Dando seguito a quanto già disponibile da dicembre, questa settimana il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha portato nell’app IO nuovi avvisi relativi alla giustizia tributaria. Vediamo di cosa si tratta, a chi sono rivolti e cosa controllare all’interno dell’applicazione per essere sicuri di riceverli in caso di necessità.
Nuovi avvisi della giustizia tributaria nell’app IO
Nel dettaglio, il 3 giugno il servizio ha visto l’implementazione di due nuovi messaggi, quelli relativi alla Comunicazione del dispositivo (la decisione finale contenuta nella sentenza) e alla Comunicazione del deposito della sentenza o di altro provvedimento giurisdizionale (l’intero provvedimento). L’obiettivo è garantire al difensore un’informazione tempestiva sull’avvenuta consegna delle PEC inviate dalle segreterie delle Corti di giustizia tributaria tramite SIGIT, il Sistema informativo della giustizia tributaria.
Come si legge nel comunicato del Ministero, l’accesso è rivolto sia ai difensori sia ai cittadini associati alla casella PEC indicata nel ricorso, purché siano anche registrati nell’applicazione e abbiano attivato la funzione di ricezione dei messaggi.

Per assicurarsi di ricevere i messaggi è sufficiente aprire l’app IO, accedere alla sezione Servizi, digitare “giustizia tributaria” nel campo di ricerca in alto, premere “Dipartimento della Giustizia Tributaria”, poi “Avvisi comunicazioni delle Corti di giustizia tributaria” e infine controllare che la voce “Contattarti in app” sia abilitata, come mostrato dall’immagine qui sopra. Con “Inviarti notifiche push” si è certi di vedere la notifica comparire direttamente sul display.
Niente di rivoluzionario per l’applicazione (non si tratta dei nuovi documenti di IT-Wallet che arriveranno più avanti), ma è l’ennesima conferma di come la piattaforma sia il canale su cui le pubbliche amministrazioni puntano per semplificare la comunicazione con i cittadini. I numeri ufficiali riportati da PagoPA fanno riferimento a un uso in aumento: 14,8 milioni di utenti attivi negli ultimi 12 mesi, con quasi 1,5 miliardi di messaggi inviati dagli enti a partire dal 2020.