Android 17 sull'1% dei dispositivi, la versione 11 su oltre il 10%

Android 17 sull'1% dei dispositivi, la versione 11 su oltre il 10%

La versione più recente del sistema operativo mobile, la release 17, è presente solo sull'1% dei dispositivi Android in circolazione.
Android 17 sull'1% dei dispositivi, la versione 11 su oltre il 10%
La versione più recente del sistema operativo mobile, la release 17, è presente solo sull'1% dei dispositivi Android in circolazione.

Passano gli anni e migliorano progressivamente le tecnologie, ma la frammentazione rimane il più grande tallone d’Achille dei sistemi operativi moderni. Non fa eccezione quello mobile curato da Google, come dimostra il fatto che Android 17 al momento sia presente solo sull’1% dei dispositivi in circolazione e basati sulla piattaforma, nonostante i mesi trascorsi dal lancio ufficiale di giugno.

Android e il solito problema della frammentazione

La buona notizia, se così può essere interpretata, riguarda il fatto che la fetta più grande della torta è da attribuire alla release precedente, la 16 distribuita lo scorso anno. Significa che negli ultimi dodici mesi, i produttori si sono dati da fare per confezionare e distribuire gli update, ma ci sono ancora ampi margini di miglioramento. Balza all’occhio anche il fatto che, più di uno smartphone o un tablet su dieci, sia ancora fermo alla 11 risalente al 2020.

La frammentazione tra le diverse versioni di Android

Per essere più chiari, ecco l’elenco di tutte le versioni in circolazione e la loro diffusione. I numeri sono quelli ufficiali pubblicati dal gruppo di Mountain View e aggiornati al 19 ottobre.

  • 5.1 Lollipop (0,2%);
  • 6 Marshmallow (0,3%);
  • 7 Nougat (0,2%);
  • 7.1 Nougat (0,2%);
  • 8 Oreo (0,5%);
  • 8.1 Oreo (1,5%);
  • 9 Pie (3,1%);
  • 10 Quince Tart (5,7%);
  • 11 Red Velvet Cake (10,5%);
  • 12 Snow Cone (9,6%);
  • 13 Tiramisu (11,8%);
  • 14 Upside Down Cake (15,3%);
  • 15 Vanilla Ice Cream (14,7%);
  • 16 Baklava (25,4%);
  • 17 Cinnamon Bun (1%).

Alcuni brand, come Samsung e la stessa Google, hanno iniziato da tempo a garantire un periodo di supporto esteso per i propri dispositivi, fino a sette anni nel caso dei top di gamma del marchio sudcoreano e dei Pixel. Lo stesso non si può dire per altre aziende, che a volte ancora commercializzano smartphone e tablet destinati all’obsolescenza in poco tempo, soprattutto quelli destinati ai segmenti entry level del mercato. È una pratica che porta inevitabilmente con sé problemi di incompatibilità, ma anche e soprattutto criticità legate alla sicurezza: in assenza di patch, il rischio è quello di rimanere esposti alle vulnerabilità software che emergono di continuo.

Fonte: 9TO5Google
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Pubblicato il
30 ott 2026
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