Apple, iTunes e quella maretta sui MacBook

DRM, DMCA, diffide, e problemi video per il laptop: la Mela si barcamena tra i marosi

Roma – La luna di miele tra Apple e il suo pubblico sembra definitivamente finita. All’aumentare della popolarità dei suoi prodotti, crescono anche le aspettative dei clienti in materia di libertà di utilizzo di quanto acquistano: una faccenda che sembra infastidire l’ufficio legale di Cupertino e che scatena crociate anti-protezionistiche in Rete. Tutto questo proprio mentre si riaffaccia qualche problemino al comparto video dei laptop Apple.

Sembrerebbe infatti che sia i MacBook che i MacBook Pro Unibody, quelli in alluminio di ultima generazione, soffrano di un male congenito alla VGA. Nel caso del Pro, che monta due chip grafici (uno integrato nel chipset della Logic Board, e uno discreto), la faccenda sarebbe pure abbastanza seria: alcuni tra i primi acquirenti lamentano improvvisi blocchi del sistema dopo alcuni minuti di gioco – sia in ambiente Mac OS X che su Windows (via BootCamp) – con delle poco rassicuranti “Black Screen of Death” (schermate nere della morte), che fanno tornare alla mente quanto accade ad alcuni esemplari Pro della precedente generazione affetti da GPU difettosa.

Il problema, secondo le ricostruzioni degli stessi proprietari, sarebbe legato ad un non corretto raffreddamento della VGA discreta all’interno dei laptop. Alcuni avrebbero risolto il problema installando un’applicazione, SMCFancontrol , in grado di regolare manualmente le velocità delle ventole; altri sarebbero dovuti ricorrere alla sostituzione di tutta l’elettronica del computer. In ogni caso, Apple sarebbe al corrente del problema e starebbe tentando di identificarne la causa: non è chiaro se il problema sia hardware o software, anche se l’incidenza dei difetti nei primi modelli messi in circolazione farebbe pensare ad una questione di design piuttosto che a un bug.

Per quanto riguarda i MacBook (ma anche i MacBook Pro), pare ci sia un problema di distorsione dell’immagine mentre si utilizza un browser con motore WebKit o si visualizza un filmato ad alta definizione: strane rappresentazioni del testo comporterebbero un certo fastidio della navigazione, problemi che spariscono magicamente utilizzando browser alternativi (Opera, Firefox) oppure installando e utilizzando Windows via BootCamp. Questo walkaround farebbe pensare quindi ad un bug software, facilmente risolvibile con un aggiornamento dei driver Nvidia per OS X.

Il banner dell'iniziativa FSF Il comparto video, comunque, sembra proprio il nodo cruciale della nuova generazione dei MacBook. A nulla sembra essere servita l’apertura (per il momento ufficiosa) in materia di DRM musicale: al centro delle polemiche resta il discusso limite agli schermi utilizzabili collegati alla DisplayPort, tanto da spingere Free Software Foundation a piazzare i laptop di Cupertino al primo posto di una insolita classifica dei prodotti da boicottare durante gli acquisti natalizi .

Defective by design , così viene definito il nuovo MacBook: “Apple si è spinta oltre con il suo DRM con l’uscita dell’ultima revision dei suoi laptop” sostengono quelli di FSF, ponendo in primo piano il diritto dei consumatori di usufruire appieno dei propri beni. Una tematica simile a quella portata avanti dai frequentatori del sito Bluwiki , impegnati in un progetto denominato iPodhash : un tool sviluppato con l’obiettivo di consentire la sincronizzazione di un iPod con il database di iTunes senza passare necessariamente per l’applicazione sviluppata da Apple. Peccato che ora si trovino impegnati a controbattere a una diffida partita da Cupertino, e sorretta dal DMCA ( Digital Millennium Copyright Act ).

Per tenere chiuso l’ecosistema iPod-iTunes, Apple applica una sorta di cifratura al database del suo programma di gestione dei file MP3. Un algoritmo che fino a poco tempo fa era piuttosto semplice da decodificare e scavalcare, tanto che erano serviti meno di due giorni per violare la protezione precedente: si trattava, in ogni caso, della decodifica unicamente del database, che in nessun modo poteva essere utilizzata per violare il DRM applicato alle canzoni . Una protezione, quella del database, che invece è stata rinforzata di recente con l’arrivo degli ultimi modelli iPod.

Sulle pagine di Bluwiki era dunque nata una lunga discussione su come fare a consentire nuovamente l’impiego di programmi come YamiPod , indispensabili agli utenti Linux , per permettere a tutti i proprietari di un iPod di tenere il proprio lettore sincronizzato col PC nel modo che più li aggrada. Ma ecco arrivare la takedown notice da un avvocato dichiaratosi rappresentante di Apple, che in forza del DMCA chiede la rimozione di tutto quanto presente sul sito. La risposta di Electronic Frontier Foundation , e di altri , non si è comunque fatta attendere.

La discussione su Bluwiki non rientrerebbe in alcun modo sotto la giurisdizione del DMCA, e in ogni caso il database di iTunes non sarebbe in sé materiale coperto da copyright. Inoltre, sostiene EFF , il DMCA prevede specificamente il reverse engineering di una tecnologia se questa operazione viene svolta con il fine di garantire l’ interoperabilità . Infine, il DMCA non sarebbe lo strumento giusto per tutelarsi contro le discussioni in materia di “circonvenzione del DRM”. In attesa di scoprire quale sarà la contromossa degli avvocati rispetto a queste argomentazioni, i nuovi iPod restano al momento muti per gli utenti che non vogliono o non possono installare iTunes.

Luca Annunziata

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