passo non è poi tanto lungo .

Alfonso Maruccia

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  • Findi scrive:
    piadina, parsot e...
    f*g* par tot...
  • Sandro kensan scrive:
    Sue e Frieda
    Però ai vertici qualche donna c'è. Comunque penso sia una questione importante e che si potrebbe cambiare l'organizzazione di WP magari introducendo delle quote rosa tra i burocrati, introducendo una lista di voci che possono essere supervisionate da amministratrici così che le wikipediane possano confrontarsi con un punto di vista femminile.Si potrebbe rendere esplicito il sesso degli amministratori. Si potrebbero sperimentare più teorie, tanto wp è grande.
    • Torsolo scrive:
      Re: Sue e Frieda
      A Wikipedia non gliene deve XXXXXXX niente di quali siano i genitali di chi scrive. Perché a parte quello, le differenze sono principalmente culturali e c'è un problema di base più profondo. Wikipedia farà quello che può, ma è la società che deve cambiare, con i suoi condizionamenti. A meno che non parliamo di mestruazioni e gravidanze, l'idea dei "punti di vista femminili", come se le donne fossero fatte con lo stampo, sono in gran parte frutto di quanto sopra e di una buona dose di stereotipi.
      • bubba scrive:
        Re: Sue e Frieda
        - Scritto da: Torsolo
        A Wikipedia non gliene deve XXXXXXX niente di
        quali siano i genitali di chi scrive. Perché a
        parte quello, le differenze sono principalmente
        culturali e c'è un problema di base più profondo.
        Wikipedia farà quello che può, ma è la società
        che deve cambiare, con i suoi condizionamenti. A
        meno che non parliamo di mestruazioni e
        gravidanze, l'idea dei "punti di vista
        femminili", come se le donne fossero fatte con lo
        stampo, sono in gran parte frutto di quanto sopra
        e di una buona dose di
        stereotipi.direi che quoto tutto.secondo me vige ancora il "vecchio" problema della donna che semplicemente se ne frega dell'informatica . Si certocerto ci sono grafici, webdesigner, chattatori su facebook da competizione, ecc... sono anche in salita. Ma fondamentalmente gli frega piu' altra roba.
        • Sborone di Rubikiana memoria scrive:
          Re: Sue e Frieda
          Eh, infatti... che senso ha creare delle "quote rosa" per una cosa ad acXXXXX libero???Mah. (newbie)
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