Apple e la smania di cambiare

di D. Galimberti - Una storia già raccontata. Ma che se è già successa (e non una volta sola), risuccederà. A Cupertino si preparano al passaggio da x86 ad ARM? Un nuovo Mac, comunque, non si costruisce in un giorno

Roma – Uno dei miei primi articoli su Punto Informatico riguardava la (allora) remota possibilità che Apple adottasse i processori x86 per i suoi Mac. Correva l’anno 2000 (per la precisione novembre) e le voci circolavano già da qualche mese: c’erano vari motivi per considerarlo poco più di un rumors, ma il sentore era “che Apple volesse tenersi pronta per ogni possibile evenienza; qualora Motorola e IBM non fossero in grado di assicurare processori al passo coi tempi”… E così è stato, anche se ci sono voluti 5 anni prima dell’annuncio ufficiale e i primi Mac Intel sono arrivati solo l’anno successivo, nel 2006.

Nonostante gli attuali accordi molto stretti con Intel (basti pensare a OpenCL , al recente Thunderbold , o ad alcune forniture date da Intel in anteprima esclusiva ad Apple), l’impressione è che l’adozione di precessori x86 sia stata per Apple una forzatura, una sorta di scelta obbligata dovuta al fatto che con il PowerPC non si poteva più andare avanti, e nel 2005 non c’erano alternative valide, sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista della sicurezza per gli sviluppi futuri. Senza considerare il fatto che Apple era al lavoro su una versione x86 di Mac OS X fin dal 2000 (probabilmente dalla versione 10.1), quindi la via più breve per uscire dal vicolo cieco del PowerPC era già segnata.

Inoltre è anche vero che Apple, a torto o a ragione, non si è mai fatta grossi problemi a stravolgere l’architettura delle proprie macchine, sia a livello hardware che a livello di sistema operativo: personalmente ho vissuto l’era del passaggio da 68k a PowerPC, da Mac OS “classic” a Mac OS X, e da PowerPC ad Intel. In tutti questi passaggi Apple ha sempre fornito tutti gli strumenti per effettuare una transizione indolore, o quasi: basti pensare alle librerie Carbon (usate per il facilitare la transizione del sistema operativo) o a Rosetta, il “traduttore” di codice PowerPC in istruzioni x86. Nonostante le possibili difficoltà di transizione (soprattutto per gli sviluppatori), il cambio di architettura ha sempre consentito ad Apple di scegliere la migliore alternativa presente sul mercato, e il taglio dei ponti col passato (che avviene dopo il canonico periodo di transizione) permette di concentrarsi sul nuovo e di ottimizzarlo al meglio, cosa che non sempre avviene con gli altri sistemi.

Alla luce di tutto ciò, e considerando che una versione, seppur “ridotta”, di Mac OS X già è in funzione da diversi anni sui processori ARM di iPhone e iPad, i rumors che vogliono Apple in procinto di abbandonare l’architettura x86 per affidarsi completamente ad ARM meritano quantomeno di essere presi in considerazione per analizzarne la fattibilità.

Andando indietro nel tempo di qualche anno, nel 2008 Apple rilevò P.A. Semi , una società specializzata nella progettazione di processori il cui know how è stato utilizzato per sviluppare il SoC Apple A4 del primo iPad e dell’iPhone 4, nonché il più recente Apple A5 di iPad 2 (e, presumibilmente, del prossimo iPhone). Sia A4 che A5 sono basati su architettura ARM (rispettivamente Cortex A8 e Cortex A9), così come erano ARM i processori dei precedenti iPhone. Possiamo quindi affermare che Apple si è fatta una discreta esperienza con questo tipo di processori, ed è dotata di una struttura in grado di progettare processori customizzati basati su architettura ARM. Un Mac con processore ARM potrebbe far tornare Apple sulla via dell’hardware proprietario, progettato e realizzato su misura in base alle proprie esigenze, e capace di tenere lontano i cosiddetti hackintosh .

C’è però un “piccolo” problema: nonostante alcuni esempi eccellenti , la potenza di questi processori è ancora bel lontana da quello che possiamo trovare normalmente sui desktop attuali, anche se le cose potrebbero cambiare drasticamente il prossimo anno, quando avremo a che fare con i processori ARM Cortex A15 : prestazioni quintuplicate, supporto per un Terabyte di memoria, clock che si spinge fino a 2,5 GHz, e possibilità di avere fino ad 8 core. Lanciarsi a capofitto già da oggi su questa strada potrebbe essere un azzardo, ma l’interesse è sicuramente alto, e non è un caso che pure Microsoft abbia annunciato il supporto a questa famiglia di processori per il prossimo Windows 8 (anche se in tal caso lo scopo potrebbe essere quello di trovare una via di sbocco sul fiorente mondo dei tablet, più che puntare ad un nuovo modello di architettura per i PC).

Superato lo scoglio delle prestazioni hardware, bisognerebbe valutare anche il lato software, a partire dal sistema operativo. Attualmente Apple ha speso molto nell’ottimizzazione di Mac OS X per i processori Intel, ma del resto la stessa cosa l’aveva fatta anche all’epoca dei PowerPC: vi dice nulla Altivec ? Non dimentichiamo inoltre che Apple sta già lavorando da diversi anni al codice per processori ARM, quindi in tal caso il passaggio potrebbe essere meno indolore (e lo stesso si può dire per gli sviluppatori). Tutto sommato questo potrebbe non essere un grosso problema anche perché, a mio avviso, non si parla di un cambiamento troppo imminente, quindi è giusto che il sistema attuale sia ottimizzato al meglio per l’hardware attuale, hardware che potrebbe accompagnarci ancora per diversi anni.

Infine, se l’adozione di processori ARM sui Mac può essere visto come un avvicinamento del mondo iOS/iPhone verso MacOSX/Mac, non dimentichiamo che questo avvicinamento sta già avvenendo per altre vie: il Magic Trackpad ha portato le gestures anche sulle macchine desktop (sui nuovi iMac è possibile sceglierlo in alternativa al mouse), l’App Store è già un realtà su tutti i Mac, e l’imminente Lion erediterà diverse caratteristiche di iOS, come Launchpad o le applicazioni a tutto schermo (che, per inciso, non sono esattamente la stessa cosa di una finestra a pieno schermo, funzione che su Mac OS è sempre stata controversa). L’avvicinamento tra i due sistemi avviene in entrambi i sensi, visto che anche iOS eredita poco per volta alcune caratteristiche di Mac OS X, e pare (video non ufficiale) che la prossima versione del sistema per iPhone e iPad avrà una sorta di Exposé per la selezione delle applicazioni aperte.

In realtà, nonostante queste piccole somiglianze, iOS e Mac OS X sono ancora molto distanti (basti pensare che iOS non ha nemmeno un file manager ed è per molti versi “dipendente” da Mac OS X e da iTunes) e potrebbero volerci ancora diversi anni per avvicinare i due mondi: ammesso e non concesso che l’intenzione di Apple sia questa. Se vogliamo guardare alle coincidenze numeriche, iOS cresce al ritmo di una nuova major release ogni anno, e si attende la presentazione delle versione 5 nel corso della WWDC di giugno. Mac OS X invece, dopo lo sprint dei primi anni, sta crescendo al ritmo di una nuova relese ogni due anni, e per l’estate è atteso l’arrivo di Lion: Mac OS X 10.7. Di questo passo tra 4 anni saranno arrivati entrambi alla “versione 9”, coincidenza propizia affinché il passo successivo sia la creazione di un iOS-X…

Al di là di questa considerazione volutamente fantasiosa, un periodo di 4 o 5 anni potrebbe essere il lasso di tempo necessario per valutare la possibile adozione dell’architettura ARM su tutta la linea di prodotti Apple (e non sono sui portatili, come supposto da qualcuno), nonché per preparare i soliti strumenti di transizione per utenti e sviluppatori. Un paio d’anni fa raccontavo di come l’informatica fosse una scienza relativamente giovane e di come le modalità di interazione tra l’uomo e il computer potrebbero evolversi anche in relazione al nuovo hardware . Oggi c’è chi dice che il PC tradizionale è sulla via del tramonto e che sarà soppiantato dai tablet touch e dalla loro interfaccia di immediata comprensione.

Pur senza essere così drastici (sono convinto che il PC tradizionale dirà la sua per molti anni ancora), è evidente che il mondo dell’informatica stia cambiando, il settore mobile (inteso come smartphone e tablet, e non solo come notebook) sta diventando sempre più importante, Microsoft si allea con un produttore di telefoni e Google, dopo aver sfondato con Android, si appresta a lanciare Chrome OS : un sistema operativo basato su un browser e su applicazioni web (tra parentesi potenzialmente già pronto anche per tablet con processori ARM).

Apple, dopo aver aperto le danze di questo nuovo mondo (prima con iPhone, e poi con iPad) potrebbe inaugurare una nuova tendenza hardware, oppure potrebbe restare l’unica a scegliere una via alternativa e proprietaria. Non voglio dare per scontato che Apple passerà ad ARM, perché la situazione attuale è molto diversa rispetto a quella che la portò da PowerPC ad Intel: nel 2005 il PowerPC era fermo nello sviluppo già da diverso tempo, mentre Intel stava prendendo la rincorsa per i nuovi processori multi-core; oggi Intel è ancora all’avanguardia, mentre ARM sta tentando di raggiungerla.

Detto questo, se i ritmi di crescita di ARM saranno davvero quelli promessi, credo che l’idea stuzzicherà molte teste importanti di Apple, se non l’ha già fatto. Potrebbe anche succedere il contrario, ovvero che Apple passi ad un’architettura x86-Intel anche sui device iOS (come ipotizzato da qualche analista): al momento però gli indizi sono tutti nell’altra direzione, soprattutto se guardiamo all’offerta di processori per il mondo mobile, quindi questa possibilità sembra più remota rispetto alla convergenza su ARM. Avere gli stessi processori su tutti i tipi di macchina potrebbe, in ogni caso, realmente facilitare la convergenza dei due sistemi operativi, anche se questa strada è forse più difficile rispetto a quella del cambio di processore.

Domenico Galimberti
blog puce72

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  • final mexxolo scrive:
    razionale tenere la musica nella nuvola?
    Secondo voi è razionale tenere la musica sulla nuvoletta piuttosto che nel proprio device?http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3105951&m=3106267#p3106267
    • Rover scrive:
      Re: razionale tenere la musica nella nuvola?
      Se ci tieni anche la testa sì.se invece ce l'hai sul collo, secondo me no!
    • pancio scrive:
      Re: razionale tenere la musica nella nuvola?
      Aspettavo con impazienza che qualcuno tirasse fuori questo link! :)
      • panda rossa scrive:
        Re: razionale tenere la musica nella nuvola?
        - Scritto da: pancio
        Aspettavo con impazienza che qualcuno tirasse
        fuori questo link!
        :)Non capite niente voialtri.Ieri il nero era nero.Oggi il nero e' bianco, e se lo dice Jobs, che ha fatto l'iPhone bianco, allora e' vero.
  • ruppolo scrive:
    Interessante brevetto
    http://www.macrumors.com/2011/05/19/apples-music-streaming-service-to-eliminate-buffering-lag-with-locally-stored-snippets/In pratica localmente abbiamo delle porzioni di musica (immagino l'inizio dei brani), in modo che la musica parte immediatamente senza ritardi, poi il resto arriva in streaming da varie fonti, come il proprio computer, un server o dal servizio iTunes.
    • deactive scrive:
      Re: Interessante brevetto
      l'idea e' anche buona. Spero solo che Itunes non diventi piu' mattone di quanto gia' non sia. Quel sw ad ogni aggiornamento diventa sempre di piu' un monolite.
      • MeX scrive:
        Re: Interessante brevetto
        su windows iTunes arranca, ho letto da qualche parte che il problema maggiore è dovuto al fatto che Windows non ha file system journaled
        • deactive scrive:
          Re: Interessante brevetto
          chi ha parlato di windows?
          • MeX scrive:
            Re: Interessante brevetto
            ah... sul Mac sinceramente iTunes non mi dà problemi...
          • deactive scrive:
            Re: Interessante brevetto
            non ho parlato nemmeno di problemi, ma di pesantezza ;DInoltre, configurando la libreria itunes su airport extreme, itunes non sembra fatto per gestire quel genere di situazioni. ( idem con iphoto, ma quello e' un altro discorso )Insomma, va ... ma con la lentezza di un bradipo in letargo.
        • no no no scrive:
          Re: Interessante brevetto
          - Scritto da: MeX
          su windows iTunes arranca, ho letto da qualche
          parte che il problema maggiore è dovuto al fatto
          che Windows non ha file system
          journaledsi certo.windows usa ancora fat32 è risaputo.Ma che stai addì?
        • pippO scrive:
          Re: Interessante brevetto
          - Scritto da: MeX
          su windows iTunes arranca, ho letto da qualche
          parte che il problema maggiore è dovuto al fatto
          che Windows non ha file system
          journaledPensavo fosse un problema della ruota a criceti... :D
    • uno qualsiasi scrive:
      Re: Interessante brevetto
      Solo una domanda: come ci arriva, sul tuo computer, l'inizio del brano? In qualche modo, dovrai scaricare anche quello, no?
    • Steve Robinson Hakkabee scrive:
      Re: Interessante brevetto
      wow il pre-buffer! la cache! che innovazione!
  • ciccio quanta ciccia scrive:
    Fateme capì
    uno dovrebbe prima pagare per acquistare i brani e poi ripagare per metterli nella nuvoletta? E che c'ho scritto Jo Condor? E a che mi serve allora un lettore con decine di GB di spazio???Esistono già le radio via Internet che pure iTunes ti permette di ascoltare... a che mazza serve la nuvolaccia nera??? I miei brani me li tengo io dove voglio io... non andava bene così fino a ieri?
    • MeX scrive:
      Re: Fateme capì
      guarda che non ti obbliga nessuno a usare un servizio che non ti interessa
      • pippO scrive:
        Re: Fateme capì
        - Scritto da: MeX
        guarda che non ti obbliga nessuno a usare un
        servizio che non ti
        interessala mia perplessità è proprio questa: ma a che cosa serve?
        • MeX scrive:
          Re: Fateme capì
          ad evitare la sincronizzazione dei tuoi device e avere acXXXXX alla tua libreria musicale ovunque sia disponibile una connessione internet, indipendentemente dal computer/telefono/ipod che usi
          • pippO scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: MeX
            ad evitare la sincronizzazione dei tuoi device e
            avere acXXXXX alla tua libreria musicale ovunque
            sia disponibile una connessione internet,
            indipendentemente dal computer/telefono/ipod che
            usiok, grazie, ma a cosa serve veramente?Dimmi che devo pagare per lo sforzo di NON copiare dal pc al telefono...
          • ciccio quanta ciccia scrive:
            Re: Fateme capì
            Shhhhhh!!! Non smontare il marketing... 8)
          • MeX scrive:
            Re: Fateme capì
            vai a casa di un amico ti logghi con il tuo account e ascolti la tua musica a casa sua...hai un iPhone pieno di apps e video e non hai spazioe per tutta la tua musica sul device...hai un "backup" della tua musica online...usa la fantasia...
          • ciccio quanta ciccia scrive:
            Re: Fateme capì
            Maremmina gigia! Ma guarda tu che invenzionona... non ci avevo pensato... ascoltare la mia musica a casa degli amici... si faceva già dai tempi del vinile...Hai mille modi di farti backup offline.. non è che muori se quel giorno non ascolti quella canzone su dai... non facciamo vedere che sia la cosa più utile del mondo. Questa mania del tutto online non mi è mai piaciuta.
          • MeX scrive:
            Re: Fateme capì
            non capisco dove vuoi arrivare... a meno che tu non stia solo tentando inutilmente di trollare e scatenare un flame... nel qual caso...//PLONK
          • ciccio quanta ciccia scrive:
            Re: Fateme capì
            Se uno semplicemente mette in dubbio e si fa domande sull'utilità di una cosa e sulle conseguenze di alcune tendenze degli ultimi anni deve per forza trollare? In base a quale principio? Scatenare flame? Può essere forse diventente per 2 minuti se proprio sei messo male e non hai di meglio da fare ma non è il mio caso.
          • MeX scrive:
            Re: Fateme capì
            allora rileggiti e vedi un po' tu il tono del tuo post..."Maremmina gigia! Ma guarda tu che invenzionona... non ci avevo pensato... ascoltare la mia musica a casa degli amici... si faceva già dai tempi del vinile..."
          • pippO scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: MeX
            vai a casa di un amico ti logghi con il tuo
            account e ascolti la tua musica a casa
            sua...ahem youtube nome artista...
            hai un iPhone pieno di apps e video e non hai
            spazioe per tutta la tua musica sul
            device...16 giga di canzoni regolarmente acquistate??? Ma neanche babbo natale le ha!!!

