Apple/ iPhone e non solo iPhone

di D. Galimberti - Protagonista assoluto del MacWorld Expo, iPhone potrebbe influenzare da vicino l'evoluzione degli smartphone e non soltanto. Ma val la pena commentare anche il nuovo nome di Apple, segno del cambiamento
di D. Galimberti - Protagonista assoluto del MacWorld Expo, iPhone potrebbe influenzare da vicino l'evoluzione degli smartphone e non soltanto. Ma val la pena commentare anche il nuovo nome di Apple, segno del cambiamento

“I primi 30 anni sono solo l’inizio. Benvenuti nel 2007”. È con questa frase ad effetto che Steve Jobs, nel discorso d’apertura tenuto martedì al MacWorld Expo, ha dato il benvenuto ai 4mila partecipanti dell’atteso evento di San Francisco. Un evento che, come ormai sarà noto a tutti, ha svelato chicche come iPhone e AppleTV, ma che è stato anche occasione per l’annuncio, passato un po’ in sordina, del cambio di nome della società.

Lo slogan “dei 30 anni” di Jobs fa riferimento all’anniversario di Apple, per lo meno come impresa commerciale. Se è infatti vero che la fondazione ufficiale di Apple risale al folkloristico 1 Aprile 1976, la nascita di Apple come azienda vera e propria (con il nome di Apple Computer Incorporation ) è datata 3 gennaio 1977 (vedi qui ), ed è dovuta all’imprenditore Armas Clifford Markkula, che tanto si appassionò alla creatura di Jobs e Steve Wozniak.

Nonostante il MacWorld sia stato quasi completamente dominato – e non poteva essere altrimenti – da iPhone, di cui non mancherò di parlare in seguito, non va sottovalutata l’importanza dell’annuncio finale di Jobs: la modifica della ragione sociale della società di Cupertino, che da Apple Computer Inc. diventa Apple Inc .

La cancellazione del termine “Computer”, all’atto pratico, significa poco o niente: Apple continuerà infatti a percorrere quella strada, rivelatasi vincente, intrapresa diversi anni or sono. Il cambio di nome ha però un valore simbolico molto forte, perché riflette gli importanti cambiamenti che hanno interessato Apple in questi ultimi anni; cambiamenti che hanno diversificato il business dell’azienda, trasformando la casa della mela in ben più di un semplice produttore di computer.

Tralasciando alcune esperienze meno fortunate, il cambio di rotta attuale è iniziato nel 2001 con la presentazione del primo modello di iPod, a cui ha fatto seguito iTunes Music Store. Il successo di questi due prodotti ha spinto Apple a creare nuovi iPod con capacità video e portare sul proprio negozio virtuale, recentemente ribattezzato iTunes Store, anche videoclip musicali, serie televisive e film completi. A chiudere il cerchio è ora arrivato AppleTV, una sorta di media center che permette di fruire dei contenuti acquistati su iTunes nel proprio salotto e che, nelle intenzioni di Apple, è destinato a diventare il centro multimediale di ogni casa.

L’iPhone – sul cui nome si preannuncia battaglia legale tra Cisco ed Apple – si pone un po’ trasversalmente su tutti i campi di competenza di Apple, aggiungendone di nuovi: utilizza Mac OS X, può funzionare come un iPod (col quale condivide il connettore standard), può essere utilizzato per visualizzare foto e film, e ovviamente è anche uno smartphone completo che permette di navigare in Internet e gestire le e-mail.

L’iPhone racchiude oltre 200 tecnologie coperte da altrettanti brevetti, e presenta un’interfaccia con un sistema di controllo innovativo: nessun tasto, nessuno stilo, tutto comandato attraverso movimenti delle dita che sfiorano lo schermo sensibile al tocco. Chi ha avuto la fortuna di provarlo conferma l’estrema reattività del sistema e l’immediatezza di utilizzo, mentre chi è preoccupato per i graffi potrà tirare un sospiro di sollievo sapendo che il vetro del display beneficia un particolare trattamento antigraffio.

La data di uscita di iPhone è ancora lontana per poter esprimere dei giudizi definitivi, ma in base alla specifiche finora note possiamo già evidenziare qualche pro e contro del nuovo gadget.

Tra i contro possiamo citare la mancanza, per chi ne sente il bisogno, dell’UMTS (mancanza che comunque sarà colmata al primo aggiornamento, probabilmente in occasione del lancio europeo), e la memoria disponibile, pari a quella di un iPod-nano, ma lontana dai 30-80 GB di iPod video. La batteria ha una buona durata (5 ore di conversazione, 16 di riproduzione musicale, non dichiarate le ore di stand-by) ma ufficialmente non è sostituibile dall’utente (anche se probabilmente, così come avviene per iPod, non mancheranno kit e tutorial per le sostituzioni fai-da-te).

Tra i pro, a parte la perfetta integrazione con iTunes (anche per chi utilizza Windows), vanno sicuramente evidenziati due elementi di rilievo: l’adozione della tecnologia multitouch e l’utilizzo di una versione ad hoc di Mac OS X.

