Anonymous contro Donald Trump

Dopo le minacce, sono già state divulgate informazioni personali sul candidato alla presidenza degli States. Ma potrebbero essere frutto di un attacco vecchio di un anno
Dopo le minacce, sono già state divulgate informazioni personali sul candidato alla presidenza degli States. Ma potrebbero essere frutto di un attacco vecchio di un anno

Anonymous ha iniziato la propria guerra contro Donald Trump divulgando una grande quantità di sue informazioni personali .


Hacktivisti che si rappresentano con la maschera del collettivo avevano nei giorni scorsi rinnovato le minacce nei confronti del candidato alla presidenza degli Stati Uniti per i Repubblicani con la cosiddetta “OpTrump”, un discorso tuttavia già aperto alla fine del 2015, quando le dichiarazioni di Trump sulla volontà di sbarrare le frontiere agli islamici e le provocazioni sulla chiusura di Internet avevano scatenato un DDoS nei confronti del sito Web della Trump Tower.

Con OpTrump, dunque, gli Anonymous sono tornati all’attacco con una chiamata alle armi per “smascherare i veri interessi” di Trump: “Ti abbiamo osservato per molto tempo – dicono rivolgendosi idealmente direttamente al milionario – e quello che abbiamo visto è profondamente disturbante. L’unica cosa che ti interessa è il tuo tornaconto personale ed il tuo potere”.
Per questo vogliono adesso coinvolgere più persone possibili per “chiudere i suoi siti Web, ricercare ed esporre quello che Trump non vuole che sia reso pubblico”: per il momento l’operazione ha portato alla divulgazione online di una serie di informazioni personali non verificate, tra cui quello che ritengono essere il social security number di Trump. Tuttavia alcune fonti riferiscono siano dati già accessibili online e probabilmente frutto di un’altra incursione ai danni di Trump che risale a circa un anno fa.

Un portavoce di Trump ha comunicato che il Governo e le autorità stanno cercando le persone responsabili dei tentativi di cracking ai danni degli account del candidato alla presidenza.

Da parte sua CloudFare, che si occupa della sicurezza dei siti di Donald Trump, si è detta tranquilla, sottolineando che affronta DDoS continuamente e che quindi è preparatissima ad affrontare questa nuova presunta minaccia, riducendo ad un fastidio trascurabile l’impegno di Anonymous.

Claudio Tamburrino

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