            hai un "backup" della tua musica online...Nel caso prendano fuoco i vinili...
            usa la fantasia...Ci ho provato, ma l'utilità mi sembra molto prossima a zero...
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            Piacere, Babbo Natale: 26.85 gb di canzoni REGOLARMENTE acquistate, via iTunes o CD di cui sono ancora in possesso.Esclusivamente comprate in iTunes: 11.69gb.Perchè chi ha la mente distorta dalla disonestà non pensa che c'è ancora chi paga per il lavoro di altri?
          • pippO scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: Liosandro
            Piacere, Babbo Natale: 26.85 gb di canzoni
            REGOLARMENTE acquistate, via iTunes o CD di cui
            sono ancora in
            possesso.
            Esclusivamente comprate in iTunes: 11.69gb.

            Perchè chi ha la mente distorta dalla disonestà
            non pensa che c'è ancora chi paga per il lavoro
            di
            altri?Sfondi una porta aperta, ho una parete di vinili...
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: pippO...
            Sfondi una porta aperta, ho una parete di
            vinili...Trasferiscili in digitale e vedrai quanto fai presto a fare decine di gb...
          • pippO scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: Liosandro
            - Scritto da: pippO
            ...

            Sfondi una porta aperta, ho una parete di

            vinili...

            Trasferiscili in digitale e vedrai quanto fai
            presto a fare decine di
            gb...troppa fatica...
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: pippO
            - Scritto da: Liosandro

            - Scritto da: pippO

            ...


            Sfondi una porta aperta, ho una parete di


            vinili...



            Trasferiscili in digitale e vedrai quanto fai

            presto a fare decine di

            gb...
            troppa fatica... ;)
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: Fateme capì
            E allora scaricateli direttamente, immagino che si trovino tutti in rete.
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: Liosandro
            Piacere, Babbo Natale: 26.85 gb di canzoni
            REGOLARMENTE acquistate, via iTunes o CD di cui
            sono ancora in
            possesso.
            Esclusivamente comprate in iTunes: 11.69gb.Quanti soldi hai buttato così?

            Perchè chi ha la mente distorta dalla disonestà
            non pensa che c'è ancora chi paga per il lavoro
            di
            altri?Perchè che lavoro c'è stato? Il musicista le ha forse risuonate una per una apposta per te?Quando il cantante incideva ogni singolo disco, aveva senso (all'epoca dei primissimi dischi, li si poteva solo incidere al volo, non si riusciva ancora a stamparli), ma ora non più. L'artista non lavora nemmeno un secondo, per fare una copia in più.
          • pippO scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: uno qualsiasi
            Quando il cantante incideva ogni singolo disco,
            aveva senso (all'epoca dei primissimi dischi, li
            si poteva solo incidere al volo, non si riusciva
            ancora a stamparli), ma ora non più. L'artista
            non lavora nemmeno un secondo, per fare una copia
            in
            più.se vuoi pagare 3000 sterline a canzone, fai pure... :D
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: Fateme capì
            Il le scarico gratis... tu le pagherai 3000 sterline, visto che a te piace pagarle.
          • pippO scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: uno qualsiasi
            Il le scarico gratis... tu le pagherai 3000
            sterline, visto che a te piace
            pagarle.ne troverai tantissime da scaricare, se un brano costa 3000 sterline... :D
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: Fateme capì

            ne troverai tantissime da scaricare, se un brano
            costa 3000 sterline...
            :DNon mi serve trovarne milioni, mi basta trovare quello che interessa a me. Se esiste, lo scarico; se non lo trovo, lo commissiono. Chi è capace di produrlo mi chiede un prezzo, se a me va bene lo pago e lui me lo produce. Oppure, ne faccio a meno. È un rischio che posso accettare benissimo, quello di non trovare ciò che mi interessa; mica posso costringere qualcuno a produrlo gratis apposta per me, no?
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: uno qualsiasi

            ne troverai tantissime da scaricare, se un brano

            costa 3000 sterline...

            :D

            Non mi serve trovarne milioni, mi basta trovare
            quello che interessa a me. Se esiste, lo scarico;
            se non lo trovo, lo commissiono. Chi è capace di
            produrlo mi chiede un prezzo, se a me va bene lo
            pago e lui me lo produce.



            Oppure, ne faccio a meno. È un rischio che posso
            accettare benissimo, quello di non trovare ciò
            che mi interessa; mica posso costringere qualcuno
            a produrlo gratis apposta per me,
            no?Sei un maledetto ipocrita e lo sai. Scarichi perchè sai che nessuno ti beccherà. Scarichi non perchè ritieni ingiusto pagare, ma perchè l'occasione fa l'uomo (meschino) ladro.Scarichi perchè non hai una concezione etica di ciò che fanno altre persone. Infine, è una gigantesca XXXXXXX la tu affermazione che ne puoi fare a meno. Non puoi, tant'è vero che scarichi. La musica di tizio non è una cosa che ti ha ordinato il medico di avere. Se la vuoi paghi il prezzo che ha deciso il produttore. Se ritieni il prezzo eccessivo allora fai come tu stesso hai detto: ne fai a meno.Qualunque altra cosa detta da te è solo il mediocre tentativo di trovare una giustificazione al puro e semplice furto di un prodotto dell'ingegno che non ti è indispensabile.
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: uno qualsiasi
            - Scritto da: Liosandro

            Piacere, Babbo Natale: 26.85 gb di canzoni

            REGOLARMENTE acquistate, via iTunes o CD di cui

            sono ancora in

            possesso.

            Esclusivamente comprate in iTunes: 11.69gb.

            Quanti soldi hai buttato così?Non ho "buttato" soldi. Li ho spesi per riconoscere all'artista la sua bravura.D'altronde per un ladro qualunque valore è eccessivo.




            Perchè chi ha la mente distorta dalla disonestà

            non pensa che c'è ancora chi paga per il lavoro

            di

            altri?

            Perchè che lavoro c'è stato? Il musicista le ha
            forse risuonate una per una apposta per
            te?

            Quando il cantante incideva ogni singolo disco,
            aveva senso (all'epoca dei primissimi dischi, li
            si poteva solo incidere al volo, non si riusciva
            ancora a stamparli), ma ora non più. L'artista
            non lavora nemmeno un secondo, per fare una copia
            in
            più.L'artista ha studiato tutta la vita, magari, per darti qualcosa che ti emoziona. Se ne hai bisogno la paghi. Altrimenti nessuno ti costringe a possederla al punto da rubarla.Ripeto: se vuoi una cosa, copia o non copia, la paghi. Non la rubi.
          • krane scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: Liosandro
            - Scritto da: uno qualsiasi

            - Scritto da: Liosandro


            Piacere, Babbo Natale: 26.85 gb di canzoni


            REGOLARMENTE acquistate, via iTunes o CD


            di cui sono ancora in possesso.


            Esclusivamente comprate in iTunes: 11.69gb.

            Quanti soldi hai buttato così?
            Non ho "buttato" soldi. Li ho spesi per
            riconoscere all'artista la sua bravura.
            D'altronde per un ladro qualunque valore è
            eccessivo.


            Perchè chi ha la mente distorta dalla


            disonestà non pensa che c'è ancora chi


            paga per il lavoro di altri?

            Perchè che lavoro c'è stato? Il musicista

            le ha forse risuonate una per una apposta

            per te?

            Quando il cantante incideva ogni singolo disco,

            aveva senso (all'epoca dei primissimi dischi, li

            si poteva solo incidere al volo, non si riusciva

            ancora a stamparli), ma ora non più. L'artista

            non lavora nemmeno un secondo, per fare una

            copia in più.
            L'artista ha studiato tutta la vita, magari, per
            darti qualcosa che ti emoziona. Se ne hai bisogno
            la paghi. Altrimenti nessuno ti costringe a
            possederla al punto da rubarla.
            Ripeto: se vuoi una cosa, copia o non copia, la
            paghi. Non la rubi.Domanda: se uscisse un software che ascolta tutte le radio del mondo, in grado di individuare la canzone che ti interessa e fartela ascoltare quando vuoi ( vuoi che qualche radio al mondo non la stia trasmettendo in quel momento ? ). Sarebbe esattamente la stessa cosa ma legale al 100%
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: krane
            - Scritto da: Liosandro

            - Scritto da: uno qualsiasi


            - Scritto da: Liosandro



            Piacere, Babbo Natale: 26.85 gb di canzoni



            REGOLARMENTE acquistate, via iTunes o CD



            di cui sono ancora in possesso.



            Esclusivamente comprate in iTunes: 11.69gb.


            Quanti soldi hai buttato così?


            Non ho "buttato" soldi. Li ho spesi per

            riconoscere all'artista la sua bravura.

            D'altronde per un ladro qualunque valore è

            eccessivo.




            Perchè chi ha la mente distorta dalla



            disonestà non pensa che c'è ancora chi



            paga per il lavoro di altri?



            Perchè che lavoro c'è stato? Il musicista


            le ha forse risuonate una per una apposta


            per te?



            Quando il cantante incideva ogni singolo
            disco,


            aveva senso (all'epoca dei primissimi dischi,
            li


            si poteva solo incidere al volo, non si
            riusciva


            ancora a stamparli), ma ora non più. L'artista


            non lavora nemmeno un secondo, per fare una


            copia in più.


            L'artista ha studiato tutta la vita, magari, per

            darti qualcosa che ti emoziona. Se ne hai
            bisogno

            la paghi. Altrimenti nessuno ti costringe a

            possederla al punto da rubarla.


            Ripeto: se vuoi una cosa, copia o non copia, la

            paghi. Non la rubi.

            Domanda: se uscisse un software che ascolta tutte
            le radio del mondo, in grado di individuare la
            canzone che ti interessa e fartela ascoltare
            quando vuoi ( vuoi che qualche radio al mondo non
            la stia trasmettendo in quel momento ? ). Sarebbe
            esattamente la stessa cosa ma legale al
            100%Ipotizzando che possa esistere, e non può esistere perchè se io voglio ascoltare le Variazioni Goldberg difficilmente ci sono radio che le mandano in qualunque momento del giorno, la cosa sarebbe legale, perchè la radio che manda in onda PAGA il musicista. Comunque sia stai, inoltre parlando di un broadcast. Chi mette in onda ha comunque, in qualche modo, pagato l'artista.
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: Fateme capì

            Ipotizzando che possa esistere, e non può
            esistere perchè se io voglio ascoltare le
            Variazioni GoldbergEccole:http://evulon.net/download.php?view.515
            difficilmente ci sono radio
            che le mandano in qualunque momento del giorno,
            la cosa sarebbe legale, perchè la radio che manda
            in onda PAGA il musicista.Lo paga per cosa? Per suonarlo "in qualunque momento del giorno"?O forse no (anzi, magari il musicista non è nemmeno lì)
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: uno qualsiasi

            Ipotizzando che possa esistere, e non può

            esistere perchè se io voglio ascoltare le

            Variazioni Goldberg

            Eccole:
            http://evulon.net/download.php?view.515



            difficilmente ci sono radio

            che le mandano in qualunque momento del giorno,

            la cosa sarebbe legale, perchè la radio che
            manda

            in onda PAGA il musicista.

            Lo paga per cosa? Per suonarlo "in qualunque
            momento del
            giorno"?
            O forse no (anzi, magari il musicista non è
            nemmeno
            lì)Lo paga per qualcosa che permette al musicista di non dover diventare lo schiavo di un mecenate o un artista da strada che fa la fame. Già, perchè una volta gli artisti erano così, lo sai vero? Poco più che giullari, schiavizzati da nobili che potevano permettersi di avere il giocattolo a casa.Ma probabilmente non le sai certe cose. Informati.
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: Fateme capì

            Lo paga per qualcosa che permette al musicista di
            non dover diventare lo schiavo di un mecenatePer me, non sarebbe un problema. Se tu non vuoi che accada, comunque, paga pure.
            un artista da strada che fa la fame. Già, perchè
            una volta gli artisti erano così, lo sai vero?E producevano bene.
            Poco più che giullari, schiavizzati da nobili che
            potevano permettersi di avere il giocattolo a
            casa.Già, Dante ad esempio era un "giocattolo", vero?E anche Leonardo, eh?
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: uno qualsiasi

            Lo paga per qualcosa che permette al musicista
            di

            non dover diventare lo schiavo di un mecenate

            Per me, non sarebbe un problema. Se tu non vuoi
            che accada, comunque, paga
            pure.




            un artista da strada che fa la fame. Già, perchè

            una volta gli artisti erano così, lo sai vero?

            E producevano bene.


            Poco più che giullari, schiavizzati da nobili
            che

            potevano permettersi di avere il giocattolo a

            casa.

