Antitrust, editori europei contro Google

Le principali associazioni di categoria hanno chiesto alla Commissione Europea di respingere il pacchetto di misure correttive proposto da BigG per chiudere la querelle antitrust nei servizi legati al suo search engine

Roma – All’attenzione del commissario europeo alla Concorrenza Joaquin Almunia, un’agguerrita lettera aperta firmata dalle principali associazioni di categoria sul mercato editoriale del Vecchio Continente. Dalle tedesche BDZV e VDZ all’italiana FIEG, centinaia di editori europei hanno chiesto alle autorità antitrust di Bruxelles di respingere il pacchetto di misure correttive presentato da Google per chiudere la delicata querelle sui più disparati servizi sponsorizzati all’interno del suo popolare motore di ricerca.

Capitanati dalle associazioni tedesche, gli editori sul mercato comunitario hanno sottolineato come tutti i siti web dovrebbero essere indicizzati in maniera giusta e non discriminatoria dal gigante di Mountain View , un requisito ritenuto essenziale per lo sviluppo e la prosperità dei media in Europa. Nessuno sembra dunque soddisfatto delle misure annunciate da BigG per risolvere le accuse di abuso di posizione dominante nelle specifiche modalità di presentazione dei risultati di ricerca.

In particolare , l’azienda californiana dovrebbe assicurare che tutti i suoi servizi – dai viaggi alle mappe digitali – vengano trattati con gli stessi standard, ovvero a partire dalle stesse attività di crawling, ranking e indexing predisposte per tutti gli altri siti (concorrenti compresi) . Il search engine statunitense – che pure offre a fornitori di contenuti e servizi di sganciarsi dai suoi algoritmi e dai suoi servizi – dovrebbe fare molto di più a causa della sua posizione di assoluto dominio sul mercato della ricerca online.

Un riferimento non esplicito alla recente decisione di imporre un meccanismo di opt-in agli editori tedeschi, che dal prossimo 1 agosto potranno scegliere se sottrarsi o aderire ai meccanismi di quel Google News accusato di sfruttamento indebito del traffico web. Le associazioni di categoria locali hanno infatti respinto la proposta – del tutto consapevoli dei benefici che l’aggregatore californiano apporta in termini di traffico e click pubblicitari – chiedendo invece una spartizione dei proventi dalla distribuzione online dei contenuti editoriali .

Lo stesso commissario Almunia aveva già paventato il rifiuto delle proposte inviate da Google per chiudere il caso antitrust con le autorità del Vecchio Continente. Il meccanismo di etichettatura proposto da Mountain View – i link sponsorizzati sarebbero evidenziati e distinti da quelli normali – non convince gli stessi editori europei, che temono un ulteriore aumento di visibilità per i servizi offerti da BigG nei settori dei viaggi o delle piattaforme per la comparazione dei prezzi.

“Come abbiamo sempre spiegato, abbiamo costruito Google per gli utenti, non per i siti web”, si legge in un breve comunicato di risposta pubblicato sul blog ufficiale del colosso californiano. L’azienda a stelle e strisce continua a ribadire di aver fatto “un ottimo lavoro” per offrire esperienze di ricerca online più significative e personalizzate. Gli editori europei temono invece che il dominio sui risultati del search possa arrecare danni irreparabili alla libera competizione nel settore dei media o dei servizi high-tech.

Mauro Vecchio

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