I produttori di browser contro Microsoft: Basta imporre Edge

I produttori di browser contro Microsoft: Basta imporre Edge

La Browser Choice Alliance, composta da Chrome, Opera, Vivaldi e altri browser, scrive a Nadella per smettere di imporre Edge.
I produttori di browser contro Microsoft: Basta imporre Edge
La Browser Choice Alliance, composta da Chrome, Opera, Vivaldi e altri browser, scrive a Nadella per smettere di imporre Edge.

La Browser Choice Alliance, la coalizione che include Google Chrome, Opera, Vivaldi, Midori, BrowserWorks e Wavebox, ha inviato una lettera aperta a Satya Nadella accusando Microsoft di abusare della propria posizione dominante nel mercato PC per spingere gli utenti verso Edge, anche quando non lo vogliono o hanno già scelto un altro browser, o hanno detto esplicitamente di no.

La lettera elenca le tattiche che chiunque usi Windows conosce benissimo, e che Microsoft continua a impiegare nonostante le proteste di utenti e concorrenti.

I browser rivali accusano Microsoft di abusare di Windows per Edge

Microsoft ha utilizzato negli anni una lunga serie di strategie per spingere l’adozione di Edge. Ha incentivato il suo utilizzo attraverso il programma Rewards, sperimentato l’avvio automatico del browser all’accensione del PC e incoraggiato i produttori OEM a preinstallarlo come unica opzione sui nuovi computer Windows.

Non solo. Per molto tempo ha reso più complicata la scelta di un browser alternativo, richiedendo di modificare manualmente le associazioni per singoli tipi di file e protocolli anziché offrire un semplice pulsante “Imposta come predefinito”. Alcuni collegamenti di sistema continuavano inoltre ad aprirsi su Edge, ignorando la preferenza espressa dall’utente.

A questo si sono aggiunti banner promozionali all’interno di Windows, spesso visualizzati proprio mentre si tentava di scaricare un browser concorrente, e aggiornamenti del sistema che talvolta riportavano Edge al centro dell’esperienza. Una strategia che, più che convincere gli utenti a scegliere il browser, ha spesso dato l’impressione di voler rendere più difficile scegliere qualcos’altro.

Cosa chiedono i produttori di browser alternativi

La coalizione chiede sette azioni concrete:

  1. Permettere ai produttori di browser di competere per la preinstallazione e gli accordi di default con i produttori PC;
  2. Eliminare i dark pattern contro chi scarica e usa altri browser;
  3. Ripristinare il cambio di browser predefinito con un singolo clic per tutti i tipi di file e app (inclusi i PDF);
  4. Aprire tutti i link web nel browser predefinito scelto dall’utente;
  5. Eliminare i banner Microsoft che spingono Edge, incluso quando si cercano altri browser;
  6. Smettere di usare gli aggiornamenti di sistema per riportare gli utenti su Edge;
  7. Rimuovere le restrizioni della modalità S che bloccano i browser di terze parti.

Chi controlla il browser controlla l’AI

La richiesta dei produttori di browser alternativi non è casuale. Con l’avvento dell’intelligenza artificiale, i PC sono ancora più centrali, e il browser è il punto di accesso a tutto, dalla ricerca AI ai chatbot alle app web. Controllare quale browser le persone usano significa controllare come accedono all’AI. Microsoft ha Copilot integrato su Edge. Google ha Gemini su Chrome.

Con il DMA, l’UE ha già imposto ad Apple di allentare il controllo su iOS e consentire la concorrenza tra browser. Ma Windows, per ora, non è stato incluso nella lista dei gatekeeper con la stessa severità. La lettera della BCA potrebbe spingere i regolatori a valutare interventi simili anche nei confronti di Microsoft.

Il gigante di Redmond non ha risposto pubblicamente alla lettera. La storia suggerisce che senza un intervento normativo, le tattiche continueranno, con qualche variazione sul tema, ma con lo stesso obiettivo.

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Pubblicato il
5 giu 2026
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