            Già, Dante ad esempio era un "giocattolo", vero?
            E anche Leonardo, eh?Informati, amico. Perchè stai dimostrando una grande ignoranza. Dante era ricco di famiglia, e Leonardo, benchè figlio di un ricco mercante fu costretto a rimbalzare tra vari padroni per poter lavorare. Era, appunto, un giocattolo.
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: Fateme capì

            Informati, amico. Perchè stai dimostrando una
            grande ignoranza. Dante era ricco di famiglia, e
            Leonardo, benchè figlio di un ricco mercante fu
            costretto a rimbalzare tra vari padroni per poter
            lavorare. Era, appunto, un
            giocattolo.Chiamalo come vuoi. Quello che conta è che entrambi hanno prodotto opere grandiose. Senza nessun bisogno di copyright e parassiti vari.
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: uno qualsiasi

            Informati, amico. Perchè stai dimostrando una

            grande ignoranza. Dante era ricco di famiglia, e

            Leonardo, benchè figlio di un ricco mercante fu

            costretto a rimbalzare tra vari padroni per
            poter

            lavorare. Era, appunto, un

            giocattolo.

            Chiamalo come vuoi. Quello che conta è che
            entrambi hanno prodotto opere grandiose. Senza
            nessun bisogno di copyright e parassiti
            vari.Lo avevano eccome: i Signori che hanno speso montagne di quattrini. Continua a dimostrare ignoranza, prego.
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: Fateme capì


            Chiamalo come vuoi. Quello che conta è che

            entrambi hanno prodotto opere grandiose. Senza

            nessun bisogno di copyright e parassiti

            vari.

            Lo avevano eccome: i Signori che hanno speso
            montagne di quattrini.Per aver speso montagne di quattrini, erano parassiti? Non mi sembra che la tua frase abbia molto senso.
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: uno qualsiasi


            Chiamalo come vuoi. Quello che conta è che


            entrambi hanno prodotto opere grandiose. Senza


            nessun bisogno di copyright e parassiti


            vari.



            Lo avevano eccome: i Signori che hanno speso

            montagne di quattrini.

            Per aver speso montagne di quattrini, erano
            parassiti? Non mi sembra che la tua frase abbia
            molto
            senso.No: erano gli unici che potevano permettersi tali opere d'arte. Che erano ben chiuse in case e musei privati, o chiese. Sei troppo ignorante per sapere che è stato proprio il diritto d'autore a permettere alle masse di accedere alle opere dell'ingegno, suddividendo tra numeri elevati il valore che era alla fine stabilito dal pubblico. Più uno era bravo più vendeva e più guadagnava. Ma la tua totale ipocrisia non ti permette di vedere quello che la storia stessa ti schiaffa davanti agli occhi. Addio.
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: Fateme capì

            No: erano gli unici che potevano permettersi tali
            opere d'arte. Che erano ben chiuse in case e
            musei privati, o chiese .Le chiese erano appunto luoghi aperti al pubblico. E molto più frequentati di adesso.
            Sei troppo ignorante per
            sapere che è stato proprio il diritto d'autore a
            permettere alle masse di accedere alle opere
            dell'ingegnoFalso. Le masse potevano accedere alle rappresentazioni pubbliche già prima.Le rappresentazioni in piazza, e gli artisti da strada, sono sempre esistiti.E potevano avere le loro copie di opere d'arte solo quando la tecnologia l'ha reso possibile. Il diritto d'autore non c'entra.
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: uno qualsiasi

            No: erano gli unici che potevano permettersi
            tali

            opere d'arte. Che erano ben chiuse in case e

            musei privati, o chiese .

            Le chiese erano appunto luoghi aperti al
            pubblico. E molto più frequentati di
            adesso.L'ultima Cena era nel refettorio al quale accedevano solo i frati. Ancora la tua ignoranza si palesa. Continuo? Il Giudizio Universale era nella INACCESSIBILE Cappella Sistina. "Chiese" non significa "Opere d'arte aperte a tutti".



            Sei troppo ignorante per

            sapere che è stato proprio il diritto d'autore a

            permettere alle masse di accedere alle opere

            dell'ingegno

            Falso. Le masse potevano accedere alle
            rappresentazioni pubbliche già
            prima.
            Le rappresentazioni in piazza, e gli artisti da
            strada, sono sempre
            esistiti.
            E potevano avere le loro copie di opere d'arte
            solo quando la tecnologia l'ha reso possibile. Il
            diritto d'autore non
            c'entra.Le "masse" che citi tu erano poche migliaia di persone fortunate che PAGAVANO UN BIGLIETTO A TESTA. Continua a far figuracce, dai.
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: Fateme capì

            L'ultima Cena era nel refettorio al quale
            accedevano solo i frati. Ancora la tua ignoranza
            si palesa. Continuo? Il Giudizio Universale era
            nella INACCESSIBILE Cappella Sistina. "Chiese"
            non significa "Opere d'arte aperte a
            tutti".In tutte le chiese più grandi c'erano affreschi.
            Le "masse" che citi tu erano poche migliaia di
            persone fortunate che PAGAVANO UN BIGLIETTO A
            TESTA.Vero: pagavano l'autore perchè lavorasse. Non per delle copie.
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: uno qualsiasi

            L'ultima Cena era nel refettorio al quale

            accedevano solo i frati. Ancora la tua
            ignoranza

            si palesa. Continuo? Il Giudizio Universale era

            nella INACCESSIBILE Cappella Sistina. "Chiese"

            non significa "Opere d'arte aperte a

            tutti".

            In tutte le chiese più grandi c'erano affreschi.Falso. Ignorante.Non tutte le chiese erano accessibili a volontà da chiunque. Anzi, la stragrande maggioranza erano di proprietà di conventi, come ti ho ampiamente citato. Sei davvero MOLTO ignorante. Scusa ma non hai le basi culturali per continuare. Addio.




            Le "masse" che citi tu erano poche migliaia di

            persone fortunate che PAGAVANO UN BIGLIETTO A

            TESTA.

            Vero: pagavano l'autore perchè lavorasse. Non per
            delle
            copie.La tua idiozia sulle "masse" va a farsi benedire.
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: Fateme capì

            Non tutte le chiese erano accessibili a volontà
            da chiunque.Non "a volontà". Durante le funzioni. O durante i pellegrinaggi.
            Anzi, la stragrande maggioranza
            erano di proprietà di conventi, come ti ho
            ampiamente citato.E i conventi erano aperti ai pellegrini (tranne quelli di clausura)
            Sei davvero MOLTO ignorante.Tu manchi di logica.
            Addio.L'hai già detto prima. Vattene pure, se vuoi.
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: uno qualsiasi

            Non tutte le chiese erano accessibili a volontà

            da chiunque.

            Non "a volontà". Durante le funzioni. O durante i
            pellegrinaggi.


            Anzi, la stragrande maggioranza

            erano di proprietà di conventi, come ti ho

            ampiamente citato.

            E i conventi erano aperti ai pellegrini (tranne
            quelli di
            clausura)


            Sei davvero MOLTO ignorante.

            Tu manchi di logica.


            Addio.

            L'hai già detto prima. Vattene pure, se vuoi.Per chiarire: non ti ritengo nè culturalmente nè eticamente all'altezza. Non risponderò più. Stammi bene, e ti auguro di non aver mai una idea vincente o un colpo di genio.
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: Fateme capì

            Per chiarire: non ti ritengo nè culturalmente nè
            eticamente all'altezza. Non risponderò più.
            Stammi bene, e ti auguro di non aver mai una idea
            vincente o un colpo di
            genio.Ti si è incantato il disco?Sono i problemi di chi compra dischi in vinile..
          • panda rossa scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: Liosandro

            L'ultima Cena era nel refettorio al quale
            accedevano solo i frati. Ancora la tua ignoranza
            si palesa. Continuo? Il Giudizio Universale era
            nella INACCESSIBILE Cappella Sistina. "Chiese"
            non significa "Opere d'arte aperte a
            tutti".Il David stava in piazza della Signoria!
            Le "masse" che citi tu erano poche migliaia di
            persone fortunate che PAGAVANO UN BIGLIETTO A
            TESTA. Continua a far figuracce,
            dai.Perfino ai tempi dell'antica Roma, l'acXXXXX all'anfiteatro e alla corsa delle bighe era gratuito.Il teatro di Shakespeare era all'aperto.Continua pure a far figuracce!
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Liosandro




            L'ultima Cena era nel refettorio al quale

            accedevano solo i frati. Ancora la tua
            ignoranza

            si palesa. Continuo? Il Giudizio Universale era

            nella INACCESSIBILE Cappella Sistina. "Chiese"

            non significa "Opere d'arte aperte a

            tutti".

            Il David stava in piazza della Signoria!IGNORANTE! Il David era stato pagato da quello che è definito il mecenate per eccellenza, Lorenzo il Magnifico! Michelangelo venne pagato fior di quattrini per realizzarlo. GLI ARTISI VENIVANO PAGATI DA SIGNORI!


            Le "masse" che citi tu erano poche migliaia di

            persone fortunate che PAGAVANO UN BIGLIETTO A

            TESTA. Continua a far figuracce,

            dai.

            Perfino ai tempi dell'antica Roma, l'acXXXXX
            all'anfiteatro e alla corsa delle bighe era
            gratuito.Era gratuito perchè l'Imperatore pagava artisti e rappresentanti, furbacchione. E perchè molti degli spettacoli erano realizzati da schiavi.

            Il teatro di Shakespeare era all'aperto.Non dire stupidaggini, il Globe era coperto. Non era "all'aperto" era coperto in quasi ogni ordine di posti ed il fatto che in alcune parti non avesse tetto era semplicemente per avere luce al suo interno, visto che non esisteva l'illuminazione a prezzi convenienti. Se poi mi volessi spiegare in base a quale concetto un teatro all'aperto dovesse essere gratis...

            Continua pure a far figuracce!Mi pare che qui le figuracce le abbia fatte tu, ignorante,.
          • panda rossa scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: Liosandro

            Il David stava in piazza della Signoria!

            IGNORANTE! Il David era stato pagato da quello
            che è definito il mecenate per eccellenza,
            Lorenzo il Magnifico! Michelangelo venne pagato
            fior di quattrini per realizzarlo. GLI ARTISI
            VENIVANO PAGATI DA
            SIGNORI!Opera su commissione quindi.E adesso mi saprai dire quanto pagava la gente che passava nella piazza al committente sua signoria Lorenzo il Magnifico.Perche' il rimirare una statua commissionata da altri equivale ad ascoltarsi un mp3 commissionato da altri.


            Le "masse" che citi tu erano poche migliaia di


            persone fortunate che PAGAVANO UN BIGLIETTO A


            TESTA. Continua a far figuracce,


            dai.



            Perfino ai tempi dell'antica Roma, l'acXXXXX

            all'anfiteatro e alla corsa delle bighe era

            gratuito.

            Era gratuito perchè l'Imperatore pagava artisti e
            rappresentanti, furbacchione. E perchè molti
            degli spettacoli erano realizzati da schiavi.E che differenza c'e' ad ascoltarsi un mp3, commissionato da altri e ascoltato con un iPod realizzato da schiavi?

            Il teatro di Shakespeare era all'aperto.

            Non dire stupidaggini, il Globe era coperto. Non
            era "all'aperto" era coperto in quasi ogni ordine
            di posti ed il fatto che in alcune parti non
            avesse tetto era semplicemente per avere luce al
            suo interno, visto che non esisteva
            l'illuminazione a prezzi convenienti. Se poi mi
            volessi spiegare in base a quale concetto un
            teatro all'aperto dovesse essere
            gratis...Spiegami tu in base a quale concetto un teatro all'aperto si debba pagare.

            Continua pure a far figuracce!

            Mi pare che qui le figuracce le abbia fatte tu,
            ignorante,.Lasciamo giudicare il lettore.
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Liosandro



            Il David stava in piazza della Signoria!



            IGNORANTE! Il David era stato pagato da quello

            che è definito il mecenate per eccellenza,

            Lorenzo il Magnifico! Michelangelo venne pagato

            fior di quattrini per realizzarlo. GLI ARTISI

            VENIVANO PAGATI DA

            SIGNORI!

            Opera su commissione quindi.
            E adesso mi saprai dire quanto pagava la gente
            che passava nella piazza al committente sua
            signoria Lorenzo il
            Magnifico.
            Perche' il rimirare una statua commissionata da
            altri equivale ad ascoltarsi un mp3 commissionato
            da
            altri.Ma non diciamo stupidaggini: una statua all'epoca era commissionata e pagata esattamente come adesso. Un artista veniva chiamato a proporre un progetto per arredare la città e la statua ed il suo lavoro venivano pagati, se il committente era onesto, esattamente quello che chiedeva l'artista. Anche adesso un eventuale magnate potrebbe chiedere un pezzo musicale, pagarlo quello che chiede l'artista, e "regalarlo". Io lo faccio periodicamente per i pezzi che mi servono. Pago la realizzazione ed i diritti di utilizzo futuro che tratto coi musicisti.




            Le "masse" che citi tu erano poche migliaia
            di



            persone fortunate che PAGAVANO UN BIGLIETTO
            A



            TESTA. Continua a far figuracce,



            dai.





            Perfino ai tempi dell'antica Roma, l'acXXXXX


            all'anfiteatro e alla corsa delle bighe era


            gratuito.



            Era gratuito perchè l'Imperatore pagava artisti
            e

            rappresentanti, furbacchione. E perchè molti

            degli spettacoli erano realizzati da schiavi.

            E che differenza c'e' ad ascoltarsi un mp3,
            commissionato da altri e ascoltato con un iPod
            realizzato da
            schiavi?FAIL. Stai parlando del lavoro, non del mezzo.




            Il teatro di Shakespeare era all'aperto.



            Non dire stupidaggini, il Globe era coperto. Non

            era "all'aperto" era coperto in quasi ogni
            ordine

            di posti ed il fatto che in alcune parti non

            avesse tetto era semplicemente per avere luce al

            suo interno, visto che non esisteva

            l'illuminazione a prezzi convenienti. Se poi mi

            volessi spiegare in base a quale concetto un

            teatro all'aperto dovesse essere

            gratis...

            Spiegami tu in base a quale concetto un teatro
            all'aperto si debba
            pagare.Perchè si è sempre pagato il LAVORO. Il LAVORO di CHIUNQUE si paga. Al Globe si pagava un penny per la parte scoperta, e più per la parte coperta. Vedo che queste cose le tralasci. Anche nei teatri greci esisteva il biglietto, sai? Gli artisti venivano pagati. Da un certo punto in avanti fu lo stato ad occuparsi del biglietto, ma qualcuno lo pagava SEMPRE.



