Apple, causa per iCloud

Ancora una volta il nome scelto per un nuovo prodotto innesca una causa di violazione di proprietà intellettuale

iCloud Communication ha denunciato Apple per l’utilizzo del nome iCloud.

Non è la prima volta che Apple, o un’altra grande azienda IT, si trova al centro di una vicenda legale per il nome scelto per un prodotto e tutelato dalla normativa della proprietà intellettuale relativa ai marchi commerciali .

Recentemente Google è stata chiamata in causa per l’utilizzo delle parole “Chromebook” e “Chromebox”. Ma ad ottobre la stessa Apple era stata denunciata per l’utilizzo del termine iPad e nei mesi scorsi si è trovata in mezzo ad una battaglia senza esclusione di colpi per il termine App Store.

Secondo iCloud Communication gli sforzi pubblicitari di Apple per il suo nuovo servizio starebbero danneggiando i suoi affari praticamente costringendola a cambiare il nome peraltro utilizzato dal 2005 per un servizio molto simile a quello offerto ora da Apple.

Dopo i brevetti, d’altronde, quello dei marchi commerciali, nella declinazione sia dei nomi scelti per i prodotti che dei nomi a dominio, è uno dei terreni più caldi per le cause di proprietà intellettuale: da ultimo è stato Twitter ad attivarsi avviando una causa presso la World Intellectual Property Organization contro twiter.com , nome a dominio registrato prima del suo esordio ma che negli ultimi anni ha visto il suo traffico fortemente accresciuto, puramente per il cybersquatting a posteriori, grazie a contatti ottenuti dagli errori di battitura.

Claudio Tamburrino

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