Apple/ Le nuove scommesse

di D. Galimberti. Apple moltiplica i suoi sforzi nel segmento del mercato professionale e lo dimostra con novità software e hardware


Roma – In questo periodo di relativa calma per il mondo Macintosh, in assenza di grosse novità a livello di macchine o software consumer (le notizie che di solito “fanno più rumore”), ci sono alcune novità rilevanti per il segmento professionale.

Nel corso del NAB, la più importante manifestazione del video digitale che si è svolta a Las Vegas a inizio mese, Apple ha indetto una conferenza stampa per presentare la sua nuova suite di prodotti per l’audio e video professionale: Final Cut Pro 4, DVD Studio Pro 2 e Shake 3.

Se da un lato gli utenti consumer si lamentano dell’immaturo iMovie 3 (personalmente uso ancora la versione 2, confidando in un prossimo aggiornamento che possa rendere la nuova versione usabile almeno quanto la release precedente), Final Cut Pro 4 si porta a casa due prestigiosi premi ancor prima di uscire sugli scaffali: un Government Video Salutes Award e un Vidy Award, conquistati per l’appunto in occasione del NAB al fianco di altri colossi come i prodotti DNA di Avid e Maya 5.

Senza scendere in particolari tecnici (gli appassionati possono trovarli sul sito Apple o su siti specialistici), la nuova versione di Final Cut presenta una grande quantità di innovazioni, tra cui la capacità di lavorare praticamente in ogni formato, dal comune digital video all’alta definizione, passando per il formato a 10 bit non compresso. È stata potenziata la sezione dedicata agli effetti ed elaborazioni in real-time (chiamata ora RT Extreme) con supporto per le schede Pinnacle, mentre sono state integrate tre nuove applicazioni per la per la titolazione avanzata a singoli caratteri (LiveType), la creazione musicale di loop ed effetti sonori (Soundtrack) e il batch transcoding per l’esportazione diretta in formato MPEG-2 e MPEG-4 (Compressor).

Con la presentazione di Final Cut Pro 4, Apple non ha perso l’occasione per strizzare l’occhio al mondo degli standard aperti basati su metadata (XML Link, e Framework I/O via firewire), consentendo a qualsiasi produttore di creare dispositivi in grado di collegarsi via FireWire per lavorare su video non compresso.

E se il prodotto finale di un lavoro deve essere un DVD, Apple propone DVD Studio Pro 2. La nuova versione del software per l’authoring di DVD è stata completamente riprogettata per abbinare tutte le potenzialità della precedente versione con la semplicità di utilizzo di iDVD. Non mancano comunque novità come l’editing delle tracce basato su timeline, nuove funzionalità per la creazione di interfaccia e titoli, e la possibilità di gestire 32 tracce di sottotitoli, 8 tracce audio e 8 diversi angoli di ripresa.

Per ultimo, ma di certo non meno importante, Shake 3 è uno dei software più avanzati di compositing presente sul mercato. Il software distribuisce il carico di rendering tra tutti i computer presenti in rete e presenta diverse funzionalità per gli effetti visivi in tempo reale. Shake 3 sarà disponibile anche per IRIX e Linux, e il suo motore (Shake QMaster), basato su architettura aperta, può fornire il supporto per eseguire un rendering distribuito anche ad altre applicazioni (una su tutte, Maya). A testimonianza della validità del prodotto, vale la pena di ricordare che Shake è stato utilizzato per la produzione di innumerevoli film, tra cui i tre episodi della saga de “Il Signore degli Anelli”

A completamento di questi prodotti, per la gestione professionale dell’audio la proposta di Apple ricade sul famoso Logic 6, un software di produzione musicale che incorpora anche funzionalità MIDI. Logic offre all’utente tutti gli strumenti necessari per creare l’audio e adattarlo in tempo reale alle proprie creazioni video, seguendo tutte le esigenze della post-produzione.

Con questo poker di prodotti, Apple sembra indicare di non aver rinunciato all’ambizione di diventare leader in questo settore, affiancando tutto questo per alcuni versi al già esistente pacchetto consumer iLife.