            Continua pure a far figuracce!



            Mi pare che qui le figuracce le abbia fatte tu,

            ignorante,.

            Lasciamo giudicare il lettore.Non so quanto ti convenga.
          • panda rossa scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: Liosandro

            Perchè si è sempre pagato il LAVORO. Il LAVORO di
            CHIUNQUE si paga. Il lavoro commissionato si paga!E una volta pagato, basta!
            Al Globe si pagava un penny per
            la parte scoperta, e più per la parte coperta.
            Vedo che queste cose le tralasci. No, non le tralascio.Si pagava per il posto, non per lo spettacolo.Come al cinema oggi paghi per la poltrona.Non confondere contenitore con contenuto.Si e' sempre pagato e si continuera' a pagare per i contenitori.Posto a teatro, posto al cinema, posto al concerto, posto allo stadio.Supporti.Far pagare per la fruizione del contenuto e' una aberrazione.
            Anche nei
            teatri greci esisteva il biglietto, sai? Per il posto.
            Gli artisti venivano pagati.Dal committente.
            Da un certo punto in
            avanti fu lo stato ad occuparsi del biglietto, ma
            qualcuno lo pagava
            SEMPRE.Non e' in discussione di pagare il biglietto, o di pagare il contenitore, o di pagare il lavoro dell'artista quando commissionato.



            Continua pure a far figuracce!





            Mi pare che qui le figuracce le abbia fatte
            tu,


            ignorante,.



            Lasciamo giudicare il lettore.

            Non so quanto ti convenga.E' un problema mio, comunque.
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: panda rossa
            No, non le tralascio.
            Si pagava per il posto, non per lo spettacolo.
            Come al cinema oggi paghi per la poltrona.

            Non confondere contenitore con contenuto.
            Si e' sempre pagato e si continuera' a pagare per
            i
            contenitori.
            Posto a teatro, posto al cinema, posto al
            concerto, posto allo
            stadio.
            Supporti.Una deel più sconvolgenti distorsioni che mi sia mai capitato di leggere. Vatti a fare un giro in un teatro e mi sai dire, com'è suddiviso il costo del biglietto, vah. Poi torna qui e chiedi scusa per la gigantesca XXXXXXX detta.
          • panda rossa scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: Liosandro
            - Scritto da: panda rossa


            No, non le tralascio.

            Si pagava per il posto, non per lo spettacolo.

            Come al cinema oggi paghi per la poltrona.



            Non confondere contenitore con contenuto.

            Si e' sempre pagato e si continuera' a pagare
            per

            i

            contenitori.

            Posto a teatro, posto al cinema, posto al

            concerto, posto allo

            stadio.

            Supporti.


            Una deel più sconvolgenti distorsioni che mi sia
            mai capitato di leggere. Vatti a fare un giro in
            un teatro e mi sai dire, com'è suddiviso il costo
            del biglietto, vah.

            Poi torna qui e chiedi scusa per la gigantesca
            XXXXXXX
            detta.La platea ha un costo, i palchi un altro, che varia a seconda della distanza dal palco centrale.La galleria essendo piu' in alto, costa meno di tutti.Alla Scala di Milano si entra anche con 10 euro per un'opera lirica.Li frequento i teatri io, sai?
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Liosandro

            - Scritto da: panda rossa




            No, non le tralascio.


            Si pagava per il posto, non per lo spettacolo.


            Come al cinema oggi paghi per la poltrona.





            Non confondere contenitore con contenuto.


            Si e' sempre pagato e si continuera' a pagare

            per


            i


            contenitori.


            Posto a teatro, posto al cinema, posto al


            concerto, posto allo


            stadio.


            Supporti.





            Una deel più sconvolgenti distorsioni che mi sia

            mai capitato di leggere. Vatti a fare un giro in

            un teatro e mi sai dire, com'è suddiviso il
            costo

            del biglietto, vah.



            Poi torna qui e chiedi scusa per la gigantesca

            XXXXXXX

            detta.

            La platea ha un costo, i palchi un altro, che
            varia a seconda della distanza dal palco
            centrale.
            La galleria essendo piu' in alto, costa meno di
            tutti.

            Alla Scala di Milano si entra anche con 10 euro
            per un'opera
            lirica.
            Li frequento i teatri io, sai?Già: allora dovresti sapere che il teatro paga l'artista con una parte del costo del biglietto, e che il sucXXXXX dell'opera indica all'impresario il vantaggio o meno di riproporre l'opera. Le differenze sui posti stanno nella qualità della visione e dell'ascolto. Non mi pare che tu capisca molto di gestione teatrale, sai?
          • panda rossa scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: Liosandro
            Già: allora dovresti sapere che il teatro paga
            l'artista con una parte del costo del biglietto,
            e che il sucXXXXX dell'opera indica
            all'impresario il vantaggio o meno di riproporre
            l'opera. Le differenze sui posti stanno nella
            qualità della visione e dell'ascolto. Non mi pare
            che tu capisca molto di gestione teatrale,
            sai?Io non devo capire di gestione teatrale.Io so che il teatro mi offre un servizio, e io quel servizio lo pago.La sola musica (e il canto) registrata durante la rappresentazione non la pago: e' gia' stata pagata dall'impresario che ha avuto il suo ritorno da parte del pubblico pagante.La tua pretesa di far pagare sia il teatro che le registrazioni dell'opera e' un cancro da estirpare.E verra' estirpato.
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Liosandro


            Già: allora dovresti sapere che il teatro paga

            l'artista con una parte del costo del biglietto,

            e che il sucXXXXX dell'opera indica

            all'impresario il vantaggio o meno di riproporre

            l'opera. Le differenze sui posti stanno nella

            qualità della visione e dell'ascolto. Non mi
            pare

            che tu capisca molto di gestione teatrale,

            sai?

            Io non devo capire di gestione teatrale.
            Io so che il teatro mi offre un servizio, e io
            quel servizio lo
            pago.
            La sola musica (e il canto) registrata durante la
            rappresentazione non la pago: e' gia' stata
            pagata dall'impresario che ha avuto il suo
            ritorno da parte del pubblico
            pagante.

            La tua pretesa di far pagare sia il teatro che le
            registrazioni dell'opera e' un cancro da
            estirpare.
            E verra' estirpato.Ti stai arrampicando sui vetri, uno qualsiasi.
          • panda rossa scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: Liosandro

            Ti stai arrampicando sui vetri, uno qualsiasi.Non equivocare, io non sono uno qualsiasi, io sono panda rossa.Ti stupisce cosi' tanto che vi possano essere piu' persone a pensarla allo stesso modo, diverso dal tuo?Sei in minoranza.
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: Fateme capì

            Già: allora dovresti sapere che il teatro paga
            l'artista con una parte del costo del biglietto,
            e che il sucXXXXX dell'opera indica
            all'impresario il vantaggio o meno di riproporre
            l'opera.Se ripropone l'opera, vende altri biglietti. Non cambia il costo dei biglietti (come sostenevi tu), cambia solo il numero di biglietti venduti.
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: uno qualsiasi

            Ipotizzando che possa esistere, e non può

            esistere perchè se io voglio ascoltare le

            Variazioni Goldberg

            Eccole:
            http://evulon.net/download.php?view.515



            difficilmente ci sono radio

            che le mandano in qualunque momento del giorno,

            la cosa sarebbe legale, perchè la radio che
            manda

            in onda PAGA il musicista.

            Lo paga per cosa? Per suonarlo "in qualunque
            momento del
            giorno"?
            O forse no (anzi, magari il musicista non è
            nemmeno
            lì)Vorrei quelle suonate da Glenn Gould, riconosciuto come uno dei maestri di Bach. Conosci, vero?
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: Fateme capì
            http://video.google.com/videoplay?docid=-6984208089899995423#Anche a me piaceva suonarle...Dopo la fuga, quando sono arrivato qui a Firenze, mi sono comprato un clavicembalo, che tengo a palazzo Capponi.(vediamo chi la capisce...)
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: uno qualsiasi
            http://video.google.com/videoplay?docid=-698420808

            Anche a me piaceva suonarle...
            Dopo la fuga, quando sono arrivato qui a Firenze,
            mi sono comprato un clavicembalo, che tengo a
            palazzo
            Capponi.

            (vediamo chi la capisce...)Caro Hannibal, se la tua conoscenza delle Variazioni è legata al seppur discreto romanzo, allora sei messo maluccio.
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: uno qualsiasi
            http://video.google.com/videoplay?docid=-698420808

            Anche a me piaceva suonarle...
            Dopo la fuga, quando sono arrivato qui a Firenze,
            mi sono comprato un clavicembalo, che tengo a
            palazzo
            Capponi.

            (vediamo chi la capisce...)PS: le Variazioni Goldberg sono state incise DUE volte da Glenn Gould. Una prima volta nel 1955, e le interpretò in maniera meravigliosamente frizzante, anche per la sua età. La registrazione che hai pubblicato qui (di qualità vergognosa, vorrei farti notare) è solo la seconda, registrata pochi mesi prima della sua morte, nel 1982. E' incredibilmente lenta, rispetto alla prima, e Gould, già malato, sembra attaccarsi alle note in maniera avida. Ma questo non lo puoi sapere, perchè non hai comprato il disco e non puoi sentire, nella schifezza della versione Youtube, i mugolii e le cantilene che erano caratteristica di Gould.
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: Fateme capì

            PS: le Variazioni Goldberg sono state incise DUE
            volte da Glenn Gould. Una prima volta nel 1955http://www.youtube.com/watch?v=iGY9tHHM63Q
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: uno qualsiasi

            PS: le Variazioni Goldberg sono state incise DUE

            volte da Glenn Gould. Una prima volta nel 1955

            http://www.youtube.com/watch?v=iGY9tHHM63QNoto con dispiacere che continui a pensarte che la musica di youtube sia di qualità sufficiente. Cresci, ragazzo, ed affina le orecchie. PS: bello andare a cercare le cose in rete dopo che uno ti fa pesare l'ignoranza, eh? Ma almeno stai scoprendo uno dei capolavori dell'arte umana.
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: Fateme capì

            PS: bello andare a cercare le cose in reteE dove dovevo andare a cercarle?La rete mi permette di trovarle. Il negozio di dischi, no (non così in fretta, almeno)
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: Fateme capì

            Ma almeno
            stai scoprendo uno dei capolavori dell'arte
            umana.Già... e magari, anche altri che stanno leggendo questa conversazione lo stanno scoprendo.Invece, forse molti di noi non l'avrebbero mai sentito, se avessero dovuto comprare il disco. Eppure, tu avresti preferito questo; avresti preferito che chi non voleva pagare non lo sentisse proprio. Quindi, avresti voluto tenere un bel po' di persone nell'ignoranza. Sei fiero di questo?
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: uno qualsiasi

            Ma almeno

            stai scoprendo uno dei capolavori dell'arte

            umana.

            Già... e magari, anche altri che stanno leggendo
            questa conversazione lo stanno
            scoprendo.
            Invece, forse molti di noi non l'avrebbero mai
            sentito, se avessero dovuto comprare il disco.
            Eppure, tu avresti preferito questo; avresti
            preferito che chi non voleva pagare non lo
            sentisse proprio. Quindi, avresti voluto tenere
            un bel po' di persone nell'ignoranza. Sei fiero
            di
            questo?Amico mio, l'ignoranza non è un incidente. Uno la coltiva, mancando di curiosità. Quando io ho scoperto le variazioni l'ho fatto perchè ho letto. Ho studiato. Ho coltivato, anche aiutato dai miei genitori che COMPRAVANO i dischi ed il libri, la mia cultura. La cultura non si diffonde solo perchè gratis. Si diffonde perchè i giovani la devono cercare. Ma la cultura del furto non permetterà, ad un certo punto, di avere artisti che vogliano provare a vivere della propria arte, ancorchè strepitosa.
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: Fateme capì

            Amico mio, l'ignoranza non è un incidente. Uno la
            coltiva, mancando di curiosità.La curiosità si muove in diverse direzioni.
            Quando io ho
            scoperto le variazioni l'ho fatto perchè ho
            letto. Ho studiato. Cosa che ho fatto anche io, anche se in altri campi.E l'acXXXXX veloce, e gratuito, alle informazioni mi è sempre stato utile.I paywall sono sempre solo stati un ostacolo alla curiosità. Ecco perchè voglio eliminarli.
            Ho coltivato, anche aiutato
            dai miei genitori che COMPRAVANO i dischi ed il
            libri, la mia culturaQuindi, la cultura te la devono comprare papà e mamma, vero?
            La cultura non si diffonde
            solo perchè gratis.Verissimo, mai detto il contrario. Ma il modello a pagamento ne frena la diffusione. Perchè frenarla? Non si diffonde già troppo lentamente?
            Si diffonde perchè i giovani
            la devono cercare. Ma la cultura del furto non
            permetterà, ad un certo punto, di avere artisti
            che vogliano provare a vivere della propria arte,
            ancorchè
            strepitosa.Certo che puoi vivere della tua arte, se fai concerti.Io non voglio che ci sia gente che viva ostacolando la diffusione della cultura. Anche se sono stati loro a crearla.Se un artista crea un'opera splendida, poi, colto da un impeto di rabbia, cerca di distruggerla, tu non lo fermeresti?
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: uno qualsiasi

            Amico mio, l'ignoranza non è un incidente. Uno
            la

            coltiva, mancando di curiosità.

            La curiosità si muove in diverse direzioni.



            Quando io ho

            scoperto le variazioni l'ho fatto perchè ho

            letto. Ho studiato.

            Cosa che ho fatto anche io, anche se in altri
            campi.
            E l'acXXXXX veloce, e gratuito, alle informazioni
            mi è sempre stato
            utile.

            I paywall sono sempre solo stati un ostacolo alla
            curiosità. Ecco perchè voglio
            eliminarli.


            Ho coltivato, anche aiutato

            dai miei genitori che COMPRAVANO i dischi ed il

            libri, la mia cultura

            Quindi, la cultura te la devono comprare papà e
            mamma,
            vero?


            La cultura non si diffonde

            solo perchè gratis.

            Verissimo, mai detto il contrario. Ma il modello
            a pagamento ne frena la diffusione. Perchè
            frenarla? Non si diffonde già troppo
            lentamente?


            Si diffonde perchè i giovani

            la devono cercare. Ma la cultura del furto non

            permetterà, ad un certo punto, di avere artisti

            che vogliano provare a vivere della propria
            arte,

            ancorchè

            strepitosa.

            Certo che puoi vivere della tua arte, se fai
            concerti.

            Io non voglio che ci sia gente che viva
            ostacolando la diffusione della cultura.
            Anche se sono stati loro a
            crearla.

