Apple compra Asaii per trovare l'X-Factor

Confermata l'acquisizione, da parte di Apple, del team Asaii che ha sviluppato un sistema in grado di scoprire i migliori artisti musicali emergenti.

Nuova acquisizione per Apple: questa volta a finire nel mirino della mela morsicata è stata Asaii, società specializzata nell’analisi del mercato musicale e in particolare delle tendenze che interessano gli artisti ancora sconosciuti al grande pubblico. L’entità dell’investimento economico messo sul piatto non è stata ufficializzata, ma secondo quanto riportato da Axios la cifra sarebbe inferiore ai 100 milioni di dollari.

Apple compra Asaii

Quel che fa il sistema messo a punto da Asaii è esaminare i trend innescati sulle piattaforme di streaming e incrociare le informazioni così ottenute con quelle provenienti dai social network, in modo da individuare gli artisti emergenti su cui puntare in vista di una loro crescita a livello di audience. Una mossa che va a contrastare quella annunciata il mese scorso dal concorrente Spotify, che ora permette anche a chi non possiede un contratto discografico di caricare le proprie opere sul servizio.

L’offerta di Asaii è sempre stata rivolta alle etichette, per aiutarle a pianificare le campagne di marketing e a pianificare i tour, oltre che come già detto a scoprire i musicisti più validi del panorama emergente. Il fiuto per gli affari può sgorgare da una semplice analisi dei messaggi già disseminati sul campo dai giudizi e dalle reazioni del pubblico, consentendo di carpire in anticipo quelli che potrebbero essere i fenomeni emergenti. Così da scommettere per tempo sul giusto cavallo da corsa.

L’annuncio odierno spiega perché, esattamente un mese fa, l’azienda abbia annunciato attraverso i suoi profili social l’interruzione dell’attività.

Come con Shazam, per Apple Music

L’acquisizione di Asaii da parte del gruppo di Cupertino ha come finalità dichiarata quella di sostenere sempre più la crescita di Apple Music, la piattaforma della mela morsicata dedicata allo streaming. Un’iniziativa in linea con quella che ha visto l’azienda guidata da Tim Cook mettere le mani su Shazam, attraverso un’operazione complessa annunciata alla fine dello scorso anno e giunta al termine solo nelle scorse settimane.

L’obiettivo è quello di scovare e i talenti, le band e i cantanti che in futuro richiameranno a sé l’attenzione del pubblico, magari rendendo il catalogo delle loro produzioni un’esclusiva delle proprie piattaforme, garantendosi così un vantaggio in termini di contenuti rispetto a quanto offrono i competitor. Dati e algoritmi, insomma, per scovare i talenti prima che lo faccia un talent scout o un talent show: dove non arriva il fiuto, ci pensano la statistica e l’analisi computazionale.

Fonte: Music Ally

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