Anonymous, Kiss per vendetta

Lanciato un attacco DDoS contro due siti ufficiali del bassista Gene Simmons. Una ritorsione dopo le sue dichiarazioni contro il P2P. Ma pare che nella comunità degli Anonymous ci sia stata una spaccatura

Roma – L’Operazione Payback è tornata a colpire, scagliatasi questa volta contro la lingua più famosa (e lunga) del rock and roll. GeneSimmons.com e SimmonsRecords.com – entrambi siti ufficiali del celebre bassista dei KISS – sono infatti finiti offline, vittime designate dell’ennesimo attacco di tipo DDoS .

A lanciare l’offensiva è stato il noto gruppo degli Anonymous , che ha nuovamente sfruttato il temibile tool Low Orbit Ion Cannon (LOIC) per mettere KO i due spazi web di Gene The Demon Simmons. Una ritorsione ben studiata, dopo alcune dichiarazioni rilasciate sul P2P dal bassista dei KISS.

Simmons aveva infatti accusato le major di “non avere le palle di portare in tribunale tutti gli sbarbatelli e lentigginosi teenager che scaricano musica”. Per The Demon sarebbe fondamentale “proteggere il marchio, intentare cause legali contro i pirati, strappare loro casa e macchina e non permettere a nessuno di oltrepassare il confine del diritto”.

Ma questa volta gli anonimi di 4chan non sono sembrati unanimi nel procedere con gli attacchi ai due siti di Simmons. Qualcuno ha infatti parlato di una vera e propria spaccatura in seno al gruppo. I motivi sono rimasti tuttavia nell’ombra. La maggioranza ha dato il via libera, portando i due siti del bassista verso un limbo continuo tra l’online e l’offline.

Mauro Vecchio

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