            Se un artista crea un'opera splendida, poi, colto
            da un impeto di rabbia, cerca di distruggerla, tu
            non lo
            fermeresti?Hai detto una massa ti idiozie dettate da una profondissima ignoranza. Rimani convinto che tu possa ricevere qualcosa rubato da altri senza colpe... stammi bene, addio.
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: Fateme capì

            Hai detto una massa ti idiozie dettate da una
            profondissima ignoranza.E tu hai quotato centinaia di righe. Ti hanno già bacchettato in passato, per questo. Non imparerai mai a quotare?
            Rimani convinto che tu
            possa ricevere qualcosa rubato da altri senza
            colpe...Non è rubato. È copiato.Se non sei capace di capire la differenza, non sei in grado di lavorare nel settore digitale.
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: uno qualsiasi

            Hai detto una massa ti idiozie dettate da una

            profondissima ignoranza.

            E tu hai quotato centinaia di righe. Ti hanno già
            bacchettato in passato, per questo. Non imparerai
            mai a
            quotare?Adesso ti attacchi a questo?


            Rimani convinto che tu

            possa ricevere qualcosa rubato da altri senza

            colpe...

            Non è rubato. È copiato.
            Se non sei capace di capire la differenza, non
            sei in grado di lavorare nel settore
            digitale.E' rubato. Se non sei in grado di capire questo allora sei disonesto nell'animo.
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: Fateme capì

            E' rubato. Se non sei in grado di capire questo
            allora sei disonesto
            nell'animo.Copiare non è rubare. Se non riesci a capire questo allora sei tarato nella mente.
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            Per chiarire: non ti ritengo nè culturalmente nè eticamente all'altezza. Non risponderò più. Stammi bene, e ti auguro di non aver mai una idea vincente o un colpo di genio.
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: Liosandro
            Per chiarire: non ti ritengo nè culturalmente nè
            eticamente all'altezza. Non risponderò più.L'hai già detto due post fa. E hai continuato a rispondere.
            Stammi bene, e ti auguro di non aver mai una idea
            vincente o un colpo di
            genio.Le idee che ho, le ho messe online con licenze libere. E sono piaciute.
          • panda rossa scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: Liosandro

            E' rubato. Se non sei in grado di capire questo
            allora sei disonesto
            nell'animo.Il furto prevede sottrazione di un bene.Se non sei in grado di capire questo allora sei disonesto nell'animo.
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Liosandro




            E' rubato. Se non sei in grado di capire questo

            allora sei disonesto

            nell'animo.

            Il furto prevede sottrazione di un bene.
            Se non sei in grado di capire questo allora sei
            disonesto
            nell'animo.Il bene include il lavoro dell'artista, che essendo intellettuale non ha fisicità. Questo è un vecchio dilemma filosofico che è stato risolto esattamente facendo pagare un quid per ogni fruizione del bene. Altrimenti si deve tornare al vecchio concetto di mecenate e dominus.
          • panda rossa scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: Liosandro
            - Scritto da: panda rossa

            - Scritto da: Liosandro







            E' rubato. Se non sei in grado di capire
            questo


            allora sei disonesto


            nell'animo.



            Il furto prevede sottrazione di un bene.

            Se non sei in grado di capire questo allora sei

            disonesto

            nell'animo.

            Il bene include il lavoro dell'artista, che
            essendo intellettuale non ha fisicità. Questo è
            un vecchio dilemma filosofico che è stato risolto
            esattamente facendo pagare un quid per ogni
            fruizione del bene. Altrimenti si deve tornare al
            vecchio concetto di mecenate e
            dominus.Torniamoci.Il quid per ogni fruizione del bene e' un meccanismo che oggi, con l'assoluto svincolo dell'opera dal supporto, non puo' piu' funzionare.L'artista torna ad esibirsi sui palchi e guadagna da quello.
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Liosandro

            - Scritto da: panda rossa


            - Scritto da: Liosandro










            E' rubato. Se non sei in grado di capire

            questo



            allora sei disonesto



            nell'animo.





            Il furto prevede sottrazione di un bene.


            Se non sei in grado di capire questo allora
            sei


            disonesto


            nell'animo.



            Il bene include il lavoro dell'artista, che

            essendo intellettuale non ha fisicità. Questo è

            un vecchio dilemma filosofico che è stato
            risolto

            esattamente facendo pagare un quid per ogni

            fruizione del bene. Altrimenti si deve tornare
            al

            vecchio concetto di mecenate e

            dominus.

            Torniamoci.
            Il quid per ogni fruizione del bene e' un
            meccanismo che oggi, con l'assoluto svincolo
            dell'opera dal supporto, non puo' piu'
            funzionare.

            L'artista torna ad esibirsi sui palchi e guadagna
            da
            quello.Ok: quindi l'artista a questo punto può decidere di non pubblicare la sua opera. Un brano solo pubblicato, strabiliante, e se vuoi sentire il resto vai al concerto. Risultato: arte per le elites.Splendido concetto di diffusione della cultura.
          • panda rossa scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: Liosandro
            Ok: quindi l'artista a questo punto può decidere
            di non pubblicare la sua opera. Un brano solo
            pubblicato, strabiliante, e se vuoi sentire il
            resto vai al concerto. Risultato: arte per le
            elites.Non e' vero.Ti ho gia' detto che a teatro si entra anche con 10 euro.Ma evidentemente la tua frequentazione dei teatri e' piuttosto scarsina.
            Splendido concetto di diffusione della cultura.Il mio concetto di diffusione della cultura e' splendido.
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Liosandro


            Ok: quindi l'artista a questo punto può decidere

            di non pubblicare la sua opera. Un brano solo

            pubblicato, strabiliante, e se vuoi sentire il

            resto vai al concerto. Risultato: arte per le

            elites.

            Non e' vero.
            Ti ho gia' detto che a teatro si entra anche con
            10
            euro.
            Ma evidentemente la tua frequentazione dei teatri
            e' piuttosto
            scarsina."ANCHE". Non "SEMPRE". Il prezzo del biglietto non è lo stesso in ogni teatro, non è sempre lo stesso per ogni spettacolo nello stesso teatro. Cos'è, il valore delle poltrone cambia a seconda dell'artista?


            Splendido concetto di diffusione della cultura.
            Il mio concetto di diffusione della cultura e'
            splendido.Convinto tu, uno qualunque.
          • panda rossa scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: Liosandro
            "ANCHE". Non "SEMPRE". Il prezzo del biglietto
            non è lo stesso in ogni teatro, non è sempre lo
            stesso per ogni spettacolo nello stesso teatro.
            Cos'è, il valore delle poltrone cambia a seconda
            dell'artista?Stavamo parlando di cultura riservata ai ricchi.Ti ho mostrato come i migliori teatri pratichino ANCHE prezzi popolari.Questo per dimostrarti che chiunque puo' accedere alle rappresentazioni dal vivo, non solo i ricchi.E comunque non c'entra col discorso che le registrazioni libere da supporto possano essere distribuite liberamente.


            Splendido concetto di diffusione della
            cultura.

            Il mio concetto di diffusione della cultura e'

            splendido.


            Convinto tu, uno qualunque.Ancora mi confondi con altri.Io sono panda rossa.
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: Fateme capì


            Convinto tu, uno qualunque.Panda rossa e io siamo utenti diversi.Ti ho già inviato dei messaggi con altri nick, ma "panda rossa" non è tra questi.Ti sembra così strano che possano esistere più di uno a pensarla in modo diverso da te?
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: Fateme capì

            Ok: quindi l'artista a questo punto può decidere
            di non pubblicare la sua opera.È una sua libera scelta
            Un brano solo
            pubblicato, strabiliante, e se vuoi sentire il
            resto vai al concerto.Esatto. D'altra parte, con il copyright, se vuoi sentire il resto devi comprarlo, quindi che differenza c'è?
            Risultato: arte per le elites.Niente affatto, perchè io al concerto mi registro i brani e poi li metto online.
          • Il vicino di casa di ruppolo scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: Liosandro
            E' rubato. Se non sei in grado di capire questo
            allora sei disonesto
            nell'animo.Portami una articolo del codice penale italiano che indichi che la violazione di copyright sia equivalente al furto.Altrimenti stai dicendo minc*iate.E per la cronaca, ecco cosa ha detto in proposito il ministro maroni.Nonostante non sia una persona di mio gradimento, ha espresso perfettamente il concetto:http://musicomani.it/news/104-maroni-scaricare-mp3-non-e-reato.html
          • panda rossa scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: Liosandro

            Amico mio, l'ignoranza non è un incidente. Uno la
            coltiva, mancando di curiosità. Quando io ho
            scoperto le variazioni l'ho fatto perchè ho
            letto. Ho studiato. Ho coltivato, anche aiutato
            dai miei genitori che COMPRAVANO i dischi ed il
            libri, la mia cultura.Compravano perche' all'epoca non c'era modo di scindere il contenuto dal contenitore.Si vendeva un oggetto tuttuno tra contenitore e contenuto.Io oggi ai miei figli posso fornire TUTTE le opere passate, e non solo limitarmi ad ALCUNE sulla base dei costi e della volonta' degli editori.
            La cultura non si diffonde
            solo perchè gratis. Si diffonde perchè i giovani
            la devono cercare. Certo, ma se si puo' cercare senza costi e' molto piu' facile.Il costo non deve essere un ostacolo alla conoscenza.
            Ma la cultura del furto non
            permetterà, ad un certo punto, di avere artisti
            che vogliano provare a vivere della propria arte,
            ancorchè strepitosa.L'artista che vuole vivere della propria arte puo' farlo, potra' sempre farlo.L'artista che vuole vivere di rendita per aver suonato UNA volta, non ha mai potuto farlo prima dei dischi, ed e' gisto che continui a non farlo piu' adesso che la parentesi dei dischi si e' chiusa.
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Liosandro




            Amico mio, l'ignoranza non è un incidente. Uno
            la

            coltiva, mancando di curiosità. Quando io ho

            scoperto le variazioni l'ho fatto perchè ho

            letto. Ho studiato. Ho coltivato, anche aiutato

            dai miei genitori che COMPRAVANO i dischi ed il

            libri, la mia cultura.

            Compravano perche' all'epoca non c'era modo di
            scindere il contenuto dal
            contenitore.
            Si vendeva un oggetto tuttuno tra contenitore e
            contenuto.

            Io oggi ai miei figli posso fornire TUTTE le
            opere passate, e non solo limitarmi ad ALCUNE
            sulla base dei costi e della volonta' degli
            editori.


            La cultura non si diffonde

            solo perchè gratis. Si diffonde perchè i giovani

            la devono cercare.

            Certo, ma se si puo' cercare senza costi e' molto
            piu'
            facile.
            Il costo non deve essere un ostacolo alla
            conoscenza.


            Ma la cultura del furto non

            permetterà, ad un certo punto, di avere artisti

            che vogliano provare a vivere della propria
            arte,

            ancorchè strepitosa.

            L'artista che vuole vivere della propria arte
            puo' farlo, potra' sempre
            farlo.
            L'artista che vuole vivere di rendita per aver
            suonato UNA volta, non ha mai potuto farlo prima
            dei dischi, ed e' gisto che continui a non farlo
            piu' adesso che la parentesi dei dischi si e'
            chiusa.Prima dei dischi la cultura era limitata, gli artisti guadagnavano poco, e per la maggior parte erano finanziati da nobili, regnanti e mecenati. Ma soprattutto doveva nascere ricca per potersi permettere gli studi. Vatti ad informare su quando e perchè nacque il diritto d'autore, poi fatti una ripensata sulla stupidaggine dei dischi. Cosa mi tocca leggere.
          • panda rossa scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: Liosandro
            Prima dei dischi la cultura era limitata, Limitatissima.Per esempio la cultura Greca e Romana in epoca classica, la cultura rinascimentale, l'illuminismo...
            gli artisti guadagnavano poco, Prova che chi vuole fare vera arte e cultura non mira ad un arricchimento.Allora come oggi.
            e per la maggior parte
            erano finanziati da nobili, regnanti e mecenati.Certo, comandavano loro.Oggi nelle democrazie, dovrebbe essere lo stato a farsi carico di questo, ma, guarda caso, sono spuntati immediatamente intermediari e parassiti, che danneggiano il vero artista spinto dalla passione.
            Ma soprattutto doveva nascere ricca per potersi
            permettere gli studi. Quindi non avrai difficolta' a citare almeno un grante artista nato ricco, visto che affermi con assoluta sfrontatezza questa emerita idiozia.
            Vatti ad informare su
            quando e perchè nacque il diritto d'autore,Non c'e' bisogno, lo so benissimo.Avrebbero dovuto chiamarlo "diritto di editore", ma erano ipocriti, e continuano ad esserlo.
            poi
            fatti una ripensata sulla stupidaggine dei
            dischi. Cosa mi tocca
            leggere.Sei venuto su PI? E ti tocca leggere la verita'.Altrimenti puoi andare sul forum delle videoteche dove se le cantano e se le suonano da soli.
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Liosandro


            Prima dei dischi la cultura era limitata,
            Limitatissima.
            Per esempio la cultura Greca e Romana in epoca
            classica, la cultura rinascimentale,
            l'illuminismo...


            gli artisti guadagnavano poco,

            Prova che chi vuole fare vera arte e cultura non
            mira ad un
            arricchimento.
            Allora come oggi.No: prova che chi voleva fare vera arte era appena al di qua della condizione di schiavo. Allora non era una scelta il mancato arricchimento.


            e per la maggior parte

            erano finanziati da nobili, regnanti e mecenati.

            Certo, comandavano loro.
            Oggi nelle democrazie, dovrebbe essere lo stato a
            farsi carico di questo, ma, guarda caso, sono
            spuntati immediatamente intermediari e parassiti,
            che danneggiano il vero artista spinto dalla
            passione.Guarda che pagheresti con le tasse, amico.


            Ma soprattutto doveva nascere ricca per potersi

            permettere gli studi.

            Quindi non avrai difficolta' a citare almeno un
            grante artista nato ricco, visto che affermi con
            assoluta sfrontatezza questa emerita
            idiozia.Leonardo era figlio illegittimo di un ricco mercante. Michelangelo è nato ricco. Mozart è nato benestante. Haydn è nato ricco. Raffaello nato da un pittore. Verdi è nato benestante. Van Gogh è nato da orefici. Continuo?


            Vatti ad informare su

            quando e perchè nacque il diritto d'autore,

            Non c'e' bisogno, lo so benissimo.
            Avrebbero dovuto chiamarlo "diritto di editore",
            ma erano ipocriti, e continuano ad
            esserlo.


            poi

            fatti una ripensata sulla stupidaggine dei

            dischi. Cosa mi tocca

            leggere.