La tecnologia multitouch permette di operare contemporaneamente con più dita sullo schermo del telefono, consentendo, per esempio, di ruotare o zoomare una fotografia prendendone due punti e muovendoli a piacere (si veda a tal proposito il video di presentazione di iPhone). Di sicuro non è una caratteristica indispensabile su un cellulare, ma ha senso considerare iPhone un semplice cellulare? Si tratta a tutti gli effetti di un oggetto che ha le potenzialità per rimpiazzare non solo gli smartphone, ma anche la maggior parte dei PDA in circolazione, e il fatto che utilizzi un sistema operativo derivato da Mac OS X non può che lasciare aperte numerose altre possibilità sotto questo aspetto, con applicazioni di ogni tipo.

Pensate inoltre a cosa si potrebbe realizzare sfruttando la tecnologia multitouch nell’utilizzo di un normale computer: l’interfaccia attuale prevede un’interazione con l’utente attraverso un solo “punto di contatto” (che sia il dito su uno schermo touch o la punta della freccia del mouse). La capacità di gestire la pressione contemporanea di più dita apre maggiori possibilità di interazione, soprattutto se si ha a che fare con dispositivi o situazioni dove non è possibile avere a disposizione tastiera e mouse. Tale caratteristica permette, ad esempio, di virtualizzare quegli strumenti musicali che richiedono accordi a più tasti; far lavorare più persone contemporaneamente sullo stesso schermo wide; spostare dati o maneggiare immagini e filmati “a due mani” un po’ come avviene nel celebre film Minority Report . Le possibilità sono molteplici, tutto sta nella fantasia degli sviluppatori e nelle idee degli utilizzatori, e gli sviluppi di questa nuova tecnologia li vedremo solo tra qualche tempo.

Ma torniamo a parlare di Apple Inc. e del MacWorld Expo. Assodato che le intenzioni di Apple sono quelle di allargare i propri interessi (come evidenziato anche dagli accordi con Google e Yahoo), molti utenti sono rimasti delusi dalla mancanza di annunci riguardanti i Macintosh, Mac OS X Leopard e i canonici aggiornamenti delle applicazioni Apple. In realtà, con due prodotti completamente nuovi di cui parlare, l’AppleTV e l’iPhone, che rilevanza poteva avere nel contesto del keynote l’annuncio, per esempio, di un Mac-mini con un processore leggermente più veloce? In ogni caso è facile immaginare che anche gli aggiornamenti hardware non tarderanno ad arrivare, e qualcuno ha già parlato del 16 gennaio come possibile data della presentazione di nuovi prodotti.

Quello che Apple sta cercando di fare, e che a mio avviso è sempre stata la chiave vincente dei suoi prodotti, è di slegare il concetto di computer da quello di semplice box hardware per concentrarsi sulle applicazioni, le funzionalità e l’utilizzo semplice di tecnologie avanzate. Lo stesso concetto è in parte applicabile anche al sistema operativo: durante tutta la manifestazione non si è mai nominato Leopard, ma è quasi certo che la versione embedded di Mac OS X presente su iPhone (che occupa circa 200 MB dei 4 o 8 GB disponibili), e forse anche su AppleTV, derivi direttamente dalla futura release di Mac OS X. Gli indizi di queste supposizioni, a parte le scontate considerazioni sulle tempistiche del rilascio, risiedono in alcune caratteristiche di Leopard che ben si adattano a quanto mostrato su iPhone, ovvero la tecnologia Core Animation , che consente di ottenere in maniera semplice dei sofisticati effetti di animazione nelle applicazioni e nell’interfaccia, e la resolution indipendency , ovvero un’interfaccia indipendente dalla risoluzione dello schermo.

Proprio l’attesa del rilascio di Leopard potrebbe essere il motivo della mancata presentazione delle nuove release degli altri software Apple, in primis della nuova versione di iLife: come rinunciare alla possibilità di sfruttare le potenzialità di Core Animation per aggiungere nuove feature ad una suite che offre già molto più rispetto ad ogni altro software della stessa categoria?

iPhone ed AppleTV contribuiranno ad aumentare ulteriormente la visibilità di Apple, esattamente com’è successo con l’iPod, e questo potrebbe far aumentare in maniera considerevole la penetrazione di mercato di Mac OS X: già ora, secondo alcune proiezioni, il 20% dei portatili venduti nel 2007 potrebbe essere marchiato Apple.

Sarà interessante, in questa situazione, scoprire quale strategia intenderà adottare Apple, e soprattutto quale strategia intenderà utilizzare con la versione embedded di Mac O SX, che oltre all’iPhone potrebbe essere utilizzato su altri dispositivi, tra cui nuove versioni di iPod. Una notizia poco gradita (ma ancora da confermare) è quella secondo la quale sull’iPhone non sarà possibile installare liberamente applicazioni scritte da terze parti, un po’ come accade già ora con i giochi per iPod, disponibili solamente attraverso iTunes Store: se così fosse le prospettive di utilizzare iPhone come PDA sarebbero limitate alle applicazioni che Apple renderà disponibili, ma in realtà potrebbe anche significare che l’intenzione di Apple è quella di “costringere” gli sviluppatori a vendere i propri applicativi attraverso iTunes, con corrispondente pagamento di una quota alle casse della neonata Apple Inc.

In ogni caso è ancora presto per tirare le somme: il 2007 apre una nuova era per Apple, e ciò che abbiamo visto in questa expo di inizio anno potrebbe essere solo l’inizio di una nuova serie di prodotti Apple che scopriremo solo nei prossimi mesi.

Domenico Galimberti
(Per contattare l’autore scrivere alla redazione )

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11 01 2007
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