AOL: non avvertiremo gli utenti infetti

Lo aveva chiesto F-Secure per la recrudescenza di Sober e delle nefaste attività del worm. Ma il gigante degli ISP statunitensi non ci sta: noi facciamo prevenzione


New York (USA) – Si allarga la questione dei PC infetti e del ruolo che i provider possono giocare nell’individuare quali dei propri clienti utilizza un PC colpito da un worm o da un trojan: la società di sicurezza F-Secure ha chiesto agli ISP di darsi da fare per identificare gli utenti e avvertirli , dando loro gli strumenti per mettere in sicurezza i propri computer.

Lo scopo dell’appello della società europea di sicurezza è ovvio: oggi sono online battaglioni di computer compromessi all’insaputa degli utenti, a cui accedono da remoto gli autori di programmi capaci di gestire botnet immense, di centinaia o migliaia di macchine. Reti di PC zombie destinate ad essere utilizzate per scopi nefasti , dal “semplice” spam commerciale agli attacchi via internet su vasta scala come i DDoS (Distributed Denial-of-service).

L’allarme di F-Secure è legato all’attività dei moltissimi PC che sono collegati alla rete e che sono ancora infetti da Sober , worm capace di ingolfare le risorse di rete degli stessi provider. Almeno così la vede Mikko Hypponen, ricercatore F-Secure, secondo cui “la maggiorparte dei computer infetti appartiene ad utenti domestici che non hanno la minima idea di essere infetti . Gli ISP sono nella posizione migliore per individuare gli utenti infetti. I provider possono automaticamente chiudere la connessione di un utente e specificare che la riattiveranno non appena l’utente esegue certe procedure, ad esempio connettendosi al sito Microsoft per gli ultimi update: gli ISP possono chiudere quello che vogliono e comunque lasciare agli utenti la possibilità di raggiungere quel sito”.

Ma i provider vogliono davvero bloccare la connettività degli utenti sospettati di essere infetti? “Può essere difficile comprendere – spiega Hypponen – che la cosa conviene, perché è un grosso lavoro e nessuno ringrazia per essere stato avvertito di essere infetto. Ma gli ISP perdono molti soldi a causa del grande traffico generato dalle macchine infette”.

Questo ragionamento è stato abbracciato in Australia nei mesi scorsi dal Garante locale delle TLC che ha imposto ai provider di essere vigili sul fronte dei PC zombie e di intervenire disconnettendo quegli utenti che non abbiano posto i PC in sicurezza.

Non la pensa così AOL : dopo l’appello di F-Secure il gigante americano, il maggiore provider del mondo, ha sottolineato la bontà delle proprie politiche preventive , ad esempio legate ai filtri antispam o alla disabilitazione dei link automatici nelle email che giungono nelle mailbox degli utenti (che possono comunque scegliere che siano invece attivi). AOL ha esplicitamente dichiarato che non intende contattare direttamente i propri utenti quanto lavorare per fornire loro un ambiente di connessione più sicuro. Una sorta di tutela dall’alto che non è detto, però, che piaccia a tutti.

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  • Anonimo scrive:
    Ma cambia veramente qualcosa ?
    Ciao,spiego il mio dubbio.E' vero che il nuovo soggetto rivende a tutti, ma se farà dei prezzi più alti del normale lo farà anche al ramo servizi di BT, la quale avrà meno guadagni , che però saranno comepensati dai maggiori guadagni del ramo reti di BT. Alla fine che cambia ?Ciao, Carlo.
    • otacu scrive:
      Re: Ma cambia veramente qualcosa ?
      - Scritto da: Anonimo
      Ciao,

      spiego il mio dubbio.

      E' vero che il nuovo soggetto rivende a tutti, ma
      se farà dei prezzi più alti del normale lo farà
      anche al ramo servizi di BT, la quale avrà meno
      guadagni , che però saranno comepensati dai
      maggiori guadagni del ramo reti di BT.

      Alla fine che cambia ?

      Ciao, Carlo.Cambia che tutti concorrono dalla stessa posizione.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma cambia veramente qualcosa ?

        Cambia che tutti concorrono dalla stessa
        posizione.La solita risposta senza leggere la domanda.
  • Anonimo scrive:
    proprio come in italia...
    ...dove sono 10 anni che andava fatto sto discorso..ma la legge del menga prevale...-
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    • Anonimo scrive:
      Re: proprio come in italia...
      - Scritto da: Anonimo
      ...dove sono 10 anni che andava fatto sto
      discorso..Anche di piu'
      ma la legge del menga prevale...O quella di Telecom
      • Anonimo scrive:
        Re: proprio come in italia...


        ...dove sono 10 anni che andava fatto sto

        discorso..

        ma la legge del menga prevale...
        O quella di Telecomnon credo, da noi si evita con cura di prendere in considerazione tutto cio' che odori di "evidentemente ovvio", perche' altrimenti non vi sarebbe spazio al cavillo che ricordiamolo, costituisce la dieta principale di quell'esercito di parassiti che ormai occupa il 50% della societa'.
        • Anonimo scrive:
          Re: proprio come in italia...
          In Italia e' stata fatta la stessa cosa per i cellulari. Ai tempi la telecom ha dovuto fare una divisione TIM per vendere i cellulari.
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