            Sei venuto su PI? E ti tocca leggere la verita'.
            Altrimenti puoi andare sul forum delle videoteche
            dove se le cantano e se le suonano da
            soli.Peccato che, come ti ho ribadito sopra, tu non sappia di chi e cosa parli.
          • panda rossa scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: Liosandro
            No: prova che chi voleva fare vera arte era
            appena al di qua della condizione di schiavo.
            Allora non era una scelta il mancato
            arricchimento.Non era una scelta per nessuno, all'epoca, non solo per gli artisti.Ripassa la storia, prima di venire qua a pontificare.


            e per la maggior parte


            erano finanziati da nobili, regnanti e
            mecenati.



            Certo, comandavano loro.

            Oggi nelle democrazie, dovrebbe essere lo stato
            a

            farsi carico di questo, ma, guarda caso, sono

            spuntati immediatamente intermediari e
            parassiti,

            che danneggiano il vero artista spinto dalla

            passione.

            Guarda che pagheresti con le tasse, amico. Infatti con le nostre tasse hanno finanziato e premiato quel bel capolavoro della rumena amica di Bondi.Per questo motivo bisogna sospendere le sovvenzioni pubbliche: ci sono troppi profittatori, e agli artisti non servono.


            Ma soprattutto doveva nascere ricca per
            potersi


            permettere gli studi.



            Quindi non avrai difficolta' a citare almeno un

            grante artista nato ricco, visto che affermi con

            assoluta sfrontatezza questa emerita

            idiozia.

            Leonardo era figlio illegittimo di un ricco
            mercante. Evidentemente tu non hai idea di che cosa comportasse essere figlio illegittimo nel 1500.
            Michelangelo è nato ricco. All'epoca della nascita di Michelangelo la famiglia attraversava però un momento di penuria economica[4]: il padre era talmente impoverito che stava addirittura per perdere i suoi privilegi di cittadino fiorentino. (wikipedia).
            Mozart è nato benestante. Mah... figlio di un maestro di cappella che insegnava musica per vivere, tanto benestante non doveva esserlo.
            Haydn è nato ricco. Haydn nacque da famiglia di modeste condizioni nel villaggio austriaco di Rohrau, vicino al confine ungherese. (Wikipedia)
            Raffaello nato da un pittore. E quindi sarebbe ricco?
            Verdi è nato benestante. Figlio di contadini.
            Van Gogh è nato da orefici. Vero, ma questo non lo esonero' dal doversi cercare un lavoro in gioventu'.
            Continuo?Continua pure, prima o poi qualcuno lo troveremo.
            Peccato che, come ti ho ribadito sopra, tu non
            sappia di chi e cosa parli.Certo.Lasciamo sempre al lettore il giudizio, va bene?
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            E, giusto per chiarire le sciocchezze sulla "cultura classica". Verissimo, sono state culture eccelse, alla base del pensiero occidentale. Ma non pensare che fossero diffuse quanto è diffusa oggi la cultura. Chi sapeva leggere e scrivere era un'elite, lo è stata sempre finchè qualcuno non ha capito che invece di pensare a pagare tanto un colto per il suo lavoro e "regalare" quello che aveva pagato, poteva suddividere il costo di tale lavoro tra chi voleva ottenere le parti di cultura. E nacque il diritto d'autore.
          • panda rossa scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: Liosandro
            E, giusto per chiarire le sciocchezze sulla
            "cultura classica". Verissimo, sono state culture
            eccelse, alla base del pensiero occidentale. Ma
            non pensare che fossero diffuse quanto è diffusa
            oggi la cultura.Non c'era il P2P.
            Chi sapeva leggere e scrivere
            era un'elite, lo è stata sempre finchè qualcuno
            non ha capito che invece di pensare a pagare
            tanto un colto per il suo lavoro e "regalare"
            quello che aveva pagato, poteva suddividere il
            costo di tale lavoro tra chi voleva ottenere le
            parti di cultura. E nacque il diritto
            d'autore.Eh no. Sono stati gli editori a volere il diritto d'autore, non gli autori.Il privilegio di stampa.Prima di Gutemberg non c'era questo problema.
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Liosandro

            E, giusto per chiarire le sciocchezze sulla

            "cultura classica". Verissimo, sono state
            culture

            eccelse, alla base del pensiero occidentale. Ma

            non pensare che fossero diffuse quanto è diffusa

            oggi la cultura.

            Non c'era il P2P.


            Chi sapeva leggere e scrivere

            era un'elite, lo è stata sempre finchè qualcuno

            non ha capito che invece di pensare a pagare

            tanto un colto per il suo lavoro e "regalare"

            quello che aveva pagato, poteva suddividere il

            costo di tale lavoro tra chi voleva ottenere le

            parti di cultura. E nacque il diritto

            d'autore.

            Eh no. Sono stati gli editori a volere il diritto
            d'autore, non gli
            autori.
            Il privilegio di stampa.

            Prima di Gutemberg non c'era questo problema.Altra sciocchezza. Il diritto d'autore è nato QUALCHE SECOLO dopo l'invenzione della stampa.
          • panda rossa scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: Liosandro

            Altra sciocchezza. Il diritto d'autore è nato
            QUALCHE SECOLO dopo l'invenzione della
            stampa.1455 Anno dell'invenzione della stampa a caratteri mobili.18 settembre 1469 - Data del primo privilegio conXXXXX dal Doge a Giovanni da Spira di esercitare la stampa a Venezia.Privilegio che non tutelava l'autore ma lo stampatore.
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Liosandro




            Altra sciocchezza. Il diritto d'autore è nato

            QUALCHE SECOLO dopo l'invenzione della

            stampa.

            1455 Anno dell'invenzione della stampa a
            caratteri
            mobili.

            18 settembre 1469 - Data del primo privilegio
            conXXXXX dal Doge a Giovanni da Spira di
            esercitare la stampa a
            Venezia.
            Privilegio che non tutelava l'autore ma lo
            stampatore.Perchè se io parlo di mele tu parli di pere? Diritto d'AUTORE. AUTORE, non STAMPATORE.Leggi la data: 1710. Questo è il primo caso in cui è l'autore ad essere salvaguardato.Se leggi wiki, almeno, leggila bene.
          • panda rossa scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: Liosandro
            Perchè se io parlo di mele tu parli di pere?
            Diritto d'AUTORE. AUTORE, non
            STAMPATORE.Il diritto d'autore che dici tu non impedisce a me di fruire senza lucro di un bene digitale.Sono i diritti di editore (di copia) che lo impediscono.
            Leggi la data: 1710. Questo è il primo caso in
            cui è l'autore ad essere
            salvaguardato.L'autore, in quanto nominale autore dell'opera e' salvaguardato sempre.Non e' l'autore ad essere messo in discussione.
            Se leggi wiki, almeno, leggila bene.Non solo la leggo, a volte la scrivo pure.Per permettere a quelli come te di farsi una cultura, gratis.
          • krane scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: Liosandro
            - Scritto da: uno qualsiasi


            Ipotizzando che possa esistere, e non può


            esistere perchè se io voglio ascoltare le


            Variazioni Goldberg



            Eccole:

            http://evulon.net/download.php?view.515






            difficilmente ci sono radio


            che le mandano in qualunque momento del
            giorno,


            la cosa sarebbe legale, perchè la radio che

            manda


            in onda PAGA il musicista.



            Lo paga per cosa? Per suonarlo "in qualunque

            momento del

            giorno"?

            O forse no (anzi, magari il musicista non è

            nemmeno

            lì)


            Vorrei quelle suonate da Glenn Gould,
            riconosciuto come uno dei maestri di Bach.
            Conosci,
            vero?Qui ne trasmettono parecchie:http://www.platforma.pl/bach/eng/gloud.phtmlRadio Bach
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: Fateme capì


            Quanti soldi hai buttato così?

            Non ho "buttato" soldi. Li ho spesi per
            riconoscere all'artista la sua
            bravura.
            D'altronde per un ladro qualunque valore è
            eccessivo.Nessuno ruba niente.

            L'artista ha studiato tutta la vita, magari, per
            darti qualcosa che ti emoziona. Se ne hai bisogno
            la paghi. Altrimenti nessuno ti costringe a
            possederla al punto da
            rubarla.Che cosa mi dà?Se compro la musica, e la possiedo, significa che è mia. E non è più dell'autore. Significa che io posso farne cosa voglio (incluso metterne le copie sul p2p, se mi va di farlo); e significa che l'autore non la possiede più; se vuole di nuovo vendere, deve produrre qualcos'altro; quel brano non è più suo, l'ha già venduto.Eppure, accade questo? No. Perciò, l'autore non mi sta vendendo niente. E quindi, non ho bisogno di niente da lui, e non gli rubo niente. Mi limito a fare una copia.

            Ripeto: se vuoi una cosa, copia o non copia, la
            paghi. Non la
            rubi.Ti ripeto: ma cosa mi vendi? Perchè se mi vendi una licenza, ti dico: non la voglio; quindi, non la pago, non la rubo, non la scarico. Scarico il brano di musica. Non la licenza.
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: uno qualsiasi


            Quanti soldi hai buttato così?



            Non ho "buttato" soldi. Li ho spesi per

            riconoscere all'artista la sua

            bravura.

            D'altronde per un ladro qualunque valore è

            eccessivo.

            Nessuno ruba niente.






            L'artista ha studiato tutta la vita, magari, per

            darti qualcosa che ti emoziona. Se ne hai
            bisogno

            la paghi. Altrimenti nessuno ti costringe a

            possederla al punto da

            rubarla.

            Che cosa mi dà?
            Se compro la musica, e la possiedo, significa che
            è mia. E non è più dell'autore. Significa che io
            posso farne cosa voglio (incluso metterne le
            copie sul p2p, se mi va di farlo); e significa
            che l'autore non la possiede più; se vuole di
            nuovo vendere, deve produrre qualcos'altro; quel
            brano non è più suo, l'ha già
            venduto.

            Eppure, accade questo? No. Perciò, l'autore non
            mi sta vendendo niente. E quindi, non ho bisogno
            di niente da lui, e non gli rubo niente. Mi
            limito a fare una
            copia.





            Ripeto: se vuoi una cosa, copia o non copia, la

            paghi. Non la

            rubi.

            Ti ripeto: ma cosa mi vendi? Perchè se mi
            vendi una licenza, ti dico: non la voglio;
            quindi, non la pago, non la rubo, non la scarico.
            Scarico il brano di musica. Non la
            licenza.Se il concetto di proprietà intellettuale ti è sconosciuto ti auguro di non avere mai una buona idea e vedertela rubare. Proprio oggi ascoltavo un cantante alla radio: non uno di quelli fighi, uno all'inizio. Ha annunciato di aver perso ogni speranza per quanto riguarda il guadagno da ciò che fa. Gira regolarmente in radio, ha sucXXXXX tra i ragazzini, ma non ci vive e deve fare altro. Non so, non mi sembra così difficile da capire: io sono un artista, se vuoi vengo a casa tua a suonare, e mi paghi quello che ti chiedo, altrimenti, se HAI BISOGNO di sentire la mia musica, e solo la mia, mi paghi il lavoro fatto per realizzarla. Piantala di fare il finto tonto e di fare ragionamenti sciocchi per giustificare il FURTO.
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            Incremento il ragionamento: quando si capirà che c'è una grande differenza tra il SUPPORTO ed il CONTENUTO sarà un gran giorno. Altrimenti mi si dovrebbe dire che il valore di un gran libro sta nella carta e nell'inchiostro usati per stamparlo, e non nelle idee di chi l'ha scritto. Vedo una tale mancanza di rispetto per l'arte, in certi ragionamenti, che non mi sorprende vedere dov'è arrivata la società.
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: Liosandro
            Incremento il ragionamento: quando si capirà che
            c'è una grande differenza tra il SUPPORTO ed il
            CONTENUTO sarà un gran giorno.Continui a confondere: se compro il contenuto, il contenuto è mio. Non è più tuo. Tu l'hai venduto.Se dici di esserne ancora il padrone, sei un truffatore. E come tale devi essere considerato.
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: uno qualsiasi
            - Scritto da: Liosandro

            Incremento il ragionamento: quando si capirà che

            c'è una grande differenza tra il SUPPORTO ed il

            CONTENUTO sarà un gran giorno.

            Continui a confondere: se compro il contenuto, il
            contenuto è mio. Non è più tuo. Tu l'hai
            venduto.
            Se dici di esserne ancora il padrone, sei un
            truffatore. E come tale devi essere
            considerato.No. E' esplicito: non è tuo, tant'è che non puoi venderlo come tuo. Se lo spacci per tuo come possesso intellettuale allora sei un usurpatore. Piantala di distorcere la vita per giustificare una cosa sbagliata. Se anche imparassi a memoria un romanzo non potresti spacciarlo per tuo. L'unico motivo per cui la letteratura resiste a gente come te è semplicemente per la maggior difficoltà insita nella copia e nella distribuzione di un libro.
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: Fateme capì

            No. E' esplicito: non è tuo, tant'è che non puoi
            venderlo come tuo.E allora, neanche i soldi sono tuoi. Non me lo vendi, io non ti pago. Semplice.Me lo scarico, tanto, visto che non diventa mio, non ti sto rubando nulla.
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: uno qualsiasi

            No. E' esplicito: non è tuo, tant'è che non puoi

            venderlo come tuo.

            E allora, neanche i soldi sono tuoi. Non me lo
            vendi, io non ti pago.
            Semplice.

            Me lo scarico, tanto, visto che non diventa mio,
            non ti sto rubando
            nulla.Ueh furbacchione: stai rubando il diritto di ascolto. Altrimenti vai a chiedere all'artista di comporti e suonarti la tua versione. Ma siccome non te lo puoi permettere allora dovresti avere almeno la correttezza di dare un valore al lavoro dell'artista. Ah, già: per te gli artisti non lavorano.
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: Fateme capì

            Ueh furbacchione: stai rubando il diritto di
            ascolto.No, niente affatto. Quel diritto te lo lascio.Io mi limito a scaricare e ad ascoltare. Non mi serve nessun fantomatico "diritto" per farlo.
            Altrimenti vai a chiedere all'artista di
            comporti e suonarti la tua versione. Quella registrata mi va benissimo.
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: uno qualsiasi
            - Scritto da: Liosandro

            Incremento il ragionamento: quando si capirà che

            c'è una grande differenza tra il SUPPORTO ed il

            CONTENUTO sarà un gran giorno.

