Android: sceglieremo tra DuckDuckGo, Info e Qwant

Google ha svelato tra quali motori di ricerca potremo scegliere con il nuovo ballot screen di Android: DuckDuckGo e Info in tutti i paesi.
Google ha svelato tra quali motori di ricerca potremo scegliere con il nuovo ballot screen di Android: DuckDuckGo e Info in tutti i paesi.

Come conseguenza alla causa antitrust che nel vecchio continente è costata a Google ben 4,34 miliardi di euro per abuso di posizione dominante, il gruppo di Mountain View ha deciso di consentire agli utenti dei dispositivi Android la scelta del motore di ricerca da impostare come servizio di default per trovare le informazioni online.

Android e motori di ricerca: le scelte del ballot screen

In che modo? Tramite un ballot screen mostrato durante il processo di configurazione dei nuovi smartphone e tablet, come anticipato lo scorso anno. Dando seguito a una misura già introdotta a metà 2019, oggi bigG annuncia l’elenco completo delle opzioni che nel periodo compreso tra l’1 marzo e il 30 giugno 2020 verranno messe a disposizione degli utenti. Saranno quattro: a quelle visibili nella tabella seguente va aggiunta Google. Per l’Italia saranno DuckDuckGo, Info.com e Qwant. L’ordine di comparsa sugli schermi sarà casuale.

Android e il ballot screen per la scelta del motore di ricerca: le opzioni nei diversi paesi europei

La selezione dei motori di ricerca per i diversi territori è stata effettuata tramite asta: i provider hanno proposto a Google una cifra da versare per ogni utente che sceglierà di affidarsi ai loro servizi. Le tre più alte di ogni paese saranno incluse nel ballot screen e verseranno il denaro equivalente alla quarta offerta più elevata tra quelle ricevute.

Come si può vedere dall’elenco, DuckDuckGo e Info.com sono onnipresenti. Tra gli altri player che si sono accaparrati la possibilità di comparire figurano GMX, Qwant, PrivacyWall, Seznam e Yandex. Stupisce l’inclusione di Bing nel solo Regno Unito: evidentemente Microsoft ha ritenuto opportuno investire esclusivamente sul mercato UK in considerazione del ritorno economico generato dall’advertising.

Fuori dalla competizione Ecosia, piattaforma che devolve gran parte dei profitti a iniziative di riforestazione. Il CEO e fondatore Christian Kroll ha definito la strada intrapresa da Google come un ennesimo abuso, per nulla in linea con la volontà della Commissione Europea che nel 2018 ha sanzionato la società con la maxi-multa citata in apertura proprio per le sue pratiche. Di parere simile anche i vertici di Qwant e DuckDuckGo, che però stando a quanto si apprende oggi hanno preso parte alla prima delle aste: da qui in avanti ne sarà indetta una ogni quattro mesi.

Fonte: Android
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