Android sposa MIPS, sale sul netbook cinese

Il port di Android per le architetture MIPS aprirà le porte a questo OS verso il settore dei set-top box e delle appliance. Nel frattempo, il sistema operativo di BigG debutterà su un netbook touch screen
Il port di Android per le architetture MIPS aprirà le porte a questo OS verso il settore dei set-top box e delle appliance. Nel frattempo, il sistema operativo di BigG debutterà su un netbook touch screen

Nato come sistema operativo per smartphone, e ad un passo dal salire sui primi netbook ARM-based, Android sembra destinato a girare molto presto anche su altre categorie di device. A renderlo possibile sarà un port di Android per architetture MIPS a cui sta lavorando Embedded Alley , una start-up californiana specializza in soluzioni embedded basate su Linux.

Embedded Alley ha reso noto che il suo port di Android per MIPS supporterà inizialmente il diffuso system-on-chip Alchemy Au1250 di Raza Microelectronics (RMI), e comprenderà l’intero stack software della piattaforma sponsorizzata da Google: kernel, driver, tool di sviluppo e Dalvik virtual machine . L’obiettivo dell’azienda americana è quello di spingere Android sull’eterogeneo mercato dei dispositivi MIPS-based, che comprende set-top box, televisori HDTV, fotocamere digitali, player e console portatili, computer di bordo per auto, router, controlli industriali e apparati medicali.

Da sottolineare come RMI, produttore delle CPU Alchemy (acquistate nel 2006 da AMD), sia direttamente coinvolta nel progetto di porting: sebbene Embedded Alley non lo precisi, è assai probabile che RMI abbia finanziato in tutto o in parte il progetto. Questo fatto confermerebbe il crescente interesse mostrato dai produttori di CPU embedded verso i sistemi operativi Linux-based, ed in particolare verso quelle piattaforme – come Android – che offrono stack applicativi completi e sono sostenuti da grandi consorzi industriali (nel caso di Android, dall’Open Handset Alliance). A tal proposito, Embedded Alley si è già detta interessata a stipulare partnership con altri produttori di CPU MIPS al fine di estendere la compatibilità del proprio port di Android con un maggior numero di device.

“Combinando la nostra vincente competenza nel campo delle architetture MIPS, la profonda conoscenza della piattaforma Android e l’esperienza relativa a un’ampia gamma di applicazioni e tecnologie, Embedded Alley vanta una posizione privilegiata nell’espandere lo spazio applicativo di Android”, ha commentato Matthew Locke, COO di Embedded Alley. “Questo background, unito alla nostra forte partecipazione alle comunità e ai progetti open source, fa di Embedded Alley una partner ideale per i venditori di chip e gli OEM che desiderano andare sul mercato con questa nuova ed eccitante piattaforma”.

La società californiana sostiene che il suo progetto non ha solo l’obiettivo di portare la piattaforma di Google su una nuova CPU, ma anche quello di espandere il numero e il tipo di applicazioni che si possono utilizzare su Android.

Il pacchetto di software che Embedded Alley metterà presto a disposizione di sviluppatori e OEM comprenderà il codice per MIPS di Android, il kernel Linux 2.6.28, l’ambiente runtime di Android e un ambiente di sviluppo basato su Eclipse. L’azienda non ha ancora svelato il prezzo del pacchetto, il cui rilascio è previsto per maggio, ma stando a EETimes questo dovrebbe costare meno di 50mila dollari.

Android e i netbook
Sul fronte netbook, la situazione appare piuttosto vivace: non passa settimana in cui non vi siano annunci o semplici indiscrezioni relativi a netbook basati su Android. Stando a quanto recentemente riportato da Computerworld , il primo netbook a sposare il sistema operativo open source “androide” sarà l’ Alpha 680 progettato dalla società cinese Guangzhou Skytone Transmission Technologies . Il sistema, che ha un design convertibile, dovrebbe arrivare sul mercato entro la fine dell’estate al prezzo di circa 250 dollari.

Il netbook utilizza una CPU ARM 11 da 533 MHz, uno schermo LCD touch da 7 pollici, una tastiera QWERTY a 80 tasti, un touchpad, 128 o 256 MB di memoria RAM, un SSD da 1 o 4 GB, un modulo WiFi, e una batteria a 2 celle che promette da 2 a 4 ore di autonomia. Sarebbe auspicabile che Skytone mettesse a disposizione anche una batteria opzionale più capiente, a 4 o 6 celle, così da portare l’autonomia a 10-12 ore.

Almeno inizialmente, i netbook ARM andranno a colmare il vuoto lasciato nel segmento di fascia bassa dai portatilini basati su Atom: nella maggior parte dei casi si tratterà di sistemi con display da 7 pollici e con prezzo inferiore ai 250 dollari.

Tra i più importanti produttori taiwanesi a presentare un netbook con Android potrebbe esserci MSI, che secondo Digitimes annuncerà un tale prodotto in occasione del Computex di inizio giugno. Tra gli altri produttori di netbook ad aver già palesato il proprio interesse verso Android vi sono HP, Dell, Asus e Acer.

Alessandro Del Rosso

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