            Continui a confondere: se compro il contenuto, il
            contenuto è mio. Non è più tuo. Tu l'hai
            venduto.
            Se dici di esserne ancora il padrone, sei un
            truffatore. E come tale devi essere
            considerato.Ancora più chiaro? Tu non hai pagato l'autore. NON HAI UN CONTRATTO DI VENDITA CON LUI. Lui ti ha conXXXXX l'ascolto per un tempo indefinito perchè il reale valore del pezzo, (settimane se non mesi di lavoro di molte decine di artisti) non te lo potresti permettere. Sei tu che per tua comodità e grettezza ritieni di non dover pagare nemmeno quel piccolo contributo a tale lavoro.
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: Fateme capì

            Ancora più chiaro? Tu non hai pagato l'autore.
            NON HAI UN CONTRATTO DI VENDITA CON LUI.Infatti. E quindi, non lo pago.
            Lui ti
            ha conXXXXX l'ascolto per un tempo indefinitoNo. Non è lui che mi ha conXXXXX l'ascolto. È chi mi ha fatto scaricare il file (rapidshare, youtube, il p2p...) che mi ha permesso di ascoltarlo.
            perchè il reale valore del pezzo, (settimane se
            non mesi di lavoro di molte decine di artisti)
            non te lo potresti permettere. Sei tu che per tua
            comodità e grettezza ritieni di non dover pagare
            nemmeno quel piccolo contributo a tale
            lavoro.Lui non fa nessun lavoro per farmi ascoltare il pezzo. Il lavoro, al massimo, lo fa chi tiene in funzione il server che ospita il file.
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: uno qualsiasi

            Ancora più chiaro? Tu non hai pagato l'autore.

            NON HAI UN CONTRATTO DI VENDITA CON LUI.

            Infatti. E quindi, non lo pago.



            Lui ti

            ha conXXXXX l'ascolto per un tempo indefinito

            No. Non è lui che mi ha conXXXXX l'ascolto. È chi
            mi ha fatto scaricare il file (rapidshare,
            youtube, il p2p...) che mi ha permesso di
            ascoltarlo.


            perchè il reale valore del pezzo, (settimane se

            non mesi di lavoro di molte decine di artisti)

            non te lo potresti permettere. Sei tu che per
            tua

            comodità e grettezza ritieni di non dover pagare

            nemmeno quel piccolo contributo a tale

            lavoro.

            Lui non fa nessun lavoro per farmi ascoltare il
            pezzo. Il lavoro, al massimo, lo fa chi tiene in
            funzione il server che ospita il
            file.E' in diritto all'origine che è usurpato. Chi rippa e ti permette il download non ha il diritto di farlo. Quindi nemmeno tu. Sistemato il percorso logico.
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: Fateme capì

            E' in diritto all'origine che è usurpato. Chi
            rippa e ti permette il download non ha il diritto
            di farlo.Può darsi che non abbia diritto di farlo, perchè aveva accettato una licenza che gli diceva di non farlo, e ora la sta infrangendo.
            Quindi nemmeno tu.Io non ho mai accettato la licenza, visto che non ho mai comprato nulla dall'autore. Quindi, non sto infrangendo nulla.
            Sistemato il percorso logico.Errore di logica. Riprova, sarai pù fortunato.
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            Quello che fai ha un nome: ricettazione. Continua pure a pensarla così: sbagli su tutta la linea, ma siccome sei intellettualmente disonesto continuerai per sempre ad essere convinto di essere nel giusto. Studia ed impara, vah. Stammi bene.
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: Liosandro
            Quello che fai ha un nome: ricettazione. No, non lo è. Guardati la definizione, se non mi credi.
            Continua pure a pensarla così: sbagli su tutta la
            lineaHo ragione su tutta la linea. E i fatti lo dimostrano.
            ma siccome sei intellettualmente disonestoL'unico che si comporta in modo disonesto sei tu, che chiedi soldi come se ti spettassero per diritto.
            continuerai per sempre ad essere convinto di
            essere nel giusto.Vero. Perchè lo sono.
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: uno qualsiasi
            - Scritto da: Liosandro

            Quello che fai ha un nome: ricettazione.

            No, non lo è. Guardati la definizione, se non mi
            credi.Bravo: guardati la definizione, avanti. Riportala qui, dai.


            Continua pure a pensarla così: sbagli su tutta
            la

            linea

            Ho ragione su tutta la linea. E i fatti lo
            dimostrano.I fatti sono che tu sfrutti il lavoro di una persona senza riconoscerli il giusto compenso.


            ma siccome sei intellettualmente disonesto

            L'unico che si comporta in modo disonesto sei tu,
            che chiedi soldi come se ti spettassero per
            diritto.Io non chiedo soldi. Li chiedono gli artisti che si sono fatti il XXXX per anni per darti qualcosa che tu ritieni tuo solo perchè QUALCUN ALTRO e non tu, ti ha dato la possibilità di avere una copia conforme mantenendoti anonimo o mescolandoti con la massa.


            continuerai per sempre ad essere convinto di

            essere nel giusto.

            Vero. Perchè lo sono.Continua a crederlo.
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: Fateme capì


            Ho ragione su tutta la linea. E i fatti lo

            dimostrano.

            I fatti sono che tu sfrutti il lavoro di una
            persona senza riconoscerli il giusto
            compenso.No, perchè per fare una copia non faccio lavorare proprio nessuno. Se tu ti aspetti di essere pagato per non lavorare, fai a tempo a fare la fame.
            Io non chiedo soldi. Li chiedono gli artisti che
            si sono fatti il XXXX per anni per darti qualcosa
            che tu ritieni tuo solo perchè QUALCUN ALTRO e
            non tu, ti ha dato la possibilità di avere una
            copia conforme mantenendoti anonimo o
            mescolandoti con la massa.Il "qualcun altro" sarebbe youtube/rapidshare?

            Vero. Perchè lo sono.

            Continua a crederlo.Non preoccuparti.
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: uno qualsiasi


            Ho ragione su tutta la linea. E i fatti lo


            dimostrano.



            I fatti sono che tu sfrutti il lavoro di una

            persona senza riconoscerli il giusto

            compenso.

            No, perchè per fare una copia non faccio lavorare
            proprio nessuno. Se tu ti aspetti di essere
            pagato per non lavorare, fai a tempo a fare la
            fame.


            Io non chiedo soldi. Li chiedono gli artisti che

            si sono fatti il XXXX per anni per darti
            qualcosa

            che tu ritieni tuo solo perchè QUALCUN ALTRO e

            non tu, ti ha dato la possibilità di avere una

            copia conforme mantenendoti anonimo o

            mescolandoti con la massa.

            Il "qualcun altro" sarebbe youtube/rapidshare?



            Vero. Perchè lo sono.



            Continua a crederlo.

            Non preoccuparti.Per chiarire: non ti ritengo nè culturalmente nè eticamente all'altezza. Non risponderò più. Stammi bene, e ti auguro di non aver mai una idea vincente o un colpo di genio.
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: Fateme capì

            Per chiarire: non ti ritengo nè culturalmente nè
            eticamente all'altezza. Non risponderò più.E non rispondere... anzi, fai di meglio: non postare più.Le tue opinioni sono illogiche e antiquate. Ma se non sei in grado di rendertene conto, non puoi fare altro che sparire ed essere dimenticato. Come sta accadendo a tutti coloro che si aggrappano ancora al tuo modello (incluso il cantante che hai citato per radio).
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: Fateme capì

            Se il concetto di proprietà intellettuale ti è
            sconosciuto ti auguro di non avere mai una buona
            idea e vedertela rubare.Una idea non si ruba.
            Proprio oggi ascoltavo
            un cantante alla radio: non uno di quelli fighi,
            uno all'inizio. Ha annunciato di aver perso ogni
            speranza per quanto riguarda il guadagno da ciò
            che fa.Eppure, mi hai detto che cantava.
            Gira regolarmente in radio, ha sucXXXXX
            tra i ragazzini, ma non ci vive e deve fare
            altro.Tipo lavorare?Sai, anche io... che strano, vero?
            Non so, non mi sembra così difficile da
            capire: io sono un artista, se vuoi vengo a casa
            tua a suonare, e mi paghi quello che ti chiedo,Benissimo.
            altrimenti, se HAI BISOGNO di sentire la mia
            musica, e solo la mia, mi paghi il lavoro fatto
            per realizzarla.No, niente affatto. Non ho bisogno di te, per farlo. Quindi, non ti pago. Per quanto ne so, potresti anche essere morto.
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: uno qualsiasi

            Se il concetto di proprietà intellettuale ti è

            sconosciuto ti auguro di non avere mai una buona

            idea e vedertela rubare.

            Una idea non si ruba.


            Proprio oggi ascoltavo

            un cantante alla radio: non uno di quelli fighi,

            uno all'inizio. Ha annunciato di aver perso ogni

            speranza per quanto riguarda il guadagno da ciò

            che fa.

            Eppure, mi hai detto che cantava.Canta perchè è la vita che ha scelto.Si è scontrato contro il continuo e costante furto della sua arte.


            Gira regolarmente in radio, ha sucXXXXX

            tra i ragazzini, ma non ci vive e deve fare

            altro.

            Tipo lavorare?
            Sai, anche io... che strano, vero?Tipo che magari comporre musica qualcuno lo sceglierebbe come lavoro? Ah, già: studiare musica per anni non costa nulla...


            Non so, non mi sembra così difficile da

            capire: io sono un artista, se vuoi vengo a casa

            tua a suonare, e mi paghi quello che ti chiedo,

            Benissimo.


            altrimenti, se HAI BISOGNO di sentire la mia

            musica, e solo la mia, mi paghi il lavoro fatto

            per realizzarla.

            No, niente affatto. Non ho bisogno di te, per
            farlo. Quindi, non ti pago. Per quanto ne so,
            potresti anche essere
            morto.Rispetto per l'arte zero, eh? Complimenti: splendido essere umano.
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: Fateme capì


            Eppure, mi hai detto che cantava.

            Canta perchè è la vita che ha scelto.Certo: ha scelto lui. E quindi, deve essere lui a pagare i costi della sua scelta. Non altri.
            Si è scontrato contro il continuo e costante
            furto della sua
            arte.Si è scontrato semplicemente con il fatto che vende una merce che nessuno vuole.
            Tipo che magari comporre musica qualcuno lo
            sceglierebbe come lavoro? Ah, già: studiare
            musica per anni non costa nulla...Io sceglierei come lavoro quello di maniscalco... perchè mai, però, ho la sensazione che non potrei farlo?

            No, niente affatto. Non ho bisogno di te, per

            farlo. Quindi, non ti pago. Per quanto ne so,

            potresti anche essere

            morto.


            Rispetto per l'arte zero, eh? Complimenti:
            splendido essere
            umano.Rispetto l'arte, ma non rispetto affatto chi vuole trasformarla in merce.
          • panda rossa scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: Liosandro
            Rispetto per l'arte zero, eh? Complimenti:
            splendido essere
            umano.Chi e' che rispetta di piu' l'arte?Chi la ammira, chi ascolta musica, chi legge, chi si accultura e poi e' in grado di parlarne ad altri,oppure chi la ignora, non ascolta musica, non legge, non fa nulla di tutto questo?Chi?Ma lo capisci o no che sono proprio coloro che amano la musica quelli che la ascoltano?Chi della musica se ne frega, che beneficio porta a te?Proprio nessuno, anzi, e' capace di allontanare dalla musica pure gli altri.Ma tu sei miope. Sei capace solo di guardare fino alla tua tasca entro la prossima mezz'ora.Tempi e spazi piu' lunghi sono al di fuori della tua capacita'.
          • Proxima scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: Liosandro
            Piacere, Babbo Natale: 26.85 gb di canzoni
            REGOLARMENTE acquistate, via iTunes o CD di cui
            sono ancora in
            possesso.Ciao, Babbo Natale, le hai comprate per ascoltarle tu o per uso commerciale, tali canzoni?
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: Proxima
            - Scritto da: Liosandro

            Piacere, Babbo Natale: 26.85 gb di canzoni

            REGOLARMENTE acquistate, via iTunes o CD di cui

            sono ancora in

            possesso.

            Ciao, Babbo Natale, le hai comprate per
            ascoltarle tu o per uso commerciale, tali
            canzoni?? Uso commerciale? Le ho comprate per uso personale, ovviamente. Carino il tuo nick...
          • Proxima scrive:
            Re: Fateme capì

            ? Uso commerciale? Le ho comprate per uso
            personale, ovviamente.Per uso commerciale (ad esempio, per inserirle in uno spot), posso capire che ti serviva avere la licenza regolare, ma per uso personale, a che ti serve?

            Carino il tuo nick...Lo so, l'ho messo in tuo onore :D
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: Proxima

            ? Uso commerciale? Le ho comprate per uso

            personale, ovviamente.

            Per uso commerciale (ad esempio, per inserirle in
            uno spot), posso capire che ti serviva avere la
            licenza regolare, ma per uso personale, a che ti
            serve?Per uno spot commerciale il discorso è molto più complesso rispetto all'uso personale. Il fatto che tu lo voglia usare per uno spot, ossìa per attrarre persone e vendere un prodotto usando anche la musica come testimonial, cambia del tutto il rapporto con l'autore. non è più una cessione di diritto per ascolto privato, ma diventa diritto di utilizzo, con costi che variano a seconda del tempo, del numero e tipo di canali, ed in ultima analisi, del prodotto. Se si parla di uno spot sociale ovviamente spesso gli artisti concedono i diritti a titolo gratuito, se devi venderci una FIAT, ovviamente paghi, e tanto. Questo non è altro che, concretamente, il discorso fatto per l'ascolto: io faccio un pezzo musicale, lo suono ed arrangio in un certo modo, che può essere unico. Quindi tu vuoi il MIO pezzo, come l'ho suonato IO. Se vuoi il mio PAGHI. Non il mezzo di fruizione, ma la MIA esecuzione, che evidentemente aggiunge un certo valore al messaggio. Questo è l'esempio più concreto in assoluto che si possa fare del fatto che è il PEZZO che ha un valore per il pubblico. Avendo un valore, la sua fruizione non autorizzata è niente altro che l'acquisizione di un valore senza autorizzazione: e come si chiama l'appropriazione indebita di un valore? ESATTO: furto.Altrimenti sei liberissimo di andare a prendere un altro pezzo, o realizzare un soundalike, basta che non sia plagio.




            Carino il tuo nick...

