AOL-Yahoo!, fusione in vista?

Investitori privati e i partner orientali del motore di ricerca dietro l'operazione. Che guarda in particolare all'advertising online. Ma resta per il momento un desiderata

Roma – AOL potrebbe essere interessata a fondersi con Yahoo! In ballo gli asset dell’online advertising della piattaforma, che potrebbero essere utilizzati in funzione anti-Google .

L’operazione, ancora alle fasi preliminari tanto da non aver ancora coinvolto la stessa Yahoo!, sarebbe facilmente conducibile per l’intervento di investitori interessati all’affare, come il gruppo Silver Lake Partners, lo stesso dell’ ultimo passaggio di proprietà di Skype, che tra i possibili acquirenti di Yahoo! avrebbe contattato anche News Corp. E che punterebbe a concludere l’acquisto di Yahoo! (la cui valutazione ora si attesta su circa 20 miliardi di dollari) per una cifra inferiore a quella offerta da Microsoft di 33 dollari ad azione nel 2008 .

A spingere per l’operazione, poi, sarebbero i manager cinesi e giapponesi delle affiliate locali di Yahoo!, asset di valore dell’azienda che in questi mesi stanno cercando di raggiungere un accordo per svincolarsi dal resto della piattaforma.

L’operazione consisterebbe nell’integrazione di un altro soggetto con la piattaforma Yahoo!, che verrebbe poi in parte smembrata con l’obiettivo di tenere tutto ciò che concerne l’advertising online. Non si tratterebbe, in pratica, di un’acquisizione pura e semplice come quella tentata da Microsoft ormai due anni fa e contro cui Yahoo! si sarebbe attrezzata con un accordo con Goldman Sachs.

Si tratterebbe, in pratica, della formazione di una nuova entità con Tim Armstrong di AOL candidato a diventarne il CEO e Carol Bartz di Yahoo! il presidente.

In realtà alcuni osservatori non giudicano sufficiente a contrastare Google un eventuale accordo tra le due, mentre altri benedicono l’operazione visto soprattutto come le due aziende rappresentino ex-giganti del Web che devono far qualcosa per riprendere la scalata: la fusione permetterebbe di generare benefici di scala nell’advertising online che aiuterebbero quanto meno ad invertire la tendenza non strabiliante ultimamente registrata e a tagliere le ridondanze non competitive delle due piattaforme.

A dimostrazione di come l’operazione possa essere accolta a braccia aperte dagli investitori, alla notizia il titolo di Yahoo! è salito del 13 per cento.

Claudio Tamburrino

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