E se Apple avesse il suo motore di ricerca?

La mela morsicata sarebbe al lavoro su un proprio motore di ricerca: l'alternativa allo strapotere di Google potrebbe arrivare da Cupertino.
La mela morsicata sarebbe al lavoro su un proprio motore di ricerca: l'alternativa allo strapotere di Google potrebbe arrivare da Cupertino.

A Cupertino si lavora per lanciare una nuova sfida a Google: non sul fronte dei dispositivi mobile con il prossimo concorrente di Android e nemmeno con una suite per la produttività alternativa a Workspace, bensì con un motore di ricerca. Sarebbe questo il piano di Apple, rimasto fino ad oggi top secret e ora citato in un report del Financial Times.

Motori di ricerca: da Apple l’alternativa a Google?

Con una mossa di questo tipo la mela morsicata non solo amplierebbe ulteriormente il proprio raggio d’azione, ma andrebbe a ridurre la propria dipendenza da bigG. Ricordiamo infatti che al momento le due aziende sono legate da un accordo che, a fronte di un importante investimento economico (si parla di 12 miliardi di dollari su base annuale), pone Google come la piattaforma predefinita per trovare contenuti online su dispositivi come iPhone, iPad e Mac.

Proprio l’intesa tra le due realtà è finita di recente nel mirino dell’antitrust britannica, mentre negli Stati Uniti il Dipartimento di Giustizia ha mosso accuse nei confronti del gruppo di Mountain View per pratiche riguardanti ricerche online e advertising. Potrebbe essere questo uno dei fattori ad aver convinto Apple ad accelerare i tempi.

È però troppo presto e sono disponibili troppo poche informazioni per immaginare cosa accadrà. L’iniziativa potrebbe arrivare a concretizzarsi in un futuro non troppo lontano oppure essere accantonata. Ci si trova nel campo di ipotesi, supposizioni e congetture.

Di certo per la società di Cupertino non si tratterebbe di un’impresa semplice. Google ha costruito e consolidato la propria leadership lavorando per oltre un paio di decenni al perfezionamento degli algoritmi che regolano l’indicizzazione dei contenuti nelle SERP (pagine dei risultati), come testimoniano i miglioramenti introdotti di continuo, gli ultimi annunciati solo un paio di settimane fa in occasione dell’evento Search On. Intanto da Apple tutto tace, come sempre nessun commento alle voci di corriodio.

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