            Lo so, l'ho messo in tuo onore :D-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 25 maggio 2011 19.16-----------------------------------------------------------
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: Fateme capì

            Questo non è altro che, concretamente, il
            discorso fatto per l'ascolto: io faccio un pezzo
            musicale, lo suono ed arrangio in un certo modo,
            che può essere unico.Vero. Ma nello stesso istante in cui ne fai una copia, non è più unico.
            Quindi tu vuoi il MIO
            pezzo, come l'ho suonato IO. Se vuoi il mio
            PAGHI.Se lo voglio suonato da te (dal vivo), pago.Ma se voglio una registrazione, non lo stai più suonando tu.
            Non il mezzo di fruizione, ma la MIA
            esecuzione, che evidentemente aggiunge un certo
            valore al messaggio. Questo è l'esempio più
            concreto in assoluto che si possa fare del fatto
            che è il PEZZO che ha un valore per il pubblico.Guarda che il pubblico siamo noi. E abbiamo deciso che le copie non hanno valore economico.
            Avendo un valore, la sua fruizione non
            autorizzata è niente altro che l'acquisizione di
            un valore senza autorizzazione: e come si chiama
            l'appropriazione indebita di un valore? ESATTO:
            furto.No. Il furto è la SOTTRAZIONE di un valore.E comunque. tu puoi autorizzare solo quando sei TU che suoni: in una sala concerti, ad esempio, dove stai suonando, fai entrare solo chi vuoi tu. E puoi dire "io non inizio a suonare finchè chi è senza biglietto non esce".Ma per una registrazione, che tra l'altro tu hai venduto, non sei più tu ad autorizzare la fruizione; è chi l'ha comprata che la autorizza. E se lui mi autorizza a copiarla, io ho il diritto di farlo. Quella registrazione, infatti, non ti appartiene più.


            Carino il tuo nick...Avrai capito che ero io. Mentre non sono "panda rossa"
          • Liosandro scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: uno qualsiasi

            Questo non è altro che, concretamente, il

            discorso fatto per l'ascolto: io faccio un pezzo

            musicale, lo suono ed arrangio in un certo modo,

            che può essere unico.

            Vero. Ma nello stesso istante in cui ne fai una
            copia, non è più unico.



            Quindi tu vuoi il MIO

            pezzo, come l'ho suonato IO. Se vuoi il mio

            PAGHI.

            Se lo voglio suonato da te (dal vivo), pago.
            Ma se voglio una registrazione, non lo stai più
            suonando
            tu.



            Non il mezzo di fruizione, ma la MIA

            esecuzione, che evidentemente aggiunge un certo

            valore al messaggio. Questo è l'esempio più

            concreto in assoluto che si possa fare del fatto

            che è il PEZZO che ha un valore per il pubblico.

            Guarda che il pubblico siamo noi. E abbiamo
            deciso che le copie non hanno valore
            economico.




            Avendo un valore, la sua fruizione non

            autorizzata è niente altro che l'acquisizione di

            un valore senza autorizzazione: e come si chiama

            l'appropriazione indebita di un valore? ESATTO:

            furto.

            No. Il furto è la SOTTRAZIONE di un valore.
            E comunque. tu puoi autorizzare solo quando sei
            TU che suoni: in una sala concerti, ad esempio,
            dove stai suonando, fai entrare solo chi vuoi tu.
            E puoi dire "io non inizio a suonare finchè chi è
            senza biglietto non
            esce".

            Ma per una registrazione, che tra l'altro tu hai
            venduto, non sei più tu ad autorizzare la
            fruizione; è chi l'ha comprata che la autorizza.
            E se lui mi autorizza a copiarla, io ho il
            diritto di farlo. Quella registrazione, infatti,
            non ti appartiene
            più.





            Carino il tuo nick...

            Avrai capito che ero io. Mentre non sono "panda
            rossa"Inutile: ci sono incompatibilità etiche che non permettono al discorso di procedere in qualche direzione.Rimane il fatto: sarebbe divertente vederti essere un musicista, che dopo aver studiato tutta la vita è riuscito ad avere sucXXXXX, ma non guadagna nulla perchè l'unica copia realizzata ufficialmente e lecitamente è stata diffusa senza diritti. Perchè, vorrei ricordarti, puoi anche ritenerla non giusta, ma c'è una legge che tutela gli autori. E finchè tale legge è vigente, quello che fai è illegale. Semplice e puro.
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: Fateme capì

            Inutile: ci sono incompatibilità etiche che non
            permettono al discorso di procedere in qualche
            direzione.D'altra parte, direi che il mondo sta andando verso una visione simile alla mia, non simile alla tua.Tu continua pure a pagare, se ci tieni.... ma non aspettarti che io faccia altrettanto.Se vuoi sostenere il musicista, fallo; è una tua libera scelta. Ma non devi imporla anche a me.
            Rimane il fatto: sarebbe divertente vederti
            essere un musicista, che dopo aver studiato tutta
            la vita è riuscito ad avere sucXXXXX, ma non
            guadagna nullaCredi forse che sia l'unico mestiere che comporta dei rischi?
            perchè l'unica copia realizzata
            ufficialmente e lecitamente è stata diffusa senza
            diritti.Se in tutta la mia carriera ho realizzato una sola opera, non credo proprio di avere il diritto di camparci.Un architetto non può mica aspettarsi di realizzare una sola casa e poi campare tutta la vita, no?Un avvocato non può aspettarsi di vincere una sola causa e camparci tutta la vita.Un medico non può aspettarsi di curare un solo paziente e camparci tutta la vita.Un ingegnere non può realizzare una sola opera e camparci tutta la vita.Forse tutte queste persone hanno studiato meno del musicista? O hanno investito meno in strumenti del mestiere?Se so che venderò una sola copia, me la farò pagare una cifra adeguata.Non faccio falsi sconti: non ti vendo una cosa sottocosto, e non pretendo che sia ancora mia dopo che te l'ho venduta. Me la paghi il giusto, ma una volta sola.
            Perchè, vorrei ricordarti, puoi anche
            ritenerla non giusta, ma c'è una legge che tutela
            gli autori. E finchè tale legge è vigente, quello
            che fai è illegale. Semplice e
            puro.No, non è illegale. Chi condivide viola la legge, chi scarica no.
          • panda rossa scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: Liosandro
            Rimane il fatto: sarebbe divertente vederti
            essere un musicista, che dopo aver studiato tutta
            la vita è riuscito ad avere sucXXXXX, ma non
            guadagna nulla perchè l'unica copia realizzata
            ufficialmente e lecitamente è stata diffusa senza
            diritti.Se sei un musicista, che ha studiato tutta la vita per diventare bravo, ti diro' una cosa che ti sconvolgera': se vuoi campare devi suonare.Anche un avvocato che ha studiato tutta la vita deve fare il suo lavoro tutti i giorni.Anche un medico che ha studiato tutta la vita deve fare il suo lavoro tutti i giorni.Che aberrazione e' che un musicista che ha studiato tutta la vita, suona una volta e campa per il resto della vita vendendo registrazioni?Questa assurdita' deve finire.Sei bravo a suonare suona, che di gente che ascolta gli artisti bravi, dal vivo, ce n'e' tanta, pure in questo forum.
            Perchè, vorrei ricordarti, puoi anche
            ritenerla non giusta, ma c'è una legge che tutela
            gli autori. L'autore ha il diritto di essere tutelato per quanto riguarda la paternita' dell'opera: quel brano e' di quell'autore, e guai a chi osa spacciarlo per proprio.Ma basta.
            E finchè tale legge è vigente, quello
            che fai è illegale. Semplice e puro.E noi combatteremo con l'illegalita', e quando tutti infrangeranno quella legge, il magistrato disporra' di incarcerare il detentore dei diritti, dicendogli che sono tutti gli altri ad essere al di la' delle sbarre.
          • deactive scrive:
            Re: Fateme capì
            eh beh io ad esempio! Ho piu' di 500 cd originali che piano piano mi sto digitalizzando per sgombrare salotto e libreria dal supporto fisico ;D
          • ruppolo scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: deactive
            eh beh io ad esempio!
            Ho piu' di 500 cd originali che piano piano mi
            sto digitalizzando per sgombrare salotto e
            libreria dal supporto fisico
            ;DE lo fai solo ora?
          • deactive scrive:
            Re: Fateme capì
            in che senso ?quando avrei dovuto scusa ? per un po' esporre i cd in salotto mi e' parso anche sensato, un po' come esporre la propria collezione.Ora pero' lo spazio fisico in casa comincia a scarseggiare per i troppi gingilli tecnologici che porto a casa .. 500 cd non ci metti 2 giorni ad importarli ehhh! :)
          • final mexxolo scrive:
            Re: Fateme capì

            hai un iPhone pieno di apps e video e non hai
            spazioe per tutta la tua musica sul device...http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3105951&m=3106327#p3106327quindi l'iphone è uno smartphone scadente?
          • panda rossa scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: pippO
            - Scritto da: MeX

            ad evitare la sincronizzazione dei tuoi device e

            avere acXXXXX alla tua libreria musicale ovunque

            sia disponibile una connessione internet,

            indipendentemente dal computer/telefono/ipod che

            usi
            ok, grazie, ma a cosa serve veramente?
            Dimmi che devo pagare per lo sforzo di NON
            copiare dal pc al
            telefono...No, dai... mi pare ovvio a che cosa serva.Serve che quando avremo finito con sony e cominceremo con apple, tu non potrai piu' sentire i tuoi brani finche' non finira' l'attacco a iTunes, vale a dire finche' apple non fallira' pure lei e con lei la nuvola.Ma tu paga. Non si puo' mai sapere.
        • Risposta alla notizia scrive:
          Re: Fateme capì
          - Scritto da: pippO
          - Scritto da: MeX

          guarda che non ti obbliga nessuno a usare un

          servizio che non ti

          interessa
          la mia perplessità è proprio questa: ma a che
          cosa
          serve?a quelli non nerd come te, ma comuni mortali, che non sanno bene come fare un backup o che non hanno tempo per fare backup, o che non hanno le conoscenze o la constanza da nerd per farsi il backuo o per farsi tutte le pippe mentali su come, cosa, quando portare in giro.hai sempre tutto quando vuoi, quanto vuoi, come vuoi.a questo servenon stare li a discutere su un servizio che siccome è 'apple' allora non server ad un XXXXX.guarda ubuntu, l'utima release, ha an che lei servizi di cloud etc integrati. ormai tutti vanno in quella direzione.. tu no. amen.
          • pippO scrive:
            Re: Fateme capì
            - Scritto da: Risposta alla notizia
            - Scritto da: pippO

            - Scritto da: MeX


            guarda che non ti obbliga nessuno a usare un


            servizio che non ti


            interessa

            la mia perplessità è proprio questa: ma a che

            cosa

            serve?

            a quelli non nerd come te, ma comuni mortali, che
            non sanno bene come fare un backup o che non
            hanno tempo per fare backup, o che non hanno le
            conoscenze o la constanza da nerd per farsi il
            backuo o per farsi tutte le pippe mentali su
            come, cosa, quando portare in
            giro.E quanti comuni mortali conosci che hanno il concetto di backup? :D
            hai sempre tutto quando vuoi, quanto vuoi, come
            vuoi.Finchè paghi...
            guarda ubuntu, l'utima release, ha an che lei
            servizi di cloud etc integrati. ormai tutti vanno
            in quella direzione.. tu no.
            amen.amen
      • ciccio quanta ciccia scrive:
        Re: Fateme capì
        Questo lo so pure io ma siccome l'andazzo è questo, se permetti, mi chiedo quale sarebbe il motivo (per l'utente non per l'imprenditore... quello è palese).Non hai comunque risposto alla mia domanda...
  • deactive scrive:
    a pagamento ?
    Pare che il servizio di Apple sia esclusivamente a pagamento.*********************************strano, Apple fa tutto gratis di solito.Piu' che a competere con amazon e google sara' in competizione con sistemi gia' collaudati come spotify. Dipendera' molto dal prezzo e ovviamente, trattadosi di nazi-apple anche dalle restrizioni imposte ai clienti onesti ( per cosi' dire ).Che poi al primo sgarro Apple te la faccia pagare non era nemmeno da discutere.noja
    • MeX scrive:
      Re: a pagamento ?
      intanto sono stati i primi a far cedere le major sul DRM, per cambiare il mercato devi stare alle regole.In secondo luogo sono ben contento di pagare se ricevo un servizio degno per quel che pago.Pagavo (ora ce l'ho gratis in quanto dipendente) MobileMe, e certo gli inizi non sono stati i migliori, ma come c'è un problema basta una chattata gratuita... prova a contattare Google perchè hai problemi a sincronizzare un calendario sull'iPhone e vediamo come va...
      • Shiba scrive:
        Re: a pagamento ?
        - Scritto da: MeX
        In secondo luogo sono ben contento di pagare se
        ricevo un servizio degno per quel che
        pago.E penso che qui siamo tutti d'accordo :)
      • deactive scrive:
        Re: a pagamento ?
        mi stai dicendo che i brani di itunes non "soffrono" piu' di DRM ?
        • MeX scrive:
          Re: a pagamento ?
          l'hai scoperto solo adesso?
          • deactive scrive:
            Re: a pagamento ?
            si perche' non acquisto da parecchio tempo.
          • deactive scrive:
            Re: a pagamento ?
            ok ho guardato ora. Sono tardivo ok, ma come sempre dove c'e' apple, si trova anche l'inganno: tramite l'ideona di itunes plus tutti brani sono ora maggiorati di prezzo. Geniali, non c'e' che dire.
          • MeX scrive:
            Re: a pagamento ?
            non tutti... e la differenza di prezzo non è dovuta al fatto che sono DRM free, ma al fatto che le major volevano una differenziazione di prezzo tra brani di popolarità diversa o data di release diversa
          • deactive scrive:
            Re: a pagamento ?
            grazie per le info.ps. sei corporate o retail ?-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 19 maggio 2011 16.55-----------------------------------------------------------
          • MeX scrive:
            Re: a pagamento ?
            corporate
      • Steve Robinson Hakkabee scrive:
        Re: a pagamento ?

        Pagavo (ora ce l'ho gratis in quanto dipendente)
        MobileMe, AAAHHhhh ma allora ti pagano, non sei pazzo!
        • MeX scrive:
          Re: a pagamento ?
          si che tu lavori gratis?
          • Jack Rackham scrive:
            Re: a pagamento ?
            - Scritto da: MeX
            si che tu lavori gratis?No, nessuno lavora gratis, ma nessuno di noi va a fare astroturfing sui forum... bah, io una segnalazione alla redazione la mando, se non dovesse bastare raccatto qualche utente e facciamo una bella segnalazione al garante...--JackRackham
          • MeX scrive:
            Re: a pagamento ?
            che segnali? che c'è un dipendente apple che scrive sui forum di PI?
          • JackRackham scrive:
            Re: a pagamento ?
            - Scritto da: MeX
            che segnali? che c'è un dipendente apple che
            scrive sui forum di PI?Segnalo che mi sono dimenticato uno smiley alla fine del messaggio! :)--JackRackham
          • deactive scrive:
            Re: a pagamento ?
            non mi pare che si tratti di astroturfing ma solo di forte fanboyismo ;DSe lavora in apple significhera' anche che sposa determinate idee no ?Il mondo e' bello perche' vario non credi ?
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