Ma le intenzioni di Apple sono divenute chiare già nel momento in cui si diede da fare per acquisire diverse applicazioni e/o società del settore (tra gli ultimi l’acquisizione di Emagic, e quindi di Logic audio). Ora queste ambizioni si palesano del tutto, anche immaginando la possibilità di utilizzare Shake in abbinamento a sistemi Xserve in rack per avere il massimo della potenza possibile. Per la prova del fuoco si dovrà comunque attendere l’effettiva uscita di questi prodotti, che saranno sul mercato con diverse tempistiche da qui alla fine dell’estate, periodo per il quale si attendono anche altre novità.


Dal punto di vista hardware le novità più imminenti dovrebbero riguardare un rinnovo del PowerBook da 15″ (attuale Titanium) e una nuova versione dell’iPod.

La nuova versione del Titanium è attesa pressoché vicina al lancio dei nuovi portatili G4 con schermi da 12″ e 17″, quantomeno per allinearne le caratteristiche ai nuovi modelli presentati ormai quasi quattro mesi fa. La scelta di ritardare il lancio di un nuovo Titanium (che probabilmente non si chiamerà più così anche se avrà il case in alluminio come i suoi fratelli) è probabilmente da imputare al ritardo nelle consegne dei PowerBook da 17″. Presentare un nuovo modello quando il precedente ha ancora problemi di consegna, sicuramente non sarebbe stata una bella mossa, senza considerare il fatto che (proprio per i problemi citati) il nuovo PowerBook 15″ avrebbe potuto cannibalizzare parte degli ordini del PowerBook 17″.

In base agli ultimi risultati fiscali, e come accade ormai da un po ‘ di tempo a questa parte, il settore dei portatili è diventato il settore trainante per Apple, quindi è lecito aspettarsi molta attenzione in ogni piccolo particolare, compresa la scelta del momento giusto per la presentazione di nuove macchine.

L’altro piccolo gioiellino di casa Apple che aspetta un upgrade è l’iPod. Se per il nuovo PowerBook le caratteristiche si possono facilmente intuire osservando le novità introdotte negli altri modelli, per il nuovo iPod ci sono state indiscrezioni di diverso tipo. Pare quasi certo che ci sarà un leggero restiling nel design, con un riposizionamento di alcuni comandi, mentre da più parti ci si aspetta che, contestualmente all’uscita del nuovo lettore MP3 e in accordo con le maggiori case discografiche, Apple lanci anche un servizio di scaricamento a pagamento dei brani di maggiore successo.

Lasciando spazio alla fantasia, c’è anche chi si dice certo che Apple stia per lanciare un nuovo prodotto, una via di mezzo tra un computer portatile e un tablet computer. Si tratterebbe di una sorta di monitor portatile con collegamento Airport ad un computer fisso. Non si tratterebbe quindi di un dispositivo autonomo, ma bensì di un'”estensione” del concetto di Input/Output: il monitor sarebbe ovviamente un touch-screen con capacità di riconoscimento della scrittura affidata all’unità centrale, e una nuova funzionalità della prossima versione di Mac OS X (nome in codice Panther) potrebbe consentire a più utenti con più schermi di collegarsi alla stessa unità centrale. L’idea potrebbe anche essere interessante, ma sinceramente mi sembra un’ipotesi troppo fantasiosa, anche se quando c’è Apple di mezzo ci si potrebbe aspettare di tutto.

Da più parti si è anche parlato anche di una nuova concezione dell’iMac, che potrebbe “sparire” nella sua configurazione attuale per lasciare spazio a qualcosa di nuovo.

Tornando coni piedi per terra, sicuramente le novità più attese riguardano il nuovo processore PPC970 di IBM (a 64 bit e con clock decisamente più elevati degli attuali), e la prossima versione di Mac OS X, ma per sapere qualcosa in più su questi argomenti, occorrerà aspettare ancora qualche mese, quando la WWDC di fine giugno ci svelerà almeno qualche mistero sulle future macchine.

Aggiornamento (22/4/2003): Apple ha rilasciato un nuovo iBook a 900 MHz e un modello a 800 MHz, quest’ultimo con hard disk da 30 GB e scheda video ATI Radeon 7500 con 32 MB di memoria.

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