Mozilla ha pubblicato la versione 2.0 di uno studio effettuato da ricercatori indipendenti sulle tattiche usate da Microsoft per ostacolare la libera scelta del browser agli utenti su Windows 11. Rispetto a due anni fa non è cambiato praticamente nulla. Anzi c’è un nuovo stratagemma che riguarda l’app Windows Backup.
Più fortunati gli utenti europei
I ricercatori (Harry Brignull e Cennydd Bowles) hanno esaminato le tattiche di due anni fa e aggiunto due novità, scoprendo un nuovo “trucco”. Hanno analizzato le differenze in quattro paesi: Stati Uniti, India, Regno Unito e Germania (in rappresentanza dell’Unione europea) e hanno valutato anche la correlazione tra Copilot e Microsoft Edge. La conclusione è praticamente identica a quella del 2024:
Microsoft non consente ancora agli utenti di scaricare, impostare come predefinito o continuare a utilizzare browser alternativi senza interferenze dannose.
Gli utenti europei sono più fortunati, in quanto l’azienda di Redmond ha dovuto rimuovere alcune tattiche per rispettare il Digital Markets Act. Non viene ad esempio ostacolata l’impostazione del browser predefinito per alcuni tipi di file. I link di Windows Search e Widget si aprono nel browser predefinito, invece che in Edge.
Durante lo studio sono stati individuati altri stratagemmi per impedire la scelta di browser alternativi. La prima riguarda Windows Backup. Il supporto per Windows 10 è terminato il 14 ottobre 2025, ma è disponibile quello esteso fino al 12 ottobre 2027. Molti utenti hanno quindi effettuato il passaggio a Windows 11.
L’azienda di Redmond suggerisce di usare Windows Backup per trasferire app, file e impostazioni. I ricercatori hanno scoperto che il tool non rispetta la scelta del browser predefinito. Al termine del ripristino sul dispositivo con Windows 11, il browser predefinito diventa Edge.
Anche Copilot non rispetta la scelta, in quanto apre i link con Edge. Inoltre raccoglie dati di navigazione che vengono usati per le inserzioni personalizzate (solo in India e Stati Uniti). Mozilla chiede alle autorità di intervenire usando i risultati dello studio.
Simili accuse sono arrivate dalla Browser Choice Alliance. Anche se Mozilla non è parte dell’alleanza è stato espresso un giudico positivo sul lavoro dei ricercatori:
Ci congratuliamo con il team di ricerca per aver ancora una volta puntato i riflettori su pratiche che distorcono la concorrenza e limitano la libertà di scelta degli utenti. I risultati dello studio “Over the Edge 2.0” rivelano come Microsoft continui a utilizzare tattiche manipolative per spingere gli utenti verso Edge, limitando la loro capacità di scegliere e utilizzare il browser che preferiscono. Il report dimostra come Microsoft adotti strategie dannose a danno degli utenti sui dispositivi Windows 11 su scala globale. Chiediamo a Microsoft di rispettare i propri utenti e di smettere di utilizzare l’ecosistema Windows per indirizzarli verso il proprio browser in modi che limitano la libertà di scelta, minano la libertà sul web e alterano ingiustamente il campo di gioco, compromettendo la concorrenza leale e l’innovazione.